«O mi alzo e me ne vado»

giugno 20, 2007

Splendido esempio di arroganza di Pier Ferdinando Casini ieri a Ballarò: quando il conduttore Floris ha cercato di interromperlo perché la tirava per le lunghe, Casini è sbottato con un perentorio “O mi lascia finire o mi alzo e me ne vado” continuando a parlare imperterrito. Risolino imbarazzato del conduttore, che è rimasto ammutolito fino a che il leader dell’UDC non ha terminato il suo intervento.

Certo sarebbe stato bello se Floris gli avesse detto “E vattene!”. Ma siamo alla Rai, i politici considerano la televisione di Stato “cosa loro” e si comportano di conseguenza.

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16 Responses to “«O mi alzo e me ne vado»”

  1. Carlo Says:

    Ma l’arroganza di Floris non la metti in conto?
    Carlo


  2. Floris è stato ospite al mio master lo scorso fine settimana ed abbiamo parlato proprio di questo.
    Lui sostiene che il politico che si alza e se ne va o che minaccia di farlo, risulta perdente di fronte all’opinione pubblica.

    In oltre lui sostiene di apprezzare un tipo di giornalismo che tende a smorzare le polemiche piuttosto che alimentarle… parlava di “gelo della razionalità”

    Magari Floris si augurava che Casini se ne andasse, ma se l’avesse invitato a farlo sarebbe passato dalla parte del torto (dal suo punto di vista, magari non da quello di una parte del suo pubblico)

  3. aghost Says:

    brigida, quale master?

    Io mi rendo conto che non sia facile gestire situazioni simili, però se uno vuol fare il conduttore televisivo deve anche farsi rispettare. E’ vero che Floris avrebbe sbagliato a dire a Casini “e vattene” (anche se sarebbe stato bello :), però è stato zitto, anzi zittito.

    Avrebbe quanto meno dovuto stoppare casini e dirgli “no scusi, sia gentile, qui il conduttore lo faccio io e io decido i tempi”

    Ho letto anche l’intervista di Floris su il Venerdi di questa settimana, mi pare stia prendendo anche lui una (pessima) deriva vespiana, dove il giornalista sta li a dare gli assist al politico di turno per fargli fare canestro.

    Ma questo secondo me non è più buon giornalismo, diventa propaganda mascherata da informazione. Per questo i politici stanno sempre in tv, non c’e’ mai nessuno che gli vada contro.

    Il politico lo devi torchiare, i cittadini devono capire, devono sentire le domande che vorrebbero fargli loro, non i minuetti in cui il politico va a nozze. Per questo Funari per un certo periodo era in auge, perché faceva le domande ai politici che nessuno osava fare, non aveva peli sulla lingua.

    Non dico che il giornalista debba essere villano o insolente, ma neanche uno zerbino. Se ascolti le interviste dei giornalisti americani o inglesi ti si rizzano i capelli in testa per la rudezza delle domande.

    Quanto alla tesi di Floris che il politico che minaccia di andarsene risulterebbe “perdente” agli occhi dell’opinone pubblica, non mi pare un gran risultato.

    Il compito del giornalista è far capire le cose al cittadini, non far vincere o perdere il politico ospite.

    Sbaglio?


  4. Eh… anche io la penso come te e come Travaglio o Santoro e prediligo il giornalismo di inchiesta di Report e delle Iene :)

    Ma Floris ragiona spesso con i numeri che sembra gli diano ragione.

    Del resto anche Vespa va benone.

    I politici cercano visibilità e nei salotti la trovano; i conduttori cercano pubblico e con un giornalismo di tesi, antitesi e sintesi sembrano trovarlo e non compromettere la propria carriera.

    Personalmente spero che si cerchi di spostarsi verso i metodi anglosassoni piuttosto che rimanere vittime dei soprusi dei politici, ma ci vorrà tempo

  5. aghost Says:

    Ma “i numeri” non significano nulla. Anche l’Isola dei famosi ha grandi numeri e allora? Qui stiamo parlando di giornalismo, non di varietà :)

    Il giornalismo per come la vedo io, è un servizio al cittadino, non un cabaret in coppia col politico di turno. E poi qual è l’offerta giornalistica che si offre? Vespa ha praticamente il monopolio dell’approfondimento politico su rai uno, ti pare normale? C’è solo quello per forza che la gente guarda, ma ormai guarda come si guarda il monoscopio :)

    Voglio dire che l’offerta è sempre quella, ma se mettessimo due programmi a confronto, uno il solito salotto l’altro dove il politico viene finalmente torchiato, quale avrebbe più ascolto?

  6. andrea Says:

    Travaglio, Santoro, Floris tutti della stessa parrocchia e poi c’è chi chiede pluralismo, ammazza sembra di essere nella sede dell’Unità, altro che servizio pubblico.

  7. Mala Says:

    travaglio è all’Unità solo perchè voi avete un mafioso come candidato.
    anche montanelli era contro berlusconi (politico), ma non ne ho mai sentito parlare male dalla destra

  8. Luca Rosso Says:

    Travaglio non è di sinistra nonostante scriva per l’Unità. Ho sentito che anni fa scriveva articoli per un giornale con un parlamentare di AN e giocavano a scambiarsi le firme sugli articoli. Ora i tempi sono cambiati e Travaglio pare rimasti fedele a certi ideali. Travaglio non l’ho mai visto conduttore per cui non riesco ad immaginare il paragone con Santoro o Floris. Sono inoltre d’accordo con Brigida sul fatto che Vespa come gli altri fanno ascolti come fanno e questo è quello che conta. Finché i politici hanno i numeri di chi li vota, potranno essere arroganti finché vogliono ed il giornalista pur di lavorare continuerà nello stesso modo. Che in questo modo non sia giornalismo inteso nel senso della parola, cioè informazione allo stato brado credo che possiamo solo essere d’accordo, ma uno come Vespa che deve la propria carriera a gente come Andreotti non potrà mai rinnegare le proprie origini, non finché non si rompe il sistema come si è sviluppato. Ergo Floris continuerà nel modo consolidato e gli altri pure. Fra l’altro mi ha stupito una sera che non ho visto Ferrara ad 8 e mezzo su La7 ma altri conduttori al suo posto vedere zittire il “numero 2” di FI Tremonti il quale si rifiutava di commentare l’ipotesi di poteri occulti quali logge massoniche varie. Mi pare fosse la sera del dibattimento in Senato su Speciale e Tremonti pretendeva solo parlare di quello mentre su almeno 3 quotidiani nazionali si parlava anche d’altro e comunque l’argomento era collegato. In quel frangente il conduttore (scusate ma non ricordo il nome) fece fermamente presente a Tremonti che erano d’accordo di parlare i temi di stretta attualità fra cui non solo ciò che succedeva in Senato il quale continuava ad agitarsi che di logge massoniche si rifiutava di credere e di parlare. Da allora non ho più visto Tremonti in televisione ma molto più spesso di prima Bonaiuti e Cicchitto… non che la guardi così tanto :-))

  9. Luca Rosso Says:

    :-D certo che sono proprio sgrammaticato ed illeggibile! :-D …domando scusa :-| spero si colga il senso :-)

  10. MFP Says:

    Tu dovresti vedere quello che succede lì dentro e che dalle telecamere non si vede… ti avevo già raccontato quando ero stato lì e c’era Tremonti e Cuffaro. Mentre parlano si vedono gambe che tremano, pugni che si stringono… nelle pause pubblicitarie Tremonti si lamentava con Flores del pubblico che non gli batteva le mani…

    Quella gente andrebbe tolta dal parlamento e distribuita equamente tra: scuole, reparti di psichiatria e comunità di recupero per tossicodipendenti. Io lo so che può sembrare una battuta… ma non lo è… credo che un 10% sia onesto, un 20% è meglio che se ne torna a casa, e il resto è da educare e/o curare.


  11. Il ragionamento che sembra fare Floris (a patto che non sia un ragionamento ipocrita e di comodo) è questo: costruire un programma nel quale si raccontano i fatti e nel quale dei fatti si parli senza montare polemiche.

    Se il politico esagera, la sua esagerazione si stempera con una battuta garbata, a volte si incassa confidando nel buon senso del pubblico che giudica (che dovrebbe saper giudicare) se gesti e parole sono consoni alla situazione.

    Floris pensa che alla gente non interessi vedere i politici sul ring, crede che sia importante vederli e sentirli parlare di cose concrete, di effettiva utilità sociale.

    Insomma, sembra voler dire: io non voglio fare dietrologia e fantapolitica, non voglio mettere alle strette i politici nè inchiodarli alle loro responsabilità; voglio soltanto farli parlare cercando di impedirgli soliloqui e comizi.

    Tutto sommato credo che il suo compito non sia facile.

    Io e te Agost, vorremmo una conduzione più muscolare forse, ma probabilmente sbagliamo programma.

    Il “problema” non è nel conduttore, ma nella filosofia del programma che non prevede la conduzione che ci aspettiamo.

    Ballarò non è Annozero; Santoro non potrebbe mai condurre Ballarò, ma nessuno sa se Floris potrà mai fare un programma come Annozero…


  12. Su Travaglio: è arcinota la sua stima per Montanelli che chiama da sempre “direttore”.
    Personalmente credo sia stato un privilegio aver lavorato con Montanelli, averlo conosciuto o anche solo averci parlato per un minuto…
    un privilegio che invidio.

  13. aghost Says:

    brigida, non è questione di essere “muscolari”: è che probabilemnte ho un’altra concezione del giornalismo.

    Sai cosa penso? Che anche i giornalisti, come i politici, vivano in un mondo tutto loro. La vicinanza e comunanza dei giornalisti coi politici è nefasta: il primo floris me lo ricordo bene, continuava a interrompere, anche troppo direi.

    Ora è l’opposto, lui sta li per fare un servizio al politico invece che al cittadino. Ma non capisce che la gente ne ha piene le tasche dei politici, e quando vengono in televisione a farsi la propaganda vorrebbero tanto che il giornalista di turno gliele cantasse chiare. Invece non succede mai.


  14. da uno misurato come casini non me l’aspettavo. è stata una caduta di stile notevole. cmq floris è troppo mansueto con tutti.

  15. aghost Says:

    forse è proprio per questo che è in rai, antonio :)

    Mi chiedo quanti bravi conduttori in nuce ci sono in giro che non sono utilizzati…

  16. Cristian Says:

    Emulo di Silvio eh…:)


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