Non correre, te lo dicono i politici (e con la scusa della sicurezza finanziano la Rai)

luglio 29, 2007

Non contenti di aver invaso, e occupato, ogni angolo della vita civile, i politici ora si sono messi anche a fare la pubblicità. In questi giorni va in onda infatti una fastidiosa campagna pubblicitaria del Governo, per ora solo radiofonica, sui pericoli per chi guida.

Ideata dall’Ufficio Stampa del Ministro dei Trasporti e dalla Struttura di comunicazione del Governo, ha per “testimonial” che prestano le loro voci le massime autorità dello Stato: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Romano Prodi, ministri e leader politici (e chi sarebbero?).

La campagna ha preso il via il 28 luglio e coinvolge tutte le reti radiofoniche della Rai e le maggiori emittenti private (tra le altre, Radio 24, Radio Deejay, Radio Capital, Radio Dimensione Suono, Rtl 102.5, Ram Power, Radio 105, Radio Montecarlo).

Il senso del messaggio” scrivono sul sito governo.it “è quello del rispetto delle regole, per rispettare se stessi e gli altri, e della volontà del Governo di mettere la sicurezza delle nostre strade tra le massime priorità della sua azione. La partecipazione alla campagna dei Ministri e di alcuni esponenti dell’opposizione è proprio la testimonianza di un atteggiamento di responsabilità condivisa dal ceto politico nell’affrontare un problema gravissimo come quello degli incidenti sulle strade che coinvolge spesso giovani e giovanissimi”.

Ogni spot” si precisa nel comunicato stampa del Governo “è centrato sul ruolo o sulla riconoscibilità pubblica del testimonial. Così, in questa chiave, il ministro Bersani accenna alle sue liberalizzazioni (“Liberalizzazione non vuol dire che ognuno può fare come gli pare), il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ricorda il suo passato di pubblico ministero evocando pene più severe per chi beve o si droga prima di mettersi alla guida (“Se ti comporti così , te lo meriti di andare in galera”), il ministro per l’Università e la Ricerca Fabio Mussi cita nel suo spot Milan Kundera e le sue riflessioni sulla lentezza, madre della memoria”.

Ora io dico: ma a che serve sta roba? Davvero al Governo pensano che se “un giovane o un giovanissimo” sente la voce di Mussi alla radio che parla di Kundera (che i giovani manco sanno chi è) si alza il piede dall’acceleratore? Davvero qualcuno crede che Bersani che straparla di liberalizzazione non spinga i giovani allo sballo? Semmai è il contrario.

Ma il più fastidioso e irritante di tutti è Prodi, con quella sua voce biasciata, con quell’aria di chi ti sta facendo stancamente, per l’ennesima volta, la paternale: come se fossi il figlio un po’ scemo che non capisce niente (te l’ho detto mille volte!). Roba che se senti lo spot e per caso vedi Prodi per strada ti viene voglia di investirlo a tutta velocità.

Questa campagna è l’ennesima dimostrazione di quale sia il senso dello Stato e del cittadino che hanno in testa i politici: uno Stato autoritario, paternalistico quando va bene, che considera i suoi sudditi dei minus habens, una mandria di buoi che va indirizzata con colpi di bastone qua e là. Tra l’altro senza nessuna coerenza, autorità e credibilità per farlo: perché se c’è una categoria che ha dato e continua a dare fulgide dimostrazioni di irresponsabilità è proprio quella dei politici.

Ma attenzione alla chicca finale: nel comunicato stampa del governo si legge che “la campagna è stata completamente autoprodotta, realizzata – sia al livello progettuale, sia a livello creativo e tecnico –, favorendo così un notevolissimo risparmio nei costi: l’unico investimento affrontato è stato dunque l’acquisto degli spazi sulle emittenti radiofoniche”.

Ecchellà: visto come si finanzia a pioggia la Rai e un po’ di “radio amiche” con la scusa della sicurezza stradale?

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15 Responses to “Non correre, te lo dicono i politici (e con la scusa della sicurezza finanziano la Rai)”


  1. che ipocrisia! proprio da loro che sfrecciano a 200 km/h…


  2. Temo che sia un´iniziativa controproducente, ormai lo sanno tutti che quando un ministro dice qualcosa è meglio fare il contrario

  3. aghost Says:

    Leggo dal sito del ministero:

    “Hanno aderito alla campagna e realizzato gli spot radiofonici tra gli altri, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi, nonché numerosi ministri tra i quali, oltre ovviamente al ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, Pierluigi Bersani, Rosy Bindi, Emma Bonino, Massimo D’Alema, Antonio Di Pietro, Giuseppe Fioroni, Clemente Mastella, Giovanna Melandri, Fabio Mussi, Tommaso Padoa-Schioppa, Alfonso Pecoraro Scanio, e leader politici come Gianfranco Fini, Giulio Tremonti, Walter Veltroni”

    Mussi nello spot parla di Kundera e dell’elogio della lentezza (capirai), sarei curioso di sapere di che parla uno come Fioroni, o Schioppa…

  4. Luca Rosso Says:

    Tutta pubblicità gratuita alla loro persona. Comunque, in un modo o nell’altro è meglio cominciare a parlarne di questa piaga secondo me. Voi come fareste una pubblicità di questo tipo?


  5. […] una mail, questa sera ho ricevuto la risposta. Questo il testo della mia lettera: Ho letto della campagna del ministero dei Trasporti sulla sicurezza stradale che è ospitata da tutte le maggiori emittenti radiofoniche nazionali.Nel comunicato però non si […]

  6. aghost Says:

    ho scritto una mail al ministero per chiedere quanto pè costata la campagna, risposta testuale

    “circa 350 mila euro, cordialità”

  7. frap1964 Says:

    Io invece vorrei sapere chi cavolo ha scritto i testi dei vari spot radiofonici.
    Si possono ascoltare tutti qui:
    http://www.governo.it/GovernoInforma/Campagne/sicurezza_stradale/spot.html
    Hanno una carica comunicativa talmente elevata che… io mi stavo addormentando sulla sedia… secondo me sono pericolosissimi se li si ascolta in auto. ;-)

    P.S. Mitici quelli di Prodi e Di Pietro!


  8. […] paro paro un commento di Frap1964 riguardo gli spot dei politici sulla sicurezza stradale (le chiose tra le virgolette quadre sono […]

  9. gigliola Says:

    E’ una cosa allucinante, sconvolgente, bisogna tempestare di lettere colui che ha ideato st’ignobile cosa: si tratta del capo ufficio stampa del ministero trasporti. Ma come loro che hanno auto blu? loro che hanno autisti, figli immessi nei posti che vogliono, banche da acquisire, festini a luci rosse ecc ecc, LORO ci vengono a dire come comportarsi? e la chiamano COMUNICAZIONE (rendere comeune le cose)??
    IL VERO OBIETTIVO ERA FAR CREDERE CHE SONO INTERESSATI ALL’ARGOMENTO, MA IN REALTA’ NON FARE NULLA COME COMPORTAMENTO, una presa in giro mai vista prima

  10. dodi Says:

    CHE SCHIFOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

  11. Lorenzo Says:

    La beffa è che hanno buttato via 350.000 € (ma secondo me hanno speso di più) ed invece sono convinti di aver rispamiato!!


  12. […] Poi è partita la campagna pubblicitaria del Ministero dei Trasporti […]

  13. aghost Says:

    si lorenzo è a piangere, e neppure sappiamo quanti soldi vengono buttati dalla finestra in questo modo!


  14. […] ci ammoniva sui rischi mortali dell’alta velocità. Campagna costata zero, si disse, salvo l’acquisto degli spazi sulle radio. […]


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