Blogger vs. italia.it: da “bar sport globale” a pensatoio d’eccellenza

marzo 18, 2007

Da “narcisisti dell’aria fritta” i blogger stanno assumendo, forse per la prima volta in Italia, un nuovo e importante ruolo. Mi riferisco allo scandalo del mega portale da 45 milioni di euro italia.it, del quale si è gia scritto tutto il male possibile e la cui sintesi mi pare ben rappresentata dall’instant blog www.scandaloitaliano.wordpress.com.

All’enorme ondata di sdegno della blogosfera, praticamente del tutto ignorata dai media tradizionali, è però seguito un fatto totalmente nuovo: un nutrito gruppo di blogger (quasi 200!), ciascuno esperto nel proprio settore, ha deciso di rifare il portale. Gratis.

Non so quale sarà l’esito finale di questa sorprendente iniziativa battezzata ritalia.it: personalmente penso che è molto difficile concretizzare un progetto così complesso, come un portale nazionale, senza una precisa “gerarchia” di comando, con troppe teste che pensano e nessuna che decide.

Staremo a vedere, ma non è questo il punto: la novità è che grazie ai blogger nasce finalmente un episodio importante di “democrazia dal basso”. Non più quindi la blogosfera come “bar sport globale“, come viene denigrata dai soliti giornalisti con la puzza la naso, ma strumento informativo e propositivo dei cittadini, utilizzato finalmente senza alcuna mediazione.

Basta con le grandi opere calate dall’alto e dai costi spaventosi, magnificate dai media di regime anche se fanno schifo: la gente è stufa di non contare nulla e per la prima volta reagisce e si organizza.

La rete offre stavolta il meglio di sé: il progetto viene fatto a pezzi, letteralmente, smontato e analizzato criticamente fin nei minimi particolari. Anche se sulla stampa “vera” poco o nulla si sa delle magagne dell’osceno portale, la rivolta dei blogger provoca le prime conseguenze: la più comica è la sparizione dei nomi dei responsabili del portale, la cui pagina è prontamente rimossa. Gli errori più marchiani vengono corretti “al volo” dai redattori del portale leggendo in giro le segnalazioni sui vari blog.

All’interno della “Margherita” durante il convegno nazionale dell’Osservatorio Ict si levano le prime voci critiche e si cerca di fronteggiare la protesta on line discutendo come porre rimedio al portale, che però appare sempre più indifendibile. Addirittura arrivano le proteste di alcune regioni e di vari comuni, che chiedono la messa off line del sito.

Il Veneto pretende di essere oscurato e minaccia perfino la richiesta di un risarcimento danni. Cade anche la prima testa: uno dei responsabili del portale, Claudio Ottolini, si dimette e promette di partecipare a Ritalia.it.

Insomma si tratta di uno straordinario esempio, sia pure su una questione marginale come la realizzazione di un portale turistico nazionale, di democrazia diretta che determina dei mutamenti di rotta indotti “dal basso”. Non è ancora una rivoluzione ovviamente, ma è solo l’inizio.

Negli USA, ad esempio, i blogger hanno costretto alle dimissioni il senatore razzista Trent Lott, smascherato il falso documentario alla base del programma della CBS “60 minutes” sui trascorsi nella Guardia Nazionale del presidente Bush, e mobilitato milioni di attivisti per raccogliere fondi e portare le persone alle urne.

Il candidato alle presidenziali del 2003 Howard Dean, partito con 432 attivisti, grazie alla rete ha aumentato il numero di sostenitori a 650.000 in tredici mesi mesi: ha raccolto ben 59 milioni di dollari, tre quarti dei quali provenienti da elargizioni via internet di circa 77 dollari ciascuna.

Il blog politico “DailyKos” di Markos Moulistas Zuniga, trentaquattrenne ex soldato in Iraq e democratico militante, ha 500.000 visitatori al giorno, più di quelli che vanno sul sito di Fox News.

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2 Responses to “Blogger vs. italia.it: da “bar sport globale” a pensatoio d’eccellenza”


  1. [...] di professionisti è nata l’iniziativa Ritalia.it. La somma di tutto questo fa considerare ad Aghost, giustamente: “la novità è che grazie ai blogger nasce finalmente un episodio importante di [...]

  2. aghost Says:

    un altro segnale importante, direi il primo atto di “ribellione” che ha fatto smuovere il culo alla classe politica, è stata la petizione di D’Ambra sull’abolizione costo delle ricariche.

    Sono episodi ancora piccolissimi, ma che dimostrano che ormai non si può più ignorare la rete come si faceva prima. Ricordiamo anche la candidatura del “signor nessuno” Scalfarotto. Sono piccoli segni, ma importanti. Intendiamoci però, la strada è ancora lunghissima.


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