Ségolène Royal vs. Nicolas Sarkozy

maggio 3, 2007

Ho visto il dibattito tra i due candidati alla presidenza francese che ieri è stato trasmesso in diretta su La7 (parzialmente) e su Sky24 (integrale).

Osservo anzitutto che non è stato trasmesso dalla RAI, forse per evitare un confronto penoso con le trasmissioni di regime tipo “Porta a Porta” o l’ultimo pseudo-duello elettorale tra Prodi e Berlusconi. Per lo meno i francesi hanno allestito un confronto un po’ più serio, anche se ormai prevale la recita. I politici devono essere soprattutto buoni attori che sanno recitare bene la parte studiata a tavolino con gli esperti di marketing e d’immagine.

Anche in questo caso c’è il terrore dei “piani di ascolto”, che sono stati vietati come nel confronto Prodi–Berlusconi. Il piano di ascolto è l’inquadratura che il regista fa a colui che ascolta mentre parla l’avversario. Quando guardiamo due persone che discutono, tutti noi inconsciamente controlliamo continuamente le reazioni dei contendenti mentre parlano ma anche mentre ascoltano, perché ci aiutano a capire meglio.

Il cosiddetto piano di ascolto perciò è un elemento basilare irrinunciabile in qualsiasi tecnica di regia, televisiva o cinematografica, perché l’inquadratura fissa è innaturale e annoia presto. Nei dibattiti politici in tv invece i piani di ascolto vengono vietati dai contendenti perché si teme di patire la mimica dell’avversario (addirittura, talvolta i partecipanti hanno il loro regista personale incaricato di scegliere le inqudrature migliori secondo il momento).

Se uno dei contendenti afferma “Come tutti sanno noi abbiamo ridotto le tasse” e l’avversario viene ripreso mentre butta gli occhi al cielo scuotendo le mani giunte con tono irridente, l’affermazione può essere facilmente smentita e ridicolizzata senza aprir bocca. Allo stesso modo, nei piani di ascolto si possono vedere le reazioni alle parole dell’avversario: timore, sorpresa, nervosismo o sicurezza, eccetera. Insomma i piani di ascolto sono un’arma a doppio taglio di cui tutti hanno paura e che nessuno è disposto ad usare e neppure a subire.

Mi chiedo però se non dovrebbe preoccupare un politico che ha paura di mostrarsi, che prepara la sua esibizione televisiva preparando una parte a memoria come una recita a teatro, neutralizzando ogni possibile rischio o imprevisto. E’ ancora politica o solo marketing?

Non conosco il francese e quindi la mia opinione sul dibattito può essere stata falsata dalle voci del doppiaggio in italiano (le voci possono influenzare notevolmente l’ascoltatore).

Comunque ho avuto l’impressione che la Royal abbia prevalso di misura. Molto aggressiva all’inizio, ha incalzato fermamente ma sempre col sorriso sulle labbra il suo avversario, interrompendolo spesso (le interruzione nel confronto Prodi-Berlusconi erano vietate). Sarkozy si è difeso bene ed ha recuperato decisamente nella parte centrale del dibattito, mantenendo la calma e mettendo in difficoltà la Royal sulle questioni economiche dove è apparsa vaga e in chiara difficoltà.

Direi che la Royal è stata comunque quasi perfetta: ha attaccato cercando di far innervosire l’avversario che ha fama di uomo d’azione rude e anche prepotente. Sarkozy però non ha abboccato e non ha perso le staffe, anche se poteva fare di più, restando calmo e trattando madame Royal con più sufficienza, facendo pesare la sua maggiore autorevolezza. In fondo lui è in vantaggio e Royal la sfidante.

Nella parte finale la Royal è andata meglio, tornando aggressiva e mostrando passione nelle argomentazioni. Non so se il dibattito sarà decisivo a spostare voti, ma è stato comunque piuttosto interessante. Tutto il contrario insomma del noioso finto duello Prodi-Berlusconi (vedi “Duello al museo delle cere“), avvenuto dopo un ridicolo tira e molla di mesi, dove i due infine non potevano interrompersi o farsi domande, dove non c’erano piani di ascolto ma solo inquadrature fisse.

Potevano insomma metterci due manichini (anzi tre con Vespa come “moderatore), e le voci registrate. Quelli italiani non sono confronti televisivi ma spot elettorali mascherati.

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12 Responses to “Ségolène Royal vs. Nicolas Sarkozy”


  1. Concordo con le tue valutazioni! E’ stato un dibattito molto più interessante rispetto ai nostri teatrini elettorali. Inoltre, entrambe gli sfidanti d’oltralpe mi sono sembrati molto più preparati e convincenti nelle loro argomentazioni, dei nostri!

  2. aghost Says:

    si alex, i “nostri” facevano venir sonno :(


  3. oggi cerco di vederlo su sky e ti so dire la mia.

  4. aghost Says:

    bene antonio, facci sapere la tua opinione :)

  5. MFP Says:

    Interessante… mica ci avevo fatto caso a questa storia dei “piani di ascolto”…

  6. aghost Says:

    essi michele, in effetti è un cosa un po’ da specialisti… ma essendo io cameraman di vecchia data… questo cose un po’ le so :)

  7. aghost Says:

    un esempio magistrale dell’uso dei piani di ascolto si ebbe in una passata puntata di Ballarò, ospiti Rutelli, Berlusconi e D’Alema.

    Berluscono partì in una delle sue intemerate demenziali, e quando disse che la “scuola superiore” e “le televisioni” erano in mano ai comunisti il regista inquadrò D’Alema che si metteva le mani nei capelli per scherno… tra le risate del pubblico.

    Senza quei piani di ascolto di D’Alema che ridicolizzava con la mimica Berlusconi, chi vedeva il dibattito a casa avrebbe avuto tutt’altra impressione :)

    Ecco perché i politici non vogliono i piani di ascolto :)


  8. Qui in Italia invece si dava addosso al povero Rivera e si discuteva se le sue frasi fossero “terrorismo” o no.
    Insomma, è vero che la lingua ferisce più della spada, ma … qui si sta davvero esagerando.

  9. aghost Says:

    si brigida davvero pazzesco, oltretutto Rivera ha detto cose sacrosantissime ;)


  10. Ed il fatto increscioso è che tutti siano corsi a dissociarsi!
    La posizione di Rivera doveva essere nota a chi lo ha voluto su quel palco, anche perchè le stesse identiche cose le aveva dette durante la manifestazione di Emergency per la liberazione di Adjmal ed Hanefi.
    Tutto questo la dice lunga su come siamo messi in Italia.
    Qui il senso critico è terrorismo ed i fatti, per dirla alla Travaglio (in questo caso il funerale negato a Welby, ma non a dittatori e criminali) non interessano a nessuno, si è abituati a ragionare intorno alle opinioni.

  11. aghost Says:

    si brigida quello che mi ha forse più sbigotitto, al di là dei deliri dell’Osservatore Romano, è la corsa al dissociamento dalle parole, ripeto SACROSANTE, di Rivera!

    Perfino Bonanni ha detto che le affermazion di Rivera potevano essere condivisibili ma il “contesto” era sbagliato!
    Il contesto!!!

    Questi stronzi invece che mazzolare la chiesa per aver scritto delle cose indecenti, si baloccano col contesto.

    Dio come siamo messi male! :(


  12. Speriamo che per le prossime elezioni in Italia prendano esempio da questo dibattito, altro che il finto scontro Prodi-Berlusconi… questo si che era un dibattito!


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