Mafie telefoniche, soldi persi (nostri) e guadagnati (loro)

gennaio 17, 2007

Sono 158 i milioni di euro che i gestori intascano ogni anno per il traffico prepagato ma non effettuato, per esempio quando si cambia gestore o non si ricarica per tempo. Di questi, ben 103 milioni se li intasca Tim-Telecom. Dal 2005 i gestori hanno incassato 1, 7 miliardi di euro solo di costi di ricarica! Sono alcuni dati ricavati dal recente documento congiunto delle Authority Antitrust e delle Comunicazioni.

Da queste cifre si capisce anche troppo la ragione dell’inerzia totale di quelle istituzioni che, in teoria, dovrebbero difendere il cittadino. Di fatto, queste non solo dormono dalla grossa ma spesso “reggono il sacco” ai soliti noti, con leggine ad hoc o facendo finta di guardare da un’altra parte.

La vicenda dei costi di ricarica è in questo senso esemplare: in Authority nessuno sapeva nulla di questa anomalia tutta italiana, cioè nessuno sapeva quello che sapevano tutti, e cioè che i gestori fanno cartello su tutto. Sul costo degli SMS, sul costo dello scatto alla risposta, sulle tariffe, sui costi di ricarica e quant’altro.

C’è voluta la petizione con 300.000 firme di un privato cittadino, Andrea D’Ambra, per smuovere non già l’Authority afflitta da inguaribile letargia, ma la Commissione Europea che ha inviato una lettera di richiamo.

Solo allora la nostra Authority s’è risvegliata improvvisamente dal letargo per… “avviare un’indagine conoscitiva”. Sono così passati altri mesi durante i quali i gestori hanno incassato altre montagne di quattrini. Dopo il ponderoso dossier, in cui si è ammesso che effettivamente i costi di ricarica sono immotivati, la nostra Autorità si è ben guardata però dall’intervenire concretamente.

Ha dovuto aspettare anche la tirata d’orecchi del governo, che ha peraltro messo elegantemente “il cappello” sull’iniziativa partita da un privato cittadino, prendendosene ingiustamente il merito.

Insomma nulla di nuovo sotto il sole, neanche a sinistra.

PS: particolarmente irritanti i politici intervenuti sulla questione a Ballarò nelle ultime due puntate: prima Bersani che ha voluto accaparrarsi il merito; poi Tremonti che non era capace di leggere l’indirizzo web della petizione (www.aboliamoli.eu) e che ha testualmente tradotto, penosamente, il suffisso .eu in… “euro”! Infine D’Alema, ancora Tremonti e Floris che si riferivano a D’Ambra definendolo “quel ragazzino”. Ma D’Ambra ha 23 anni, è giovane ma non è un ragazzino, è una persona adulta.

Evidentemente la spocchia di lorsignori si manifesta quando un “ragazzino” riesce a smuovere la UE per qualcosa che avrebbero dovuto fare loro, e da molto tempo.

Annunci

6 Responses to “Mafie telefoniche, soldi persi (nostri) e guadagnati (loro)”

  1. Ferd Says:

    update: la petizione ha raggiunto 800mila adesioni. che non saranno firme vere e proprie, d’accordo, ma hanno un significato decisamente chiaro ;-)

  2. davide Says:

    Parole sante.. ma a volte mi chiedo: siamo solo in dieci persone a pensare che le compagnie telefoniche fanno cartello (le compagnie assicurative fanno cartello, le banche fanno cartello, le aziende di distribuzione della benzina fanno cartello..)? oppure lo pensano in tanti ma fanno tutti finta di niente? e per tutti intendo quelli che avrebbero il potere di intervenire..
    Oppure, e sarebbe ancora più grave, alla maggior parte della gente non gliene frega nulla. E magari quando possono “rubano” qualcosina anche loro..

  3. aghost Says:

    l’italia è da sempre, per ragioni storiche, il paese dei monopoli e delle corporazioni. Governare un paese simile è, temo, un’impresa disperata per chiunque.

    Anche perché le oligarchie perpetuano implacabilmente sé stesse, e ciascuno cerca di difenderi creando a sua volta la propria corporazione. E così abbiamo i giornalisti, i notai, gli avvocati, i farmacisti, gli architetti, i geometri, i magistrati, i medici, i ferrovieri, i taxisti eccetera. Quelli che governano, destra o sinistra non fa molta differenza, stanno comunque ben attenti a non scontentare chi conta. Bisogna ricordarsi, sempre, che Prodi è un democristiano.

    La maggioranza degli italiani, che sono poi quelli che tirano la carretta, cerca di adattarsi, con un senso misto di rabbia/rassegnazione che poi produce lo scarso senso civico.

  4. Grizzly Says:

    Gia’ che ci siamo perche’ non ci abbassano la “tassa di concessione governativa” per uso privato dai 5.16 al mese ad una cifra piu’ bassa? Che tardassino le aziende, porca misera il CB da cinque watt mi costa 7,74 euro all’anno e un trasmettitore da 250mw con piu’ diffusione mi costa oltre 60 euro all’anno…

  5. aghost Says:

    io dico sempre che se dovessimo fare bene il conto di quanto spendiamo di tasse INDIRETTE e dirette, gabelle varie, monopoli cartelli e e quant’altro, ci piglierebbe un colpo :)


  6. Grazie ragazzi!
    Vi informo che ho deciso di creare una VERA associazione in difesa dei consumatori: GENERAZIONE ATTIVA
    http://www.generazioneattiva.it

    Andrea D’Ambra


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: