Lo strozzinaggio dei gestori telefonici

luglio 27, 2007

Su Punto Informatico di oggi si parla della rimodulazione tariffaria di TRE. Già il termine truffaldino “rimodulazione” fa uscire il fumo dal naso degli utenti, e infatti l’articolo si becca una salva di proteste :)

Perché le rimodulazioni, le modifiche unilaterali dei contratti ed altre vessazioni di tutti i tipi, non riguardano solo TRE ma tutto il settore della telefonia nel suo complesso.

Credo che la questione centrale in realtà sia una sola: i contratti non vanno cambiati a chi li ha sottocritti, punto.

Si deve quindi ribaltare la prassi adottata fin qui, che era quella di castigare il cliente che vuole divincolarsi dalla stretta al collo dei gestori: credito residuo perso, penali da pagare eccetera. E’ troppo comodo stabilire un contratto che è sempre ferreo per il cliente e mai per il gestore che lo può invece modificare ogni volta che gli salta il ticchio.

Il gestore che cambia unilateralmente il contratto deve essere punito con una penale. S’è mai visto del resto un cliente che cambia il contratto? C’è una sproprozione evidente nei rapporti di forza tra le parti, che è tutta a favore del gestore. Ma nei contratti commerciali, di solito, chi non rispetta quanto pattuito -e in questo caso le condizioni sono stabilite non da ambo le parti ma a priori dal gestore- paga la penale o perde il contratto.

I gestori possono proporre modifiche solo se accettate dal cliente. In caso contrario il contratto rimane cosi com’e’ fino alla scadenza oppure il gestore paga un indennizzo al cliente che è costretto a subire il disagio di cambiare operatore.

Mi sembrano norme elementari e di buon senso, ma in Italia l’utente non è difeso da nessuno e men che meno dallo Stato: nella telefonia la tosatura di massa è garantita dall’assenza di regole serie e dal letargo ormai leggendario delle Authority.

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8 Responses to “Lo strozzinaggio dei gestori telefonici”

  1. hronir Says:

    Un modo concreto per provare a intimidire i gestori di telefonia potrebbero essere le class action. Bersani a suo tempo le aveva citate, ma poi tutto e’ finito nel dimenticatoio.
    Sul blog di Paolo de Andreis ho visto che c’e’ una petizione online. Io ho firmato, chissa’ se serve a qualcosa…

  2. frap1964 Says:

    Aghost, leggiti questo:
    http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/salastampa/notizie/614.htm
    C’è ampia materia per un post.
    Questo è il modo con cui il DIT (Nicolais) pensa di fare innovazione nel mezzogiorno. Praticamente la versione riveduta e corretta di Sviluppo Italia, ma stavolta attraverso le SGR (ovvero le banche). 86 mln di euro.
    E’ talmente vergognoso… che non riesco nemmeno a commentarlo (sic!)

  3. aghost Says:

    mamma mia! :(


  4. “Credo che la questione centrale in realtà sia una sola: i contratti non vanno cambiati a chi li ha sottocritti, punto. ”

    come si fa, in un contesto complesso in cui cambiano le condizioni del mercato dall’oggi al domani? se hai la ricetta, la ascolto :-)

  5. aghost Says:

    cavazzini, guarda che le condizioni del mercato non cambiano solo per i gestori ma anche per gli utenti :)
    E non si capisce perché i gestori possono fare quello che vogliono e i clienti invece devono prenderela sempre in saccoccia.

    Se si fermano le bocce per tutti, almeno per la durata dei contratti, nessuno avrà un vantaggio e il consumatore sarà, una volta tanto, tutelato un po’ di più in un mercato selvaggio in cui l’utente ha solo un’unica certezza: quella di essere regolarmente tosato pelo e contropelo.

  6. MFP Says:

    Max… il problema è l’asimmetria nelle condizioni… l’azienda si, il cliente no… va bene pure cambiare il contratto, però vorrei poterlo cambiare anche io cliente: non ho capito, che io sono la parte fessa del contratto? :)

    Aghost, accendiamo la miccia? Studiamoci le tariffe e apriamo una petizione per chiedere ad un gestore italiano di accettare il tariffario da noi proposto con la promessa che i firmatari passeranno a quel gestore… User Generated Prices :))))))
    Fra le altre cose funzionerebbe come cartina tornasole: se nessuno degli operatori si vuole pappare qualche migliaio di clienti, c’è cartello.
    Io proporrei:
    – connessione dati flat a prezzi 2*adsl;
    – traffico voce a prezzi di un qualsiasi operatore voip;
    – sms a 1 centesimo;

    Così la fanno finita di buttare soldi in pubblicità… e magari ne hanno di meno per “aggiustarsi” AGCOM.

  7. aghost Says:

    mfp si potrebbe essere una bella idea… ma pensi che in italia ci sia un gestore che possa, o voglia, fare una cosa simile?

  8. Cristian Says:

    Regime, monopolio, servilismo, assistenzialismo, favoritismo, mafia e molto altro.

    Il giorno che sparirà tutto questo… sarò già morto e sepolto.

    W l’Italia…


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