Harry Potter

luglio 22, 2007

Sono ben 8 gli editori che hanno a suo tempo rifiutato il primo manoscritto di Joanne Kathleen Rowling su Harry Potter, e che ora si mangiano le mani per il clamoroso successo plantario. La sola ultima puntata della saga del maghetto vale 10 miliardi di euro. La scrittrice inglese è diventata, da disoccupata col sussidio, più ricca della regina d’Inghilterra ed è attualmente tra le 100 persone pià ricche de mondo (91a posizione). Il manoscritto costava 4400 euro. Per dire della lungimiranza degli editori… :)

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13 Responses to “Harry Potter”


  1. tutto questo per un manoscritto molto scadente. mah

  2. Stella Says:

    Evidentemente è riuscita a conquistare l’interesse dei lettori con fantasia. Poi qualcuno è stato tanto in gamba da saper sfruttare la cosa nel migliore dei modi gestendola sapientemente. A volte basta pochissimo per riuscire a sfondare passando dalla miseria e dall’anonimato alla ricchezza ed alla fama. Come si suol dire “Dalle stalle alle stelle”. Basti pensare che non c’è casa dove ci sia un bambino che non possieda almeno uno dei suoi libri, film, gadget vari.E non è ancora finita…

  3. aghost Says:

    io non ho mai letto una riga di harry potter e ovviamente non ho mai visto nessun film. Premesso ciò, se le avventure del Maghetto hanno avuto un tale successo planetario, io ci andrei cauto a dire che sono stupidaggini :)

    Un qualche valore ce l’hanno, altrimenti non smuoverebbero l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo :)

  4. Stella Says:

    Comunque mio figlio ha TUTTO di Harry…..

  5. Uyulala Says:

    Sono approdata qui grazie a OKNOtizie. Io ho quasi 45 anni, leggo la saga di Harry Potter da molto prima che diventasse famosa. E’ tutt’altro che scadente, molto ricca di simbolismi arcaici e molto complessa, nonostante apparentemente sia rivolta ai ragazzi a mio parere dovrebbero leggerla soprattutto gli adulti. Il suo successo è, per una volta, veramente e completamente meritato. Poi, ovviamente non tutti amano le storie intessute attraverso metafore e posso comprendere che chi non è avvezzo a questo genere di linguaggio possa non essere capace di decifrarlo. Io ho una figlia di 13 anni che non ama leggere e non leggerebbe mai Harry Potter perché ha una mentalità molto lontana e si anoia palesemente. I libri in casa son proprio miei e sono io che li leggo.

  6. Luca Rosso Says:

    Ho letto parte della saga in lingua originale solo perché obbligato a fare esercizio e secondo me piace perché è a metà fra gli anime giapponesi e le storie di James Bond ma con tutta una altra ambientazione. Io apprezzo. ;-)

  7. Riccardo Campaci Says:

    Peccato solo che il finale non sia quello che tutti si aspettavano… :-)

  8. aghost Says:

    grazie uiulala del tuo intervento. Io di harry potter non so nulla ed è interessante sapere da un lettore cosa ci trova. Anzi penso sia interessante capire che cosa c’e’ “dietro” questi fenomeni letterari di portata mondiale, perché non può essere solo marketing.

    Quando un libro viene letto da milioni di persone è interessante capire quali sono le motivazioni profonde delle “masse”. Nel caso di H. Potter io non le conosco, qualcuno vuole suggerirmene qualcuna o azzardare qualche spiegazione? :)

  9. Warp9 Says:

    Per ora di Harry Potter ho solo visto i film e devo dire che non mi dispiacciono per niente.

    Io penso che fenomeni del genere, a prescindere dalla qualità o dal contenuto, nascono quando viene superata una certa soglia critica, chiamiamola del “non ritorno”.
    Uno legge un libro e ne parla, due lo ascoltano e ne parlano a loro volta e metti che a questo passaggio le persone che hanno ascoltato il giudizio sono diventate dieci.
    In poco tempo si arriva ad avere una tale massa di gente che per uno che si avvicina al discorso viene spontaneo il ragionamento: “se così tanta gente ne parla forse vale la pena leggerlo”.

    Poi viene il momento in cui la qualità deve saltare fuori se no si smonta tutto, ma in un primo step penso che il meccanismo sia quello (il tutto condito da abili strategie di marketing).

    Non credo di sbagliare se affermo che tutti noi abbiamo comprato almeno un libro sulla base di un ragionamento del genere.

  10. emiliashop Says:

    Ha perfettamente ragione Warp. E’ così che si costruisce un best seller. Ma non è detto che la qualità debba saltar fuori per forza, perché la gente si convince facilmente che se tutti dicono che una cosa vale, deve valere per forza. Tipo: e se poi faccio la figura dell’ignorante?
    Invece di questo Harry Potter e della sua autrice, costretta a sfornare best seller dal suo editore NON SE NE PUO’ PIU’. Sono adulta, lettrice assatanata da sempre, mi occupo di letteratura ed editoria e ovviamente mi sono comprata un Harry Potter per poter “toccare con mano” Ebbene, la prima cosa che mi ha colpita è stata l’astrusità del linguaggio, la complicazione delle storie, e mi sono chiesta come facciano ragazzini adolescenti o preadolescenti a leggere questa roba. Cosa capiscono? Questo è il primo mistero. Io mi sono forzata ad andare avanti, ma a pag.52 non ho retto più per la noia e ho mollato. Perchè di fatto dopo un po’ è noiosissimo. I film sono un’altra cosa. Si avvalgono di un linguaggio visivo che facilita l’attenzione ed anzi ne è favorito.
    Ma non vi siete mai chiesti come mai queste pagliacciate dell’uscita a mezzanotte in tutto il mondo? I libri si vendono in inglese, ancora prima di essere tradotti e quale ragazzino italiano è in grado di capire un inglese complesso come quello usato dalla Rowling, quando a scuola l’insegnamento dell’inglese è scarso e mal fatto e molto spesso affidato a insegnanti che hanno una pronuncia da pidgin-english? In genere nella scuola italiana, la conoscenza dell’inglese è molto, molto scarsa – e so di che parlo per esperienza – figurarsi leggere un libro come questo in inglese…
    Il successo di un libro non è orami dovuto al suo valore – anche se Rowling sa scrivere molto bene – ma alla campagna di marketing che gli sta intorno e su questa “saga” un editore britannico in gravi difficoltà ha puntato tutto, riuscendo intelligentemente a costruirci una moda.
    Ora la Rowling, che ha più denaro di quanto possa spenderne in 10 vite, invece di dedicarsi a lettaratura vera, come potrebbe fare, e scrivere qualche buon libro, è costretta dal business mostruoso che le è fiorito attorno a sfornare repliche sempre più noiose e arzigogolate del primo libro. Ma quale scrittore seguita a riscrivere sempre la stessa cosa? Certo, sempre se è vero scrittore.

  11. aghost Says:

    emilia quindi sostieni che è tutta un’abile operazione di marketing? Io comunque credo che abbiano avuto molto piu successo i film che i libri, o no?

  12. Uyulala Says:

    Non sono d’accordo con Emilia. Al di là delle preferenze personali che le rendono noioso il libro, c’è una cosa che pochi sanno: lei sapeva che i libri dovevano essere 7 da prima di scrivere il primo. Non ha nulla a che vedere con scelte di marketing. La storia è coerente dal primo all’ultimo libro e quanto sviluppato negli ultimi è già in nuce nei primi. Poi ripeto: è un genere che non piace a tutti ma questo è un altro discorso

  13. Warp9 Says:

    Comunque sono curioso.
    Penso che chiederò a mia nipote di prestarmi il primo volume e poi cercherò di farmi un’idea. :-)

    Intanto vi consiglio un altra serie, quella di Artemis Fowl scritta da Eoin Colfer.
    Ho letto i primi due e devo dire che mi hanno piacevolmente sorpreso.

    Link:
    http://www.artemisfowl.com
    http://it.wikipedia.org/wiki/Artemis_Fowl


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