“Second Life”, basta scemenze

febbraio 20, 2007

Da un po’ di tempo leggo su Punto Informatico degli articoli su “Second Life” con un taglio che considero poco serio, un po’ come il programma “Verissimo” in televisione.

Cioè trattando argomenti che servono solo per stupire, come la “manifestazione di protesta” (capirai), e ora “gli stupefacenti” (maddeché).

Eppure argomenti interessanti su Second Life, che ho peraltro frequentato poco per via della connessione lentissima, a ma pare ce ne siano parecchi.

Per esempio, tra i primi che mi vengono in mente:

a) studiare come si sviluppa questa comunità sociale, le dinamiche di gruppo e quelle individuali

b) è possibile ipotizzare la creazione di una “democrazia perfetta”? Dove tutti cioè sono realmente uguali, con tanto di governo, ammesso che ne serva uno?

c) creare una vera economia sociale, dove tutti partono con le stesse possibilità economiche

d) l’interazione tra economia virtuale ed economia reale

e) Second Life può creare (vera) occupazione?

Insomma temi da discutere ce ne sarebbero tantissimi ma è sconfortante vedere invece che si punta sempre sugli aspetti più “vistosi”, veri o inventati che siano, solo per stupire e, in definitiva, per ridicolizzare e sminuire un fenomeno che invece a me pare, nel bene e nel male, molto interessante.

Cosa ne pensate?

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8 Responses to ““Second Life”, basta scemenze”

  1. Ferd Says:

    a) aspetto interessante dal punto di vista sociale, condivido;
    b) secondo me non è possibile. può nascere, ma quanto crediamo possa durare? a meno a che i residenti (o meglio i membri reali di questa community) siano animati da un’identità di intenti (e quindi privi di personalità distinte), direi che lo scenario di una democrazia perfetta ha vita breve;
    c) economia sociale, ma limitata. credo sia solo più grande dell’economia che si potrebbe creare in un gigantesco monopoli con soldi veri;
    d) interazione limitata. perché alla fine non si produce nulla, al contrario dell’economia reale, in cui ci sono – effettivamente – servizi, intrattenimento, ecc., ma c’è una produzione industriale. e alla fine ciò che si produce serve a mangiare (visione macro-macro-economica). second life non creerà un’economia parallela, nella migliore delle ipotesi potrà essere paragonabile ad un settore economico. ma verosimilmente non arriverà a simili livelli.
    e) sì, può creare vera occupazione. ma non per tutti i residenti. solo per quelli che “guidano” il gioco, intendendo con “leader” coloro che coglieranno, e sfrutteranno a proprio vantaggio, tutti gli aspetti psicologici e sociali di second life.

  2. aghost Says:

    in fondo “second life” riproduce, in piccolo, in un mondo chiuso e con una interfaccia grafica, tutta internet.

    Si andrà però versò quel modello. Gli utenti si ribelleranno ai proprietari di Second Life, a meno che non si inventeranno un sistema più libero e meno chiuso.
    Vedremo una “rivoluzione francese” virtuale? :D

    Tu dici che non si produce nulla ma non è affatto così: il fatto che sia virtuale e immateriale non significa che non abbia valore.

    Ci sono già adessi dei builders che costruiscono oggetti, anche case, palazzi, e li vendono. Oppure stilisti che “confezionano” vestiti, e vendono pure questi.

    Ci possono essere tantissime altre attività potenzialmente profittevoli: club, loughi di incontro, cinema, concerti, spettacoli, eccetera (per fortuna non ristoranti :D.

  3. Ferd Says:

    “Si andrà però versò quel modello. Gli utenti si ribelleranno ai proprietari di Second Life, a meno che non si inventeranno un sistema più libero e meno chiuso.
    Vedremo una “rivoluzione francese” virtuale? :D “

    Secondo me ‘second life’ e’ l’evoluzione delle community in stile geocities. Evoluzione perchè tende molto di più all’intrattenimento e al protagonismo degli utenti. Nessuna rivoluzione all’orizzonte (secondo me, ma mi posso sbagliare).

    Non dico che non produca valore. Il mio riferimento era macro-economico: l’economia che si viene a creare in quell’ambito ha comunque conseguenze circoscritte. Il vantaggio del valore prodotto in ‘second life’ resta a vantaggio dei residenti. I residenti spendono fuori dal gioco i soldi che guadagnano all’interno del gioco? Allora anche chi vince al casino’ spende i soldi al di fuori.

    In un vero meccanismo economico sociale, le conseguenze ricadono sulla comunità reale.

  4. Michele Favara Pedarsi Says:

    Mah, io sono stanco di questo paradigma della gente che entra in rete. Paradigma di cui Second Life è il massimo rappresentante.
    Vorrei che si iniziasse a fare il contrario… la rete, le sue poche regole, la sua capacità di rappresentanza pressochè totale grazie ad una struttura frattale, che entra nella realtà.

    “If you have the ivory tower view that the internet is good only if everything on it is good you are mistaken. […] The internet is a reflection of our society and that mirror is going to be reflecting what we see […] If we do not like what we see in that mirror the problem is not to fix the mirror, we have to fix society.” (Vinton Cerf, gennaio 2004)

    Uscite tutti fuori dalla rete e portatevela appresso!

  5. galalith Says:

    Second life è buggato e fa cagare…

    Questo è quanto

  6. Crios Says:

    Parlando da utente di Second Life, non posso non dire che le potenzialità di SL sono sottosfruttate, in quanto la maggior parte degli utenti tende solo a comprare vestiti, armi e avatar. Di cose da fare in SL ce ne sono, e sono tantissime, ma molte sono ancora tutte da scoprire. Second Life libera è la prossima “Next Big Thing” auspicata da Gates? Chissà, solo il tempo può dirlo, per il momento continuo ad esplorare.

  7. aghost Says:

    secondo me SL è ancora troppo difficile. Cioè entri ma non si capisce niente. Specie se vuoi fare qualcosa di “costruttivo” oltre a svolazzare in giro

  8. Enrico Says:

    E poi c’è questa cosa che mi lascia molto perplesso…
    in un mondo virtuale, ci si immagina che uno vada a fare cose meravigliose – ammazza draghi, salva principesse, respinge l’invasione degli alieni, che ne so. Qui, invece, uno sta a fare un casino per entrare, costruirsi un avatar – perché aghost dice il vero, SL è complicato – e poi che fa? E’ se stesso, gira di qua e di là, e nella MIGLIORE delle ipotesi fa le stesse che faceva nel mondo reale – la Gabetti vende case, il politico fa il comizio, e io pirla sto lì a sentire e comperare…
    Mah.


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