Bloggo dunque sono. Nasce una nuova opinione pubblica?

marzo 21, 2007

Noi tutti nella vita quotidiana siamo circondati da oggetti che non sapremmo in alcun modo costruire, e di cui ignoriamo perfino la costruzione teorica: una penna biro, un fazzoletto da naso, un elastico, per non parlare di tecnologie complesse come un telefonino o lo schermo di un computer.

Che cosa significa tutto questo? Significa che l’intelligenza collettiva dell’uomo, grazie allo scambio di informazioni, supera di gran lunga quella individuale, basti pensare all’incredibile tecnologia di un razzo che va sulla luna o nello spazio.

Mi chiedo perciò quale effetto possano avere, alla lunga, le idee che circolano vorticosamente su internet sulle migliaia di blog sparsi per la rete, e se questa elaborazione collettiva delle idee produce un’intelligenza migliore come per la tecnologia. Io penso di sì. Per la prima volta nella storia dell’uomo gli individui possono trasmettersi una mole di informazioni, e di idee, fino a ieri impensabile, in un confronto continuo che è radicalmente diverso dal flusso informativo unidirezionale dei media tradizionali.

Da quando leggo i blog, personalmente ricevo quotidianamente numerosi stimoli per “elaborare” e confrontare le mie idee, e così immagino accada anche agli altri.

Questa enorme e libera circolazione di idee cosa produce? Probabilmente il formarsi di una opinione pubblica diversa e autonoma da quella che si crea attraverso i media tradizionali controllati da certi poteri. Una nuova consapevolezza che per ora è ancora in embrione, o limitata ad una minoranza di persone. Ma un domani, quando internet sarà diffusa capillarmente come la televisione?

Negli USA è già accaduto che i blogger siano riusciti “a forzare la mano”, e a far dimettere il senatore Trent Lott, potentissimo leader parlamentare del partito repubblicano, che aveva rilasciato incaute dichiarazioni razziste durante una festa di compleanno.

Fu il tam tam sui blog a portare la questione all’attenzione degli americani, e non la stampa tradizionale, che poi dovette ammettere la propria negligenza.

Il Washington Post: “La stampa sbadigliava, online la situazione era diversa. Se non vi eravate accorti del caso politico più importante di questi tempi, è perché quasi tutti i giornali l’hanno ignorato”.

Time: “I giornali hanno commentato solo dopo alcuni giorni: ma intanto i blogger stavano protestando su Internet”.

John Podhoretz, New York Times: “Non c’è niente di più bello che guardare un nuovo mezzo di comunicazione maturare davanti ai nostri occhi. I blog hanno guidato la campagna contro Lott e le sue impressionanti lodi del segregazionismo. Se Lott si dimetterà, cosa auspicabile, bisognerà riconoscere questo risultato alla blogosfera”.

Lott si è dimesso nel 2002. Che ne pensate?

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11 Responses to “Bloggo dunque sono. Nasce una nuova opinione pubblica?”


  1. […] a quella della “riflessione“, il che richiede tempo. Le blogstar smuovono l’opinione pubblica (all’estero), vengono invitati a conference ed al lancio di nuovi prodotti equiparati ai […]

  2. aghost Says:

    a me piacerebbe fare una classifica di blog-“novipsss”. Cioè dei migliori che sono partiti da zero, ovvero non essendo gia noti o famosi.

    Uno dei blogger italiani piu noti, per dire, come Mantellini, non lo sarebbe se non avesse potuto spiccare il salto dal trampolino di Punto Informatico. Idem per il campione nostrano, Beppe grillo, che era già stra-famoso di suo.

    Proviamo? :)


  3. Nasce una nuova opinione pubblica?
    “Nascerà”, semmai, ma mi sembra che in molti stiano “remando contro” e facendo il possibile per rallentare il processo.

  4. aghost Says:

    si è cosi. Come sempre del resto. Però con internet la vedo duretta :)

  5. cymbalus Says:

    Siamo in Italia, quindi le cose andranno più lentamente che altrove. Ma andranno. Information wants to be free.

  6. aghost Says:

    si cymbalus, andranno. Il problema è che da noi vanno sempre troppo lente rispetto a quanto dovrebbero :(


  7. aghost, internet è dura ma non indistruttibile. Il pericolo numero uno è il parlamento… capisco che detta così sembra un’uscita sovversiva, e non vuole esserlo, però purtroppo basta una legge (come ad esempio quella sull’editoria di poco tempo fa) per censurare i blog. E poi c’è Google… che unendo le funzioni di ricerca a quelle di archivio fa un po’ il buono ed il cattivo tempo. Ad esempio non ci avete fatto caso che di default è attiva una funzione (SafeSearch) per la censura (in teoria) dei materiali porno? E non avete idea delle cose che prima si trovavano ed adesso non si trovano più… per non parlare ad esempio della censura clamorosa di http://www.uruknet.info , primo sito a livello mondiale di informazione sull’Iraq (gestito da un italiano).

    Insomma, belli i blog, fico dire la propria, gajarda internet, viva la democrazia diretta… ma bisogna anche iniziare a proteggerla… perchè in questi anni siamo stati in pochi a darci da fare e siamo stanchi, ma soprattutto più gente arriva più è difficile contenere l’ignoranza sulla materia…

  8. aghost Says:

    si però la vedo dura tornare indietro. Quando la gente ha conquistato un diritto, in questo caso quello fondamentale di esprimersi liberamente, diventa difficile toglierglielo.


  9. Sono d’accordo con te Aghost; credo di averlo scritto anche io da qualche parte che una volta assaggiata la libertà non ci si rinuncia più. Però antennine dritte… soprattutto durante i periodi di muta… perchè pure i blog passeranno e ci sarà qualcosa di nuovo… è lì che senza pelle siamo fragili.


  10. […] e delle idee, soprattutto quelle discordanti, impensabile fino all’altro ieri, che può avere anche una reale incidenza sulla realtà. Si tratta di un caso […]


  11. […] in proposito l’autocritica della stampa americana riguardo il senatore Trent Lott, potentissimo leader parlamentare del partito repubblicano che […]


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