A Pechino senza gambe

giugno 27, 2007

Qualcuno ha detto che su questo blog sono sempre incazzoso e quindi voglio trattare una volta tanto una buona notizia :)

Riguarda il giovane atleta Oscar Pistorius, nato a Sandton in Sudafrica diciotto anni fa: corre i 100 metri in 11’’16, i 200 in 21’’83, i 400 in 47’’34. Pistorius potrebbe partecipare all’Olimpiade di Pechino 2008 e, magari, correre la finale dei 400 metri contro Jeremy Wariner. O quella dei 200 metri insieme a Shawn Crawford. E magari batterli. E cosa c’è di strano, dirà qualcuno.

C’è che Pistorius non ha le gambe. Gli sono state amputate quando aveva appena un anno, a causa di una grave malformazione congenita (era senza talloni). Nel 2004 conobbe uno dei più grandi sprinter disabili, Brian Frasure, che gli consigliò le protesi da usare. Tre mesi dopo Oscar vinceva i 200 metri alla Paralimpiade di Atene e arrivava secondo nei 100. Mostri sacri dello sport per disabili come gli statunitensi Marlon Shirley (primatista mondiale con 11’’10) e lo stesso Brian Frasure gli guardarono la schiena all’arrivo. Stupefatti. E anche un po’ arrabbiati. Pistorius era l’unico in finale a essere un amputato bilaterale, cioè a entrambe le gambe. «Io ho una gamba sana, Oscar ha due protesi che danno una grande spinta, specie sui 200 e 400 metri, non è giusto corra con gli amputati a una sola gamba», disse Marlon. Ma intanto lo incoronava come il migliore.

Pistorius usa due sofisticatissime protesi in titanio, due specie di molloni che gli permettono una corsa molto efficiente. Le protesi sono  realizzate in materiali compositi di origine areospaziale, sono lame a forma di “L”  ancorate su supporti di silicone. Esse combinano quindi una grande forza ad una rigidità variabile e possono essere ottimizzate in altezza. La loro capacità di restituire la spinta della muscolatura è arrivata al 95%; si tratta di una misura eccezionale, anche se ancora comunque lontana da quella di una gamba umana naturale che, data la presenza dei muscoli, ha un’efficienza del 200%.

Qualcuno ha definito Pistorio un cyber-atleta, ma ora sta nascendo una contesa burocratica sulle sue ammissioni alle Olimpiadi del 2008 perché le sue gambe non tradizionali (parola di IAAF) lo avvantaggerebbero rispetto agli altri atleti. Intanto il comitato organizzatore del “Golden Gala” di atletica leggera (Roma 13 luglio) ha ammesso Pistorius a gareggiare nei 400 metri con gli atleti “normali”.

In qualunque modo vada a finire, giù il cappello a Pistorius :)

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2 Responses to “A Pechino senza gambe”

  1. Luca Rosso Says:

    Veramente. E’ un grande. L’ho visto l’altro giorno al TG. Gli auguro di partecipare e vincere. Ed auguro a tutti gli altri di dimostrarsi sportivi. Buon lavoro ;-)

  2. loreanne Says:

    Bellissima, una sua frase: “Io non sono un disabile. Sono una persona che non ha le gambe”…
    Ammirevole!


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