E se facessimo il partito di internet?

marzo 23, 2007

I partiti fanno in gran parte schifo, d’accordo. Tuttavia essi condizionano le nostre vite, a volte pesantemente, e perciò non possiamo prescindere da questo finché la nostra cosiddetta democrazia rimane basata sul concetto della rappresentanza.

L’idea di fare un “partito di internet”, lo dico francamente, mi mette una certa tristezza, così come il partito dei verdi, dei pensionati o degli automobilisti. Però in un paese in cui ciascuno ha la propria corporazione che lo difende, essere senza alcuna difesa non conviene.

Lo abbiamo visto con tante leggi “ad personam” o al servizio di certi poteri come la legge sulla Stampa o quella sui diritti d’autore. Leggi che spesso comprimono la libertà di espressione e i diritti di tutti solo per salvaguardare gli interessi economici di qualcuno.

Anche chi non ha un partito vero e proprio, esercita comunque una potente azione di lobbyng, per esempio i grandi gruppi industriali come Telecom Italia, Enel e compagnia bella, ed economici come banche e assicurazioni, per i quali non di rado si fanno leggi su misura.

Perfino le Authority, che dovrebbero essere istituzioni al di sopra delle parti, talvolta non resistono alla tentazione di dare un aiutino a chi conta, come per l’incredibile, recente decisione dell’Agcom, poi annullata dal TAR, che ha deliberato un’offerta commerciale di Telecom a scapito dei concorrenti perché altrimenti «l’operatore dominante rischiava di perdere quote di mercato all’interno di un settore altamente concorrenziale” (!).

Le decisioni politiche che proteggono monopoli e oligopoli vanno a danno di tutti i cittadini, che si trovano poi a pagare i servizi pubblici più del dovuto. Sono cioè soldi, miliardi di euro, che dobbiamo sborsare obtorto collo.

Alla luce di tutto ciò, la necessità di una rappresentanza politica del “partito di internet” non mi sembra così insensata. Quali interessi e obiettivi dovrebbe perseguire questo ipotetico partito? Anzitutto, direi, una diffusione capillare della banda larga, una maggiore concorrenza nel settore e quindi una riduzione dei prezzi, l’eliminazione del cosiddetto digital divide eccetera.

Ma un partito del genere quante possibilità avrebbe di entrare in parlamento? Su quali numeri potrebbe contare? Come potrebbe organizzare in rete una valida rappresentanza da “far scendere in campo”?

Potrebbe essere interessante cominciare almeno “a contarci”, capire insomma quale forza potremmo avere. Perché si tratta in sostanza di smettere di essere spettatori passivi delle decisioni che vengono prese sulle nostre teste, e cominciare a provare a contare qualcosa.

Annunci

58 Responses to “E se facessimo il partito di internet?”

  1. josef`K. Says:

    Una cosa simile forse c’è già.

    Link di riferimento: http://www.internetcrazia.com/ic/

  2. hronir Says:

    In linea di principio l’idea mi vedrebbe piuttosto entusiasta. Poi pero’ mi viene in mente l’esperienza di Scalfarotto che forse insegna che non e’ facile (ancora? allora?) racimolare grandi numeri sulla rete (in Italia).
    Diciamo che ti/vi tengo d’occhio! :)


  3. del partito di internet se n’era parlato qualche giorno fa sul blog di Napolux
    http://www.napolux.com/2007/03/09/il-partito-di-internet/

  4. aghost Says:

    hronir: ma scalfarotto, che comunque ha ottenuto un risultato non disprezzabile, si è presentato da solo, cioè con un’iniziativa personale e non partita della rete.

    E’ una cosa ben diversa. L’aspetto interessante della cosa è secondo me, l’esperimento di “eleggere” in rete dei nostri rappresentanti. Si dovrebbero individuare dei possibili candidati, che poi sarebbero giudicati in rete, in base alla loro attività passata e presente, e quindi eletti.

    Io credo che uno o più possibili candidati dalla rete che possano portare x migliaia di voti, qualche possibilità di entrare a palazzo ce l’avrebbero. Cosa potrebbero fare poi nel concreto è tutto da vedere. Però potrebbe essere un esperimento interessante: tanto in parlamento ormai ci sono entrati canie e porci, uno piu uno meno :)))

  5. aghost Says:

    josef k, ho dato un’occhiata rapida al sito da te segnalato. Però quel sito non mi convince, chi c’è dietro?

    Diffidio di chi si propone. La cosa secondo me può riuscire se l’iniziativa parte veramente dal basso e in modo collettivo. Per esempio dai blogger.

  6. lucaF11 Says:

    Non avendo particolari abilità in materia politico-diplomatico-tecnologica, sarò comunque lieto di supportare l’iniziativa. Spero solo si possa veramente fare e non rimanga un’utopia.

  7. josef`K. Says:

    Non saprei chi ci sia dietro. L’avevo notato qualche tempo e pensavo fosse attinente.

    Mmm… il partito dei blogger. Mi lascia un pò perplesso . Diventerebbe l’ennesimo partitino fra i partitini. Mentre è mia idea personale che meno partiti ci siano meglio sia. Io sono per l’idea di due grandi partiti. Massimo tre.

    Per la diffusione della banda larga, per la maggiore concorrenza e per la banda garantita potremmo fare una petizione. ^_^

  8. aghost Says:

    sgombriamo il campo dagli equivoci, io personalmente non mi candido a un bel nulla :) Era un discorso in generale, nel senso che se collettivamente si vuole provare a far qualcosa io sono disposto, nel mio piccolo, a dare il mio contributo di idee.

    Josef: io non intendevo riferirmi al “partito dei blogger” che sarebbe abbastanza ridicolo, ma sperare che un’iniziativa di questo genere parta realmente dal basso. In questo senso non vedo chi altri potrebbe farlo se non i blogger, che sono, in qualche modo, la parte più attiva e impegnata della rete.

  9. Antonio Vergara Says:

    idea stupenda aghost. però somiglia molto a quella di generazione U. cmq non lo so se da noi può funzionare, forse in america con obama. mah…, cmq se parte qualcosa vi vengo dietro. saluti


  10. C’è anche il Partito Pirata nato sulla scia dell’iniziativa svedese…

    Io sono contrario; la rete funziona perchè è distribuita. Sono proprio i centri di potere che non vanno bene, che sono “incompatibili” con la natura della rete. Più che contrario (perchè poi ognuno fa quel che vuole) credo sia inutile… non serve costruire gerarchie verticali, l’unica cosa di cui abbiamo bisogno è di velocizzare il collegamento di tutti i cittadini alla rete: aumentare i blog, aumentare le persone che leggono i blog. Aumentare l’attività della rete. Poi il resto funziona da solo; c’è ISOC, c’è IETF… bastano e avanzano.

  11. Cristian Says:

    Io sono scettico sull’idea, o meglio sull’esito positivo che potrebbe avere.
    E’ difficile mettere daccordo qualche centinaia di deputati e senatori della stessa fazione (e ce ne hanno dato atto), figuriamoci il popolo della rete, così variopinto e liberale.
    Ognuno, dico ognuno, pretenderebbe, rifacendosi alla libertà di rete, di esercitare e far valere il suo pensiero (che sia logico o che sia una mera cazzata).

    Direi che di partitismo ce nè già abbastanza…

    Altra cosa è creare un’Authority di internet, intesa come associazione (una sorta di albo professionale per non prefessionisti) che curi e protegga i diritti degli internauti.

    Aghost, vuoi fare il presidente? Dillo che aspiri a quello… ah ah ah ah (scherzo)

  12. aghost Says:

    cristian no tranquillo, sono allergico a qualsiasi cosa che mette sotto la luce dei riflettori :)

    Facciamo un po’ di teoria allora: io per la prima volta in vita mia l’anno scorso NON HO VOTATO e sono digital diviso. Ebbene, se ci fosse qualcuno che promettesse di impegnarsi su fronte internet, io il mio voto proverei a darglielo.

    Chi si manda in parlamento? Be’, qui viene il difficile: bisognerebbe individuare dei candidati, poi vedere soprattutto se sono disposti a impelagarsi in questa grana :)

    Sono però sicuro che persone valide ce ne sarebbero moltissime (non ci vuole poi molto, considerando la gentaglia che c’e’ in parlamento :)

    Penso che ciascuno di noi, volendo, potrebbe indicare già qualche nome. Personalmente, ci penso un po su e poi vi dico :)

  13. aghost Says:

    cristian, nessuno dice che è facile. Però se nessuno ci prova… rinunciare già in partenza non aiuta a cambiare le cose :)

  14. stargazer Says:

    Idea non nuova, ma valida. Purtroppo ancora inapplicabile (almeno in Italia) perché internet da noi non ha raggiunto ancora la massa critica. Il nostro è ancora un paese di anziani o di non-più-giovani, moltissimi ancora usano solo la tv come risorsa per la formazione di una propria idea politica. Per poter fare quello che dici tu forse ci vuole ancora una generazione, ma c’è il rischio che in un tempo così lungo internet sia stata già ridotta ad una tv interattiva.

    Cmq sia io sono pronto a votare per un eventuale Partito Pirata italiano o qualcosa di simile, tanto la scena politica attuale non mi rappresenta più da molto tempo.

  15. aghost Says:

    stargazer, forse è inapplicabile come dici tu, forse no. La mobilitazione sul portale italia.it però mi ha fatto cambiare idea. Il problema semmai, come dici tu, è che probabilmente manca la massa critica. I blogger magari sarebbero anche pronti, ma quanti sono?

    La massa che traffica in internet magari è sufficiente, ma solo una piccola parte è attiva e si interessa di certe tematiche.

    Però per la petizione di D’Andrea ti ricordo che si è mosso quasi un milione di persone. E un milione oggi non fa schifo a nessuno. Anche perché la coalizione di Prodi alle ultime elezioni ha vinto per soli 24.000 voti :)

  16. aghost Says:

    io dico: proviamo almeno a farle per finta queste elezioni in rete, giusto per vedere quanti siamo :)

  17. josef`K. Says:

    Ma c’è un piccolo problema. Se la legge elettorale non cambia potremmo arrovellarci le menti all’infinito su chi mandare in parlamento o meno senza arrivare in nessun dove. I parlamentari li sceglieranno sempre i partiti e non noi. Sigh!

    In linea di principio però potremmo farla questa prova.

    Chi si candida a leader del neomovimento internettiano? ^_^

  18. aghost Says:

    è vero, però un “portatore sano” di, supponiamo, 1 milione di voti mica farebbe schifo ai partiti, sarebbe corteggiato da parecchi penso. Potrebbe anche essere candidato anche in un partito già esistente.

    Una prova virtuale si potrebbe fare, tanto che ci costa? Bisognerebbe fare un blog apposito, organizzare alcune pagine con la possibilità di indicare, diciamo, 3 preferenze. Il sistema provvederebbe poi a contare i voti. Io però tecnicamente nn lo so fare, qualcuno vuole dare una mano? :)


  19. Io non mi candido. O mi fate Imperatore dell’Universo o non se ne fa niente. :-P

  20. aghost Says:

    prima facci vedere il programma :D

  21. Antonio Vergara Says:

    ma ammesso che si potesse fare una cosa del genere, pensate che la chiesa approverebbe? :-)

  22. Napolux Says:

    Come la penso io immagino tu lo sappia ;)

  23. Antonio Vergara Says:

    appunto :-( amici miei in questo cazzo di paese non si può fare nulla, le altre nazioni si evolvono e noi siamo ancora alle messe in latino. aghost lascia ogni speranza prima che ruini ti mandi una bolla episcopale

  24. cymbalus Says:

    Sul partito nel senso tradizionale del termine credo poco. Credo invece che la tua proposta-provocazione possa invece essere percorribile, come hai poi puntiualizzato se la rete riesce a trovare una posizione comune e coesa (wow! mi sto deputatizzando!) su dei punti ben precisi. Insomma se agisce da gruppo di pressione più che da partito. Anche se poi temo che un eventuale deputato “appoggiato” dalla rete finirebbe comunque per perdersi nelle paludi della politica capitolina. Comunque Se serve uno slogan ne ho uno pronto, datato ma sempre efficace: “Italiano! VotaAntonioVotaAntonioVotaAntonio. Vota La Trippa!!!”

  25. aghost Says:

    la palude capitolina è un rischio concreto per tutti :)

  26. aghost Says:

    vergara, piu che la bolla papale temo la reazione degli intellettuali alla Rodotà o all’Amato… che ovviamente detestano qualsiasi forma, anche larvata, di democrazia diretta…

    vedi anche il mio post su rodotà, che ha addirittura individuato “I sette vizi capitali” di internet, roba da far cascare le braccia…
    https://aghost.wordpress.com/2007/03/18/le-7-cretinate-del-prof-stefano-rodota/


  27. […] post “E se facessimo il partito di internet?” si è teorizzato sulla possibilità di un ipotetico partito della rete. Alcuni sostengono che […]


  28. Aghost, è un casino. Per lo meno non è così facile. La seconda parte del governo Berlusconi ero stanco di stare a sentire cosa succedeva, un po’ perchè era sempre tutto uguale e un po’ perchè ogni giorno ne sentivo una peggiore, così mi sono ritirato nel mio eremo (non per finta, ho vissuto per quasi 2 anni in 20mq in cima ad un monte) pensando a come si potesse fare qualcosa di quello che suggerisci e a forza di ravanare, ravanare, ravanare… sono arrivato alla conclusione che non si può fare. O meglio, farlo è perfino peggio che non farlo.

    Il livello di degradazione del sistema democratico è tale da non poterlo “aggiustare dall’interno” e non perchè siamo tutti brutti, cattivi e delinquenti (la concezione di uomo “cattivo” per definizione), ma perchè ci sono dei “vizi di progettazione”… delle condizioni a contorno irrealistiche. Fintanto che ti muovi all’interno di quelle condizioni, qualsiasi risultato non è conforme al “campo di esistenza”… in altre parole è un sistema di equazioni che non ha soluzioni possibili… o ancora, è un sistema sociale che non si regge in piedi a meno di enormi squilibri e le loro conseguenze.
    Non sono i partiti a mancare, o ad essere incapaci di produrre democrazia, benessere, ma l’idea di fondo di centralizzare il consenso ad essere sbagliata!

    Fino ad oggi ci sono stati uomini che si sono illusi di poter cambiare il sistema dall’interno, finendo inevitabilmente di ottenere il risultato opposto (e non lo dico io eh); e anche e soprattutto coloro che con questa consapevolezza in testa hanno pensato “no, io sarò un superuomo, incorruttibile, inflessibile, simply the best” (questi a dire il vero sono stati gli amanti dell’autarchia e in alcuni casi sono diventati quelli che noi abbiamo conosciuto come dittatori). Altri che si sono illusi di potersi costruire la propria isola felice (lasciando però indirettamente che tutto il resto andasse a mignotte per mancanza di partecipazione alla cosa pubblica); basta osservare quanta dedizione le persone riversano nella propria attività e quanto poco lavorano su tutto il resto (e nel “resto” non contano nè le chiacchiere da bar, che sono lamenti sterili, nè la beneficienza o il volontariato, che sono misure ex-post a riduzione del danno e placebo per la coscienza). Altri ancora che hanno costantemente cercato “la rivoluzione”, in qualunque forma la si voglia concepire (armata come il Che, pacifista come Ghandi, tutte), finendo spesso male, o facendo sforzi enormi per distruggere l’esistente in modo da poter poi costruire qualcosa di nuovo che inevitabilmente è finito per essere uguale a quello che c’era prima nel giro di poche generazioni. I famosi corsi e ricorsi storici… un ciclo…

    Internet non è un mezzo per fare un’altra volta la fine del Gattopardo… ma un corto circuito per quel ciclo! Bisogna solo portare tutte le persone su internet, assicurarsi che internet rimanga sempre distribuita, e lasciare che la coscienza collettiva che deriva dalla maggiore capacità di comunicazione faccia il resto. E basta sul serio! Ad esempio hai certamente avuto modo di osservare che nei periodi immediatamente precedenti alla formalizzazione delle dittature i primi a rimetterci erano gli intellettuali e i giornalisti… ovvero le idee e la loro circolazione. Per cui se uno vuole raggiungere il risultato opposto alla dittatura basta massimizzare la poduzione e la circolazione (circolazione che poi a sua volta alimenta la produzione successiva) delle idee :)

    Produzione-circolazione-produzione è un processo ricorsivo che una volta innescato non lascia spazio a manipolazioni (come la manipolazione che avviene ad uno che pensa di cambiare il sistema dall’interno), spontaneo (perchè avviene da se, senza sottostare alla naturale inerzia che avresti già solo a cercare gli obiettivi condivisi, figurati nel portarli avanti dopo averli delineati), e soprattutto è graduale (evita cioè la distruzione necessaria alla rivoluzione)!

    Per questo ho messo su Meganetwork.org … per portare la distribuzione che si ottiene con il p2p e con i blog a livello strutturale… e lo sai … dammi retta, accenditi un router sul tetto, aiuta gli altri che non sanno come fare ad accendere i loro, continua a bloggare… e veglia su qualsiasi tentativo di limitare produzione e diffusione delle idee. Non serve altro.

    Perchè invece è addirittura controproducente (e pericoloso) il contrario è un altro bibbione… ho già abusato della tua ospitalità. Mi limito a dire che una nuova classe dirigente che conosce la rete al posto di quella attuale, che non la conosce, può trovare il modo di addomesticare questa rete… perchè la rete è ancora in fasce (esistono ancora delle componenti di rete che sono controllate in modo centralizzato; occorre completare la periferializzazione dell’intelligenza della rete in fretta! Montati un cavolo di router sul tetto!).

  29. aghost Says:

    capisco il tuo sconforto, che spesso è anche il mio e, immagino, quello di molti. Io non voglio fare la rivoluzione ma solo un esperimento “sociale”, vedere se la rete è pronta per produrre non solo p2p ma anche qualcos’altro.

    Riguardo ad altri rivoluzionari famosi, dimentichi che il Che o Gandhi non avevano internet :))

    Può darsi che sia come dici tu, anzi è probabile, ma a me pare di avere colto dei segnali importanti: ha iniziato Scalfarotto, lui ha sbagliato a voler fare tutto da solo però è arrivato a un risultato impensabile. Poi la faccenda delle ricariche, che ha fatto smuovere il culo al governo. D’accordo sono piccolezze, però sono segnali. Negli USA questi segnali sono ben più robusti, il senatore Dean per dire è riuscito a concorrere per le presidenziali partendo praticamente da zero, e solo con l’aiuto della rete.

    A volte quel che sembra follia diventa incredibilmente realtà. Per restare in casa nostra, pensa quel che è riuscito a fare Bossi: da spiantato perdigiorno al governo per due volte. Bossi può piacere o non piacere, ma lui ha fatto un pezzettino di storia d’Italia, eppure la sua impresa di “sfidare roma” sembrava una pazzia.

    Se quasi un milione di persone si mobilita per abolire le ricariche, forse se ne pososno trovare 100.000 che vogliono provare a cambiare le cose.

    Dico cambiare, non rivoluzionare: la rivoluzione è una cosa seria, e in Italia c’è troppo benessere perché qualcuno si metta a fare le barricate :)

    Io però dico: perché non provare almeno a contarci, capire quanti siamo e quale forza potremmo avere? Facciamolo, senonaltro, per finta, come puro esercizio intellettuale :))) Anche la consapevolezza di sé non è da buttar via.

    PS: per il router sul tetto, come ti ho già spiegato in precedenza, io sono super-digitaldiviso e quindi sarebbe come abbaiare alla luna :)


  30. Ragazzi fatemi sapere, è una bella idea avete tutto il mio supporto sia passivo che se volete anche attivo!

    Un tempo c’era la falce e il martello oggi dovrebbe esserci il computer e il cellulare sono questi gli strumenti più utilizzati nel lavoro :D

    il mondo cambia.. i partiti restano sempre gli stessi è ora di cambiare!;)


  31. Aghost: contarsi? Perchè no. Se tu mi trovi un webmaster che sviluppa l’applicazione php, mi ci metto a lavorare insieme ben volentieri per creare la piattaforma informatica; qualche tempo fa l’ho cercato ma non avevo trovato nessuno di buona volontà (tutti troppo impegnati a curare il proprio orticello, per lavorare gratis sul pubblico interesse).
    In più posso contribuire con server su cui far girare il tutto e il necessario supporto tecnico. In teoria servirebbe anche un costituzionalista per fare le cose fatte bene… perchè bisogna prima di tutto definire una forma di governance stile ISOC/IETF… se non si definiscono bene le procedure in modo da farle anti-manipolazione, l’iniziativa diventa la solita buffonata all’italiana appena arriva il primo furbo della situazione (che magari è proprio uno dei volontari che hanno dato vita all’iniziativa).
    Guardati il sito di openpolis; sembra essere morto, ma l’idea era buona… bisognerebbe creare una piattaforma del genere.

  32. aghost Says:

    michele, io non conosco nessuno, ma forse un’anima pia in rete che da un mano si trova :)

    Idem per il “costituzinalista”: però tieni presente che l’iniziativa sarebbe sperimentale e non pretenderebbe di avere legittimità costituzionale, almeno per ora :)

    L’importante è che i votanti siano certi e che eventuali furbi siano neutralizzati in partenza…

    Ma ripeto, in questa fase è solo un esperimento… se la cosa dovesse poi funzionare, allora si può pensare di farla con tutti i crismi…


  33. Stiamo dicendo la stessa cosa… è un esperimento ma deve essere fatto bene. Le persone che spenderanno 10 minuti per interagire dovranno sapere di non essere sfruttate per indagini sociologiche, o che non stanno dando consensi (perchè partecipare E’ una prima forma di consenso) a qualcosa che si va ad aggiungere alle tante cazzate già esistenti… per questo ti dico che bisogna partire con le cose fatte bene fin dall’inizio. Io sono un sistemista, non posso fare più di quello. E sono già impegnato su Meganetwork.org; quindi non posso prendermi la briga di seguire tutto il progetto… però ti aiuto volentieri.

    Se trovi uno sviluppatore php e un costituzionalista io contrbuisco volentieri con il mio tempo, e vi metto a disposizione il server (ma quello è il minimo).

  34. aghost Says:

    va bene grazie michele, ora vedo quel che riesco a fare, se qualcuno vuole dare una mano è ovviamente ben accetto :)

  35. stargazer Says:

    Io posso dare una mano sullo sviluppo. Prima di parlare di tecnologie (Michele dice php, io p.es. preferisco Plone, ma c’è anche Rails e altro) bisogna però prima capire gli obiettivi della piattaforma tecnologica.

  36. stargazer Says:

    Attenzione aghost a prendere ad esempio la petizione di D’Ambra. Là si parlava di cellulari, e quando c’è di mezzo il cellulare (e in generale la propria tasca) l’italiano si mobilita.

  37. aghost Says:

    stargazer senza dubbio hai ragione per la petizione di d’ambra, per questo ho ipotizzato circa la metà di potenziali votanti di internet :)

    PS: forse si potrebbe metter su un wiki? Io pero’ non so come si fa :)

  38. Athos Says:

    Sono capitato qui facendo una ricerca sulla popolarità del PP e mi hanno colpito alcuni aspetti sollevati nei commenti. A quanto pare c’è un equivoco di fondo: nessuno nel direttivo del PP è disposto a mettersi nell’attuale politica “partitica”, vi invito a leggere
    http://www.partito-pirata.it/?q=node/79 , condividiamo alla virgola quello che sostiene Michele Favara, forse non ce ne accorgiamo ma l’unica rivoluzione possibile, senza le armi, è quella della cultura, se è libera le idee circolano e c’è sviluppo sociale, puoi raccontare che la luna è una forma di formaggio solo a chi non può confrontare la tua barzelletta con quella di altri. Internet è l’arma vincente per un miglioramente globale della ns società ma è fondamentale rimanga libera e utilizzabile da tutti. La ns associazione ha l’unico scopo di difendere le attuali libertà di accesso alla cultura, anzi spera di aumentarle proprio perchè siamo convinti che la cultura sia una reazione a catena che solo imbrigliandola riesci a smorzare. Contro i tentativi di imbrigliamento ci mobilitiamo, i temi trattati sul ns sito lo dimostrano. L’iniziativa di aghost ci solletica e siamo disponibili a collaborare, non fosse altro perchè comunque avremo la possibilità di divulgare i ns scopi. In attesa di commenti cordiali saluti e auguri. athos

  39. aghost Says:

    grazie marco, mi par di si: ma ti diro, alcune motivazioni degli automobilisti sono anche condivisibili. Certo l’idea di fare il partito è grottesca, a quel punto potrebbero reclamare un partito i geometri, i ragionieri, i notai, i taxisti eccetera :(

  40. gattopazzo Says:

    bè???
    scusate, arrivo tardino ma… l’arrivo di un pirata vi ha azzittiti?
    ;)
    athos, aghost, michele favara e.
    una piattarformina di discussione, un pre-esperimento, (giusto perché qui tutto si è spento e perché cmq non sarebbe praticabile continuare sviscerando bene), non potrebbe essere un forum, tirato su là per là?
    Un phpBB alla veloce? Se poi si vede che funge si migra su un bullettin e se ancora cresce…
    Dai, io mi offro per moddare la skin.
    A volte, far pochino è meglio che non fare per mancanza di tempo-energie-ecc.

  41. aghost Says:

    gattopazzo, che pirata? Se ti riferisci al partito, io sono contrario ad aderire ad un partito già precostituito. Se nuovo partito deve essere, bisogna partire da zero :)

    Mica come col PD :D

  42. gattopazzo Says:

    sì, mi riferivo scherzosamente ad athos, ma non al fatto che ci sia il PP già costituito, anche perché lui specifica chiaramente che il PP non ha intenzione di giocarsi come partito nell’attuale quadro di politica partitica, e condivido.
    diciamo che trovo molto, molto interessante la visione di michele favara, che anche athos pare appoggiare, sulla rivoluzione culturale, intesa come lavoro collettivo al di là delle logiche di partito.
    mi spiego:
    supponiamo di “contarci”, e ottenere un milione di adesioni come si è profilato in qualche post precedente.
    supponiamo di decidere di “vendere cara la pelle” e quindi di mettere a disposizione il nostro pacchetto voti per ottenere determinati risultati (e le garanzie?).
    quanti, convinti di dx o di sx, sono disposti a votare la fazione opposta, se nello specifico si profila più “conveniente”?
    non mi vergogno a confessare che io sarei la prima a storcere il naso.
    regalare (cedere, mettila come vuoi) i voti della community a “quelli là”? naaaaaaa….
    è una questione ideologica, lo so, forse quelli della fazione opposta non hanno tutta ‘sta puzza sotto al naso – e con questo forse divento trasparente.
    il problema è che una ipotetica community (il partito di internet) sarebbe politicamente trasversale, e al momento del voto si spaccherebbe.

    viceversa una community che porti avanti, trasversalmente – e quanto mi costa fatica pensare alla condivisione – un progetto di diffusione culturale, e di lotta al digital divide, avrebbe la possibilità di sopravvivere alle elezioni e di crescere sempre di più autoalimentandosi.
    la frammentazione della fonte informativa consente di fare una vera e propria guerriglia culturale, la pluralità ne garantisce la trasversalità e la democraticità.
    la censura può diventare dura, e il leviatano può riemergere con la rabbia dell’animale azzannato.
    spiegare a tutti che esiste freenet può diventare necessario, ma la rivoluzione culturale è innescata, per noi l’unica chance è fare da staffetta per le prossime generazioni :)

  43. aghost Says:

    gatto, un forum? un wiki? si potrebbe… come faresti?

  44. gattopazzo Says:

    mmm… nn sono un’esperta di wiki, ma di forum qualcosa ne capisco, quindi mi viene in mente di usare quel mezzo anche perché più moderabile di un wiki, credo.
    procedura:

    1) trovare server
    2) tirar su un phpbb
    3) lavorare sulla blogosfera
    4) avere sempre a mente gli insegnamenti di Surowiecki:
    elementi necessari per formare una folla saggia
    a)diversità di opinione
    b)indipendenza
    c)decentralizzazione
    d)aggregazione
    (da The Wisdom of Crowds – 2004)

    ;)

  45. aghost Says:

    il server ce l’avrei, incluso di forum sfm. Di php però non so nulla.. bisognerebbe trovare un nome, fare il dominio…

  46. gattopazzo Says:

    michele diceva che poteva sistemare l’ambaradan su un suo server, se trovava un webmaster che implementasse php.
    se gli piace l’idea di un forum iniziale, usando il phpBB non c’è bisogno di programmatori php e per la grafica lo posso moddare io.
    il wiki invece, del quale – ripeto – non so tecnicamente nulla, potrebbe essere interessante per creare una piattaforma di scrittura collaborativa in modo da riuscire, come primo step di attività, a pubblicare il “manifesto” della community.
    per questo bisognerebbe trovare l’intellettale della famiglia :D
    io suggerisco di lasciar passare questo fine mese di agosto aspettando che rientrino dalle ferie le persone che possono essere interessate a collaborare, e quindi di rilanciare la proposta.

  47. gattopazzo Says:

    credo che in rete ci siano pensieri condivisi.
    ci sarebbe molto da dire, molto da fare.
    sono stanca e, data l’ora, un bel crosscomment mi pare la cosa più efficace.
    http://ubuntista.wordpress.com/2007/08/21/il-futuro-del-mondo-partendo-da-ubuntu/#comment-7815

  48. Luca Rosso Says:

    Bella pagina credo. Un giorno ci torno e me la leggo tutta! Buon lavoro ;-)

  49. VQ Says:

    Da qualche tempo penso a questo tema. Sono piacevolmente sorpreso di non essere solo.
    In sintesi.
    Non penso ad un partito vero e proprio. Penso che, per cominciare, si potrebbe creare un gruppo, anche informale, che abbia un punto d’incontro in rete. Un forum ed un blog collettivo potrebbero funzionare; nulla vieta di associare anche un wiki.
    La comunità, se sufficientemente numerosa, potrebbe costituire un gruppo di pressione per la politica e la società, attraverso semplici iniziative pubblicitarie.

    Mi fermo qui, per ora, anche se avrei molto da aggiungere.

    Sono un programmatore, con esperienza nella gestione di server web. Ho già installato ed amministrato siti di ogni tipo. Sono a disposizione per dare una mano.

    Da poco ho registrato un dominio ed ho acquistato molto spazio web per un mio progetto collaborativo. Consideratelo disponibile. Il link l’ho indicato già nella discussione sul post di Ubuntista citato da Gattopazzo. Non amo pubblicizzarmi troppo :-)

  50. aghost Says:

    vabbè, si puo fare, bisogna trovare per comiunciare un nome da dare a questa iniziativa :)

    Proposte? :)

  51. aghost Says:

    visto che nessuno si muoveva ho aperto un forum sperimentale :)

    Non fate caso alla forma o al dominio provvisorio (quello definitivo è in via di registrazione) serve solo a noi qua dentro per schiarirci le idee :)

    http://girovagandoinmontagna.com/forzainternet/

  52. frap1964 Says:

    @aghost
    Forzainternet… ti prego noooooooooooooo :D

  53. aghost Says:

    dai non fare la pittima :)
    è solo un nome come un altro :P

  54. aghost Says:

    e comunque, se hai un nome migliore… :P

  55. frap1964 Says:

    Facci un post e vediamo cosa salta fuori dalle proposte.
    Io comincio con “blog devolution”, anche perchè blog revolution è un po’ troppo inflazionato :D :D

    P.S. E poi un 2.0 non ce lo vogliamo infilare? ;-)

  56. aghost Says:

    enno eh, blog devolution no! E poi sai il 2.0 dove te lo devi mettere? :PPP

    Dai che importa il nome, quel che importa è lo strumento del forum dove si pà discutere meglio delle tematiche che ci piacciono. Se la cosa prende piede, penseremo poi a un nome piu “serio” :)

    Anzi, gia che ci siamo, sul nome potremmi farci un post apposito sul forum con tanto di votazione finale! Piu democratici di cosi si muore :D

  57. frap1964 Says:

    I nomi, come le parole, sono importanti !!
    (citazione da Palombella Rossa di Moretti) :P:P


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: