Don Giorgio De Capitani, parroco di Monte di Rovagnate, lombardo, settant’anni ben portati, è un prete che non le manda a dire: “La Lega gli occhi ce li ha sul culo: vede solo ciò che la società espelle di brutto, e vorrebbe farne un cibo succulento per i suoi milioni di zombi“. Berlusconi è “l’osceno del villaggio globale”, “un vecchio porcone”, “uno sparacazzate”, “il più grande demente sulla terra”, “un caso patologico”.

E’ tutto su Youtube, dove il prete, non bastassero le sue roventi omelie in chiesa, ha aperto un proprio canale dove dà libero sfogo alla sua verve polemica, menando randellate a 360 gradi, Chiesa compresa. Don Giorgio ha anche un sito ufficiale, www.dongiorgio.it.

Dopo Don Farinella, Don Angelo Gornati e Padre Giorgio Butterini aumenta la schiera dei preti d’assalto, senza peli sulla lingua, e fa una certa impressione vedere questi religiosi uscire allo scoperto, senza troppi timori revenrenziali, uno addirittura con un canale su Youtube.

Necrosi culturale

novembre 25, 2008

L’Osservatore Romano ha commentato la sentenza di Valladolid (Spagna) cha ha stabilito la rimozione dei crocifissi da una scuola pubblica: “Che si consideri un crocifisso offensivo in occidente è sintomo di amnesia e necrosi culturale” scrive nel suo editoriale il quotidiano del Vaticano. “E in Spagna questo impulso autodistruttivo assume espressioni violente“.

Peccato che la vera “necrosi culturale” sia, invece, il giogo millenario che la Chiesa ha imposto e continua a imporre a milioni di persone.

Avete letto bene, non s’incazza lo Stato Italiano, ma la UE. Che sembra decisa ad aprire un procedimento di infrazione contro l’Italia.

Al centro del caso è l’esenzione del pagamento dell’Ici per le attività commerciali della Chiesa, circa 400 milioni di euro, più gli arretrati. Si calcola che il 20-22% del patrimonio immobiliare nazionale sia della Chiesa Cattolica, secondo una stima di Franco Alemanni del gruppo Re, che da sempre assiste frati e suore nel business del mattone. Bene, su questo sconfinato patrimonio immobiliare il Vaticano non paga un solo centesimo di ICI.

La storia è vecchia ed è tipicamente italiana. Varato nel ’92, bocciato da una sentenza della Consulta nel 2004, resuscitato da un miracolo di Berlusconi con decreto del 2005, quindi decaduto e ancora recuperato dalla Finanziaria 2006 come omaggio elettorale, il regalo dell’Ici alla Chiesa è stato in teoria abolito dai decreti Bersani dell’anno scorso. Molto in teoria, però. Di fatto gli enti ecclesiastici (e le onlus) continuano a non pagare l’Ici sugli immobili commerciali, grazie a un gesuitico cavillo introdotto nel decreto governativo e votato da una larghissima maggioranza.

Può essere credibile uno Stato che con una mano alza il dito contro gli evasori e quelli che lavorano in nero, mentre con quell’altra fa questi incredibili regali alla Chiesa Cattolica?

Sono 400 milioni di euro letteralmente scippati ai cittadini, che potrebbero essere impiegati per la sanità o le pensioni. Ora probabilmente arriverà anche la multa della UE, e gli italiani saranno chiamati, ancora, beffa delle beffe, a mettere mano al portafoglio.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.