Su Punto Informatico è apparso un articolo intitolato “Italia, i blogger indagheranno su sé stessi” che annuncia una “rilevazione non convenzionale, in pieno stile Web 2.0” (?) promossa da SWG, Università di Trieste, Splinder e Punto Informatico”.

La rilevazione, “che cerca la collaborazione dei blogger, solo loro possono darle vita” si basa insomma, o si dovrebbe basare, sul lavoro dei blogger stessi, che dovrebbero proporre le domande che vorrebbero sentirsi rivolgere, e quindi riempire dei questionari che saranno poi elaborati da SWG.

I primi commenti piovuti sull’iniziativa però non sono stati, salvo una minoranza, particolarmente entusiastici. Tra le accuse: quella di essere una “markettata” per farsi pubblicità, di far lavorare gratis i blogger, di non dire chiaramente qual è lo scopo vero della ricerca. Critiche anche al sito-blog ufficiale dell’inziativa.

Per rintuzzare le critiche è intervenuto nei commenti anche tal Enrico di SWG (nick Malacche, e forse anche qualche anonimo a dar man forte), che dopo alcune domande ha ammesso che

“a SWG interessa:

1) ritrarre una definizione del mondo di autori e lettori di blog in italia che sia genuina, originale e condivisa con gli oggetti della ricerca
2) che il suo marchio abbia visibilità, ovvero in termine spiccio “pubblicità”
3) che qualche utente in più si iscriva alla sua community ( http://www.swg.it/index.php/la-community-di-swg/)”

Insomma l’iniziativa di SWG rischia di trasformarsi in un passo falso, uno scivolone, come l’evento di Edelman di qualche tempo fa.

Il sospetto che il tutto sia organizzato per fini pubblicitari, o comunque per fare un sondaggio a basso costo sui blogger, le cui analisi di marketing sarebbero poi vendute alle aziende commerciali, è forte.

Personalmente, dubito fortemente che i blogger collaboreranno: perché dovrebbero?

Quello che a SGW forse sfugge è che alla maggioranza dei blogger non interessa minimamente essere “sondati” da loro. O no?

42 Responses to “Dopo Edelman, scivola anche SWG”

  1. josef`K. Says:

    Mi trovi sostanzialmente d’accordo. Sembra la solita panzana all’italiana.

  2. Napolux Says:

    Idem con patate


  3. Saluti.
    Finora non ho preso parte alla discussione su Punto Informatico,
    e su blog dedicato alla ricerca.

    Sono uno dei promotori della ricerca, per conto del corso
    di sociologia genere dell’Università di Trieste, Scienze della Comunicazione.

    L’idea di chiedere una collaborazione ai blogger è nata da un’idea mia e di SWG.

    L’idea a mio avviso è ottima: prima il sistema indaga se stesso, poi viene indagato dall’esterno tramite questionario.
    State prendendo un granchio perchè stavolta l’aspetto commerciale c’entra davvero pochissimo. Se non per quei tre punti citati già da Enrico Milic.
    Sulla nostra buona fede ci potete scommetere quello che volete.
    Sulla tua potenziale volontà di far esplodere un caso dal nulla tanto per farti un po’ di pubblicità io non ci scommetterei molto.

    Non venderemo nulla. questo è scritto a chiare lettere sullo statuto della ricerca. E affermare che venderemo ad aziende commerciali è una falsità bella e buona.
    I dati saranno distribuiti gratuitamente e chiunque potrà usarli liberamente.
    non vedo perchè inventare.

    La cosa che più mi mortifica, anzi le cose che più mi mortificano sono due:
    - la prima è che dietro a sta ricerca c’è lavoro, ce n’è tanto. Onesto, soprattutto. E vederselo umiliare, distorcere così, ti assicuro che personalmente fa davvero male. Te lo dico sinceramente.
    - la seconda è che l’idea di creare un approccio cooperativo con i blogger nasceva proprio per rispettare quello che è il concetto del “network”. E far sfatare il luogo comune in stile repubblica.it che il blogger sia un adolescente con l’ipod. L’obiettivo è proprio quello di dire: “hai un blog? dicci cosa ti piacerebbe ti venisse chiesto per rappresentare al meglio la tua identità”

    altra cosa. Io mi occupo di sociologia, sono cultore della materia qui a Trieste. Questa ricerca per la mia materia avrebbe dei risvolti incredibili perchè finalmente potrei saggiare non solo una presunta identità del blogger, ma anche il suo rapporto con il consumo culturale, con la sfera pubblica e politica.

    Perchè mai questo non viene minimamente tenuto in considerazione dalle tue parole?
    La cosa che più mi infastidisce è che hai letto SWG e sei partito come un razzo lanciando accuse davvero miserabili.

    Chiedo scusa per la lunghezza.
    Nonostante l’amarezza sono a disposizione per qualsiasi chiarimento.


  4. ah scusa il follow up.
    Tal Enrico ha un nome e un cognome.
    si chiama Enrico Milic,
    anche lui blogger, come me, da lunga data: http://www.morbin.it

  5. aghost Says:

    va bene, grazie del post, prendo atto di quanto dici. Un giudizio piu motivato potremo tirarlo alla fine, però le perplessità, se permetti, restano, e non mi pare siano soltanto mie.

    Se fosse stata un’iniziativa solo universitaria forse ci sarebbe stata più fiducia, ma ormai in italia i consumatori sono così esacerbati (e mi ci metto anch’io)che l’idea di un’azienda che agisca senza un ritorno tangibile appare come qualcosa di fantascientifico.

    Ti rassicuro: non voglio montare nessun caso, ho solo fatto le mie considerazioni, giuste o sbagliate che siano. Mi spiace che ti sia sentito personalmente offeso, non era mia intenzione. Non ho criticato le persone ma le modalità dell’iniziativa.

    Premesso quanto sopra, posso continuare a essere critico senza sentirmi dire che lancio “accuse miserabili” o cerco facile “pubblicità”?

    Perché non si è disposti ad accettare dei pareri contrari e subito si salta su indignati lanciando offese?

    Siete, infine, proprio sicuri di aver presentato tutto con la massima chiarezza? A me, e non solo a me, pare di no. Altri hanno avanzato le mie stesse perplessità. Solo dopo insistenze Enrico ha precisato quali erano gli interessi di Swg.

    Ciao


  6. ciao,

    non capisco come tu possa fare un fascio di tutte le aziende e tutte le iniziative fatte da qualche azienda. non credo, poi, che tutti i consumatori la pensino come te con queste semplificazioni. la risposta accorata di enrico marchetto mi sembra derivi dal tuo tono che è stato, scusa, altrettanto arrogante.

    guarda che l’iniziativa ha un respiro di 3 mesi (varie fasi: la creazione dei questionari, la loro pubblicazione, la raccolta dei dati e l’analisi).
    pertanto sarebbe bizzarro che io, appena l’iniziativa viene pubblicizzata, corra a giustificarmi nei commenti dell’articolo di punto informatico: quello che avevamo da dire per presentare l’iniziativa sta tutto sul blog dell’iniziativa stessa http://ricercadiarioaperto.splinder.com/

    quello che manca nel tuo ragionamento, scusa, è che qualsiasi azienda, ente o persona nell’atto di fare iniziative pubbliche (come swg con diarioaperto, come tu col tuo blog) lo fa per ‘farsi pubblicità’ che è un concetto che non è diverso o lontano dal ‘dare voce ai propri pensieri’, ‘dare visibilità alle proprie idee’, ‘pubblicare un post’. quindi che swg preventivamente si giustifichi in questo senso mi pare folle. e certamente non era quello il senso, ma solo di spiegare meglio nel luogo dell’articolo e alla comunità di punto informatico in particolare.

    credo di poterti far notare, inoltre, che forse meritava dare una letta un po’ più approfondita ai contenuti di presentazione sul blog stesso di diarioaperto, che fose saranno non esaurienti, ma per esempio dicono chiaro e tondo che “Una volta concluso il progetto i dati saranno ufficialmente pubblicati e commentati… La loro totale diffusione sarà ampia e, soprattutto, completamente gratuita”.

    quindi, mi pare abbastanza scontato che swg abbia sì interesse a incrementare la sua visibilità (come chi fa qualsiasi atto pubblico, ripeto) ma anche che qualche beneficio verrà erogato ai cittadini. ovviamente non tutti i cittadini possono essere interessati ai dati di una ricerca di opinione, ma viviamo in democrazia!…. no?
    : )

    ciao

    enrico
    swg

  7. aghost Says:

    enrico, c’è però una differenza: io non ho insultato personalmente nessuno, marchetto si. Rispondere alle critiche affermando che si tratta di “accuse miserabili” e di cercare pubblicità a buon mercato è una reazione decisamente sopra le righe. Ma non importa, ciascuno trarrà le sue conclusioni.

    Quello che vorrei rimarcare è che quando un’azienda privata si propone al pubblico con un’iniziativa, che tra l’altro riguarda potenzialmente molti navigatori/blogger, deve essere disposta ad accettare le critiche, o anche la semplice richiesta di chiarimenti, senza che questo sia considerato un delitto di lesa maestà (ma come si permette? ci chiede spiegazioni! a noi! ma leggetevi il sito!)

    Certo magari il tono delle domande non era proprio soft, ma potete già trarre un insegnamento utile da questa vicenda :) Ci sarà sempre qualche spaccaballe che vuole capire e vederci chiaro. In questo caso oltretutto le critiche provenivano da più persone, quindi qualche domanda, forse, dovreste farvela, o no?.

    E’ finito il tempo in cui l’ufficio stampa faceva le veline e ciao. Oggi con internet c’è l’interazione, e dovete essere disponibili ad accettare le critiche, controbbattendo si capisce. Ma nel momento in cui scadete nell’insulto a chi vi critica, mi pare che dimostrate di avere molta strada da fare :)

    Se io ed altri non abbiamo capito le vostre intenzioni, forse non siete stati abbastanza chiari e convincenti. E’ la rete bellezza, e voi non potete farci niente, niente! :)

    ciao


  8. ok, sono d’accordo sui principi.
    quei principi vorrebbero anche che chi pubblica contenuti nel fantastico ciberspazio si prenda la responsabilità di quei contenuti – e si prenda la briga, quindi, di leggere con attenzione le fonti dell’informazione…

    insomma
    se non ti leggi bene quello che abbiamo scritto, non stai applicando molto bene i tuoi princìpi.
    non sono solo le aziende che devono accettare il dialogo, ma anche chi pubblica contenuti (= i blogger) che dovrebbero stare attenti a leggersi i contenuti pubblicati dalle aziende.

    o vale solo il contrario, a beneficio esclusivo dei blogger???

    ciao!

    emm

    p.s.
    (c’è anche qualcuno che ha apprezzato l’iniziativa eh… sia nei commenti su p.i. sia in qualche blog, sia in qualche messaggio che ci è arrivato… non facciamola così tragica!)
    : )


  9. Su web c’è questa strana
    tendenza a moltiplicare il valore delle parole
    intervento dopo intervento.

    Le “accuse” ritengo siano ancora “miserabili” perchè dire che “venderemo i risultati” significa mettere in discussione l’intero valore della ricerca.
    Ma lasciamo stare.
    Se sono andato sopra le righe è perchè tendenzialmente ne ho il cazzo tremendamente pieno del pregiudizio, dell’etichetta e delle critiche tagliate con l’accetta.

    Se poi me la butti in modalità “orsoline su web” tacciandomi di colui che ti ha insultato, beh mi pare davvero un’esagerazione.
    Qui nessuno ti ha insultato.
    Sono solo intervenuto a difendere in modo accorato (e si capisce…ci ho lavorato sopra!) un nostro progetto.

    Accorato sì, magari fuori luogo. Ma credo di essere stato esaustivo nel fornirti tutte le spiegazioni.

    Ah una cosa: non sempre se un messaggio non viene compreso, il torto sta nell’emittente.
    Spesso i fraintendimenti sono equamente distribuiti tra emittente e destinatario.

  10. Stella Says:

    Però, val la pena di seguirvi anche solo per vedere come va a finire, tra di voi. Interessante, molto interessante. Continuate il dibattito, vi seguo con interesse…Non saprei da che parte sta la ragione, avete entrambi degli ottimi argomenti..

  11. aghost Says:

    tralascio le polemiche personali, di poco interesse, per fare invece una domanda che mi pare sostanziale: perché i blogger dovrebbero farsi sondare da swg?

    C’è una tale invadenza delle ricerche di mercato che pretendere persino la collaborazione da parte dei “ricercati”, mi pare grottesco oltreché ingenuo.

    Questo fastidio si può percepire in un fenomeno sempre crescente, ben conosciuto dai sondaggisti, per cui gli intervistati danno deliberatamente risposte non veritiere per falsare i sondaggi, per esempio negli exit polls o nelle intenzioni di voto durante le tornate elettorali…

    In ogni caso credo che la categoria dei blogger sia, per la sua stessa natura decisamente libera e “anarcoide”, refrattaria a qualsiasi indagine, a maggior ragione se essa proviene da società come SWG et affini.

    Mi sbaglio? Può essere, ma sono proprio curioso di vedere quanti avranno aderito a questa iniziativa. Secondo me sarà un buco nell’acqua :)


  12. In realtà, da un punto di vista metodologico, le potenziali
    risposte false e devianti vengono
    già comprese in alcuni indici.

    Gli exit pool non sono minimamente paragonabili
    proprio per metodologia alla nostra iniziativa.

    Ripeto: la ricerca non proviene solo da SWG, in quanto rappresentante dell’Università non avrei accettato nessun tipo di collaborazione se non ci fossero state prima le giuste premesse.
    E SWG è andata ben oltre il confermare queste premesse.

    Nonostante il tuo “gufare”, l’iniziativa sta avendo un ottimo successo.

  13. aghost Says:

    sarà :)

    Non voglio “gufare” così per partito preso, sarebbe sciocco. Ti auguro che la ricerca possa avere il successo che merita. Detto questo, le mie perplessità restano immutate :)))

    Sempre pronto a ricredermi comunque…

    E comunque hai svicolato la domanda: “perché i blogger dovrebbero farsi sondare da swg?”

  14. Grizzly Says:

    Questo pero’ e’ interessante. Aghost e pochi altri che hanno posto dei dubbi seri e costruttivi su un concetto: “perche’ dovremmo farci sondare da SWG, e quali vantaggi ne potrebbero avere entrambe le parti?”, con il dubbio effettivo [sono titolare d'azienda, oltre che blogger, ed orso: una brutta bestia! (-: ] che in italia aziende e consumatori messi assieme fanno piu’ reazione del plutonio in un ordigno nucleare.
    Il risultato, prima che qualcuno intervenisse a raffreddare gli animi e gettare acqua sul fuoco e’ stato che Aghost ed altri sono stati semplicemente accusati di lesa maesta’.
    Questo e’ terrificante e non mette *affatto* in buona luce tutto quanto. Dalle prime reazioni che ho letto sui post dei forum e sui commenti ai vari blog, ho passato diversi stati d’animo: prima nausea, poi rabbia, poi mi sono sentito preso in giro (voi grandi markettari e noi “boveri blogher ingombedendi” che dobbiamo calare la testa e prendere la pappa buona che ci date, anche se ci dite di farci le domande e darci le risposte da soli).
    Poi leggo sul blog Diario “abbiamo ricevuto un po’ di impreviste critiche sulla modalità “aperta” dell’inchiesta” e rido.
    Rido perche’ e’ pazzesco: come impreviste critiche? Dite che siete in buona fede e pensate che se volete fare qualcosa in cui coinvolgere i blogger gli stessi debbano stare zitti, calare la testa e fare quello che dite senza controbattere? Ottimo: allora hanno ragione quelli che – come me – ritengano che qualcosa non quadra.
    Mah, la blogosfera e’ terribile e gli schieramenti sono duri da chiudere, per cui anche io vi auguro che la vostra ricerca dia buoni frutti, ma io *non partecipero’* e domani mattina (stanotte sto finendo ma sono troppo stanco) sul mio blog mettero’ anche le mie considerazioni su questo argomento.
    E buone feste a tutti! ((-:

  15. aghost Says:

    grizzly grazie del tuo intervento, che mi trova assolutamente d’accordo.

    L’interesse per SWG (quello vero) in tutta l’operazione mi pare ovvio: pubblicità a buon mercato e forse dei dati interessanti da elaborare, per proporre poi strategie alle aziende sue clienti.

    Ma l’interesse dei blogger quale sarebbe? Nessuno.

    Di solito per favorire un certa partecipazione in queste operazioni si mettono dei premi o cose del genere. In questo caso nulla, ma si gabella il tutto come se “il conoscerci meglio” fosse chissà quale vantaggio. Ma vantaggio per chi?

    Sul sito stesso della SWG del resto si legge che agli iscritti SWG che accettano di riempire questionari (che non c’entrano col sondaggio dei blogger) vengono date un po’ di “perline” (ricariche telefoniche e roba del genere)

    Lo ribadisco: quando si pretende di fare un’iniziativa comune bisogna che entrambe le parti abbiano un interesse comune. In questo caso l’interesse dei blogger semplicemente non c’è.

    Parteciperà forse una fascia di novizi, attratti dalla novità e convinti così di entrare a far parte di chissaché.

    Io non dubito della buona fede dell’Università o di P.I. ma, ripeto, ritengo che le premesse perché la cosa riesca in modo serio non ci sono.

    E poi, come giustamente dice Grizzly: ma come, prima ci chiedete i pareri e poi quando qualcuno esprime qualche critica vi inalberate e addirittura lo prendete a male parole?(”accuse miserabili”)

    Forse sarete bravi a fare sondaggi ma dovete imparare ancora parecchio a come si COMUNICA in rete.

  16. Dario Says:

    Devo dire che ci sono state discussioni utili anche sul mio post quando segnalai la ricerca:

    http://www.dariosalvelli.com/2006/12/i-bloggers-che-indagano-se-stessi-la-vedo-male

    Direi di aspettare e vedere come si sviluppa l’indagine,se finisce per essere fine a sè stessa. E’ indubbio poi che qualsiasi azienda cerchi di sfruttare il fenomeno blog per portare clienti ed attenzione su di se.

  17. aghost Says:

    certo le somme si tireranno alla fine, tuttavia mio nonno diceva “lungo la via se endrìza la soma” che tradotto dal dialetto trentino sarebbe grosso modo “lungo la via si aggiusta il carico” :)


  18. Grizzly l’aggettivo “imprevisto” è dedicato al fatto che non ci aspettavamo “questo” tipo di critiche.

    Non certo il fatto che i blogger debbano reagire passivamente ai nostri stimoli.

    Il discorso è molto semplice.
    C’è un progetto di ricerca.
    Questa volta nel progetto di ricerca c’è la possibilità di introdurre una modalità cooperativa.

    Ovvero.
    Dato che spesso capita che la peggior critica che si fa a un repubblica.it o a un medium mainstream è proprio quella di essere distanti anni luce dal mondo dei blogger, ci siamo chiesti se non fosse opportuno un approccio allargato a tutti i blogger.

    Mandateci una sorta di autorappresentazione.

    Davvero, non ci vedo nulla di male.

    Aghost, Grizzly…state commettendo un errore enorme quando dite “l’interesse non c’è” perchè a quanto leggo sui dati finora arrivati, l’interesse c’è eccome.
    A breve faremo un post per attestare l’interesse.
    Quindi quando dite “l’interesse non c’è”, è buona norma aggiungere un “secondo me…”.

    Aghost mi spiace ma la posizione della vittima o della verginella non te la faccio passare. Tu hai scritto una menzogna sul tuo blog.
    Mi/ci hai accusato/i di vendere i risultati della ricerca alla prima azienda interessata.
    Se leggo una cosa del genere mi pare che un “accuse miserabili” possa passare no?
    Che dici? Ti ho offeso troppo?

    Poi sinceramente io sono apertissimo a qualsiasi consiglio su “come si comunica in rete” (da che pulpito poi :)). Ma prima di tutto chiedo:
    a) rispetto per il mio lavor
    b) che si non si scrivano fandonie
    Credo siano i tasselli minimi per una buona comunicazione sia in rete che offline.

    Su “voi grandi markettari” non replico nemmeno. Primo perchè non sono un markettaro, faccio il precario di professione, secondo perchè mi pare scritto così…pour parler..

    Che sia il caso di rispondere alla grande domanda:
    “Perché mai i blogger dovrebbero farsi sondare da voi”?

    La risposta è semplice in pieno stile Rasoio di Occam:
    “E perchè mai non dovrebbero?”
    Lo stanno/stiamo facendo.


  19. Scusatemi.
    Mi sono sempre firmato con l’indirizzo del mio personale,
    difetto di abitudine.

    Ora ho cambiato.
    In ogni caso sono uno dei due “diariaperti”

  20. aghost Says:

    ma state facendo cosa? I blog in italia sono, secondo certe stime, circa 400.000: quanti hanno aderito finora? 50? 100? 1000? Come potete pensare che una piccola parte di blogger possa rappresentare il tutto?


  21. A rappresentare il tutto ci penserà il campione
    a cui sottoporremo il questionario.

  22. aghost Says:

    contenti voi :PPP

    Ma il campione de che… come fate a fare un campione se non lo scegliete voi?

    E come lo scegliete se non avete nessun parametro di riferimento? :)

  23. Grizzly Says:

    Sara’.
    Io quello che pensavo lo ho espresso (stamattina ho firmato un megapostone kilometrico sull’argomento sul mio blog). E i dubbi mi restano. Diciamo pure che non mi avete convinto, se la volete pensare cosi’. (-:

  24. Grizzly Says:

    A proposito:
    > Il discorso è molto semplice.
    > C’è un progetto di ricerca.
    > Questa volta nel progetto di ricerca c’è la possibilità di introdurre una modalità cooperativa.
    Ma soprattutto:

    > Davvero, non ci vedo nulla di male.
    Su questo sono d’accordissimo, ma io non ho detto “cio e’ male”, ho detto: “perche’ dovremmo farci sondare da SWG, e quali vantaggi ne potrebbero avere entrambe le parti?“, l’impressione e’ che si evidenzi la ricerca per sommergere la domanda in se. Vi abbiamo, tra virgolette & faccine varie, “accusati” di voler sfruttare questa ricerca a scopo commerciale, voi non ci avete ancora smentito.
    Ah, se scrivo un commento firmato mi sembra *evidente* che sto esprimendo un mio parere e non un dogma. (-:

    Come disse una volta il buon LoneStar: mi sento un vate(r)


  25. in effetti il punto di fondo rimane — perche’ farci sondare da swg & co.? perche’ far lavorare i blogger su un progetto che (in gran parte) non hanno chiesto ne’ voluto?

    se si trattasse di una sorta di auto-sondaggio, di uin’iniziativa avviata e gestita interamente da un gruppo di blogger, anche solo per divertimento, sarebbe diverso

    quando qui in USA technorati fa le sue rilevazioni (anche, e forse soprattutto, con target di mercato), non chiede certo ai blogger di stilare le domande e quant’altro

    perche’? be’, diciamo che pochi ci starebbero; piu’ corretto, come infatti avviene, che simili strutture/aziende usino i loro strumenti per “misurare” il tutto e ne presentano poi i risultati; e sicuramente sifry e co. hanno ben le mani in pasta nella blogosfera, quindi sanno assai bene come conviene muoversi

    al di la’ dei possibili usi commerciali e di marketing, insomma, a cosa potra’ portare in concreto l’indagine? siamo certi, ad esempio, che repubblica.it e co. non liquideranno il tutto con la solita auto-referenzialita’? visto che le domande vengono piu’ o meno proposte/decise dagli stessi blogger; e che il pubblico offline capisca meglio il “fenomeno”? quando, appunto, i sondaggi lasciano sempre il tempo che trovano, e ancor piu’ nel giro online, per natura fluido e cangiante, oltre che centrato sui singoli

    anyway, le critiche sono sempre utili, al di la’ di certi toni, never take it personally :)

  26. aghost Says:

    Vorrei puntualizzare a marchetto, visto che continua a menarla, che non ho scritto nessuna “fandonia”. Infatti se si va a rileggere il post originale mi esprimo in forma dubitativa, parlando di “sospetto”:

    “Il sospetto che il tutto sia organizzato per fini pubblicitari, o comunque per fare un sondaggio a basso costo sui blogger, le cui analisi di marketing sarebbero poi vendute alle aziende commerciali, è forte”

    Quindi non ho mai scritto che certamente SWG venderà certamente i dati alle aziende. E anche se fosse, è una rivelazione così sconvolgente? Nessuno regala niente.

    Del resto, se SWG si è impelagata in una cosa simile è perché, pubblicità a parte, pensa di trane dei vantaggi. Una migliore conoscenza dei blogger, o presunta tale, sarà senz’altro utile SWG quando dovrà decidere coi suoi clienti certe strategie.

    Nulla di male naturalmente, ma perché non dirlo chiaro?
    Infine un’altra domanda: se davvero l’idea è partita dall’Università, che bisogno c’era di tirar dentro SWG?


  27. -> aghost,

    scusami ma sei piuttosto fazioso nel tuo riportare le informazioni di cui disponi.

    ti ho risposto personalmente (e lo sai) più volte nei commenti di punto informatico ma purtroppo riporti le informazioni che ti servono solo per far polemica. a me la polemica va bene, ma non vi partecipo quando è gratuita. quindi ti prego di essere un po’ più “dialettico” nel senso di rispondere nel merito e con cognizione di causa, se no è un dialogo tra sordi.

    rispondo, DI NUOVO, alle due domande principali, che vengono poste in particolare a SWG.

    PERCHE’ I BLOGGER DOVREBBERO PARTECIPARE?

    - perchè il mondo di blogger e loro lettori è spesso mal rappresentato nei media tradizionali. in italia in particolare, non esiste una ricerca di opinione che sia stata concepita e promossa in italia, da gente che vive e scrive nell’internet italiano (ne ho scritto qua, comunque: http://ricercadiarioaperto.splinder.com/post/10188009/La+nostra+ricerca%3F+E%27+una+conversazione... )
    - perchè credo/spero che il questionario e quindi la ‘conversazione’ tra ricerca e intervistati sia interessante
    - perchè i blogger possono contribuire a rendere interessante e significativa questa inchiesta, con le loro idee, influenzandola
    - perchè tutti i dati che verranno raccolti nei questionari compilati verranno distribuiti gratuitamente e liberamente on-line. CONSEGUENZA MOLTO IMPORTANTE: quindi non saranno solo swg e gli altri partner a beneficiarne in termini di nuove conoscenze. ma tutti i navigatori

    QUALI SONO I BENEFICI CHE NE DERIVANO A SWG

    ti ho risposto personalmente sul forum 5 giorni fa già una volta ( http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1799874&id=1798514&r=PI ), ma sembra che te lo sia scordato. copio-incollo:

    a swg interessa
    1) ritrarre una definizione del mondo di autori e lettori di blog in italia che sia genuina, originale e condivisa con gli oggetti della ricerca. non credo di sbagliarmi dicendo che nessuno in italia ha condotto una ricerca approfondita all’interno della ‘blogosfera’
    2) che il suo marchio abbia visibilità, ovvero in termine spiccio “pubblicità”
    3) che qualche utente in più si iscriva alla sua community ( http://www.swg.it/index.php/la-community-di-swg/ )

    come ho già avuto modo di scrivere, il “cercare” pubblicità è un atto pubblico. siete sicuri di fare qualcosa di diverso quando scrivete le vostre idee sui vostri blog?

    -> sono contento di rispondere a tutte le domande, perplessità e critiche che vengono poste. basta che i toni siano civili. sarebbe anche bello che le critiche siano basate su una effettiva lettura di quello che abbiamo scritto, almeno sul blog di diarioaperto…

    ciao

    enrico milic
    swg

  28. aghost Says:

    “CONSEGUENZA MOLTO IMPORTANTE: quindi non saranno solo swg e gli altri partner a beneficiarne in termini di nuove conoscenze. ma tutti i navigatori”

    scusa ma francamente non riesco proprio a capire quali sarebbero “i benefici” per i blogger :)

    Sai com’è, io sono duro di comprendonio e non ci arrivo. Se li vuoi spiegare a me e ad altri che non l’hanno capito…

    PS: è dall’inizio che lo chiedo ma a questa domanda si sguscia come anguille :)


  29. [...] Grizzly ha spiegato perche’ non intende partecipare al sondaggio/ricerca di Diario Aperto. Dario Salvelli sta aspettando con curiosita’ gli sviluppi, pur restando perplesso. Aghost, tetragono e determinato, continua a chiedersi quale sia lo scopo di questa iniziativa, o almeno cosa ci possano guadagnare i blogger. [...]

  30. Grizzly Says:

    Boh, io ho continuato sul blog l’argomento, anche se comincio a stufarmi (-: tanto ho detto che non partecipo e amen. (((-:

  31. Grizzly Says:

    Ma tanto per curiosita’, dedichero’ un altro post domani [poi basta (-: che ho anche altro da fare sul blog], ora la mia curiosita’ e’ stata stimolata.
    Dato che le critiche di Aghost, mie, di Dario e degli altri sono risultate inattese, swg che critiche si aspettava? Che cosa avevamo messo in cantiere come “dovremo controbattere Tizio, Caio e Sempronio a proposito di…”?

  32. aghost Says:

    ho contato il numero di coloro che hanno inviato le domande aderendo al sondaggio SWG, così come si evince dal file rtf messo a disposizione sul sito http://www.diarioaperto.it/

    Se non ho contato male, sono 22 persone (ventidue).

    Servono commenti? :)


  33. [...] Grizzly ha spiegato perche’ non intende partecipare al sondaggio/ricerca di Diario Aperto. Dario Salvelli sta aspettando con curiosita’ gli sviluppi, pur restando perplesso. Aghost, tetragono e determinato, continua a chiedersi quale sia lo scopo di questa iniziativa, o almeno cosa ci possano guadagnare i blogger. [...]


  34. Ma invece di fare i conti e continuare a gufare…fare un post?

    non te la caverai mica con un post del 6 dicembre, vero?

    :)

  35. aghost Says:

    a marché, vi hanno risposto 40 blogger! Dico quaratna! Che post vuoi fare? Ringrazia invece che sono clemente e mi limito solo a qualche commento :)

  36. fabio marzella Says:

    gli argomenti polemici esposti contro la ricerca ‘diario aperto’ mi sembrano piuttosto sterili.

    l’iniziativa proposta si definisce una ‘ricerca’.
    la ricerca ha lo scopo di portare ad una ‘conoscenza’.
    la ‘conoscenza’ viene resa pubblica, nei suoi dati e, come poche volte succede per le ricerche, nella sua costruzione.
    oltre che pubblica viene aperta alla partecipazione, diventa ‘riflessiva’.

    detto questo, il resto, l’utilizzo dei dati, la partecipazione, e la bontà delle analisi, sono materia di discussione, ma non minano l’impianto della ricerca stessa.

    le polemiche dietrologiche volte a stabilire il ritorno economico per swg, a denunciare la stanchezza dei cittadini nel sentirsi ’sondati’, ‘derubati’ delle loro ‘caratteristiche’, possono essere materia di analisi, ma non credo possano mettere in discussione un’iniziativa come ‘diario aperto’.

    Fabio Marzella – ricercatore di SWG, non direttamente coinvolto nel progetto (lo conosco come addetto ai lavori, ma non lo seguo per intenderci)

  37. aghost Says:

    Quando non si può attaccare il ragionamento si attacca il ragionatore (polemche sterili) :) E’ una tecnica collaudata ma vecchia.

    Si continua a non rispondere sulla sostanza: e cioè che una “ricerca” sui blogger che coinvolge 40 persone, o quel che saranno (certamente non migliaia visto che il termine della ricerca è tra 10 giorni) non porterà nessuna conoscenza rilevante sul fenomeno che si voleva indagare :)

    Lo so è spiacevole, ma non colpa mia :)

  38. fabio marzella Says:

    ‘una “ricerca” sui blogger che coinvolge 40 persone, o quel che saranno (certamente non migliaia visto che il termine della ricerca è tra 10 giorni) non porterà nessuna conoscenza rilevante sul fenomeno che si voleva indagare’

    mi sembra che stai sviando la discussione…

    io non sminuirei così le 40 persone che sono intervenute con argomenti e aspetterei la fine della ricerca prima di criticarne i risultati…

    fabio marzella

  39. aghost Says:

    va bene, con questo chiudo perché altrimenti diventa un tormentone, aspettiamo i risultati e poi, se del caso, tireremo le somme. ciao

  40. morbìn Says:

    ciao,

    forse ti sfugge che 40 persone hanno dato i loro suggerimenti sulla creazione del questionario. non sono quelli che possiamo “tracciare” come interessati: quelli sono almeno equivalenti al numero di visite sul blog di diarioaperto (vedi counter sul blog).

    ti sfido a chiedere ai tuoi lettori un contributo pensato e ragionato su un progetto a tuo piacere (che ne so: una nuova ricetta originale per il cenone di natale, un regalo per una tua amica particolare che ha un carattere definibile così e così, ecc.).

    questo è il primo passo della ricerca: quello più difficile, in cui chiediamo idee, ma idee vere e originali, ai cittadini, per costruire un progetto. se sei un blogger dovresti sapere che chi sta on-line se non sa confrontarsi con un problema, allora lo evita.
    molto più facile sarà rispondere al questionario.

    aspetta e spera…
    ; )

    ciao

    enrico milic
    swg

  41. aghost Says:

    io non so come fate a fare i conti, ma se i visitatori sono 2.835 (ad oggi) e solo 40 partecipano attivamente, io al posto vostro sarei un po’ preoccupato :D

    Comunque, contenti voi :)

  42. morbìn Says:

    guarda che la mia sfida non era retorica.
    penso proprio che sia difficile impegnare i navigatori su un lavoro a cui non sono abituati (fare delle domande per un progetto di ricerca sociale), chiedendo loro testa, impegno, tempo.
    sono molto orgoglioso del risultato, fin’ora.

    ciao

    enrico milic
    swg


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