Perché i giornalisti detestano i blogger

marzo 18, 2007

C’è da capirli, i giornalisti. Uno studia, si fa il mazzo, si fa una dura gavetta e, dopo mille collaborazioni precarie e tante difficoltà arriva al praticantato e poi, se dio vuole, l’esame e, finalmente, diventa giornalista. E’ assunto in un giornale, magari importante, lo leggono a migliaia, è rispettato dagli amici, diventa “uno che conta”, conosce e intervista i potenti, sente insomma di avere anche lui la sua piccola fettina di potere.

Poi arriva un signor nessuno che in 5 minuti apre un blog e scrive quel cacchio che gli pare. Senza nessuna trafila, senza studiare, a volte senza saper scrivere, senza subire umiliazioni o ingoiare rospi, senza chiedere permessi. Costui si permette anzi di fare le pulci ai suoi pezzi, e magari anche di sputtanarlo quando scrive delle castronerie. Non è giusto! Solo i giornalisti possono avere il privilegio di scrivere, di dire come la pensano.

Il quotidiano Repubblica tira circa 800.000 copie ma lo spazio riservato all’opinione dei lettori è di circa lo 0,0005%, ovvero 4-5 cinque lettere.

E’ questo che sta sullo stomaco ai giornalisti, che un sacco di gente non debba fare tutta la trafila che hanno fatto loro, che chiunque possa scrivere dall’oggi al domani quel che gli passa per la testa senza chiedere niente a nessuno. Quello che era un loro esclusivo privilegio non lo è più. Questo li molesta.

Fino a che internet era usata da quattro gatti non c’era problema, ma ora che i blogger sono migliaia e la gente spesso preferisce leggere loro piuttosto che i pallosi editoriali della stampa mainstream, ecco, questo li inquieta. E non hanno torto. E’ un pezzo di potere che se ne va per sempre.

Parafrasando Humprey Bogart, si potrebbe dire: “Sono i blog bellezza! E tu non ci puoi far niente, niente!” :)

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26 Responses to “Perché i giornalisti detestano i blogger”


  1. Tu devi vedere quanto urlava il cancelliere del giudice di pace locale… “lei non può presentarsi senza patrocinio di un avvocato!”, “mi scusi maaaa… c’è l’art. xyz del c.p.c. che dice che lo posso fare sotto i 516,yy euro… oppure fino a 1032,yy posso chiedere al giudice di autorizzarmi”, “lei ruba il lavoro agli avvocati!”… “veramente io non ho i soldi per gli avvocati, per questo mi sono sbattuto per farmi l’atto di citazione da solo; anzi a sapere prima che me lo doveva redigere lei in presenza del giudice glielo avrei lasciato scrivere ben volentieri, io ci ho messo 3 mesi e sarà ancora pieno zeppo di errori!”… alla fine io volevo parlare con il giudice e lei non mi ci voleva far parlare, allora è andata a chiedere al giudice di persona (facendo bene attenzione a chiudersi la porta dietro le spalle), io ho sentito il giudice (un vecchietto esile esile che ricordava tanto Montanelli) urlare e sbattere qualcosa (credo il c.p.c. che si era portata dietro quella stronza)… pum, paff, pum paff… urli di qua, urli di là, esce fuori il giudice e mi fa “vieni caro, non ti preoccupare” (io avevo neanche 20 anni ed ero visibilmente intimorito, il giudice aveva capito tutto solo guardandomi in faccia). Devi vedere quanto era invece rossa in faccia lei quando è uscita… cialtrona…
    O ancora Aghost, devi vedere quanta paura c’hanno i piccoli provider che la gente possa iniziare a fare a meno di loro!

    Come se uno potesse davvero fare a meno dei giornalisti, degli avvocati o dei provider internet.

    Io sono CERTO che se i giornalisti facessero il loro mestiere (invece di farlo fare ai comici), gli avvocati prendessero anche le cause da 200-300 euro (magari affidandole ai tanti praticanti che ci sono nei loro sudi e lasciando loro quei 20-30 euro di guadagno piuttosto che farli sgobbare tra fotocopiatrici e file interminabili spesso senza neanche dare il rimborso spese per la benzina), o se gli operatori non considerassero i clienti come oche da fois gras per poi nascondersi dietro ai call center… la gente continuerebbe a leggere i giornalisti, a chiedere patrocinio agli avvocati e a pagare il servizio agli operatori…
    Magari i cialtroni non potrebbero lavorare, ma quello sarebbe tutto valore aggiunto per le rispettive categorie!

    ciao

    Mik


  2. Ah, mi è venuto in mente solo ora… una di quelle due cause le ho descritte a PI… cerca “innominato” nell’archivio di PI.

  3. aghost Says:

    la corporazione dei giornalisti riflette in fondo l’immagine disastrosa di un paese governato da bande e oligarchie, da mille corporazioni che si fanno la guerra l’un l’altra. Il bene pubblico è l’ultima preoccupazione.

    Gli italiani hanno davvero la classe dirigente che si meritano?


  4. Io leggo un paese diviso in “caste”, più che bande ed oligarchie. Bisogna vedere la “casta” più numerosa per quanto tempo si lascerà prendere per il naso…

  5. epaminonda Says:

    Facciamo il punto:
    Ci sono i precari che lavorano per far mantenere lo status dei loro superiori, che si prendono tutti i meriti. Notizia di oggi che i professori precari sono il 50% dei docenti universitari.
    Ci sono oligarchie che mantengono la posizione grazie ad un modello sociale risalente al secolo scorso. Una sorta di “pizzo sulla giustizia”, “pizzo sull’informazione”, “pizzo sugli atti pubblici” etc.
    Che dire poi della preferenza nell’industria degli immigrati, preferibilmente clandestini, perché sono ricattabili?
    Che paese di “menta”, come direbbe Piroso (un grande! seguitelo).

    Io avrei una proposta, magari organizziamo un wiki politico, cioè che la legge e la giustizia devono essere semplici e deve essere dato ad ogni cittadino “mentalmente normodotato” la possibilità, tramite leggi semplici, di potersi difendere da solo. Cioè introdurre il concetto di “massima educazione legale” e di “massima informazione”. Ah, e le leggi devono seguire un processo simile allo sviluppo open source (questo concetto lo devo elaborare bene :-) ).

    Scusa il volo pindarico della seconda parte.

  6. semiserista Says:

    sono un avvocato e, purtroppo, sono stata anche fino a pochissimo tempo fa, una praticante. sfruttata a fare fotocopie o a correre di qua e di là per le cancellerie. ora son passata come si dice “dall’altra aprte del bancone”. Sono ancora discriminata dagli avvocati che hanno più anni di lavoro alle spalle. e ancora mi trovo a subire. eppure ho superato un esame, sono a tutti gli effetti un collega. ritengo , altresì, che un avvocato giovane sia anche più invogliato a studiare e a migliorare rispetto a un blasonato avvocatone che di cause ne ha tantissime…
    ah, sono anche una giornalista pubblicista e il lavoro, ahimè, per chi “pensa quel che dice e dice quel che pensa” ce n’è davvero poco. anche qui ho subìto diverse discriminazioni. ora ho un blog. prima lavoravo per un sito che poi mi ha “gentilmente” messo alla porta perché avevo “pestato i piedi” a…
    dura la vita anche per i giornalisti e per gli avvocati!
    lasemiserista.wordpress.com

  7. aghost Says:

    mammifero bipede, quella che chiami “casta piu nuemrosa” non è una casta ma semplicemente il popolo bue. Che purtroppo non ha i mezzi per ribellarsi.

    Ti ricordi il prelievo forzoso del 6×1000, lo scippo di notte sui conti correnti del Dottor Sottile, alias Amato Giuliano? In un paese serio Amato sarebbe già stato ghigliottinato sulla pubblica piazza :)


  8. Semiserista, è quello che cercavo di dire due-tre post prima di questo… in verità l’ho scritto e poi cancellato per non scrivere i soliti bibbioni… ho sentito vari giornalisti, anche noti nel panorama italiano, affermare a quattrocchi che se “pensassero quel che dicono e diconessero quel che pensano” non riuscirebbero più a lavorare nel giro di breve tempo perchè… o gli editori li mandano via per non avere grane, o chi ha informazioni utili non gliele passa più…

    La cosa bella dei blog è che questo non può succedere.

    Ora ti faccio una domanda pesante, ne approfitto visto che sei leguleia e “piccola (ie: pubblicista) giornalista”: non credi che gli ordini professionali andrebbero eliminati proprio a cominciare dall’ordine dei giornalisti? In altre parole: non è un po’ strano avere una Costituzione che pone la libertà di stampa tra i diritti e poi la subordina ad un ordine?

    (credo tu possa rispondere, tanto ti hanno già mandato via no? :P )

  9. aghost Says:

    gli ordini professionali possono essere leciti per certe categorie (es. medici, ingegneri eccetera) ma in tutti gli altri casi no. Possono esistere ma non devono ssere obbligatori.

    Quelli dei giornalisti poi è l’ordine piu ridicolo di tutti, e guarda caso ce l’abbiamo solo noi in italia, poi in grecia e portogallo. Tre paesi che erano dittature. Vorrà pur dire qualcosa

  10. aghost Says:

    epaminonda, certamente la situazione paludosa attuale deriva in gran parte dalla storia italiana. Una nazione ancora troppo giovane, che non ha un’identità forte perché in passato è stata dominata e invasa in continuazione.

    “L’italiano” attuale quindi è uno che non si fida, che ha imparato per forza l’arte di sopravivvere e di arrangiarsi, che vede nello Stato un suo nemico, e non ha nemmeno torto. Il senso civico è molto aleatorio o inesistente, e come potrebbe altrimenti con il fulgido esempio che ci viene dall’alto, dalle oligarchie che hanno la pretesa di governarci?

    Chi ha visto il programma di Jacona sul tre? Io purtroppo solo un pezzo, ma era molto illuminante di come funziona l’italia :(

  11. aghost Says:

    OT per semiserista: come si fa un esposto? :)

  12. Cristian Says:

    @aghost
    “Una nazione ancora troppo giovane…”. Sei sicuro? Io vedo invece una nazione estremamente vecchia, legata a tradizioni millenarie oramai super-consolidate e impossibili da rimuovere.

    Quanto al discorso giornalistico, a volte provo un senso di affetto verso la classe, in fin dei conti loro scrivono ciò che gli si dice di scrivere. E ritengo altresì che la maggior parte di loro non hanno un blog. Se lo hanno è filtrato anche quello.
    Nel giornalismo, la democrazia ancora non l’hanno inventata.
    Però in Italia vige la libertà di stampa…

  13. aghost Says:

    si cristian, in fondo l’unità d’italia risale al 1861 mentre altri paesi, chessò l’inghilterra o la germania, hanno alle spalle un’identità nazionale millenaria. L’italia è stata continuamente invasa e dominata da altri popoli. E il paese dei mille campanili, i padani non hanno nulla da spartire coi romani o coi siculi, per dire. L’italiano è tendenzialmente unito formalmente ma non “culturalmente”.

    Non si riconosce nello Stato, visto piu come un nemico alle cui vessazioni deve sfuggire con tutte le astuzie possibili, ha poco senso civico perché non ha alle spalle un’identità forte e secolare, come per esempio i tedeschi.

  14. Sapientino Says:

    Io ho avuto la fortuna da essere analogico , quale ero, trasformarmi in un esserino semi-digitalizzato.

    ho vissuto in presa diretta il BOOMMM e lo SBUMMMMM della NiùEconomi e sino ad oggi assistere alla nascita di molti e significativi fenomeni social-tecnologici.

    Questo lo devo soprattutto a dei carissimi amici che mi hanno fato comprendere la filosofia della rete.

    Se non ci sono bravi Maestri da cui apprendere , il nostro sapere sarà mediocre ed autoalimenterà e accrescerà poi in maniera esponenziale la mediocrità della gente che ci sta attorno.

    La stragrande parte della popolazione ( giovani compresi) non legge i BLOG ma si informa ancora attraveso i media tradizionali.

    Se vogliamo cambiare bisogna al più presto , prima che possano in qualche maniera “ri-omologare” le cose
    e rendere inefficace questo nuovo movimento democratico, portare più gente possibile a navigare in rete e ad usare la stessa per informarsi e comprendere.

    Una volta sulle strade comparivano scritte del tipo “Dio c’è” sritte nottetempo da qualche estremista integralista.

    Noi potremmo iniziare con ” IL BLOG C’E'”

    :-)

  15. aghost Says:

    si il blog c’e’ ma non lo legge ancora nessuno :)
    Ci vorrà tempo. Forse troppo perchè le cose cambino rapidamente come dovrebbero

  16. Sapientino Says:

    Sono d’accordo con te Aghost.

    Io nel mio piccolo cerco, passando come uno un po’ fuori dal “mondo” , di fare opera di VANGELIZZAZIONE della rete.

    Mi trovo spesso a parlare con numerosi ragazzi di 20 anni che , nonostante abbiano mezzi e possibilità non li sfruttano e ragionano come i loro genitori se non peggio.

    Se non si vuole intrapprendere nessuna lotta politica e di fazione, che almeno si faccia una massiccia azione di Vangelizzazione e Viral-guerrillamarketing.
    I giovani non sono sensibili solo al grande fratello alle chat ai messangers e amenità varie.
    Se trovano altro di interessante con cui nutrire la propria mente , secondo me,lo faranno.

    In rete ci sono persone attive e sveglie intellettualmente, spero quindi che qulcuno possa trovare ideee intelligenti che portino a importanti e concreti risultati.

  17. epaminonda Says:

    @Sapientino:
    Una volta ho detto a uno: “Un wiki è come quello che sta su wikipedia”. Mi ha risposto “E che è wikipedia?”
    E sto parlando di una persona normale di 30/35 anni.
    Poi magari si vantano in giro di avere “Encarta” crakkata.
    :-))))))))

  18. semiserista Says:

    @Michele Favara Pedarsi
    non so se sia giusto abolire gli ordini professionali. a volte anche io mi chiedo a cosa servano. per l’iscrizione a quello degli avvocati ho sudato parecchio sopra i libri per superare l’esame. non è mica facile sai! sono dell’idea che sia stupido fare un esame per un lavoro in cui la selezione viene fatta dal cliente.
    per ciò che concerne il giornalismo ritengo che dovrebbe esserci un livellamento verso l’alto. ci sono troppi “giornalai” e pochi “giornalisti”. non so nemmeno in che categoria inseririmi. sicuramente serve un rinnovamento. io, scrivendo semiseri sul calcio ho sempre cercato di dare una sferzata di energia a tutto il sistema e, soprattutto, alla redazione dove lavoravo. piacevano i miei scritti sulle gesta dolciamare dell’Ascoli calcio…piacevano ma non hanno aiutato la sottoscritta a battere il sistema asservito al padrone. purtroppo è così, ripeto il “purtroppo” ma lo è!

  19. stargazer Says:

    I giornalisti in Italia sono al servizio del potere politico. Al potere politico non piace che i cittadini si esprimano e comunichino fra loro. Ergo le campagne di disinformazione e repressione dei diritti digitali su internet.

  20. aghost Says:

    semiserista, in italia i giornali sono strumenti di propaganda e lotta politica, non sarà mica un caso che non ci siano piu i cosiddetti editori puri.

    Chi fa macchine, chi fa il palazzinaro…

  21. xerxe Says:

    parole sante, bel post.


  22. La “casta più numerosa” è quella dei “paria”, i privi di privilegi. Seguono le innumerevoli “caste” di parzialmente privilegiati. Il guaio di noi “paria” è che non ci rendiamo conto di esserlo. E i “mezzi” che ci mancano sono più culturali che pratici, e chi li ha per solito si arrabatta a cercare di entrare in una delle altre caste, piuttosto che a contrastare lo status quo.

  23. aghost Says:

    si certo, culturali anzitutto. E le oligarchie ce la mettono tutta per farci rimanere come siamo. Rimbecilliti dal digitale terrestre, ad esempio


  24. @Cristian
    Aghost è stato fin troppo conservatore… io direi che la data da considerare in questo contesto è quando finalmente l’Italia è diventata una repubblica democratica.

    @semiseria
    Mi riferivo più all’aspetto “costituzionale” dell’ordine. Perchè trovo sconvolgente che al contrario ad esempio della costituzione americana dove i diritti sono assoluti (ie: le libertà sono inviolabili, punto), nella nostra c’è sempre l’eccezione: le religioni sono tutte ugualmente subordinate all’ordinamento dello stato… tranne quella cattolica; la libertà personale è inviolabile… tranne nei casi previsti dalla legge; il domicilio è inviolabile… tranne nei casi previsti dalla legge; la segretezza della corrispondenza è inviolabile… tranne nei casi previsti dalla legge; dobbiamo poter circolare il territorio… tranne i casi previsti dalla legge (sanità e sicurezza…brrrr…sicurezza…); qui cito testualmente “la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”… però per poter registrare una testata devi essere iscritto all’ordine dei giornalisti… e mi fermo perchè siamo arrivati a noi, ma potrei continuare per almeno altri 10-20 casi…a memoria… insomma, mi viene da pensare che la nostra costituzione sia un po’ fiacca, e quindi il risultato nel caso dei giornalisti sia diretta conseguenza di quelle “eccezioni”. In fin dei conti anche in altri paesi dove la costituzione definisce i diritti in modo più netto la gente viene incarcerata quando commette un crimine… non è che serve scriverlo sulla costituzione che la libertà è tale fino a che non pisci fuori dal vasetto! (licenza poetica)

    Direi che gli ordini sono deleteri perchè “frammentano il buon senso” (si creano centri di potere che tirano giacchette da tutte le parti fino a che ognuno ha un brandello inservibile e nessuno ha una giacca da mettere); le uniche corporazioni che credo siano necessarie sono i sindacati, e pure lì andrebbero ridefiniti perchè ora come ora risolvono ben poco e ingessano il paese… per lo meno a me sembra così…

  25. aghost Says:

    la nostra ipertrofica legislazione, con un numero di leggi spaventoso e caso unico al mondo, credo, nasce dal troiaio di interessi che si sono sedimentati via via negli anni, dal dopoguerra ad oggi.

    Si vuole normare tutto, a ripetizione e anche in modo contradditorio. Cosi’ la legge diventa un inferno per il povero cristo e un paradiso per il leguleio.

    Dove la legge, da chi può permetterselo, può essere piegata, distorta, “interpretata”.

  26. semiserista Says:

    @aghost
    ho letto adesso…a chi vuoi fare un esposto?


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