Il “partito di Internet”: 500.000 voti come Mastella?

marzo 24, 2007

Nel post “E se facessimo il partito di internet?” si è teorizzato sulla possibilità di un ipotetico partito della rete. Alcuni sostengono che non c’è ancora la massa critica, tuttavia osservo che nelle ultime elezioni 2006 il centrosinistra ha vinto per appena 25.224 voti:

19.001.684 voti per l’Unione di Prodi
18.976.460 voti per la CDL di Berlusconi

Il dato più interessante però mi pare quello dei voti dei singoli partiti:

9.045.384, Forza Italia
4.706.654 , Alleanza Nazionale
2.579.951, Udc
2.229.604, Rifondazione Comunista
1.748.066, Lega Nord
991.049, La Rosa nel Pugno
884.912, Comunisti Italiani
877.159, Di Pietro Italia dei Valori
783.944, Verdi
534.553, Udeur Popolari
333.983 , Partito Pensionati
285.744 , Dc-Nuovo Psi
255.410, Alter. Soc. Mussolini
231.313, Fiamma Tricolore
182.703 , Svp
115.105, Socialisti Craxi
73.720, Lista Consumatori
58.757, No euro
44.580, Alleanza lombarda
28.317, Pensionati uniti
22.010, Liga Fronte Veneto
17.574, Ambienta-lista
12.334, Partito Liberale Italiano
6.956, Sos Italia

Possiamo vedere che, dopo la Lega Nord, nessun partito raggiunge il milione di voti! L’Udeur di Clemente Mastella, per dire, che rompe le scatole 24 ore su 24 in tv e che condiziona pesantemente le scelte del Governo, ha appena mezzo milione di voti. Alternativa Sociale della Mussolini, altra rompiscatole, piglia solo 255.410 voti, i patetici socialisti craxiani 115.105.

Ora, io dico: vi pare possibile che in tutta internet, se adeguatamente organizzati, non si riesca a raccogliere almeno i voti di Mastella?

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48 Responses to “Il “partito di Internet”: 500.000 voti come Mastella?”

  1. josef`K. Says:

    Sì, coinvolgendo anche chi sta fuori internet e rosicando porzioni di voto ai delusi da tutti gli altri.

  2. Antonio Vergara Says:

    tieni conto che beppe grillo sulla storie delle ricariche ha raccolto 800mila firme… noi comunque potremmo puntare ad un decoroso risultato, tipo 100mila. scalfarotto quanto prese alle primarie?

  3. Cristian Says:

    [OT]E cosa ne pensa il Beppone italiano sulla corsa dei gestori al recupero del minor introito?…

    Aghost, di voti se ne raccoglierebbero forse anche di più (fermo restando che molti usano la rete per “cazzeggio”), ma come ho già espresso, le difficoltà sarebbero mettere d’accordo tutta sta massa di net-liberals.
    “Che” ci vogliamo provare veramente?

  4. Antonio Vergara Says:

    lanciamo un blog e vediamo quante sottoscrizioni raccogliamo

  5. aghost Says:

    scalfarotto ha preso 26.912 voti. Che sono tanti considerando il fatto che si è trattato di una iniziativa personale. Un’azione “coordinata” in rete, quindi non personale, non dovrebbe avere troppe difficoltà a pigliare almeno 100.000 voti, forse anche 500 mila non è un traguardo troppo ostico.

    Ma i candidati dovrebbero essere scelti dal basso, e non solo tramite autocandidatura.

    I candidati dovrebbero essere scelti tramite una votazione. Si potrebbe fare anche una cosa empirica, tipo che ciascuno esprima i suoi “tre candidati ideali”: alla primo turno si scremano i voti e si vede chi ha pigliato piu voti.

    Chiaramente il sistema dovrebbe essere messo a punto, ma tutto è fattibile. Il candidato prescelto poi presenta un programma di massima, e su quello viene votato.


  6. Io ci sto al partito di internet ;) ! Avete mail e sapete il sito se volete contattarmi !

  7. Cristian Says:

    @Antonio Vergara: ma la raccolta fime non l’ha mica fatta Beppe Grillo! Ci ho pensato dopo.

  8. aghost Says:

    la petizione l’ha fatta Andrea D’Ambra

  9. Antonio Vergara Says:

    errore. iniziata da d’ambra ma sponsorizzata da beppe grillo

  10. Antonio Vergara Says:

    a proposito, come mai nella tabella mancano i voti dell’ulivo?

  11. aghost Says:

    vergara, diamo a cesare quel che è di cesare: la petizione è di D’ambra, grillo lo ha poi appoggiato ma l’iniziativa e il merito sono e restano di d’ambra.

    Riguardo i dati: l’ulivo è una coalizione, io ho messo i voti dei singoli partiti :)

  12. Antonio Vergara Says:

    eh no scusa, intendo ulivo=ds+margherita. la coalizione è unione :-)

  13. aghost Says:

    ma ds e margheritini sono DUE partiti, in ogni caso il ragionamento di fondo mi pare resti invariato, e cioè che un fracco di partiti non arriva al milioni di voti

  14. josef`K. Says:

    Quelli che io con spregevole ironia definisco: i partiti del 2%. Che personalmente non sopporto. Non perché non li ritenga degni del Parlamento in sè, ma perché indegni d’essere “l’ago della bilancia”. Inconcepibile.

  15. cymbalus Says:

    In linea teorica appoggio l’iniziativa ma sommessamente aggiungo: con quale programma?

  16. aghost Says:

    cymbalus, il programma bisogna farlo :) Ma bisogna farlo insieme, sarà la comunità a stabilre gli obiettivi, ovviamente di concerto con gli eventuali candidati :)


  17. Ecco… e qui, scendendo nel pratico, cominciano le rogne. A livello filosofico “la comunità stabilisce gli obiettivi”, ma nel pratico come fai a far dire alla comunità gli obiettivi?

    Guarda questa storia del wimax… TUTTI concordano sul fatto che si deve aumentare la concorrenza tra operatori e che si può fare solo se gli operatori hanno tutti infrastruttura o tutti accedono all’infrastruttura in modo paritetico… che è fondamentalmente un principio economico liberale sul quale possiamo tutti, forse addirittura i trotzkisti, dire che ci piace. Poi però andando all’atto pratico: il partito pirata vuole che si condividano i tetti come si fa con le antenne paraboliche, AIIP vuole che vengano date tutte le frequenze ad un solo operatore, Assoprovider che siano esclusi gli operatori che già anno frequenze e/o cavi, altri pensano che si dovrebbe fare un One Network alla Stefano Quintarelli, … e non se ne esce più. Allora o fai un programma fumoso, generico e… inutile, direi, perchè questo tipo di programmi esistono già… dove c’è scritto che “si deve aumentare la concorrenza” (e, come unico effetto, rimandi i litigi a dopo), oppure quando scendi nel dettaglio inizi a litigare oggi e non si sa quando finisci…

    Allora noi adesso ci facciamo il mazzo e facciamo un sito dove c’è un forum, dei sondaggi, una wiki, o uno strumento ibrido fatto su misura, o quant’altro sembra essere lo strumento d’eccellenza per questo tipo di uso… poi però devi mettere una scadenza a tempo (altrimenti come definisci quando una “proposta/disegno” diventa ufficialmente un punto di programma della comunità?): “si discute/vota/commenta/modifica una proposta fino alla data X, dopodichè quello che è, rimane”. A quel punto tu in quei 10-20-50-X giorni avrai delle persone (10-100-1000-10000) che contribuiranno… quando la procedura, alla data predefinita, chiude l’argomento e crea un punto del programma… salta fuori il 10.001esimo personaggio che dice: “eh no, a me quella parolina in quel punto del programma non mi piace! Non si può modificare? Mi dispiace ma ho passato l’ultimo mese all’ospedale con mamma che stava in fin di vita ed ho avuto solo ora il tempo di dedicarmi al progetto!”. Allora uno per essere preciso come una guardia svizzera dovrebbe, magari con il cuore in mano, rispondegli picche… se no la procedura che è stata pensata a fare?

    Insomma, alla fine se vai a vedere è ciò che già succede nel sistema democratico esistente, solo che lì si fa con le scartoffie invece che con un sito web…eheh…

    Il tutto ammesso e non concesso che riesci a mettere insieme un campione sostanziale di italiani. Altrimenti rimane uno strumento speculativo che ha addirittura poca valenza perchè fondamentalmente si tratta di noi lettori del tuo blog ed altri blog affini… che siamo cioè già inclini a determinate posizioni, perchè siamo già arrivati qui perchè tu Aghost ci stai simpatico e condividiamo con te una percezione delle cose simile. E’ la long tail…

  18. aghost Says:

    michele, io ho delle idee ma non ho le soluzioni in tasca :) E’ chiaro che bisogna studiarci su, del resto è una cosa nuova ed è ovvio che i problemi da affrontare siano anch’essi nuovi e mai affrontati prima.

    Il più ostico mi pare quello di stabilire l’identità certa dei votanti. Tutte le decisioni poi sono prese a maggioranza. Cioè non è che si aspetta ogni volta la decisione dell’ultimo arrivato. Chi c’e’ c’è. Non mi pare essenziale neppure mettere “insieme un campione sostanziale di italiani”: e perché mai?

    Se, attorno a x candidati, si aggregano x voti, bene, tanto basta.

    Sul programma potrei anche dire “lasciamo stare il programma, che tanto non lo rispetta nessuno, e visto che siamo in sistema della rappresentaza scegliamo solo il candidato…”

    In ogni caso la direzione da dare a questa iniziativa, ammesso che decolli, non può che essere corale…

    O vuoi metterti a fare il dirigista fin dall’inizio? :D


  19. E’ proprio quello che non va Aghost! La maggioranza! Il Tertium non datur! La logica di fondo… binaria., dicotomica, standard, aristotelica. Dove sta scritto che dobbiamo essere tutti d’accordo su qualcosa? E seppure riduciamo il “tutti” al 50%+1, tutti gli altri che fanno? Se la prendono in quel posto? E’ QUELLO che non va!
    Guardati la documentazione sulla long tail…

  20. aghost Says:

    michele, la tua proposta nel caso specifico quale sarebbe?

  21. andrea Says:

    questo del “candidato” nato e votato dagli utenti internet mi sembra non solo una possibilita’ ma una _necessita’_ per dare una scossa al Carrozzone.

    pero’, ci sono alcune cose su cui secondo me vale la pena di riflettere per eventualmente condividere gli obiettivi e la strategia.
    – un candidato di internet e’ un progetto che tende alla democrazia diretta piuttosto che a quella rappresentativa. cercate ad es. internet-crazia su google, per maggiori informazioni
    – e’ ovvio che si tratta di una candidatura finalizzata ad una espressione simbolica, non per andare subito al Governo! da cui la scrittura del Programma e’ un non problema, adesso..
    – alle prossime elezioni questo partito pero’ deve raccogliere delle cifre NON simboliche per portare qualcuno (chi, non importa realmente..) a Roma (o Bruxelles.. le prossime sono europee!)
    – l’Eletto (!) poi si impegna a rappresentare in tempo reale le istanze della maggioranza dei suoi elettori. andra’ in Parlamento per votare sui temi proposti dalla maggioranza di allora e che via internet verranno dibattuti e votati. (ci sono tanti sistemi di polling da adottare, ma con trasparenza e serieta’!)
    – la politica ha dei costi, questo e’ inevitabile, si tratta solo di renderli trasparenti e di far si che tutti partecipino alle spese (no taxation without representation) e tutti partecipino ai ricavi. :-)

    a me sembra l’unico percorso realistico per partire con qualcosa di effettivo dal basso che possa mettere in moto un meccanismo..

    ciao

    andrea

  22. hronir Says:

    Ma ha senso presentarsi con un programma solo “internet oriented/related”? E se non si vuole proporre un progrmma solo “tecnologico”, ha senso pensare di mettere d’accordo “il popolo di internet” (qualsiasi cosa significhi) anche su temi squisitamente economico/politico/sociali?

  23. aghost Says:

    hronir: le “istanze di internet” sono assolutamente “trasversali”, nel senso che non sono né di destra né di sinistra (almeno spero).

    Il nostro “candidato” potrebbe anche essere una specie di “ago della bilancia””, nel senso di appoggiare quella parte politica che si impegna concretamente sul fronte internet :)

    Del resto lo fanno tutti, il mercato delle vacche mica lo abbiamo inventato noi :)

    COmunque riguardo a ipotizzare un eventuale programma mi pare ancora presto. Prima dobbiamo capire quanti siamo


  24. Fare tutto quello che facciamo oggi ma… in modo distribuito, ed esteso a tutta la popolazione. Punto. Non serve altro.
    Pubblicazione delle idee? Gli autori autonomamente invece che attraverso gli editori.
    Circolazione delle opere? P2P piuttosto che iTunes.
    Informazione? Blog piuttosto che giornali.
    … e via dicendo.

    Le uniche cose che mancano sono:
    a) assicurarsi che questa distribuzione non possa essere fermata; come? Portando la distribuzione delle idee a livello strutturale… cavi, fibre, radio… devono essere usati per collegare i cittadini tra di loro senza la necessità di usare le centrali… rete completamente distribuita. Questo impedisce la manipolazione di tutto ciò che può passare sopra una rete… in particolar modo la coscienza comune.
    b) portare tutti quelli che non sono qui con noi, in rete. Per far si che la coscienza comune sia espressione di tutta la popolazione.

    Hai letto qualcosa sulla “long tail”? (es: guarda le slides di Mantellini e Morelli che sono semplici e intuitive)
    Si tratta di permettere anche a chi stà in fondo alla coda di essere rappresentato ed esprimersi liberamente… oggi si forzano le persone a tendere alla parte centrale del grafico (il partito!), la rete permette di posizionarsi dove vogliono e di incontrare loro simili indipendentemente dalla distanza…

    Io non riesco a spiegarlo meglio senza scrivere bibbioni Aghost! Accenditi il tuo router sul tetto, anche se intorno non hai nessuno…

  25. aghost Says:

    michele ho capito dove vuoi andare a parare ma è un problema mica da ridere :)

    Bisogna anche essere pragmatici e confrontarsi con la realtà che ci è attorno. Alla disobbedienza civile di massa credo poco, mentre forse è più facile mettere il granellino di sabbia all’interno del motore per farlo inceppare :)

  26. hronir Says:

    Tempo fa avevo seguito le vicende di Fiorello Cortiana, sulla scia delle indicazioni di Beppe Caravita. Il tizio sembrava in gamba. Ora e’ diventato senatore. Calato il boato della campagna elettorale, non se ne sente piu’ molto parlare. Magari lavora, e bene, ma evidentemente un senatore non basta…

  27. aghost Says:

    parliamoci chiaro, non è che uno entra in parlamento e spacca il mondo. Non lo può fare un ministro, neppure un premier a ben vedere.

    però per dire, se dentro al governo ci fossero più dipietri o gentiloni, piuttosto che fioroni, forse le cose andrebbero molto meglio :)

  28. mazzetta Says:

    è evidente che il solo Cortiana non bsta e che fa la goccia nel mare.

    altrettanto evidente è che fare un partito sull’onda del disprezzo per l’attuale classe politica (sacrosanto) non porterebbe grandi novità, ma aggiungerebbe solo un po’ di populismo al calderone.

    altra cosa sarebbe costruire un meccanismo di selezione e promozione di candidati basato su un programma necessariamente minimal per mandare in parlamento una pattuglia di tosti che riesca ad innescare una evoluzione (nella direzione delle democrazie scandinave) in grado di togliere un po’ di fango dalle istituzioni del paese e di migliorarlo un po’.

    per programma minimal intendo un set di -cose da fare- per cambiare l’attuale andazzo, provvedimenti -di sistema- più che di legislzione corrente. Con questo intendo cose come l’introduzione di una soglia di sbarramento per eliminare i micropartiti, l’introduzione del limite delle 2 candidature, la costituzione di una autorità Antitrust dotata di poteri robusti, la reintroduzione del giudice del lavoro…cose del genere, tanto per fre un esempio.

    ovviamente resterebbe intatto il problema del controllo degli eletti, perchè nessun meccanismo di selezione può garantire che poi l’eletto si venda o semplicemente si faccia i casi suoi.

    in ogni caso l’idea non mi pare balzana e nemmeno impraticabile, penso che tanti nel nostro paese potrebbero fare molto una volta dotati dei “poteri” e delle dotazioni che spettano ai parlamentari, penso che sia un rischio che meriti di essere corso, anche perchè peggio di certe cariatidi mi pare impossibile che potranno fare.

    forse la cosa migliore sarebbe fare una specie di test sfruttando le elezioni europee nel 2009, nel caso funzioni e con l’aiuto ed il sostegno (anche materiale) degli eletti in Europa si potrebbe poi accostare con maggior senso anche la competizione nazionale.

  29. aghost Says:

    si mazzetta. Io sarei già soddisfatto se finalmente uno o due candidati fossero espressi dal basso, cioè dal “popolo di internet” anziche dalle segreterie dei partiti.

    La rete, a parte il tentativo solitario di Scalfarotto, non è ancora stata usata nelle sue grandi potenzialità.

    Forse i tempi non sono ancora maturi, ma la strada mi pare segnata.

    PS: tra le leggi importanti da introdurre, a mio modesto avviso: il parlamentare che cambia schieramento DECADE dalla carica


  30. @hronir
    Cortiana non è più senatore… qualcuno certamente più informato di me sulle storie di palazzo mi ha detto “gli hanno fatto le scarpe”, ma non ho capito cosa intendesse. Comunque si, era l’unico parlamentare che capiva la rete… l’ho molto apprezzato negli anni passati.

    @mazzetta
    E’ proprio questo il punto! L’unica cosa su cui credo siamo tutti d’accordo (tranne i conniventi con la politica, ovviamente) è che con questi rappresentanti non andiamo da nessuna parte. Mi sembra a sufficienza per domandarsi come fare ad uscire da questa pena infinita, ma non (ancora) abbastanza da unirci in un progetto alternativo… le nostre pance non sono ancora vuote a sufficienza. Fintanto che non c’è la fame vera, qualsiasi cosa proponi va bene a 1-10-100-1000-… persone ma non a tutte le altre. Solo a titolo d’esempio: perchè le soglie di sbarramento? Così ammazzi la possibilità di veder nascere nuovi movimenti popolari come potrebbe essere un Partito Internet! (capito che intendo? Non voglio fare critica; è solo un esempio)

    @aghost (ti lascio per ultimo perchè al padrone di casa bisogna riservare Il Trattamento Speciale, eheh)
    Accendere una radio sul proprio tetto non è disobbedienaza civile di massa! E’ come aprire un blog per primo, quando cioè nessuno sa che aprirne tanti significa quel che rilevi nel tuo post di qualche giorno fa… tanta gente che ha un blog non lo fa mica per disobbedire all’omologazione della stampa tradizionale; è bello poter scrivere qualcosa di proprio, raccontarsi, dedicare uno spazio alle proprie passioni, etc. ma credo che pochi aprano un blog perchè così forniscono un’alternativa alla stampa centralizzata. Eppure questo sono i blog: informazione distribuita. Prendi “un bit di verità” qui, un bit di verità lì, e il risultato è un’immagine della realtà addirittura più aderente di quanto lo possa essere la stessa notizia riportata in modo più o meno identico da 20 testate giornalistiche (magari hanno tutte ripreso la stessa ANSA).

    Pragmatismo: guarda il programma di partitointernettiano.it segnalato da Ferd… che vedi? Io vedo un altro programma de l’Unione messo su un sito web fatto da gente che non sa cos’è il web: tutte cose belle, ma generiche e fumose. Il generico è necessario a chi scrive il programma a non tagliarsi le gambe: se sei troppo specifico non ricevi il consenso di molti, basta una parola fuori posto ad allontanarli e stroncare il movimento. Poi però quando c’è da implementare quelle cose, se sei stato generico, inevitabilmente ci sono litigi tra rappresentanti dello stesso schieramento e rotture con parte dei propri elettori… guarda l’Ulivo ad esempio (e non che la CdL sia stata meglio; quelli erano semplicemente più attaccati ai posti di potere, per questo erano meno attaccati… poi se saltano fuori milioni che Berlusconi elargiva per comprare gli alleati… come sembra essere successo con Bossi…). E’ la centralizzazione (l’entità “partito”) che non funge…

    Lavorare dall’interno: è uno dei “mestieri impossibili” (come il genitore e il politico), perchè iniziare a farlo implica l’impossibilità di raggiungere l’obiettivo formale di quel mestiere.

    Far inceppare il motore: secondo te c’è bisogno di mettere la manina per farlo inceppare? :))))
    A me sembra che già batta in testa, la cinghia ogni tanto si stacchi, l’olio è finito e nel serbatoio della benzina ci sia zucchero.
    Guarda piuttosto i risultati ottenuti con i blog: Andrea D’Ambra accende una petizione, decine di blog fanno tam-tam sui loro tamburi… Rutelli (sono stanco dei comici che fanno i giornalisti e i politici che fanno i comici) accende Italia.it, decine di blog fanno tam-tam e il progetto è fermato prima che faccia ulteriori danni… il tutto in modo estremamente naturale (ad esempio sul wimax questo non sta accadendo perchè? Perchè tutti usano cellulari, tanti sanno giudicare la fattura di un sito web, pochi sanno quanto invece è mooooolto più importante liberare lo spettro radio… ma questa è democrazia, naturale, spontanea).

    Fintanto che il tam-tam non verrà fatto su tamburi propri (ie: su rete propria di ogni blogger, file-sharer del p2p, etc) qualcuno potrà inventarsi qualcosa per portarsi via i tamburi… E’ quello che sta accadendo ad esempio agli operatori: finchè non avranno anche loro una struttura propria, non ha nemmeno senso chiamarli operatori (perchè sono solo rivenditori della rete telecom). E allora ci sarà prima o poi un Urbani, un Pisanu, un Gasparri, un Gentiloni (che ha già firmato il finto decreto anti-pedofilia previsto dal governo precedente) con intelligenza superiore (uno che riuscirà a creare una macchinazione che nessuno di noi capirà fino a che non sarà troppo tardi per assemblare un movimento di opposizione sufficientmeente forte) che troverà il modo di portarti via il tamburo (es: gli operatori che cercano di rimuovere la neutralità della rete; il trusted computing group che vuole vendere computer asserviti alle major produttrici di contenuti; Chiariglione&co che vuole salvare la neutralità creando un drm di stato). Accendi una radio sul tuo tetto prima che sia troppo tardi…

    Comunque Aghost, che sia chiaro che NON sto scrivendo per fare il disfattista; sto piuttosto cercando di contribuire alla tua idea. Perchè ci sono già passato e me la sono lasciata dietro le spalle per i motivi che ho cercato di trasmetterti in questi commenti. In ogni caso se vuoi procedere io ti aiuto, perchè comprendo (e condivido) la genuinità dei sentimenti che ti fanno prima sentire parte di questa grande coscienza collettiva che esprime la rete, e poi scervellare per trovare come contribuire in modo costruttivo al grande baraccone chiamato democrazia. Quindi se ti vuoi buttare su questa avventura stai tranquillo che ti aiuto e “ti” voto (nel senso che tanto non ho più intenzione di votare nè gli uni, nè gli altri; non voglio ripetere la storia di mio padre, condannato a votare “il meno peggio” per tutta la vita… quindi meglio il Partito Internettiano che… non votare).

    Un abbraccio

  31. aghost Says:

    michele, io NON VOGLIO che sia una “mia idea”, che io la debba portare avanti e gli altri dietro. Io voglio (o meglio desidero) che l’idea sia anzitutto condivisa: se ci sono altre persone interessate è importante che ques’idea sia portata avanti in modo *collettivo*. Altrimenti siamo alle solite, uno che tira la carretta e tutti gli altri seduti comodamente dietro a criticare :)

    Io ho (ri)lanciato quest’idea, ma dev’essere una iniziativa corale di un bel po’ di gente, non solo mia o tua o dei soliti quattro gatti. Ho fatto questi post per vedere le reazioni in giro, finora mi pare siano state un po’ fiacche. Ribadisco inoltre, come ho gia fatto in un post precedente, che personalmente non intendo candidarmi ad alcunché :)

    PS: riguardo alla faccenda dei ruoter che ti sta a cuore, sono d’accordissimo sui principi, ovviamente e come ben sai, ma ci sono due problemi che secondo me sono ostacoli troppo grandi da superare per la “massa”:

    1) è vietato propagare il segnale su fondi altrui
    2) è vietato condividere la connessione

    Verrebbe fuori come per il 2p2, anzi peggio: nel momento in cui prendesse piede la cosa, si piglia un “disobbediente” a caso e lo si stanga in modo esemplare. Colpirne uno per educarne cento. Temo che prima si debba cambiare la legge, e per far questo non c’e’ altro modo che cercare di farlo “dall’interno”.

  32. Sapientino Says:

    ho dato un occhiata a :

    partitointernet.it/
    partitointernettiano.it/

    ma ci sono anche:

    http://www.democraziadiretta.it/
    http://www.democraticidiretti.org/

    e altri ne nasceranno come funghi.

    Alcuni innocentemente immaturi altri più concreti.

    Restano cmq degli embrioni interessanti da tenere “sotto controllo” ;-).

    Obiettivo primario è e resterà cmq focalizzare ed allineare le svariate visioni e opinioni su un unico programma.

    A mio parere sono fondamentali :

    L’Informazione

    L’Istruzione

    L’Infrastruttura (acqua – energia – Strade – Telecomunicazioni)

    Il movimento che nasce in rete non deve essere limitato al solo “interesse” della rete.

    Basta con Dx Sx e Centro,…basta con i pensionati, verdi, gialli o arancioni.

    Se un movimento nuovo dovrà nascere dovrà esserlo nuovo veramente, svincolato da tutte le vecchie logiche e mafiette varie.

  33. luigibio Says:

    ciao a tutti,
    anche io sono molto affascinato da quelle che sono le poetnzialità del mezzo, che, in teoria possono dare la possibilità di intervenire direttamente nella vita civile e, quindi, politica.
    Il ‘partito’ è un insieme di persone che portano avanti un’idea sulla quale discutere in maniera democratica. Da questo punto di vista capisco anche l’idea di un partito, tuttavia mi sembra che questa cosa confligga con quello che è la potenzialità del mezzo: il partito è di per se inserito in un sistema che ha dei tempi di reazione che per noi internauti sono biblici, inoltre si trova a discutere con logiche di compromesso che spesso portano a ‘barattare’ un provvedimento, un emendamento, un comma, per gli interessi di partito e, quindi, logiche di potere, piuttosto che i reali interessi dei cittadini.
    Un esempio banalissimo è il Bersani, dove insieme ad alcuni provvedimenti utili, ma banali, sono state svendute le professioni intellettuali sotto l’egida delle liberalizzazioni. La cosa grave è che i media di stato hanno dato rislato solo alla vicenda di farmacisti e tassisti, mentre architetti, ingegneri, geologi ecc, sono stati declassati: o si organizzano con gli stessi strumenti del capitale (quindi reali aumenti dei costi, minore competenza e diminuzione dei salari) o faranno la stessa fine dei salumieri che hanno dovuto soccombere alla grande distribuzione.
    Per non divagare, ma ritornando sull’argomento principale, secondo me la rete ha una potentissima capacità di aggregazione e di controinformazione, rispetto a quella di potere. Essere più informati ci consente di esprimere delle scelte o delle richieste consapevoli.
    La logica per cui Grillo dice che chi è lì è un nostro dipendente è giusta: oggi possiamo far sentire ai nostri rappresentanti la nostra voce.
    Due cose però sono fondamentali:
    1. i numeri: è necessario contarsi perchè se siamo 2000 siamo pochi;
    2. la legge elettorale: una legge elettorale che mi consente di votare il Mio rappresentante, non quello scelto dal partito, perchè se non mi sta a sentire la prossima volta lo mando a casa (e già su questo penso che se il punto 1 desse risultati soddisfacenti ci si potrebbe far sentire).
    Ci sono soluzioni tecniche per contarci, consultarci, esprimere le nostre opinioni e farci sentire dai nostri rappresentanti e dai media?

  34. aghost Says:

    le soluzioni tecniche ci sono, si tratta di organizzarle. E capire se c’e’ questa benedetta massa critica. Quanti? Direi 500 mila, secondo me

  35. luigibio Says:

    oddio, 500.000 mi sembra che corrisponda al numero di firme per un referendum, potrei sbagliare, ma 100.000 secondo me è già un enorme movimento.


  36. @sapientino
    Bastano informazione e (infra)struttura, l’istruzione è una conseguenza. Non posso argomentare correttamente senza farne un bibbione; ti racconto solo una mia esperienza diretta: ai tempi del mio esame di maturità mi è bastato che mio padre mi portasse alla bibiloteca del CNR, di cui lui aveva la tessera (io non avrei potuta averla), per studiarmi la matematica e relatività generale (diciamo semi-ristretta)… tante persone magari si ritrovano a non avere una grande cultura non tanto perchè pigri, ma perchè sono stati più sfortunati degli altri. Se però oggi si crea la certezza che TUTTA l’informazione sia raggiungibile da TUTTI senza limiti l’educazione diventa implicita (l’unico limite deve essere sullo sfruttamento economico; che deve essere garantito ai soli autori per garantirci a nostra volta la successiva produzione di altro sapere). Ad esempio io avrei potuto “sfogliare” quella gustosa biblioteca anche se mio padre non mi avesse portato lì e/o fosse stato folgorato da tanta scienza quando lui frequentava quei luoghi 20 anni prima di me…

    @luigibio
    Hai toccato il punto quando dici che l’idea di partito confligge con le potenzialità del mezzo. Ma non solo con le potenzialità… ma anche con la natura del mezzo… cerca gli scritti di J. P. Barlow e mentre li leggi sforzati di rimuovere qualsiasi riferimento ad “anarchia” (spesso il nuovo ordine viene confuso con l’anarchia).

    @aghost (per ultimo… per Il Trattamento Speciale :P )
    La logica imporrebbe che invece di creare un nuovo progetto ci si accodasse al Pirat Partiet, Partito Internettiano, Democrazia Diretta, o ai Democratici Diretti… per evitare che i 500.000 che ipotizzi si distribuiscano su 5 iniziative invece di 4, diventando di fatto l’uno di impedimento all’altro (perchè con 100.000 non arrivi al parlamento o ci arrivi troppo fiacco). Centralizzando non se ne esce… l’unione fa la forza, e questo è ancora valido, ma il mezzo non è più il partito…

    Il discorso che fai sulla “proprietà dell’idea” è anch’esso cosa vecchia e anch’esso è un argomento che ci impedisce di essere incisivi nel determinare le scelte dei nostri rappresentanti. Perchè senza qualcuno che si addossa gli oneri e gli onori dell’idea, non c’è nulla, a parte una rivoluzione, che può diventare concreto.
    Ci sono due approcci storici alla governance, radicalmente opposti; uno è quello autoritario della verticalizzazione assoluta e rigida (quello delle dittature, per intenderci); l’altro è quello dell’orizzontalizzazione assoluta e rigida (quello “dei collettivi e delle comuni”; per intenderci). L’abuso dell’uno porta all’altro; e viceversa. Basta guardare la storia per rendersene conto…
    Ed entrambi gli approcci sono estremamente deleteri: il primo comprime la libertà, il secondo comprime l’efficienza.

    I sistemi di governance attuali sono delle “verticalizzazioni controllate”, dove ovvero c’è una struttura verticale alla quale si affiancano dei controllo democratici; il problema che pongono però è un chicken-egg classico: “chi controlla i controllori?”. Insomma, sono come la Torre di Pisa… stanno lì in piedi col rischio che crollino, sono troppo importanti per buttarli giu’, si spendono un sacco di risorse per tenerle su, nonstante tutto sono torri sempre “storte”, e sappiamo già che prima o poi crolleranno facendo un gran botto (quando cioè il costo del loro sostenimento diventa troppo elevato). Quando una democrazia non funziona (come la nostra, direi; che sia solo una percezione distribuita tra la popolazione, o un dato di fatto, non cambia l’evoluzione della storia), si tende a rifiutare la verticalizzazione con la stessa forza con cui si rifiuta una dittatura… guardando all’orizzontalizzazione come unica via di scampo: “il collettivo”. Così si perde efficienza… si rema contro perfino a qualsiasi iniziativa strutturata tendente a ripristinare il controllo democratico… e dopo un po’ arriva la cosiddetta “rivoluzione”, che assume connotati diversi in base all’epoca in cui si svolge (e che, nonostante sia l’unico modo con cui noi uomini abbiamo fatto progressi etici consistenti, distrugge prima di ri-creare).

    Come se ne esce?
    Occorre una distribuzione come standard (la rete!), che crei spontaneamente un Primus Inter Pares (meno rappresentante possibile, e più funzionario possibile) SOLO quando ce n’è bisogno (di emergenza in emergenza) e SOLO riguardo un fatto contingente (es: Italia.it); il primus è colui che viene bastonato/torturato da solo con l’intento di educare i suoi 10-100-1000-… pares, ed è quello a cui si stringono le mani quando parla in pubblico, o di cui rimangono raffigurazioni quando viene ammazzato…

    Ti ci ritrovi?

  37. Sapientino Says:

    Informazione:Istruzione:Infrastruttura

    L’informazione non esiste se non esistono istruzione adeguata e adeguate e neutre infrastrutture che ne consentano la circolazione.

    L’istruzione non esiste se non esistono informazione adeguata e adeguate e neutre infrastrutture che ne consentano la circolazione.

    Linfrastruttura adeguata e neutra non può esistere se non esistono un istruzione adeguata e un informazione che ne consenta la crescita e lo sviluppo di un logico e libero spirito critico e civile.

    La privatizzazione delle principali infrastrutture ( Acqua-energia-telecomunicazioni) è da considerarsi a mio avviso un atto altamente lesivo dei diritti di tutti i cittadini Italiani ( se vogliamo restare in ambito strttamente nazionale..) a privilegio di pochi ed escusivi soggetti interessati non già all’interesse collettivo della società tutta , ma solo ed esclusivo di loro stessi della loro azienda e dei loro azionisti.

    I bisogni primari l’istruzione ed educazione di ogni essere umano non possono essere “mercificati” pena il decadimento morale etico della ns società.

    L’acqua che costa sempre di più e viene concentrata in poche mani e sperperata da una minima parte della popolazione mondiale consentendo speculazioni borsistiche ai soliti noti gruppi delle multinazionali.

    L’energia sperperata da una minima parte della popolazione mondiale che alimenta a sua volta guerre e distruzione che a sua volta alimentano speculazione e razzie dei paesi del sottosviluppo.

    La neutralità della rete messa sepre più a rischio e affidata in mano a soggetti che non hanno nessun interesse nell’usare la stessa come strumento di crescita e cultura dei cittadini , ma come strumento di gestione e controllo del consenso.

    L’istruzione e l’educazione sempre più carente e approssimativa crea già da diverso tempo, una folta schiera di cittadini ignoranti ed abbruttiti, ripiegati su se stessi e nelle loro piccole beghe quotidiane, incapaci di affrontare e comprendere e focalizzare gli importanti obiettivi dei prossimi anni che cambieranno profondamente la nostra società.

  38. luigibio Says:

    Mi sembra proprio che allo stato attuale piuttosto che utilizzare la rete per entrare nelle pieghe dello stato, che sono delle briglie troppo strette.
    A mio sentire il problema è proprio chi controlla i controllori. Ecco, qui il tam-tam della rete può essere un notevole strumento di pressione per far capire ai nostri rappresentanti che non sono lì ‘solo’ per fare i ca++i loro, ma che abbiamo intenzione di dirigere e monitorare il loro operato.

    Anzitutto la legge elettorale, ma poi anche le principali scelete che incidono sulla vita dei cittadini (mercato e libera concorrenza, quella vera, non quella fasulla degli oligopoli), tasse, spese assurde (penso ad italia.it, ma anche a tante scelte assurde per accontentare gli interessi di questo o quel partito come il ponte sullo stretto o altre cavolate del genere).

    Dal mio punto di vista serve un sistema per contarsi e poi uscire verso i mezzi di informazione, con comunicati ai partiti ed ai governanti su quello che pensiamo e su come lo vogliamo.


  39. C’è anche questo:

    http://www.municipiopartecipato.it/

    Consiglio inoltre la consultazione degli “atti” del CitizenCamp:

    http://barcamp.org/CitizenCamp

    In cui il tema era particolarmente centrale.

  40. Alex Says:

    Cosa ve ne pare di questo?!

    http://partitodegliautomobilisti.blogspot.com/

    Leggete qui:

    “Possedere un auto sta diventando sempre più un privilegio quando invece è una necessità. Ci sono macchine che per il mercato valgono appena “200 euro”,ma a causa di una potenza elevata pagano un bollo nettamente superiore al loro valore. E’ assurdo. Come si può pagare una tassa di possesso che supera il valore del bene in questione?! Probabilmente questo succede perchè viene utilizzato erroneamente il kw per valutare il valore di un’auto, ma questo non ha senso. Per quanto riguardo il criterio “punire le auto che inquinano di più” anche questo criterio ha poco senso.. l’auto che inquina di più è quella che viaggia di più e non quella potente che passa il 90% della sua vita chiusa dentro un garage. Non si può considerare inquinante un’auto solo perchè vecchia o potente quando magari non ha mai fatto più di 5000km all’anno. Tutte queste ingiustizie con Il Partito degli Automobilisti spariranno ..sia per le auto che per le moto!”

    Sembra interessante…

  41. aghost Says:

    alex, grazie della segnalazione. In effetti gli automobilisti non hanno affatto torto. Poi ci sarebbe da dimostrare che l’inquinamento dipende dalle auto e non da altri fattori, come il riscaldamento o l’industria.

    E’ che colpire gli automobilisti è molto facile.
    Quello che non capisco è perché non si costringono le case produttrici a fare auto meno inquinanti: quando si è comprato l’euro zero, questo era perfettamente a norma con tutte le leggi del caso, ed oggi circola pagando salate tasse come un euro 4. E’ assurdo ed estremamente ingiusto che si stabiliscano divieti con effetto “retroattivo” che colpiscono solo incolpevoli cittadini che non sono abbastanza ricchi da poter cambiare auto.

    In questo modo si fa una piacere alle banche e alle case automobilistiche, così il cittadino è cornuto e mazziato. Oltretutto si azzera il valore dell’auto vecchia cosicché, anche volendolo, vendere la vecchia auto per comprarne una nuuova diventa impossibile.

    Ma come cavolo ragionano i nostri governanti?


  42. idea gustosissima :) assolutamente da sviluppare.


  43. […] segnalare una interdiscussione sull’argomento attualmente in corso sul blog di  aghost ed invitare a partecipare tutti gli interessati. Senza […]

  44. remon Says:

    a me il Partito Internet sembra una buona iniziativa, anche in linea con quello che dite.

    parola di Partito Intenret http://www.partitointernet.it
    ciao

    mike


  45. […] progetto mi pare ottimo in sé (avevo ipotizzato anche io qualcosa di simile in un paio di post dell’anno scorso). Wikidemocracy, se capisco bene, non vuole fondare un […]

  46. Francesco Miglino Says:

    PARTITO INTERNETTIANO
    Via Torelli Viollier, 33 – 20125 Milano – http://www.partitointernettiano.it

    Egregio presidente Barak Obama,
    sono stati molto apprezzati i due inviti pervenutici per partecipare alla cerimonia del Suo insediamento alla Presidenza degli USA, a seguito i nostri interventi sulla crisi automobilistica americana.

    A ringraziarLa non è soltanto il sottoscritto, ma i giovani ricercatori del Gruppo San Francesco e gli aderenti al Partito Internettiano, tutti determinati a dare il proprio apporto, affinché Internet sia strumento di crescita culturale, di partecipazione e di controllo popolare per selezionare una classe politica democratica capace di scelte coraggiose e che metta “in rete” il proprio agire per la gestione trasparente della “res publica”.

    Ma ciò che ci ha entusiasmato è l’ invito inclusivo, forse il primo da parte di un politico, del Suo delegato Emmett S. Beliveau che ci ha sollecitato a partecipare in termini di proposte e suggerimenti durante il Suo mandato alla Casa Bianca: lo stesso invito in stile internettiano che ha raccolto migliaia di adesioni rendendo possibile la relizzazione di Wikipedia, la più attendibile e grandiosa enciclopedia universale.

    Gli enunciati del Suo programma hanno raccolto consensi in ogni parte del mondo ed è alta la fiducia nella Sua forza morale e politica. Si attendono le scelte necessarie per cambiare il corso drammatico per il quale prodotti dannosi per l’ umanità, pur esaurito il loro corso storico, vengono imposti alle società ed ai governi da potenti Gruppi finanziari.

    Le esalazioni delle auto che utilizzano i derivati del petrolio sono la vera afflizione del nostro tempo: procurano, solo in Italia, 38 mila morti all’ anno, colpiscono le vie respiratorie di migliaia di persone condannate ad una vita di sofferenze ed avvelenano l’ ambiente, patrimonio da preservare per la dignitosa sopravvivenza della nostra specie.

    L’autonomia era il problema dei motori elettrici: oggi è risolto dal motore della Tesla Roadster che percorre 400 km con una ricarica e dal motore europeo che ne percorre 250, sogno ecologista di Andrea Pininfarina ora realizzato, con la francese Bollorè, proprio dall’impegno devoto di Sergio, Paolo e Andrea Pininfarina, in memoria del fratello scomparso.

    Signor presidente Obama, a scrivere la Storia delle società contemporanee oggi sono i costruttori dell’ Era Internettiana, il cui motto è “Don’t Be Evil” e le cui invenzioni sono al servizio di tutti. Giganti del solidarismo internettiano come Larry Page e Sergey Brin si battono per la diffusione gratuita dei saperi e le loro invenzioni accelerano i processi evolutivi delle società complesse e donano libertà e felicità: i protagonisti della politica debbono ispirarsi a costoro e dare generose prove di agire per il bene comune.

    Signor Presidente Obama, difenda la salute dei cittadini e dell’ ambiente incentivando la produzione del motore elettrico per autotrazione, da sostituire al vecchio motore a scoppio.

    Il mondo attende da Lei questo primo concreto atto di svolta urgente e necessario.

    Mentre accogliamo l’ invito a destinarLe le nostre convinzioni, Le inviamo i più cordiali auguri per la realizzazione del Suo programma e di buon lavoro per i suoi Suoi impegni di Governo.

    Francesco Miglino – segretario del partito internettiano Milano 25/01/09

  47. francesco miglino Says:

    PER LA CAUZIONE DI JULIAN ASSANGE 10.000 $ DAL PARTITO INTERNETTIANO
    Per la liberazione su cauzione di Julien Assange, Francesco Miglino ha urgentemente convocato nella sede del partito internettiano il Gruppo San Francesco invitando tutti all’ autotassazione per dare un contributo per la cauzione necessaria alla libertà di Assange. Il Gruppo san Francesco ha aderito alla richiesta e sono stati raccolti €uro pari a 10.000 dollari come segno di solidarietà per Julian Assange.
    Francesco Miglino
    segretario
    http://www.partitointernettiano.it
    partitointernettiano@gmail.com


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