Guadagnare col blog, sogno o realtà?

maggio 13, 2007

Si può guadagnare con un blog? Robin Good curatore di mastermedia.org sostiene in un’intervista sul suo sito di aver guadagnato nel solo mese di gennaio 2007 oltre 20.000 dollari. Sono saltato sulla sedia. Ma il buon Robin, ho pensato, ce la racconta giusta? :)

Il suo portale è decisamente ben fatto, con molti contenuti interessanti, nulla da dire. Forse ha un taglio un po’ troppo “americano”: è cioè concepito più sulla realtà USA che su quella italiana, con annunci strillati tipo “Diventa milionario con le nuove forbicine per tagliare i peli del naso” oppure “Guadagna soldi col tuo blog infilando perline colorate on line”.

Sembra un pò il vecchio cartaceo “Millionaire” che prometteva mirabilie un po’ troppo disinvoltamente. In ogni caso, ripeto, il sito di Robin Good ad una prima occhiata mi pare piuttosto valido.

Che io sappia però, nessun blog italiano guadagna seriamente. E per seriamente intendo poterci campare dignitosamente, cioè il sogno proibito di tantissimi bloggers: mandare affanculo il capoufficio e mettersi in proprio su internet.

Leggendo meglio mi sono accorto che il sito di Robin è trilingue, e allora mi sono detto che forse i guadagni dichiarati non sono poi così impossibili. Ma se fosse solo in italiano?

In ogni caso vorrei tanto conoscere qualche blogger nostrano che guadagna col suo blog: mi piacerebbe tanto vederlo in faccia :)

Perché la domanda fondamentale, al di là dei guadagni di Robin Good (beato lui), mi pare questa: si può guadagnare decentemente con un blog in Italia? Ad oggi, non lo sa nessuno :)

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34 Responses to “Guadagnare col blog, sogno o realtà?”


  1. di sicuro non possiamo farlo noi. wordpress.com vieta gli annunci pubblicitari

  2. Carmelo Says:

    Luca Sofri, col suo wittgenstein.it, dichiara 3 dollari al giorno di guadagni a fronte di un blog che fa dalle 2 alle 4 mila visite al giorno.
    La possiamo chiudere qui, credo.

  3. stargazer Says:

    Io mantengo (si fa per dire) un paio di blog e qualche sito. E da molto tempo mi interrogo sui modelli di business per guadagnare quel poco che mi permette di andare in pari con le spese. Francamente per guadagnare cifre decenti con i click sulla pubblicità (AdSense et similia) ci vuole un traffico decisamente fuori della mia portata. Sono pochissimi, nel mondo, i siti che riescono a collezionare quei numeri.

    Per cui è necessario avere molta inventiva e creatività per “inventare” modelli di business adeguati e tagliati su misura per il proprio sito, blog o attività online. Credo sempre meno agli annunci (modello classico dei vecchi media), men che meno a quelli sempre più interattivi (interi spot o i nuovi widget). Credo sempre di più a modelli personalizzati e all’uso di PayPal. Il difficile è capirli e inventarli.

  4. ABS Says:

    Pagarsi il caffè o al massimo la spesa ogni tanto sì, ma pensare di viverci è una pazzia. :D

  5. iononmilamento Says:

    …io col mio ci guadagno, e pure tanto:

    http://www.iononmilamento.wordpress.com

  6. aghost Says:

    io temo che, anche ammesso di avere contenuti validi, in italia sia impossibile avere volumi sufficienti. Infatti il sito di robin è trilingue, e credo che dagli USA gli vengano gli introiti maggiori. Uno dei pochi che va forte in italia col blog è Grillo, ma lui era già stranoto prima che diventasse blogger (a tempo perso).

  7. aghost Says:

    credo che al di la del blog personale, una via “seria” per pensare di guadagnare coi blog è fare il dog-sitter per qualche grossa azienda o per più aziende più piccole… che ne pensate?

  8. Francesco Says:

    Quanti sono a lavorare dietro un sito come Mastermedia? Quando costa gestirlo? Sarebbe piu’ interessante sapere quanto guadagna che non quanto incassa no?

    Siamo d’accordo che vendere pubblicita’ non e’ la strada (a meno di non scrivere in inglese ed avere un seguito enorme). Fare blog-sitting potrebbe essere una strada anche se dubito che possa essere particolarmente interessante. Una strada potrebbe essere quella di monetizzare i contenuti originali scritti facendosi pagare le recensioni. Il mercato attuale ed i marketplace esistenti sono ben lontani dall’essere soddisfacenti, pero’.

    Io dubito che terrei un blog per soldi. Non mi dispiacerebbe pagarmi le spese vive del blog, ma non e’ in cima ai miei desideri.

    L’unico modo che vedo plausibile e’ quello di percorrere le strade del network di blog (stile blogo, blogosfere, etc. etc.) ma ci hanno gia’ pensato altri :)

    Ciao, f.

  9. aghost Says:

    caro francesco: hai ragione, nell’intervista che ho citato tuttavia ci sono degli elementi che dà Robin stesso, anche se parziali. Comunque mi pare che Robin ce la faccia, e anche bene.

    Fare blog-sitting può essere molto interessante invece: è evidente che deve trattare un argomento per il quale hai una vera passione e un’ottima conoscenza, altrimenti è grigia. Poi mica devi per forza scrivere di bulloni o di colle viniliche: un blog può avere tantissimi argomento, può riguardare il turismo, l’enogastronomia, i viaggi in moto, chessò.

    Il costo di un blog personale è irrisorio ormai, se poi ti appoggi a piattaforme come wordpress è pari a zero. Nessuno poi ti vieta di scrivere su un blog per lavoro (per soldi insomma) e su un altro per i cavoli tuoi :)


  10. […] blog che leggo sempre volenteri solleva l’annosa questione del guadagnare con il blog. Tema dibattuto da tempo e che normalmente risolvo con una mediazione tra la purezza assoluta […]

  11. salpetti Says:

    In America esiste già da tempo un modo sicuro per guadagnare con il proprio blog(es. Gawker Media di Nick Denton e la Weblogs Inc. dell’AOL), in Italia sta prendendo piede adesso…
    Si tratta di network di blog in cui ogni blogger è pagato er scrivere post. Più il blog è popolare e più alla quota standard si aggiungono ricompense…
    Questi nuovo editori assoldano i blogger in vario modo (ci si può auto-proporre, si viene segnalati da qualcuni, si è notati da un’apposita commissione in cerca di nuovi talenti…).
    Si riesce a guadagnare un pochino, ma che fine fa la sontaneità e la libertà del blogging? E poi… che differenza c’è ra un network organizzati di blogger retribuiti e una testata online? Nessuna, a parte che l’editore spende meno….

    salpetti.wordpress.com

  12. Cristian Says:

    @antonio vergara: invece di appoggiarti al circuito WordPress, visto che hai un dominio, presumibilmente hai anche spazio web (se non ce l’hai basta acquistarlo). Di conseguenza ti scarichi tutta la piattaforma WordPress, la installi sul tuo spazio web. A quel punto non sei più collegato al circuito di WordPress e fai letteralmente ciò che vuoi, pubblicità compresa.

    Oltreoceano c’è ad esempio una realtà web che, non so a guadagni come stia, ha un traffico della modonna, nonostante il sito sia letteralmente una m….a. Eccolo: http://www.drudgereport.com
    Guardate quasi a fondo pagina sulla destra, ci sono le statistiche di accesso.

    Non conosco le statistiche di accesso del blog di Robin Good, ma posso pensare siano decisamente inferiori.

  13. aghost Says:

    cristian, il problema non è lo spazio web, ma configurare quel puttanaio di wordpress su uno spazio web :)

    Io ho rinunciato :(

    E comunque si continuano a fare esempi americani, che con la realtà italiana c’entrano purtroppo ben poco :(

  14. Cristian Says:

    @aghost: sei stato tu per primo a fare un esempio yankee…

    Ho configurato WordPress su uno spazio host in circa 10/15 minuti, non vedo l’osticità della cosa.
    Una volta che hai un db MySql, inserisci le coordinate di tale db nel file di configurazionhe di wordpress, carichi tutto wordpress sul server e lanci il file di installazione.
    Lui ti crea tutte le tabelle nel db e configura il blog.

    Più semplice di così si muore.

    Che problemi hai avuto?

  15. aghost Says:

    io ho fatto l’esempio di robin good, che non è americano ma italiano, anche se ha il blog trilingue.

    Riguardo wordpress, ho rinunciato quasi subito perché ho provato a leggere le istruzioni e mi sono scoraggiato :(((

    Di myscul non so nulla :)

  16. Cristian Says:

    Non ho guardato il blog di Robin dando per scontato fosse americano… sorry :(

    MySql è un server database. Una volta creato un account (che l’abbia creato il tuo hoster, o tu tramite pannello admin), wordpress ti crea tutto il resto.
    A questo punto il tuo blog è già pronto.

    It’s easy as 123

  17. aghost Says:

    >>Non ho guardato il blog di Robin dando per scontato >>fosse americano… sorry :(

    è cosi che stai attento? La prossima volta ti rimando a settembre :PPP

    Riguardo wordpress non so, magati ci riprovo, ma mi pareva un gran bel casino :)

  18. Cristian Says:

    Se hai problemi, fammi un fischio, se posso ti dò una mano. Ovviamente SOLO se non mi rimandi a settembre!

  19. enrico Says:

    credo che carmelo abbia detto tutto

  20. Riccardo Campaci Says:

    Oltreoceano c’è ad esempio una realtà web che, non so a guadagni come stia, ha un traffico della modonna, nonostante il sito sia letteralmente una m….a. Eccolo: http://www.drudgereport.com
    Guardate quasi a fondo pagina sulla destra, ci sono le statistiche di accesso.

    Più o meno è la stessa impostazione di Dagospia. Probabilmente riporterà le stesse notizie sensazionalistiche…

  21. aghost Says:

    cristian, e come ti fischio? :)

    io sto su msn agh_tn@hotmail.com :)

  22. aghost Says:

    enrico, quindi con 2-3000 contatti al giorno non si batte un chiodo… e dagospia quanto fa? ci campa?

  23. Francesco Says:

    @aghost: se vuoi giocare con un wordpress tutto tuo senza paura di far danni ti creo un utente e ti faccio provare il 1-click setup di dreamhost. Poi dimmi se ti fa ancora paura ;)

    Per fare i numeri il nanopublishing e’ la soluzione migliore, da quel che ho visto in giro. Almeno oggi. Altrimenti tutti domainer (se deve essere una questione su come monetizzare il traffico ;)) oppure via con qualche bello schema piramidale ;)

    Ciao! f.

  24. aghost Says:

    giocare su dreamhost? e come devo fare? :)

  25. Riccardo Campaci Says:

    Dagospia offre anche dei servizi a pagamento; comunque sì, D’Agostino ci campa abbondantemente con il suo gossip.

  26. aghost Says:

    comunque stiamo parlando sempre di gente, come d’agostino o grillo, che era gia famosa prima di arrivare su internet…

  27. Cristian Says:

    @Riccardo Campaci: semmai Dagospia ha copiato Drudgereport. E ad accessi sono anche pari? Io dubito…

  28. aghost Says:

    certo che no, credo che la roba in inglese viaggi ad almeno 10 volte di piu

  29. Riccardo Campaci Says:

    Sì, notavo solo la somiglianza grafica… Su certe cose come il Gossip gli inglesi sono insuperabili…

  30. Cristian Says:

    Su Drudgereport (che è americano, non inglese) di gossip non ne vedo tanto…

    @aghost: secondo la tua proporzione, significa che dagospia ha almeno 1.4 milioni di accessi al giorno.
    Me le mangio se veramente è così ;)

  31. aghost Says:

    cristian d’accordo, ho fatto una valutazione a capocchia, non so quale sia esattamente il rapporto di audience tra gente che legge in italiano e quello che legge in lingua inglese. Mi sono sempre chiesto quanti contatti farebbe un mio post scritto in inglese :)

    In questi giorni sto viaggiano a oltre 2000 contatti al giorno perché per culo ho imbroccato un paio di post (il gms box ad esempio:).

    Come sarei curioso di sapere quanti contatti sarebbero se il mio blog fosse scritto in inglese… :)))

  32. Luca Moretto Says:

    60-70$ dollari al mese mi permettono di pagare le spese del server e trasferte. Se mi trovate per qualche BarCamp un caffè offerto da AdSense ve lo pago molto volentieri! ;-)

  33. Francesco Says:

    Sono daccordo con voi, in Italia ad oggi non si riesce a vivere con solo il blog. Purtroppo secondo me quello che manca e’ la voglia di costruire la comunita’ dei blog. In Italia siamo tipi solitari, se si guarda all’esempio degli States i numeri che generano per il traffico sono dovuti al lavoro di gruppo dei vari blog.

    Francesco.
    http://www.nuovibusiness.com

  34. gio Says:

    io con il mio faccio da un minimo di 5 ad un massimo di 15 dollari al giorno, voglio arrivare a venti entro fine anno


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