La democrazia del partito unico

aprile 24, 2007

Io non so se sia meglio il sitema maggioritario o il proporzionale. Se sia meglio un governo forte che possa governare in santa pace, anche con una minoranza di voti, o se sia preferibile un governo più “debole” ma che abbia al suo interno forze politiche diverse in grado di bilanciare l’azione di governo tenendo conto di tutti gli interessi e non solo di quelli di una parte.

So però una cosa: che il concetto di rappresentanza su cui si basano le attuali democrazie è un concetto fasullo.

Perché mai io, essere unico ed inimitabile nell’universo coi miei miliardi di cellule, dovrei farmi rappresentare da qualcuno che neppure conosco, e che magari ho visto qualche volta a “Porta a Porta”?

Sarà anche vero, come disse Churchill, che la democrazia è un pessimo sistema di governo ma che finora non si è trovato di meglio. Ma questo poteva forse valere ai suoi tempi, cioè oltre mezzo secolo fa. Ma oggi? Nessuno si veste come 50 anni fa, utilizza gli strumenti di mezzo secolo fa o ragiona come si ragionava nel 1940. Perché si dovrebbe insistere con un sistema che fa acqua da tutte le parti?

Di fatto, tutti i governi cosiddetti “democratici” sono costituiti da oligarchie che perpetuano sé stesse. In Italia abbiamo forse il peggiore esempio possibile in questo senso.

Ora, sia Berlusconi che Prodi sognano il Partito Unico, come nella cara vecchia Unione Sovietica. Ultimo esempio di questa perversione è il “nuovo” Partito Democratico che mette insieme un battaglione di politici affatto nuovi e soprattutto di estrazione molto differente: ci sono pezzi dell’antico Partito Comunista, spezzoni della vecchia Democrazia Cristiana, resti del Partito Socialista, una costola di Marco Pannella (Francesco Rutelli) e perfino un monarchico ed ex aderente ad Alleanza Nazionale, Domenico Fisichella.

Ma la parabola politica di Bossi ha insegnato che l’identità culturale delle persone è un motore potente. La Lega Nord ha cominciato a declinare dopo gli inciuci con Berlusconi, idem per Alleanza Nazionale. Tutti uniti nello stesso calderone, o nello stesso partito, non significa automaticamente più consenso. In politica 2+2 non sempre fa quattro.

E’ chiaro che i politici sono preoccupati: le ultime elezioni sono state vinte dal centrosinistra con un margine risibile di voti, ecco allora spuntare le tentazioni di aggirare il calo drammtico di consenso con vari espedienti ma tutti ugualmente sciagurati: partito unico, sistema maggioritario, premio di maggioranza. Qualcuno ha persino parlato, senza alcun pudore, di un governo di “larghe intese”, così come una volta si facevano i governi di unità nazionale con la scusa del terrorismo.

Queste sono democrazie fasulle, e la “legge porcata” (secondo la definizione del suo stesso autore Calderoli poi mutuata nell’indecente latinismo di “porcellum”), con la quale è stato tolto agli elettori perfino il diritto di votare il candidato scelto invece dalle segreterie dei partiti, è il punto più basso toccato dalla partitocrazia italiana.

Il guaio è che questo paese sembra andare indietro invece che avanti, cioè vada sempre peggio chiunque sia al governo.

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14 Responses to “La democrazia del partito unico”

  1. stargazer Says:

    La democrazia è morta da un pezzo (ammesso che ci sia mai stata). Governano sempre oligarchie di ricchi al servizio delle lobby economiche.

    Ma come se ne esce? Io purtroppo ai partiti di internet credo poco (è un medium ancora di nicchia), l’astensione non è una soluzione… Ma come si fa a votare ancora uno di questi figuri?

  2. kijio Says:

    Quoto in pieno quello che hai scritto.
    Sono sinceramente deluso dalla politica italiana.Dove vado vedo sempre la stessa cosa, anche nelle amministrazioni locali. E’ una delusione continua: non conta se chi ha il potere e’ di dx o di sx .. conta solo (per loro) fare adepti e trovare i soldi per il loro partito micrognoso.
    Penso proprio che finiro’ per proporre sul mio blog lo slogan “fatti una girata piuttosto che andare a votare: ti diverti di piu’ e sei sicuro di fare qualcosa di buono”.
    E’ forse eticamente sbagliato scegliere di NON votare una manica di sanguisughe?
    I politici che vedo sono come i ladri di pisa “di giorno litigano in pubblico per poi andare di notte a rubare insieme!” (vedasi gli ultimi “ritocchini” agli stipendi/diarie/premi approvati in maniera unanime dai parlamentari).
    Sarebbe meglio dire, come diceva un noto scrittore italiano, che si dichiarava di sinistra perche’ non poteva essere fascista (Curzio Malaparte), che in fondo l’Italia non e’ cambiata. Si guarda il passato pensando che era migliore, solo perche’ non ci si rende conto che anche nei tempi addietro c’e’ sempre stata una minoranza onesta, mai schierata (perche’ essere onesti significa riconoscere i meriti propri e degli altri, non certo vincolari al colore politico o alla religione), stanca dei soprusi, ma vittima dei poteri forti, dei corrotti e di tutta la massa che, come tanti pecoroni, seguono le mode ed i pensieri populisti.
    Mi ritengo fra questi pochi, ma non so se rallegrarmi o se era meglio, quando potevo (ormai ho varcato il punto di non ritorno), passare il guado, e sventolare la bandiera del partito che conviene a seconda del vento che tira(vedasi un noto italiano molto “alla moda”, prima giovane fascista poi mangiapreti e comunista convinto, … ma con tante proprieta’ private).
    Caro aghost, penso proprio che l’unica consolazione che ci rimane e’ sapere che esiste qualcuno come noi, non siamo soli .. ma siamo la minoranza. Sappiano di pensare liberamente ma la nostra volonta’ di liberta’, di onesta’, di voler vivere in un sistema meritocratico e’ destinato, aime’, a rimanere nei nostri cuori. Tanto ci deve bastare, dobbiamo essere stoici, e’ questa la mia opinione.

  3. aghost Says:

    caro kijio, purtroppo non votare non è una soluzione, e te lo dice uno che per la prima volta in vita sua NON è andato a votare l’anno scorso.

    Del resto davvero la nausea di tutto e di tutti, destra e sinistra, ha preso ormai il sopravvento. Anzi la nausea per la sinistra o centrosinistra che dir si voglia è forse anche peggiore: dalla destra sai cosa aspettarti, ma quando vedi che “la tua parte politica” non è tanto differente da quelli che c’erano prima, ti prende lo sconforto, la ripulsa.

    L’elettore orami è ridotto a un utile idiota chiamato a legittimare decisioni prese sulla sua testa. Io a questa recita, anzi a questa farsa, non mi voglio prestare. Anche se so che la mia è una posizione “perdente”. Ma almeno non mi sento preso in giro :)


  4. Quanto c’hai ragione! Quanto!
    Ma il problema resta: chi votare?

    Io so chi non voterò mai, ma non basta mica.


  5. Aghost, cerca il Teorema di Arrow su Wikipedia… e poi il Paradosso di Arrow… (se non c’è su quella italiana prova su quella inglese)…

    In una slides che avrei voluto presentare all’OpenCamp scrivo: “La democrazia rappresentativa è
    impossibile”… e poco più avanti suggerisco una soluzione estremamente naturale, spontanea e soprattutto funzionante… (La tirerò fuori allo ZenaCamp di Genova sabato prox…perchè all’OpenCamp un branco di nerd come me mi ha incastrato a parlare della tecnica e nonostante abbia sforato i 20 minuti… non mi ci hanno fatto arrivare! Questa volta ho invertito l’ordine delle slides… parto proprio dalla aprte “sociale”…tiè… ue’, MA TU VIENI!!?!??! Eddai che mi farebbe tanto piacere poterti conoscere!)

    La democrazia non è un concetto fasullo; è la democrazia rappresentativa ad essere impossibile. E la soluzione non è semplicemente passare a forme più popolari… deliberativa…diretta… la monkeysphere non ce lo consente anche se il 150 con internet potrebbe essere un 22500… stay in tune, che dopo lo ZenaCamp dovrei avere i primi video da pubblicare per riuscire finalmente a mettere le slides on-line (avevo promesso di farlo dopo l’OpenCamp ma le slides sono fatte con un mac, contengono video e sono pesanti, quindi non posso pubblicarle neanche in pdf… allora sto preparando dei video per farne una sorta di podcast).

  6. aghost Says:

    certo brigida, chi votare? Il problema vero è che non abbiamo una vera scelta. I candidati li scelgono loro. Quindi che scelta è? E’ come una vecchia pubblicità della Ford: puoi scegliere qualsiasi colore purché sia nero.

    E anche se si potesse votare chi ci pare, LORO hanno in mano tutta l’informazione, gli apparati di propaganda.

    Ti ricordi il tentativo di Scalfarotto? E’ praticamente impossibile entrare in politica se non fai parte degli apparati.

    Certo ogni tanto qualcuno salta fuori: se ci pensi l’unico che c’è riuscito dal dopoguerra ad oggi è stato Bossi… ma lui aveva un’idea forte, quella del federalismo e dell’identità padana… Tuttsommato i risultati ottenuti alla fine non sono stati granché…

  7. aghost Says:

    michele, non ci voleva un premio nobel per sapere quello che sanno tutti, e cioè che l’oligarchia politica che ci (s)governa è la forma piu sofisticata di parassitismo sociale :)

    Da sempre le oligarchie comandano la massa. Oggi forse in modo meno feroce ma la sostanza è quella. Il darwinismo si applica anche alla società umana, e il più forte/furbo/scaltro emergerà comunque e sfrutterà gli altri.

    Il discorso è comunque complesso. Qualcuno ha anche parlato di dittatura della maggioranza, siamo sicuri cioé che la maggioranza ha sempre ragione o sceglierebbe sempre per il meglio? E’ lecito dubitare.

    E’ meglio allora un’oligarchia illuminata? Lecito dubitare anche di questa, visti i risultati :)

    Riguardo all’Open Camp: cosa vuoi che venga bendetto, io sto qua in mezzo ai monti, scenderò forse la prossima primavera, con la piena del fiume :)))


  8. I candidati li scelgono loro e poi schierano una squadra di governo che tu vorresti scappare all’estero due secondi dopo.
    Non votare non è una soluzione dici, ma l’astensionismo di massa sarebbe comunque una bella mazzata.
    La devono smettere di pensare che la gente che non vota è gente stupida che preferisce andare al mare piuttosto che esercitare il proprio diritto-dovere.
    Io ho sempre votato, l’ultima volta ho votato due volte: per me e per mio padre che era in ospedale…non riesco proprio a non votare, ma se le cose non cambiano al prossimo giro mi taglio il braccio :(
    O sennò bisogna organizzare una rivoluzione alla Robespierre perchè stare senza fare niente sta cominciando a sembrarmi un atteggiamento criminale.

  9. aghost Says:

    brigida, non votare non serve a niente, salvo non prestarsi ad una farsa.

    Anche se non votassero metà degli elettori, la proporzione delle forze in campo rimarrebbe tal e quale, poiché l’astensionismo è trasversale a tutte le forze politiche.

    Negli USA vota pochissima gente, tantoché il presidente Bush è stato eletto con meno del 20% dei voti. Però vedi che non è il numero di chi vota a fare la differenza ma cosa si vota. Resta il fatto che questo è un sistema chiuso che viene deciso dall’alto, l’elettore non può far altro che “scegliere” gente già scelta da altri.

    Se ci pensi è un sistema perfetto per chi comanda, sfido io che resta tutto com’è.


  10. So che hai ragione, ma la soluzione qual’è?

  11. aghost Says:

    soluzione immediata francamente non lo so :) In prospettiva direi una maggiore diffusione di internet e quindi di consapevolezza, e forse è proprio per questo che i Fioroni di turno hanno tolto il finanziamento a internet alle scuole :)

    Non sia mai che la gggente impari a ragionare anziché rimbambirsi col digitale terrestre, finanziato invece a profusione prima da berlusconi e ora anche dall’ineffabile prodi

  12. Enrico Says:

    Ehi, ma se la metti in questi termini il problema non è più “chi votare”, e nemmeno se votare o no; si tratta di inventare nuove forme di governo e di rappresentanza popolare, sapendo che tutto quanto è stato fatto in questi ultimi 5-6 mila anni è da buttare…
    Vaste programme, avrebbe detto De Gaulle. ;-)

  13. Tommaso Says:

    Io nel mio piccolo un’ideina ce l’ho, ma realizzarla è un bel casino…
    Sarebbe da fare una seconda marcia su Roma, far pulito da tutti i parlamentari e senatori e sostituire le 1000 mummie parassite, con 100 giovani volenterosi, legare il loro stipendio a quello degli operai, l’aumento annuo alla crescita dell’inflazione.
    Cambiare le leggi e legare ai referendum tutto ciò che incida sui LORO interessi, dare a tutti una carta d’identità elettronica e usarla per fare elezioni e referendum in maniera digitale, risparmiando su carta, penne e persone…
    Forse sono un sognatore, ma non mi pare poi male, per quanto la veda dura da realizzare…
    Voi che ne pensate? Mi hanno dato roba tagliata male ieri o che altro? :P

  14. aghost Says:

    un’altra marcia su roma? :)


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