Blogger non fatevi mettere il cappello in testa

giugno 15, 2007

L’inserto de IlSole24, Nova, ha raccolto 100 blogger sotto il suo prestigioso (?) ombrello. Capisco che un po’ di visibilità (e il prestigio riflesso dell’ombrello) faccia piacere a tutti, ma non capisco perché i blogger dovrebbero sottoporsi volontariamente a questa forma di “parassitismo” da parte dei media tradizionali.

Perché “l’ombrello” non potrebbero farselo direttamente i blogger? Davvero c’è bisogno del Sole24ore? Oltretutto i 100 blog su Nova mi sembrano desolatamente vuoti di commenti. Poi non ho capito se questi “magnifici 100” di Nova sono pagati o lo fanno gratis et amore dei. In quest’ultimo caso, ancora non capisco perché i blogger dovrebbero fornire contenuti gratis all’editore, che sul banner nella home spiaccica la pubblicità delle Assicurazioni Generali o di una nuova banca.

Ormai i blogger sono abbastanza “grandi” da poter fare a meno del padrinaggio della Confindustria come di quello di chiunque altro. Non ce n’è nessun bisogno, a maggior ragione per i blog: l’essere ospitati su un giornale è in qualche modo un controsenso perché ciascuno può pubblicare sulla rete quel che gli pare. Lo spazio c’è, quello della carta stampata ormai non è più necessario: è vecchio, statico e, quello sì, autoreferenziale.

Penso che i blogger potrebbero arrangiarsi da soli, penso ad esempio ad un insieme di blog i cui post siano votati per “gradimento” dai lettori. Quindi direi non un numero “x” di blog ma singoli post, una specie di “il meglio del meglio” nei vari settori o argomenti.

Finamente il termine “meritocrazia” non sarebbe una parola vuota.

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12 Responses to “Blogger non fatevi mettere il cappello in testa”


  1. Quello che proponi esiste già ma in Inglese. Si chiama reddit.com. Sarebbe bello avere un sistema simile anche per i contenuti in lingua italiana.

  2. aghost Says:

    davvero? non lo sapevo :)
    E funziona? Ma è una specie di “OKNOtizie”?


  3. mi pare che la tua osservazione nasca guardando il mondo dal punto di vista del blogger.

    se pero’ guardi la cosa dal punto di vista del giornale, puoi immaginare che questa e’ attenzione al fenomeno blog.

    se poi consideri che, a parte qualche notabile eccezione (% marginale) le persone coinvolte NON erano blogger,mi are che sia una spinta dal giornale verso il blog e non una copertura dei blog esistenti.

    la domanda potrebbe essere “perche’?” se si pensa che l’editoria ha una crisi di cambiamento di sesso con Internet.

    credo che mettere la testa sotto le coperte, dire “non succede nulla” o “resistere, resistere, resistere” (come fanno invece le telefoniche), non aiuti. meglio cercare di abbracciarela tendenza e inventarsi qualche business.

    a naso mi pare che la concorrenza del Sole sia Google e l’atto sia una seria acquisizione del fatto che il problema aumenta e che e’ necessario tentare di entrarci per innovarsi.

    (ribadisco, spingono i NON blogger a fare i blogger)

  4. aghost Says:

    si quinta hai ragione ma il rischio, così, è forse anche peggiore :)

    Perché si da un’idea dei blogger in qualche modo non vera: come dici tu i 100 blogger di nova non sono “veri” blogger.

    Ma allora perché lo fanno? A me pare abbastanza ovvio: quelli del Sole cercano di sfruttare il momento favorevole, la moda o, se vuoi, si, è anche una forma di attenzione. Ma il problema è che loro lo fanno per ricavarci di quattrini, mentre i veri blogger bloggano (almeno per il momento) per passione, per divertimento, insomma non per lucro.

    Intendiamoci non è un problema che non mi fa dormire la notte, ma il fatto che tutto venga sempre piegato alle logiche del business non mi piace molto.


  5. condivido quanto dice quintarelli. mi domando perchè non aggregare contenuti di volta in volta dichiarati più interessanti.

  6. Gaspar Says:

    Aghost, credo che il problema che tu vedi, in realtà non esista. Al Sole24Ore possono cavalcare tutte le mode che vogliono, possono crecare di ricavare quattrini eccetera eccetera; ma non possono obbligare i lettori a leggere.

    Allora, o questi blog sono dei veri blog, e si fanno leggere per meriti propri e blogici, oppure non c’è ombrello che tenga: non se li filerà nessuno ;-)

  7. aghost Says:

    infatti gaspar i commenti sui blog di nova stanno a zero o quasi :)

    Però non mi pare del tutto vero ciò che dici: anche il contenitore conta

  8. MFP Says:

    Per carità di dio Aghost… lascia stare il voto e il gradimento dei lettori! Ma possibile che c’è per forza bisogno di un meccanismo di gradimento? Quel meccanismo c’è già… è implicito nel mezzo… io leggo Aghost perchè mi piacciono i temi che tratta, come li tratta, le discussioni che si sviluppano… non ho bisogno di andare a vedere quante stellette gli hanno dato gli altri… le classifiche creano il corto circuito!

    Io lo so che a te tutto quello che dice Rodotà non piace perchè non gli hai perdonato la porcata concessa a Telecom quando fece la legge per la privacy… ma il discorso che ha fatto ultimamente sui rischi di “deriva populista” è estremamente valido, concreto e rilevante. Ne discutemmo gia’ qualche settimana fa. Che ognuno dica la sua è di fondamentale importanza, ma bisogna anche “pesare” le opinioni in base ad argomenti (ie: quanto di più possibile sia vicino ad una dimostrazione della propria tesi) e all’autorevolezza (ie: quanto quella persona in passato ha già dimostrato di valere in quel campo). E questa operazione di attribuire un peso all’opinione deve essere individuale, intima, personale, soggettiva, e non può però essere svolta senza la sufficiente dose di cultura, generale e specifica. E non è che qui da noi sprizziamo cultura da tutti i pori della pelle… esistono soltanto delle palme, con qualche arbusto intorno, circondate dal più arido dei deserti… realizzando un meccanismo generale di valutazione, magari anche centralizzato, otterresti su Internet lo stesso meccanismo bacato che ha innescato la TV nei decenni passati! Questa è deriva populista… ovvero avrai milioni di persone che leggono blog di pessima qualità perchè parlano del Grande Fratello, della fichetta del momento, del cellulare del momento… scritti da perfetti ignoranti, magari trendy e con doti comunicative innate, ma ignoranti. Che poi è un po’ quello che sta succedendo… però con un meccanismo di voto/misura lo cristallizzi a memoria imperitura.

    Infine sono felice di scoprire di essere allineato con Stefano Quintarelli, ieri sul blog di Gaspar facevo un discorso più o meno analogo: “A me l’iniziativa piace perchè:
    – (attivamente) avvicina i più avanti con gli anni alle forme di comunicazione a cui non sono abituati;
    – (passivamente) segnala che la fase tre, così come l’hai descritta, è vicina… e questo non può che farmi piacere.”

    Finchè tutto è trasparente, Aghost, va tutto bene.

  9. aghost Says:

    mfp capisco quello che dici ma secondo me non è sbagliata l’idea di un sistema di valutazione dei lettori. Poi ovviamente bisogna capire come organizzarlo… certamente non uno generalista tipo auditel, per carità.

    Il principio sarebbe quello di creare delle aggregazioni spontaneee di qualità, perché ti puoi fare il bookmark, piu o meno faticosamente, da te dei tuoi oppure usare quelli gia esistenti, già selezionati.

    Le aggregazioni sarebbero un po’ come le guide turistiche: tu puoi andare in viaggo in brasile viaggiando a casaccio, oppure comprarti un’ottima guida e visitare le cose importanti, per i tuoi gusti, tralsciando quelle minori. Si va per affinità. Come dici tu, tutto va bene quando le cose sono chiare, trasparenti e soprattutto spontanee :)


  10. Moltissimi azzardano il blog per trovare strada facendo un ombrello; la blogsfera ricorda in modo impressionante le tivù private primi anni ottanta, quando sembrava di vivere una Tienanmen dell’etere. Tutti contro Viale Mazzini, tutti senza peli sulla lingua, un’ondata di creatività e di libertà, finchè non ti telefonava la Rai e allora…affanculo la Tienanmen dell’etere.

  11. aghost Says:

    si lorenzo il rischio è quello. Del resto la natura umana è questa, se pensi a quanti ex-comunisti sono oggi in posti di prestigio. Uno, l’ex lotta continia Gad Lerner, è arrivato addirittura ad essere direttore della Stampa della Fiat! Oppure Liguori, a servizio da berlusconi, ma esempi ce ne sarebbero tantissimi.
    Coi blog molti cercano visibilità per uscire dalla “cayenna” di internet. Non c’e’ di nulla male naturalmente, ciascuno si comporta come meglio crede. Il rischio però è che si vada fuori tempo: oggi molto agognano ancora scrivere aulla stampa, nonostante sia sempre meno credibile, un domani i giornalisti della carta stampata potrebbero agognare di scrivere su internet :)

  12. MFP Says:

    E’ già così Aghost… ci sono blogger che recensiscono i prodotti delle aziende gratis (sulla stampa mainstream si fanno pagare… sulla stampa informatica non c’è recensione che non sia pagata dal produttore)… tanto si sentono valorizzati dall’interesse dell’industria nei loro confronti. Il cappello non glielo sta mettendo nessuno, se lo stanno mettendo da soli. Sono come quelle 16enni che fanno un pompino nel bagno della scuola mentre un compagno le riprende e poi mettono tutto online…


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