Il “chippone” che contiene tutti i documenti

luglio 17, 2007

Per girare in qualunque posto oggi ci vuole il portafoglio gonfio di documenti: carta d’identità, patente, libretto di circolazione, foglio di possesso dell’auto, certificato dell’assicurazione, passaporto (se fuori dalla UE), bancomat vari, 2 tessere sanitarie (la nuova tessera non ha sostituto la vecchia ovviamente, e così bisogna portarsele appresso tutte e due), carte di credito, il tesserino col
gruppo sanguigno, quello col codice fiscale, la tessera del tram, del cineforum, della biblioteca… e dio sa che altro.

Mi sono sempre chiesto cosa impedisce di adottare una carta unica con un “cippone” che contenga tutto quel che serve, e che può essere aggiornato o modificato alla bisogna in pochi secondi. Se si possono farte pagamenti sicuri (quasi) col bancomat, perché non si possono mettere i dati della tessera sanitaria, quelli della patente o della carta d’identità?

In Italia lo Stato ha un sacro terrore dell’informatica: vuole la carta, il documento coi bolli, coi timbri… il documento che convalida l’altro, la persona allo sportello, la pratica dove devi ripetere cento volte i tuoi dati anagrafici, sempre gli stessi, ed esibire, di volta in volta, i documenti richiesti…

Ma quanto costa tutto questo al cittadino, in soldi e perdite di tempo? O tutti questi doppioni assurdi servono sostanzialmente a mantenere un bel po’ di impiegati nei vari carrozzoni statali? Insomma la burocrazia che genera altra burocrazia per alimentare sé stessa…

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8 Responses to “Il “chippone” che contiene tutti i documenti”

  1. frap1964 Says:

    La “famosa” CNS (Carta Nazionale dei Servizi) era nata proprio per questo… Peccato si sia risolta, sino ad ora, in un buco colossale e circa 70 mln di euro inutilmente buttati in cards e lettori…
    Ma a quanto pare non demordono…
    Come puoi facilmente intuire i “problemi di sicurezza” connessi alla presenza di dati sanitari sensibili sulla card non sono proprio banalissimi da affrontare…
    Comunque se leggi le specifiche della card sul sito:
    http://www.sanitaelettronica.gov.it, vedi che l’idea di ‘sta cosa c’è e da un po’…

  2. aghost Says:

    frap non scherziamo, che pericoli in più ci dovrebbero essere riguardo i dati sanitari??? La card la tiene il possessore, e il pericolo maggiore è che gli fottano il bancomat, mica la sua scheda sanitaria :)

    E poi io non mi riferisco solo alla tessera sanitaria, ma ad una tessera unica in cui ci sia quasi tutto quel serve (carta identità, patente etc).

  3. frap1964 Says:

    La CNS non è una tessera sanitaria. E’ una carta di servizi “universale” che, tra le altre cose, dovrebbe servire pure in ambito sanitario.
    Il bancomat non è che sia proprio sicurissimo… non a caso è stato creato il nuovo standard EMV.
    A parte questo… mettiamo che sulla tua tessera sanitaria sia scritto, ad es., che sei sieropositivo. O affetto da qualche altra grave patologia. Proprio sicuro che “il bancomat” costituirebbe il problema maggiore in caso di smarrimento della stessa… qualora tale stato non fosse proprio di dominio pubblico… e tu fossi una persona particolarmente in vista (o anche no)?
    Aghost… non scherziamo… dai.
    Il bancomat lo blocchi… i dati sensibili… sempre sulla carta rimangono. Andrebbe trovato un modo “sicuro” per distruggere quei dati al primo tentativo fraudolento di accesso. Poi prova a pensare ai vari problemi collegati alla duplicazione in caso di smarrimento… alla necessità di dover comunque avere quei dati in qualche archivio “centrale”, al doverli trasferire comunque in modo sicuro, alla protezione. Insomma… non sono cose proprio banali banali… credi…

  4. aghost Says:

    ma se col bancomat fanno miliardi di transazioni, vuol dire che una certa sicurezza c’e’. Se poi vogliamo andare a cavillare, nessun sistema è totalmente sicuro.

    Quanto al discorso del “sieropistivo” sulla tessera: mica sta scritto nero su bianco! E se la tessera le perdi c’è sempre il codice di sicurezza. E anche se qulcuno lo scoprisse, cosa se ne fa dei dati di una sola persona? I dati veramente in pericolo sono quelli di massa, gestiti da megabanchedati che sono ancora sotto il controllo telecom (vedi spiopoli). RIguardano tutti noi e sono dati bancari, assicurativi, anagrafici, sanitari, e chi piu ne ha piu ne metta, che possono essere incrociati in mille modi diversi.

    I mega archivi ci sono già, non è che il rischio aumenta se i tuoi dati sono su un pezzo di plastica che porti con te.

  5. Stella Says:

    Beh, si può sempre ritornare al borsello…..

  6. aghost Says:

    no, il borsello no! :P

  7. sapientino Says:

    Il problema è secondo me non il “CIPPONE” , non la sua grandezza, ma la sua “TRASPARENZA”.

    Ovvero la tecnologia con cui è sviluppato e costruito.

    Se tale tecnologia fosse OPEN, forse si potrebbe avere le garanzie che non vi siano inciuci e fregature , con il non trascurabile vantaggio di un impatto economico sulla cittadinanza e sullo stato ,mooooolto più ridotto.

  8. sapientino Says:

    …al contrario un sistema “chiuso” potrebbe aggravare e aggiungere un ulteriore tassello verso quel mondo prefigurato oramai da tempo da alcuni.
    Dove uno o più di uno si alzeranno un mattino dicendo:

    ” Bene, da oggi si fa come diciamo noi”

    …e potremmo così vivere “LIBERI” e infelici, in un enorme prigione senza barre.


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