“Captain Copyright” era uno stronzo

febbraio 6, 2007

Captain Copyright, il supereroe difensore del diritto d’autore, il fumetto educativo che avrebbe dovuto diffondersi nelle scuole canadesi per istruire anche i più giovani sui diritti delle major, è morto. Morto di ridicolo.

Siamo giunti alla conclusione” dicono mestamente gli inventori dell’iniziativa “che il clima attuale sui problemi del copyright non consente a progetti come questo di avere successo. È difficile per le varie parti accordarsi sui temi del copyright oggi come oggi e sappiamo che, dinanzi ad una continua opposizione, il materiale non verrà usato nelle scuole. Viste le circostanze, riteniamo che non abbia senso continuare a lavorare su questo progetto“.

Nell’epoca moderna fare propaganda come questa è difficile, se non impossibile. Muoia dunque senza alcun rimpianto Captain Copyright, che agli occhi dei ragazzini non poteva essere paladino di alcunché ma solo un rompipalle, uno stronzo. Per di più al servizio dei ricchi.

Certo il problema del copyright è spinoso, ma una cosa è certa: o ci si inventa qualcosa di realmente alternativo oppure non se ne esce. La tecnologia corre più in fretta di qualsiasi repressione, che viene vista sempre più come una forma di prepotenza a cui sottrarsi con ogni mezzo.

E attenzione, perché la ribellione di milioni di utenti su internet non è un’ipotesi tanto lontana: un boicottaggio su scala mondiale può mettere in ginocchio qualunque colosso economico.

Nessuno si sente più in colpa per la copia privata non a scopo di lucro, che anzi viene considerata, a torto o a ragione, un diritto.

Forse non sarà un diritto ma probabilmente bisogna ripensare dalle fondamenta tutto il sistema. Forse bisognerebbe considerare tutta la questione da un’angolazione diversa: le major dovrebbero convincersi che i miliardi di files mp3 che circolano su internet non sono solo soldi persi ma anche, e soprattutto, un nuovo e formidabile veicolo di promozione.

Tutta la catena distributiva della musica oggi non ha più senso, si può fare tutto on line abbattendo drasticamente i costi. La gente non compra più i cd perché ormai tiene la musica sul pc o sull’Ipod.

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One Response to ““Captain Copyright” era uno stronzo”

  1. Walter Says:

    Il prossimo deve essere Capitan Vista
    e la sua arma mortale “Te lo dico io cosa va bene e cosa no!” (per gli amici DRM)

    W:-}


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