Belve feroci a Pechino

agosto 19, 2008

“Hic sunt leones” avrà pensato il povero telecronista Rai, Giampiero De Luise. Appena messo imprudentemente il naso fuori dal blog olimpico, è stato assalito dalle “belve feroci”.

Mi ero ripromesso di mantenere con i visitatori del blog una comunicazione quotidiana” scrive sconsolato De Luise “ma vi garantisco che il solo leggere la maggior parte dei vostri messaggi mi ha tolto ogni tipo entusiasmo nei confronti di questo spazio“. Prosegue, quasi incredulo “Invece, dopo una sola ora di Olimpiade (e ripeto UNA SOLA ORA), vi siete avventati su di noi come belve feroci. Mi avete lasciato senza parole…”

Conclude con un malinconico “Ho capito che rispondere alle invettive serve solo a scatenare ancor di più la furia di alcuni. Quindi vi saluto e mi astengo definitivamente da qualsiasi ulteriore post“.

Mi pare questo un caso esemplare: i giornalisti Rai, direi anzi i giornalisti in genere, non sono abituati al confronto. Certo è molto più comodo stare su uno sgabello, o in poltrona, a dare le notizie e ciao: il dialogo, e men che meno il contradditorio, non è previsto. Basta qualche critica e il giornalista piglia sù il cappello e fa l’offeso. Lesa maestà. Forse con un po’ più di dimestichezza col mezzo si poteva gestire meglio la cosa, trasformandola in opportunità anziché in un clamoroso fallimento.

Sarà anche perché l’abbonato Rai, dopo aver pagato “di tutto e di più” col canone obbligatorio, ha il dente avvelenato e la prima volta che ha l’occasione di dire la sua scatta come un serpente a sonagli. Gli si può dar torto? Penso di no :)

De Luise ha poi cercato, volonterosamente, non si sa se di sua sponte o consigliato in tal senso, di metterci una pezza con un post successivo: “Innanzitutto le scuse a quanti si sono sentiti offesi dalla decisione di non postare altri argomenti di discussione sul blog di Pechino. Non si è trattato di mancanza di rispetto nei confronti di nessuno, ma forse l’equivoco è nato da un uso e una lettura distorti di questo strumento di discussione. Il blog non è un forum, dove individuato un ambito di discussione, tutti possono dire tutto, a ruota libera, interagendo tra loro. Questo spazio avrebbe dovuto accogliere spunti di riflessione (naturalmente sportiva) intorno ai quali sarebbe stato interessante riflettere tutti insieme. Purtroppo però il blog si è trasformato nell’ “ufficio reclami”, reclami ai quali abbiamo cercato di fornire alcune risposte, dimostrando la volontà di tenere aperto un canale di comunicazione con i nostri visitatori.”

Dimostrando con ciò che in Rai non hanno ancora ben chiara la distinzione tra blog e forum, ma soprattutto che la mentalità è la solita di chi si pone su un piedestallo, e stabilisce a priori qual è “l’uso e la lettura distorti” del mezzo di discussione.

La retromarcia di De Luise rimane comunque apprezzabile, oltreché opportuna ma, come diciamo noi in Trentino, “El tacòn l’è pezo del buso” (la toppa è peggiore del buco) :)

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10 Responses to “Belve feroci a Pechino”

  1. picchiatello Says:

    Di fondo esiste quello che hai ricordato , i “giornalisti” rai hanno poco da dire , anche se nel complesso per la copertura sito-internet ( server a parte ) del servizio pubblico do la sufficenza.
    Se avete visto la penosa figura rimediata oggi da una di loro mentre faceva domande italiote-inglesi al “povero” giamaicano velocista dei 100 e 200mt noterete le analogie con quanto successo sul blog di Pechino.

  2. aghost Says:

    quello che sta accadendo al blog rai mi pare interessantissimo, specialmente i commenti… da laggere con attenzione :)

    Se io fossi una dirigente rai aprirei subito un blog “ufficio reclami”, proprio quello lamentato da De Lusie :))


  3. [...] casi recenti, apparentemente non collegati, degni di nota e sui quali fare qualche riflessione: il blog Rai da Pechino trasformato tosto in “ufficio reclami”, e l’autogol di Apple col software [...]

  4. picchiatello Says:

    Ma non solo la rai a questo punto aghost, nel nostro paese esistono tantissimi persone che credono di far bene il proprio lavoro verso i clinti e poi cadano dalle nuvole quando i loro stessi clienti protestano. per me una fetta dei primi hanno perso quella che e’ la realtà del paese e del prodotto che confezionano.


  5. [...] si sono occupati della vicenda – oltre a quelli che ho già citato – oggi ho letto quello di Aghost che dice: "in Rai non hanno ancora ben chiara la distinzione tra blog e forum". Io credo, [...]

  6. aghost Says:

    Scusa sir, non ho mai insultato De Luise, non è mio costume, ho solo usato un po’ di ironia. E me la sono presa non tanto con lui quanto con la Rai, come del resto hanno fatto molti altri.

    Parli di arroganza ma mi pare che chi ha peccato in questo senso è stato proprio il tuo collega, quando ha deciso di chiudere il blog (alla faccia del servizio pubblico!). Dici che è da solo a gestire il blog? E a noi cosa interessa? La Rai spende milioni di euro per fare programmi assolutamente cretini, non poteva metterci qualche altro giornalista? Tanto più che stiamo parlando di un’olimpiade, non del torneo di bocce di Lamporecchio.

    Certamente sono stato usati toni sopra le righe nei commenti (non da me, ripeto), ma su internet capita, e la reazione offesa di De Luise, che evidentemente non conosce il mezzo, ha solo peggiorato le cose.

    Ci sono tanti tuoi colleghi giornalisti che si cimentano con un loro blog, e i commenti sono quasi sempre civilissimi. Forse loro hanno un approccio diverso oppure no? Se il blog olimpico si è trasformato in “ufficio reclami” forse qualcuno, anziché fare l’offeso, avrebbe dovuto chiedersi il perché, non ti pare? Parli poi di “collaborazione” tra blogger e giornalisti, ma quando mai? I tuoi colleghi sono spesso in prima fila per pregiudizio, spocchia e mancanza di umiltà. Peccato che la collaborazione la si invochi poi, dopo essere scivolati malamente per terra nella foga di sbattere la porta in faccia ai lettori.

    E poi c’è la questione fondamentale del canone. Se tu fossi abbonato, per legge, al mio blog, o a quello di chiunque altro, avresti tutti i sacrosanti diritti di incazzarti quando si scrivono cretinate o il servizio non è ritenuto all’altezza. Di solito funziona così. Solo nell’Italia dei carrozzoni pubblici il “cliente” è considerato l’ultima ruota del carro, un rompiscatole da zittire o ignorare.

  7. aghost Says:

    purtroppo oggi De Luise fa un post che a me fa cascare le braccia: “Chi vi ha emozionato di più”?

    Santiddio, ma chi se ne importa? Perché non mi raccontate le olimpiadi, il dietro le quinte, il clima degli atleti italiani che dovranno affrontare le prossime gare? Niente di niente. Si fanno le domandine sciocchine ai lettori tipo “via piace di più la scherma o il tiro al piattello?” :(((

  8. picchiatello Says:

    Rimango basito quando leggo post come quelli di SirDrake, sono “vecchi” guardano al passato e non alla realtà che li cinconda. la realtà e’ che la rete italiana e’ piena di persone in gamba e di clienti-abbonati rai che sanno pienamente misurare il lavoro dei telecronisti-e e giustamente ne danno giudizio. Giudizio e non linciaggio andiamo nei termini corretti delle impressioni che ha avuto Aghost e una grande parte di noi visti i commenti del blog rai. Ribadisco ancora una volta non usate la rete i blog i sociaL network se non sapete usare la democrazia ne verrete ben presto espulsi , ance quelli che lavorano 15 ore (ma perche’ mai poi siamo ritornati al medioevo servi della gleba’).
    P.S. si Aghost rispondendo al Tuo ultimo says: la situazione a Pechino sta arrivando al parossismo puro vengono fatti vedere e fotografati solo gli atleti italiani medagliati…mi sembra di vedere i cinegiornali di guerra.

  9. aghost Says:

    mi sono fatto un’idea abbastanza precisa di tutta la vicenda, e non penso di essere troppo lontano dalla realtà.

    Del resto le parole stesse di De Luise sono rivelatrici: basta leggere i suoi post… Dice che il blog è nato senza nessuna pretesa (e si vede!). Poi, quando fa l’indignato speciale e sbatte la porta, scrive, salutando i lettori, che lui ha cose ben piu “serie” di cui occuparsi. Insomma dai, mi pare chiarissimo: a casa mia si chiama mancanza di considerazione e rispetto del proprio pubblico.

  10. Enrico Says:

    però, diciamolo francamente, il pubblico è un po’prevenuto nei confronti della Rai, eh? Se certe cose le fanno altri canali, magari satellitari, vengono esaltati. Invece tutto quello che è pubblico è pessimo, a meno che non ci sia un fuoriclasse come Bragagna, che oer forza di cose mette tutti d’accordo. Giusto criticare, ma un po’di obiettività non guasterebbe. Poi De Luise, che è un po’ un carneade, ha esagerato, ma pure chi commenta i blog, qualche volta, siamo sinceri, apre la bocca e ci dà fiato…


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