Internet, si ridesta il popolo bue?

ottobre 23, 2006

L’avvento della rete sta cambiando i rapporti di forza tra il cittadino e lo Stato, tra il consumatore e l’industria. Non c’è da entusiasmarsi troppo, beninteso, specie in un paese come il nostro in cui, tanto per dirne una, per consultare le leggi dello Stato bisogna pagare. Ma è un fatto che, con internet, il cittadino non è più così impotente e solo come quando non c’era la rete.

Prendiamo ad esempio un caso (ma sono milioni ormai, e l’entità del fenomeno è divenuta chiara grazie a internet) di “bollette pazze”: fino a ieri il consumatore poteva al massimo telefonare più volte al centralino della Sip scontrandosi coi soliti muri di gomma e senza cavare un ragno da buco, ma anzi piegando spesso la testa sotto al consueto ricatto “o paghi o ti taglio la linea”. Quante volte l’utente bue ha dovuto subire le vessazioni dei monopolisti e, cosa ancor peggiore, perfino dello Stato che gli teneva bordone?

Senza la rete si poteva al massimo lamentarsi parlandone con gli amici, cioè facendo conoscere il problema a poche decine di persone al massimo. Oggi basta aprire un blog per “sputtanare” qualsiasi azienda e far conoscere all’universo mondo qualsiasi magagna. Nei newsgroup si può entrare in contatto con centinaia o migliaia di persone con lo stesso problema, scambiarsi informazioni, addirittura organizzare proteste collettive, tutte cose che un tempo erano estremamente difficoltose, per non dire impossibili.

L’arma dell’email, con la sua immediatezza, può avere la forza di un maglio che arriva addosso alle redazioni di giornali e tv, che ormai non possono più far finta di niente ma che anzi, spesso, si alimentano dei “movimenti d’opinione” che si sviluppano sulla rete. Il numero dei navigatori informati e “reattivi”, di coloro cioè che non hanno nessuna intenzione di essere considerati popolo bue e vogliono farsi sentire, ha raggiunto la massa critica e qualche risultato si inizia vedere.

Uno dei casi più recenti, e interessanti, è “la rivolta dei bloggers” contro TIM e il suo piano tariffario “Tutto relax” (sic!) grazie al quale molti utenti si sono ritrovati, non si è ancor ben capito per quale pasticcio, con delle bollette stratosferiche.

È bastato l’appello di “Boh”, un blogger neanche troppo famoso [http://orientalia4all.net/post/tim-tutto-relax-internet-parte-i ] perché il suo messaggio fosse ripetuto, come una specie di domino, su decine o centinaia di altri siti quasi a formare una singolare catena di S. Antonio. Insomma la fregatura di “Tim tutto relax” è diventata in breve tempo di dominio pubblico e la Tim è dovuta correre ai ripari assicurando ad alcuni influenti bloggers che si erano interessati del caso (il giornalista Alessandro Longo tra i tanti) che il problema sarebbe stato presto risolto.

Prima della rete, l’utente bue sarebbe rimasto solo, cornuto e mazziato. Oggi non più. La strada è ancora lunga ma la rotta è segnata.

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9 Responses to “Internet, si ridesta il popolo bue?”

  1. Ferd Says:

    A parte che Boh è una donna (va be’, bisogna saperlo ;-) ), qualche addetto stampa di Tim non ha fatto altro che parlare con un gruppettino di giornalisti per rassicurarli.
    “Influenti bloggers” mi sembra un termine un tantino sopravvalutato.
    Su cosa influiscono, sull’opinione di chi li legge?
    E allora vediamo, chi crede a quello che dice Tim alzi la mano :-D

  2. aghost Says:

    ferd lo so che è una donna, ma che avrei dovuto scrivere, che è una bloggera? :)))

    Il fatto che qualche addetto stampa tim abbia rassicurato “un gruppettino” di giornalisti-bloggers mi sembra comunque positivo, un tempo se ne sarebbero altamenti fregati.

    Sul fatto che siano influenti o meno si può discutere, ma non mi pare questo il tema, che mi pare invece la maggiore attenzione delle aziende all’immagine (almeno a quella). Che poi sia una finta o meno, come dici tu staremo a vedere :)

    Ci sarebbe piuttosto da chiedersi perché i gestori telefonici abbiano ormai così pessima fama.

  3. Dario Says:

    La blogger Boh (dico “la” per accontentare Ferd che è un noto sessista) ha scatenato davvero una sorta di rivolta. Ed è stato uno dei pochi casi in cui un operatore ha fornito una risposta rassicurante (a me è arrivato solo il receipt di una mail, ma non scrivo per testate “blasonate”).

    Sintomo forse che la blogosfera, quando si organizza, può creare movimento e cambiare qualcosa. Per dovere di cronaca va detto che Tim è corsa ai ripari, per il problema di Boh, prima del tam-tam dei blogger. Ma quest’ultimo fatto, sempre a onor del vero, ha stimolato TIM a esprimersi.


  4. Non sarò famosa, ma sono tosta!:)

    ciao,

    Boh

  5. aghost Says:

    infatti meglio tosta :)


  6. Aghost, però ho già scatenato risse informatiche (e non solo:)) per la top (persino il Neri di Macchianera mi ha citato, bontà sua) e per il post su Buddha boy: non sono famosa fra i blogger, mi accontento di essere fra i primi 200 blog di’Italia — cosa per la quale non ho mai fatto né marchette né scopiazzamenti vari né ho mai unto le ruote del carro dei big blogger — però i giornalisti della carta stampata mi leggono! basta vedere i commenti che mi fanno, anche pungenti…

    E la Tim, come tutti, teme molto i media perché fanno crollare i mercati e le azioni!

    Tra parentesi, “Internet si ridesta il popolo bue” mi è piaciuto davvero molto!:) ahahah

    ciao, Boh


  7. […] Se invece “sforo” il bonus, e come abbiamo visto dalla rivolta dei bloggers succede spesso perché Timpalo.it si guarda bene dall’avvisare, il costo balza a ben 6 euro a MB! Significa che 1 MB di dati può costare da  € 0,020 a 6 euro! (sei!) […]

  8. Vortexmind Says:

    Anche questo è uno degli indiscussi punti di forza di internet … vedremo se resterà così anche in futuro!


  9. Internet nel 1993

    1993 … Io andavo alle scuole medie: I Nirvana avevano da poco pubblicato il loro nuovo CD, In Utero e mia sorella lo ascoltava giorno e notte, trasmettendomi ben presto il contagio (Ricordo in particolare che aveva registrato questo fantastico v…


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