Saremo mai un paese serio?

maggio 22, 2007

1500 cittadini firmano una petizione tramite il sito scandaloitaliano per chiedere al Presidente del Consiglio, Romano Prodi, di poter accedere ai documenti che riguardano la realizzazione del webmostro italia.it da 45 milioni di euro.

La risposta arriva con comodo, quasi due mesi, ed è la classica non-risposta all’italiana: la presidenza non può decidere autonomamente di essere trasparente, ma deve chiedere il parere alla “Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi sulla trasparenza dell’attività della Pubblica Amministrazione” (sic!).

Il burocrate responsabile di turno, il dott. Alberto Stancanelli, nel fare la richiesta intima quasi alla commissione che la risposta dovrà essere “no”. Perché il “generico ed indistinto interesse di ogni cittadino al buon andamento dell’azione amministrativa” avvisa il solerte Stancanelli, non è “una posizione giuridicamente tutelata”.

Semplicemente indecente. Sorge spontanea la solita domanda: saremo mai un paese serio?

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8 Responses to “Saremo mai un paese serio?”


  1. Sorge spontanea la solita domanda: saremo mai un paese serio?

    Spero che la domanda sia retorica :-)
    Oppure è dettata da quell’estremo filo di speranza ed ottimismo che rimane nell’essere umano anche quando la situazione ormai non consente di sperare più in nulla di buono.

    Comunque a parer mio non saremo mai un paese serio, forse sarò pessimista per natura, ma la penso così e dubito che qualcuno o qualcosa mi farà mai cambiare idea. :-( Spiace ma è così.

  2. aghost Says:

    quello che in realtà mi meraviglia è l’indifferenza generale, la rassegnazione… ormai ci facciamo fare di tutto senza reagire :(


  3. Ci vorrebbe Report con la stessa cadenza di porta a porta….

  4. stargazer Says:

    Atti ufficialmente pubblici, ma in pratica secretati. Siamo dei geni del male…


  5. concordo con andrea d’ambra.

  6. frap1964 Says:

    Nicolais detta le direttive, il DIT le pubblica sul suo sito e contemporaneamente le ignora. Vedere il punto 6 di questa recente direttiva dell’attuale ministro Luigi Nicolais che del DIT è il responsabile politico primo (Pubblicità delle procedure contrattuali delle amministrazioni). Non sono d’accordo nemmeno con loro stessi, ma comunque tranquilli. A breve verrà chiesto un parere circa l’opportunità di porre su italia.it il segreto di stato per evidenti motivi di “sicurezza nazionale”. ;-) ;-)

  7. aghost Says:

    il segreto di stato mi sembra quanto mai opportuno a questo punto… non sia mai che la gente capisca come vengono spesi i suoi soldi :)


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