Com’è noto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni ha in mente uno stretto giro di vite su internet in seguito alla pubblicazione su Google di un video sul bullismo nelle scuole.

La motivazione è quella della “tutela dei minori“. Il diavolo però fa le pentole ma non i coperchi: peccato che il blog del ministro fosse infatti zeppo di spam pornografico, che è rimasto a lungo on line prima che qualcuno se ne accorgesse.

Quando qualcuno se n’è accorto, e prima che il ridicolo travolgesse giustamente l’On. Fioroni, il sito è stato bloccato con la patetica dicitura “sito in aggiornamento“.

Le inserzioni porno però si possono ancora leggere grazie alle “pagine cache” di Google a questo indirizzo.

Qui sotto un piccolo esempio:


Ora, proprio per quella tutela dei minori tanto cara al ministro, e seguendo la sua stessa logica secondo cui Google sarebbe pienamente responsabile di quanto pubbliciato, l’On Fioroni va senz’altro denunciato e punito in modo esemplare. E con dimissioni immediate.

5 Responses to “Denunciamo il ministro Fioroni: è un pornografo, ecco le prove”

  1. collezionamusica Says:

    Bel post. Concordo.

  2. Alez Says:

    Già come no, peccato che quei link sono commenti lasciati nel blog dalle stesse persone che ora vogliono le sue dimissioni. Almeno prima di dare delle notizie informatevi. Eppure è EVIDENTE che non sono pagine scritte dal ministro ma commenti ad articoli del blog….

  3. aghost Says:

    bene alzato!!! E ci mancherebbe pure che lo spam porno lo avesse fatto lo stesso ministro!!! :DDD

  4. Burp Says:

    Alez, ma sei proprio sveglio, hai capito tutto tu.

    Prova a rileggere.

    Burp

  5. Burp Says:

    Ah, ho capito la ragione (forse) del perche’ Alez non ha capito una fava lessa.

    E’ perche’ ha commentato qualcosa di cui non sa nulla.

    Probabilmente crede, non sapendo nulla al riguardo, che Google il video l’abbia pubblicato di sua iniziativa, quando invece e’ stato “postato” al di fuori del suo controllo, dato che e’ un semplice raccoglitore di cio’ che qualcun altro desidera pubblicare. Insomma qualcuno ha postato qualcosa che non avrebbe dovuto, esattamente come sul blog del ministro, che pero’ evidentemente non si ritiene colpevole dell’accaduto, per la solita storia dei “due pesi e due misure”.

    Hai capito ora Alez ?

    Burp

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