Dalla compattona alla reflex: dalla Canon G3 alla Canon 400D

marzo 8, 2007

Felice possessore di una compattona Canon G3, dopo lunghe e tormentose indagini mi sono finalmente deciso al “gran salto”: ho comprato la reflex Canon 400D. Ottiche: 17-85 mm (non lo zoomino standard quindi) col paraluce opzionale, più uno zoom tele da 70-200 mm f.4.

Accessori: un’impugnatura con batteria doppia (bg-3), 2 batterie supplementari, 1 filtro polarizzatore circolare, 2 schede di memoria da 2 GB. Il tutto mi è costato poco meno di 2500 euri.

Ho comprato tutto on line, anche qui dopo mille ricerche e dubbi, da Fotocolombo e mi sono trovato bene. Buoni prezzi, garanzia italiana (non si sa mai), servizio cortese, veloce e affidabile. Nulla da dire.

Vediamo ora in breve le prime impressioni, partendo dai pregi e difetti della G3, con la quale ho fatto oltre 100.000 scatti.

CANON G3

Pregi: ottimo obiettivo, molto luminoso (f.2), versatile (forse un po’ corto, da 38 mm arriva “solo” a 140 mm, paragonato al 35mm); corpo macchina solido, comodissimo display orientabile a mio parere uno dei pregi migliori. La Canon G3 in sostanza è un’ottima macchina (uno dei migliori modelli in assoluto nel suo segmento), che fa belle foto nitide con bei colori. Eccellenti anche le foto macro, grazie anche alla comodità del display orientabile che permette d fotografare senza buttarsi per terra. La risoluzione massima arriva a “soli” 4 MP, comunque più che sufficienti per uso web o stampe di normale formato.

Difetti: lentezza esasperante. Ci vogliono circa 3-4 secondi per essere operativi, ovvero levare il tappo dell’obiettivo, aprire il display e accendere la macchina. Ma è durante lo scatto che la lentezza diventa un handicap notevole: quando si preme il pulsante lo scatto non è immediato ma ha un ritardo di circa 2-3 decimi di secondo. Possono sembrare pochi ma, se si fotografa uno sciatore (o qualunque altra cosa in rapido movimento), in quel lasso di tempo il soggetto ha già fatto parecchi metri o è già uscito abbondantemente dall’inquadratura. La G3 è quindi praticamente inusabile, come quasi tutte le compattone del resto, nella foto sportiva o per il reportage veloce. La messa a fuoco è un po’ lenta e a volte anche imprecisa. A 400 ISO la grana è evidente. Brutto fotografare col mirino a telemetro, che tra l’altro inquadra anche il bordo dell’obiettivo (che ovviamente non risulta nella foto).

CANON 400D, prime impressioni

La prima cosa che colpisce è ovviamente il peso, poi le dimensioni. Anche se è considerata una “miniatura” nel settore reflex, rispetto alla G3 che stava in un tascone è un bel salto. Il corpo macchina con obiettivo e paraluce sono una “sberla” di quasi 20 cm.

L’impugnatura è scomoda, bisogna abbrancare la macchina con tre dita, con l’anulare e il mignolo che stanno sotto al corpo. Alla lunga stanca. Le cose migliorano notevolmente con l’impugnatura BG-3 aggiuntiva, anche se ovviamente aumentano peso e dimensioni.

La velocità della macchina appare fulminea rispetto alla G3. Anche la messa a fuoco è molto veloce e precisa (deo gratias!). Spettacolare la pochissima grana anche a 1600 ISO!

Si nota subito la mancaza del display orientabile, che provoca una specie di spaesamento all’inizio perché sembra di scattare “alla cieca”. Le foto appena scattate appaiono comunque subito sul display sul dorso.

Macchinosa anche la regolazione del bianco, che sulla G3 era immediatamente visibile sul display: con la 400D bisogna fare una foto a qualcosa di bianco o di grigio (un foglio di carta, un muro), quindi “settare il bianco” utilizzando la foto fatta in precedenza. Non si capisce se la regolazione è buona finché non si scatta una foto successiva.

I comandi e i bottoni sparsi sul dorso non mi sembrano il massimo della chiarezza e della funzionalità. Scomoda in particolare regolare l’apertura del diaframma in manuale, mentre il tempo si regola con la rotellina, per il diaframma bisogna premere contemporaneamente anche un altro bottone! Sulla G3 invece c’era una comoda rotella con la quale si faceva tutto: +/- e la selezione. Mah.

Ottiche: sia pure dopo pochi scatti di prova, la qualità mi sembra molto buona per entrambi gli obiettivi. Nel 17-85 c’è una vignettatura un po’ troppo evidente per i miei gusti. Ottimo invece il tele, anche se è pesante e ingombrante.

Nel complesso quindi mi considero soddisfatto dell’acquisto, anche se certo mi tengo stretta la mia vecchia G3 che continuerà ad accompagnarmi nelle mie gite in montagna. In un prossimo post, quando avrò fatto più scatti, scriverò le mie impressioni più approfondite sulla 400D. Stay tuned!

Sarei curioso di conoscere le impressioni di altri neo-possessori della Canon 400D.

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10 Responses to “Dalla compattona alla reflex: dalla Canon G3 alla Canon 400D”

  1. db Says:

    Ottimo acquisto… :-)

    Del resto, non potevo pensare che uno come te avesse una macchinetta “da poco”. Cmq sono anch’io possessore di una Canon che mi da’ parecchie soddisfazioni.
    Per me passare dalla pellicola al digitale è stato come passare dall’auto a benzina a quella a gasolio (quando conveniva davvero): se con l’auto ho cominciato a macinare km, con la fotografia – avendo trovato un servizio di stampa online conveniente – da quattro anni a questa parte faccio stampare foto in quantità industriali (mentre prima mi limitavo).

  2. aghost Says:

    dario, ho preferito “risparmiare” sul corpo macchina per pigliare due obiettivi decorosi :)

    Negli anni scorsi avevo un corredo contax con ottiche zeiss, poi venduto per varie traversie. Stampavo perfino il bianco nero :)

    Ti confesso però che ho ripreso gusto a fare foto proprio con le macchine digitali :) Anche per le meravigliosa possibilità di vedere subito il risultato e quindi pasticciare sperimentando a piacere :)

    Io non stampo nulla (prima facevo solo dia), ma sarei interessato a fare delle stampe su grande formato, tipo minimo 50×70 o anche più, ma in giro ho visto prezzi proibitivi, poi non sono sicuro del risultato, visto che dovrei partire dagli scatti fatti con la vecchia g3 a 4 mp. Mi hanno detto comuqnue che con le stampanti laser lambda si ottengono risultati spettacolari, anche perché il software è in grando di ricampionare la foto con risultati eccellenti.

    Questo dicono, io ancora non ho visto nulla dal vero, ma un giorno l’altro proverò. Ho degli scatti “mossi” o dei riflessi sull’acqua che sarebbero dei bellissismi quadri astratti nel mio soggiorno :)

  3. db Says:

    Prova un po’ a vedere i prezzi del sito che ti ho consigliato (via mail) ;-)

  4. aghost Says:

    grazie ho guardato :) i prezzi sembrano interessanti ma manca l’opzione del supporto che in formati cosi grandi è fondamentale. Se stampi un 70×100 per dire, devi incollare la foto su un supporto rigido o semirigido, chiaramente i supporti (e i trattamenti antiriflesso e antisbiadimento) fanno volare il costo :)

    Fino all’anno scorso, mi pare che le offerte migliori viaggiavano intorno ai 60-70 euri a stampa per un 70×100

  5. db Says:

    Capito ;-)
    Io – quelle rare volte che faccio stampare grandi formati – incornicio, quindi non conoscevo il “problema”.

  6. aghost Says:

    si ma a me piacciono i grandi formati, tipo 2 metri :)

    Sarò malato ma le stampe sotto al 30×40 per me non hanno senso :)))

  7. db Says:

    imago-megalomane ;-)

  8. aghost Says:

    lasciami allargare almeno le immagini :D


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