Scrivi a Prodi, tanto a lui cosa vuoi che gliene freghi

luglio 23, 2007

Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione istituzionale e del Governo, magnifica le sorti del portale www.governo.it in un’intervista su Punto Informatico. “Il sito è stato ripensato attraverso due linee di concetto: la trasparenza e l’interattività. In un anno e due mesi” afferma Alfonsoabbiamo trasformato il sito in un vero portale, aprendolo a una serie di servizi che sono presenti in altre realtà europee, ma non in tutte quelle italiane”.

Ma quali sono questi servizi? Risponde Alfonso: “La possibilità di scrivere al Presidente e al Governo (riceviamo oltre 300 mail al giorno), di vedere i filmati commentati dai singoli ministri sulle riunioni del Consiglio, di ricevere una newsletter settimanale sempre più ricca e che ha circa 150mila iscritti. L’attività del governo può essere seguita attraverso le news pubblicate in home page, così come nelle sezioni “Governo” e “Governo informa”, in cui sono raccolti tutti i provvedimenti approvati, i comunicati stampa e i dossier”.

Insomma siamo alle solite: si tratta in buona sostanza del solito sito-televisione. Il criterio con il quale si allestiscono i siti governativi e istituzionali è quello tipicamente televisivo, dove il flusso informativo è a senso unico come nella tv. Eppure la più grande -e semplice- rivoluzione che potrebbe fare un governo sarebbe un sito nel quale i cittadini avessero finalmente RISPOSTE alle loro domande. Ma per far questo non ci sono soldi, oppure non interessa.

Magari basterebbe uno dei 50 milioni di euro buttati per il portale italia.it. La traspararenza e la documentazione su quel che fa il governo dev’essere qualcosa di scontato, perfino banale, ma in Italia somiglia più ad una concessione che i regnanti fanno ai loro sudditi. I siti governativi non sono concepiti per dare risposte o spiegazioni: si tende a fare più o meno la stessa propaganda che si fa in televisione, gabellandola per trasparenza. E così possiamo vedere i filmati dei ministri (chisenefrega), migliaia di foto di Napolitano che taglia nastri o inaugura mostre (chisenefrega), centinaia di foto o discorsi di Prodi (chisenefrega) durante i viaggi all’estero o in impegni istituzionali. Già ce li dobbiamo sorbire a tutte le lore in televisione e sui giornali, ora anche su Internet?

Quello che il cittadino si aspetterebbe, invece, non è la propaganda simil-televisiva ma RISPOSTE: se uno ha un problema (o un’informazone da chiedere) vorrebbe scrivere una mail e trovare qualcuno che gli rispondesse, possibilmente non in tempi biblici e non menando il can per l’aia. Altrimenti a che serve la rete, se non per by-passare le lentezze della burocrazia?

Ora dunque c’è questa mirabolante “novità”: si può scrivere al premier (e capirai). Ma che gli scrivo a fare quando so perfettamente che non riceverò mai una risposta?

Per dire, 1500 cittadini hanno chiesto ufficialmente a Prodi la documentazione del portale italia.it e il governo ha fatto rispondere “picche” ad una commissione apposita: nella risposta in perfetto burocratese si afferma i cittadini non sono soggetti legittimati ad una richiesta del genere. Ma il popolo non doveva essere sovrano? Ma allora che stiamo a fare, il giochino dei bravi governanti?

Attualmente il blog di Paolo Gentiloni, poveraccio, è stato preso di mira da migliaia di commenti incazzati, aizzati da Beppe Grillo, in cui si chiedono risposte sulla faccenda di Rete4 e la censura al blog di Ricca. Il ministro delle Comunicazioni (sic!) ha cercato di sviare parlando della candidatura della Bindi al PD (chisenefrega) ma il diluvio di proteste è continuato come prima e più di prima. Se va avanti di questo passo, il suo blog sarà sommerso. Potrà Gentiloni continuare a far finta di niente, a ignorare bellamente quello che interessa veramente ai cittadini, come fanno quasi tutti del resto?

Insomma per ora siamo ancora fermi a: tu scrivi pure a Prodi, tanto a lui cosa vuoi che gliene freghi.

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4 Responses to “Scrivi a Prodi, tanto a lui cosa vuoi che gliene freghi”


  1. No è vero,non frega niente,peccato sia della mia bella città!Dovrebbe invece stupirsi che ci sono persone sotto processo da oltre tredici anni nella civile Bologna!

  2. frap1964 Says:

    Se scrivi a Prodi ti rispondono subito. :-) Io l’ho fatto due volte. La prima volta per chiedergli conto dell’atteggiamento del DIT circa la pubblicazione degli atti richiesti di Italia.it . La seconda volta per sapere se il servizio funzionava davvero, cioè per vedere se dall’altra parte qualcuno rispondeva (alla prima domanda non era arrivata risposta).
    Risultato: entrambe le volte una risposta velocissima che recita così: Subject “Conferma di ricezione dal sito del Governo”; Testo messaggio “Il Presidente la ringrazia per l’invio del suo messaggio al quale risponderemo al più presto. La preghiamo di non rispondere a questa mail che è stata inviata solo per confermare la ricezione.”
    La rigrazia (la minuscolo) e… risponderemo ?
    Naturalmente mai visto risposte.

    Invece se volete mandare un bel ricorso alla commissione di accesso, e la legge vi consente di farlo anche solo via e-mail, non avrete alcuna risposta automatica: quindi … sono cavoli vostri !. Però potete usare il fax. Peccato che sul sito il fax non ci sia (in compenso ci sono 5 diversi numeri di telefono). Il motivo è che la commissione… non ha il fax !!
    Per sapere il numero di fax… dovete telefonare. Al terzo numero, ore 10 di stamattina… hanno finalmente risposto.
    Il fax che vi danno è quello di un altro ufficio (la segreteria generale). Stasera gli ho mandato, tra ricorso e allegati, un 16 paginette belle piene.
    E ho chiesto di avere conferma di ricezione via e-mail.
    Che, sono sicuro, non vedrò mai.
    Questi sono i loro “servizi interattivi”.
    Fate uno sforzo e, se avete firmato la petizione di scandaloitaliano, mandate un bel ricorso anche voi:

    http://millionportalbay.wordpress.com/2007/07/22/italiait-perche-non-ricorri-anche-tu/

    anche solo via e-mail !!

  3. frap1964 Says:

    Servizi interattivi governativi:

    http://rassegna.governo.it/

    La Pubblicazione
    della rassegna stampa del Governo
    è temporaneamente sospesa


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