Le bolle-balle dei giornalisti e la meritocrazia dei blogger

luglio 24, 2007

“Sinceramente, in questi mesi mi sto vergognando di essere un giornalista. I miei colleghi scopiazzano malamente dalla stampa americana, ma ne amplificano e ne esagerano i contenuti, in modo da trasformare ogni semplice articolo critico tra i tanti in una grande, nuova ed eclatante notizia. Il fenomeno Second Life e la sua bolla, soprattutto in Italia, sono il frutto della mente ignorante e disonesta dei giornalisti, che sfruttano qualsiasi cosa nuova per scrivere articoli “hype”, dato che sanno bene che il pubblico ne sa (addirittura) meno di loro”.

Chi scrive è Fabio Metitieri su Mlist, una mailing list di marketing, sul tema “bolla di Second Life”. Metitieri in altri tempi non lontani difendeva a spada tratta la categoria e l’Ordine dei Giornalisti, ora si vergogna. Meglio tardi che mai :)

Leggiamo ancora Metitieri, che stavolta non possiamo non convidere (selezione di brani, qui la versione integrale):

“E vediamole, tutte queste “bolle”, dalla pedofilia al business che se ne sta andando, alla prossima morte di Second Life. In Italia dai primi articoli, a inizio anno, divertenti e centrati su questi imbecilli che giocano con dei pupazzetti, si e’ passati al grande allarme sulla pedofilia in SL, montato sul nulla.Si parte dalla prima denuncia di una TV tedesca, a marzo, per poi passare dai drammatici appelli scritti da Franco Carlini e da Silvia Bonacini su Il Manifesto, a metà aprile, per approdare infine al “pugno nello stomaco” che dichiara di aver preso il direttore del Corriere.it, Marco Pratellesi, per delle foto pedoporno in SL (leggetelo, un grande articolo, veramente ben scritto) e passando per le riprese della rubrica di Masera su La Stampa, di Zambardino sui suoi due blog, di Bono su Repubblica, ecc….

Peccato che in realtà nessuno abbia mai visto nulla. Il “pugno nello stomaco” di Pratellesi era in realtà una sola foto e non giudicata certamente pedofila dalla polizia, lui l’ha solo sentita raccontare, e da una fonte che poi protesta pubblicamente perché Pratellesi ha esagerato il suo racconto. La stessa fonte che qui protesta è quella che era stata usata per i primi pezzi scandalistici italiani, di Carlini e di Bonacini.

Ma il più divertente è stato Bruno Ruffilli su La Stampa, che titola: “Troppi pedofili su Second Life. allarme in tutta Europa: Vietatela ai minori”. Già, solo che Second Life è da sempre vietata ai minori.Come nelle prime fasi del Web, o come per qualsiasi altro nuovo strumento in Internet, molte aziende non ci capiscono nulla e buttano via i loro soldi in realizzazioni del tutto inutili. Cercando on line osulle riviste specializzate e lasciando perdere le cialtronerie pubblicate dalle grandi testate, soprattutto da quelle italiane, troverai che queste cose sono state scritte e strascritte”.

Ho deciso di fare questo post dopo aver letto quello di Brigida Fraioli, che a sua volta aveva scritto il suo dopo aver letto il mio sulle classifiche :) Ma perché tutto questo minestrone? Be’, ho pensato che in fondo ogni blog è come se fosse un neurone di un mega-cervello, che messo in relazione agli altri stimola il pensiero della blogosfera e dei neuroni medesimi:) Poi mi è capitato di leggere casualmente il post di Metitieri su Mlist e ho messo tutto in relazione, tornando quindi al punto di partenza, le classifiche dei blogger.

Dunque i giornalisti, che fanno l’esame del sangue tutti i giorni ai blogger, accusandoli di sciatteria, pressapochismo e chissà che altro, di essere vanesi e grafomani, non sembrano poi tanto migliori se Metitieri si vergogna della sua categoria, con tanto di esempi. E tornando alle classifiche mi sono chiesto: se tutti coloro che scrivono dovessero partire da zero, ad armi pari, in che posizione della classifica sarebbero i cosiddetti grandi giornalisti dei grandi giornali? E’ pur vero che la quantità di lettori non fa la qualità, ma è anche vero che un giornale basa le sue fortune e il suo successo sulle copie vendute.

Insomma tutto ‘sto pippone è per dire che il blogger si conquista la sua credibilità, poca o tanta che sia, con le sue sole forze, post dopo post, giorno per giorno, faticosamente e, oserei dire, meritocraticamente. E scusate se è poco.

18 Responses to “Le bolle-balle dei giornalisti e la meritocrazia dei blogger”

  1. Warp9 Says:

    Sono d’accordo.

    Forse quando la stampa “ufficiale” parla di mettere un freno ai bloggers è perchè, in fondo, ha il timore di perdere il controllo sulle notizie e sugli articoli che scrive.

    Del resto, non si dice che “l’informazione è potere” ?


  2. D´altronde il blogger ha il grande vantaggio di non dover rispondere all´editore ( che spesso e volentieri è un imprenditore con interessi in altri settori), mentre è gran dura che un giornalista possa scagliarsi contro chi lo paga

  3. Luca Rosso Says:

    Sono d’accordo, e a tal proposito qualche ora fa ho scritto qualche riga connessa in qualche modo al tema in coda al post su Mastella. Buon lavoro ;-)


  4. Non è per niente poco.

  5. aghost Says:

    certo oscar, l’editore non solo ha quasi sempre interessi estranei all’editoria, ma il venduto, cioè i lettori che comprano il giornale, conta ormai meno dei soldi che portano gli inserzionisti…

  6. aghost Says:

    luca ti ringrazio dell’assiduità a questo blog. A questo punto perché non te ne apri uno anche tu? E’ facile e gratis: basta andare su wordpress.com. Buon lavoro :)))

  7. Cristian Says:

    @aghost: da quando elargisi consigli su come creae un blog? ah ah ah ah Scherzo

    Venendo al post, continuo a non capire perchè si vuole equiparare i giornalisti ai blogger. Sono due cose diverse ed appurato questo il discorso dovrebbe chiudersi, tu fai il tuo lavoro di giornalista, io perdo tempo libero a fare il blogger.

    Qualcuno qui sopra ha parlato di dipendenza dei giornalisti dal proprio editore. Verissima la cosa e a tal proposito, sfruttando lo spazio messo a disposizione da aghost, racconto un breve aneddoto, legato al tanto amato (da aghost) Punto Informatico:
    all’interno di questo articolo, vi è questo commento che proprio polemizza su censura, moderazione e filtri vari.

    Io mi sono permesso di far notare che PI a fondo pagina informa che “Punto Informatico è testata giornalistica quotidiana”. E di conseguenza, gioco-forza, ha in se uno strumento di censura e moderazione, come ogni testata giornalistica, cartacea o virtuale che sia.

    Et voilà! E’ subito entrata in funzione la citata censura. La redazione ha prontamente cancellato (non oscurato) il mio commento, ritenuto ovviamente troppo chiaro e sincero (aggiungerei scomodo).

  8. Kijio Says:

    @ aghost
    credo che oscar abbia centrato il problema ma aggiungo una postilla (mi permetta avvocato … ;) )

    Il mondo dei blog e’ variopinto e di scemate se ne trovano in quantita’ industriale, ma deve essere preso per quello che e’: uno zibaldone dove tutti possono dire la sua, con estremismi o moderazione, illustrando razionalita’ od emozioni.
    L’errore dei giornalisti non e’ quello di criticarli, ma usare il qualunquismo per farlo. Questo non e’ professionalita’!


  9. Caro Aghost,

    disonestamente o per ignoranza hai dimenticato di sottolineare che da sempre io critico i blog, sia come singoli blog che leggo, sia come “sistema” che dovrebbe fare informazione e che secondo me ne e’ impossibilitato, per le proprie caratteristiche.

    Sul mondo dell’informazione in Italia, in generale, sono molto pessimista.

    Se e’ vero che la stampa e i media mainstream peggiorano, mentre le riviste piu’ colte o specializzate muoiono come mosche, la blogosfera non migliora affatto la situazione, anzi, la peggiora, aggiungendo cialtroneria e non professionalita’ al panorama gia’ disastroso.

    Ciao, Fabio.

  10. aghost Says:

    caro metitieri grazie del tuo intervento, anche se non sei riuscito a resistere dal darmi del disonesto o ignorante :)

    La tua critica integralista ai blog mi era abbastanza nota, la sorpresa è stata vederti martellare i giornalisti, la tua categoria, e questa era una novità a cui ho dato più rilievo. Anche perché la tua critica (alleluja) è largamente condivisibile. Riguardo la blogosfera, io la penso esattamente al contrario. Anche perché mi sforzo di distinguere tra l’informazione professionale e quella “per hobby”, tra chi è pagato per farla (male) e chi la fa, magari in modo approssimativo ma almeno la fa gratis e per passione.

    Mi pare che il tuo approccio ai blog sia, se mi permetti, concettualmente sbagliato: non puoi pretendere dalla blogosfera quella qualità nell’informazione che non trovi neppure nella stampa professionale. Dovresti saperlo: fare contenuti di qualità costa tempo, fatica, conoscenza. Ma i blog sono altro, non possono fare quello che fa la stampa professionale, sono scambio di idee anzitutto, non possiamo essere tutti professori o giornalisti, migliori addirittura di chi lo fa di mestiere. In alcuni casi accade, ma sono eccezioni. Metitieri, leggi i blog che ti piacciono (ce ne sarà pure qualcuno) per quel che sono, senza volergli attribuire compiti che non possono e non potranno mai avere.

    Personalmente, da quando frequento i blog e da quando ne ho messo su uno, ti assicuro che ho trovato un sacco di stimoli interessanti da tanta gente interessante. ciao :)

  11. Warp9 Says:

    Sono d’accordo.
    Sta al senso critico del lettore saper discernere tra contenuto di qualità e “fuffa”.
    Ma stiamo pur certi che ci sono tutti e due.
    La passione è una leva gigantesca.

  12. Luca Rosso Says:

    @aghost
    Ringrazio del suggerimento, ma al momento non me la sento. Buon lavoro! ;-))


  13. Aghost,

    ti ho dato dell’ignorante o del disonesto perche’ “selezionando” un aspetto della realta’ per creare la notizia (anzi, la buona notizia a supporto delle tue tesi) hai fatto esattamente quello che io ho criticato su Mlist nel caso dei miei colleghi che blaterano di SL costruendo un hype nuovo ogni giorno.

    E non volevo discutere di a che cosa servono i blog. Non dubito che tu ti diverta e che trovi utile avere un blog. Volevo solo dire che rispetto al panorama informativo italiano i blog stanno – per vari motivi – peggiorando ulteriormente la situazione.

    E gia’ che ci siamo, aggiungo: non vedo nessuna conquista di credibilita’ da parte dei blog italiani. Secondo me sono percepiti come ancora piu’ cialtroni della stampa di piu’ bassa qualita’.

    Ciao, Fabio.

  14. aghost Says:

    metitieri, evidentemente ti manca il senso delle proporzioni. A differenza dei tuoi colleghi non ho creato nessun “hype”, non ho parlato a sproposito di SL; ho solo riportato brani tuoi, veri, e anche il link al post orginale tuo, vero. Cosa dovevo fare acora, raccontare anche la tua biografia? Fare l’esegesi del metitieri-pensiero? Essù!


  15. Un’esegesi no, ma dire che comunque critico molto di piu’ la blogosfera della stampa sarebbe stato meno disonesto.

    Ciao, Fabio.

  16. aghost Says:

    Ma che è: ora non si può più citare nessuno a meno di non riportare per intero la sua visione sull’universo mondo? Suvvia Metitieri, un po’ di umilità, non sei Benedetto Croce :)

    Lascio comunque il giudizio finale ai lettori di questo blog.


  17. Aghost, e’ inutile che la smeni: io non sono Croce ma tu hai usato il mio intervento per scrivere un post “a tesi”. Esattamente come gli articoli a tesi di certi miei colleghi. E, Qde: la blogosfera non e’ meglio della stampa e non sta affatto migliorando l’informazione, anzi. Perche’ almeno a un collega puoi rinfacciare questi comportamenti, a un blogger no, tanto “e’ solo un post”.

    Ciao, Fabio.


  18. Ho messo sulla mia home page un breve racconto/commento delle mie proteste per come la stampa italiana ha trattato l’argomento Second Life, qui, sotto la foto del mio avatar:
    http://xoomer.alice.it/fmetitie

    Aghost, commenta quello, se vuoi essere corretto. E tutto, non solo una parte…

    Ciao, Fabio.


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