La Chiesa si intasca il tuo 8×1000 anche se non firmi

giugno 29, 2007

Ora vi spiego come funziona l’8×1000, e soprattutto come la Chiesa riesce a mangiarsi la fetta più grossa della torta grazie a un meccanismo perverso, per non dire truffaldino. Come al solito complice è lo Stato, che ha congegnato un sistema sfacciato per favorire la Chiesa Cattolica. Ma quanti lo sanno?

Con il Concordato del 1929 lo Stato italiano si impegnò a pagare direttamente lo stipendio al clero cattolico con il meccanismo della “congrua”. La congrua era una specie di stipendio assegnato dallo Stato italiano ai sacerdoti “in cura d’anime” (addetti cioè ai servizi di assistenza spirituale). Con il “nuovo” Concordato del 1984 (firmato da Craxi) si decise un nuovo meccanismo di finanziamento alla Chiesa cattolica, solo in apparenza più democratico in quanto allargato anche ad altre religioni: lo Stato decideva di devolvere l’8×1000 dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle indicazioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi.

Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’8×1000 del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane. Già qui ci si potrebbe chiedere perché il contribuente non può scegliere direttamente a chi devolvere il suo 8×1000: per esempio alla confessione islamica, che pure è una comunità molto numerosa, alla ricerca scientifica o a chi gli pare a lui.

In realtà nessuno destina il proprio gettito: perché il meccanismo somiglia più ad un gigantesco sondaggio d’opinione al termine del quale si contano le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi.

La cosa più indecente è che anche l’8×1000 di chi non esprime alcuna preferenza (cioè ben il 60% dei contribuenti) finisce nel calderone che va a finanziare i sette soggetti anzidetti. In questo modo la Chiesa cattolica ottiene un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti a suo favore: cioè l’87% dei finanziamenti invece del 34,56% (dati riferiti al 2001).

Grazie a questo perverso meccanismo la Chiesa nel 2004 ha incamerato la bellezza di 782,632 milioni di euro a fronte di “soli” 122,761 milioni derivanti dalle scelte espresse, cioè una cifra 6 volte superiore!

La Chiesa cattolica è tra l’altro l’unica che beneficia di consistenti “anticipi” da parte dello Stato riguardo ai fondi dell’8×1000: gli altri devono aspettare 3-4 anni o più.

E tutti questi soldi del finanziamento pubblico, che nel 2005 hanno raggiunto ben 1021 milioni di euro, la Chiesa come li spende? I tanto strombazzati aiuti al terzo mondo, cui è dedicata quasi tutta la pubblicità, ricevono in realtà appena 85 milioni di euro cioè solo l’8,6% del gettito. Tutto il resto va a finanziare in gran parte le “esigenze di culto”, ovvero:

315 milioni di euro stipendi dei sacerdoti (31%)
150 milioni di euro culto e pastorale nelle diocesi (15%)
130 milioni di euro costruzione nuove chiese (13%)
85 milioni di euro opere di carità nelle diocesi (8%)
30 milioni di euro opere di carità a gestione nazionale (7%)
70 milioni di euro immobili antichi (7%)
60 milioni di euro catechesi nazionale (6%)
49 milioni di euro pastorale nazionale (5%)
7 milioni di euro tribunali ecclesiastici (1%)

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11 Responses to “La Chiesa si intasca il tuo 8×1000 anche se non firmi”

  1. Riccardo Campaci Says:

    Non capisco questo passaggio:
    La cosa più indecente è che anche l’8×1000 di chi non esprime alcuna preferenza (cioè ben il 60% dei contribuenti) finisce nel calderone che va a finanziare i sette soggetti anzidetti. In questo modo la Chiesa cattolica ottiene un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti a suo favore: cioè l’87% dei finanziamenti invece del 34,56% (dati riferiti al 2001).

    In che modo vengono ripartiti i consensi non espressi?

  2. aghost Says:

    riccardo, significa che anche i soldi di chi non ha espresso nessuna preferenza (cioè di chi lascia in bianco l’opzione) vengono calcolati e REDISTRIBUITI in percentuale tra coloro che hanno avuto la preferenza.

    Ecco perché la Chiesa grazie a questo meccanismo indecente finisce per prendere l’87% dei finanziamenti invece che il 34,56%!

  3. aghost Says:

    con l’esenzione ICI di 400 milioni più il finanziamento pubblico fanno già 1400 milioni di euro (per non parlare di tutto il resto) che sono scippati ai cittadini in favore della Chiesa. Perché?

  4. MFP Says:

    Ma sbaglio o da un po’ di tempo per non rischiare di intaccare questo meccanismo bacato, invece di aprire la scelta della destinazione dell’8 per mille… si è creato il 5 per mille… ? Troppo facile dire “l’8 per mille datelo a chi vi pare”… invece no, c’è un elenco estremamente limitato di confessioni a cui è possibile dare il contributo… e la ricerca è a parte, e oltretutto è una quota più piccola rispetto alla quota per la religione… buffoni… Quale governo è stato?

    1) l’8 per mille “aperto”: è possibile indicare qualsiasi ente, associazione, istituto, culto e pure singoli cittadini e società private.
    2) dove non c’è preferenza o la preferenza non è univoca, i soldi rimangono allo Stato, punto.

  5. aghost Says:

    esatto mfp, ma perché diavolo non posso devolvere il mio 8×1000 a chi mi pare, agli informatici orfani, all’associazione antidigital divide o che so io?

    Sono soldi miei o no? Perché devo darli obtorto collo a chi decidono loro?

  6. sapientino Says:

    “……eppur “nessun” si muove !”

    Avrebbe detto Galileo Galilei al tribunale dell’Inquisizione al termine dell’abiura dell’Catto-centrismo

  7. Luca Rosso Says:

    Su che fronti ci si dovrebbe muovere per smuovere un po’ le acque? Premetto che non sono contro nessuna chiesa o religione…


  8. […] realtà l’8×1000 è destinato non a opere di bene ma in gran parte al sostentamento del Clero (oltre il 90%), come risulta chiaramente dal bilancio della Cei stessa. Uno spot ingannevole […]

  9. Luca Rosso Says:

    Mi sono letto ieri che la chiesa intascherà 4% in meno degli altri anni cioè 35 milioni di euro in meno. Sticazzi. Mi ero perso il volume di affari l’altra volta. Il totale fa quasi un miliardo di euro (senza parlare del nero tipo offerte ecc, non che debba esser tassato o voglia farci le pulci) circa.
    Inoltre se questo è parte dell’otto per mille e stimando che la maggior parte va alla chiesa, potrei stimare che allo stato arriva il 992 per mille. che fanno circa 125 miliardi di euro. Premesso che non concepisco una simile mole di denaro, vorrei ora provare a far le pulci allo stato…. Servirebbero dati sul PIL che probabilmente sarà una cifra doppia supponendo di compensare il fatto che le tasse sono quasi la metà con quello che la chiesa prende quasi tutto l’8 per mille. Ora però mi chiedo come fare a stimare il nero… e sopratutto perché non si possa dedurre ogni singola spesa anche il caffè del bar o il pane e il latte prosciutto mele pere banane meccanico eccetera


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