Vado in Germania, torno e divento miliardario

agosto 3, 2007

Il babbo della mia ex-fidanzata si chiamava Giosuè e un giorno mi raccontò di come aveva fatto fortuna, diventando miliardario. La sua era una famiglia poverissima, emigrata in Germania con 8 figli. Tempi duri in cui si faceva la fame o quasi. Negli anni 50 rientrò in Italia con la famiglia, praticamente con le pezze al culo. Giosuè si arrabattava, come tutti nel dopoguerra, e si recava spesso in Germania a trovare dei parenti. Parlava piuttosto bene il tedesco.

Un giorno un amico radioamatore, sapendo di questi viaggi, gli chiese di interessarsi per trovare in Germania uno strumento che potesse registrare le conversazioni che aveva via radio. Giosuè si interessò e andò alla Grundig, che all’epoca costruiva i primi registratori, pressoché introvabili in Italia. Gli mostrarono degli apparecchi: ne comprò due, uno per l’amico e uno per sé.
L’amico radioamatore fu entusiasta: Giosuè vendette presto il suo ad un conoscente che si era mostrato molto interessato.

Nel secondo viaggio in Germania Giusué tornò alla Grundig e disse che voleva comprare 10 apparecchi. Quelli fecero un salto sulla sedia: registratori se ne vendevano pochissimi, in Italia appena uno o due l’anno. Chiamarono subito il direttore e lo fecero parlare con Giosuè, che ribadì l’intenzione di comprare dieci apparecchi.

Il direttore fu a tal punto impressionato da questo giovane italiano volonteroso e determinato che lo nominò ipso facto rappresentante per l’Italia. Di li iniziò la fortuna di Giosué. Vendette in poco tempo tutti gli apparecchi, e ne ordinò subito degli altri. Ci sapeva fare, senza dubbio.

Lo nominarono responsabile della nascente Grundig Italia. Costruì il primo stabilimento italiano a Lavis (Trento), a cui seguirono varie filiali sparse per il paese. Gli affari andavano a gonfie vele, lui tirò dentro nell’impresa due fratelli a dargli man forte: diventarono tutti ricchissimi.

Questa è la storia. Quando la ricordo mi chiedo sempre se sarebbe possibile una cosa del genere in Italia oggi. Secondo voi?

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27 Responses to “Vado in Germania, torno e divento miliardario”

  1. Zeno Says:

    Di primo acchito, temo che una cosa così non possa essere possibile oggi in Italia, un paese bloccato da un eccessiva protezione. Oggi chi fa impresa lo fa nonostante la burocrazia (e la politica, ça va sans dire).
    Poi però vedo persone, anche in rete, che fanno da trait d’union tra il mondo e il ns paese e penso che effettivamente le cose stanno cambiando.

    ciao
    z


  2. beh… proprio così no. Ma ci sono ragazzi brillanti che potrebbero lavorare per google et similia e prendere al volo le idee che vengono per esempio dalle tv che nascono sul web.
    Insomma, ci sono un sacco di novità in giro, alcune potrebbero essere ottime risorse.

    Oggi comunque la parola chiave è “intrattenimento”.


  3. Io credo che sia possibile ancora oggi, certo probabilmente e’ quasi impossibile nella grande distribuzione e nel mondo delle grandi marche, ma credo che sia possibile in area nuove come internet, il web etc. Non dimentichiamo la vecchia new economy, quanta gente si e’ arricchita, penso a Tiscali, diventato un colosso europeo! Io credo che basti l’idea giusta e come dicevi tu, “saperci fare”!

    Francesco

  4. superbisco Says:

    Interessante storia.
    Quello che penso è che al giorno d’oggi una storia come questo sia ancora possibile.

    Magari non ci sarà un responsabile dell’azienda che prende e ti nomina direttore della filiale di qualche paese, questo no.

    Molto più probabile se lo rapportiamo alle start-up di un qualche nuovo prodotto. Pensiamo a internet, cellulari, case.

  5. aghost Says:

    intrattenimento? Brigida, prova a dirlo a un cococo che lavora in un call center a 600 euri al mese :))))
    Ti piglia a sassate :)))

  6. aghost Says:

    francesco scherzi: tiscali è un’eccezione, e poi soru mica è partito da zero, i suoi avevano una catena di supermercati :)

    superbisco: certo il miracolo può sempre accadere, io dico che le opportunità per chi parte da zero, oggi sono ridottissime rispetto ad una volta, quando anche uno con le pezze al culo poteva diventare miliardario.

    In italia quanti sono partiti da zero e hanno sfondato?
    Nomi please… (e che non sia piersilvio berlusconi :)

  7. superbisco Says:

    Wow, francesco! mi hai battuto sul tempo!
    Cmq sono d’accordo con te, anche se la storia di Tiscali è un po’ diversa: addirittura più impressionante.

    Renato Soru, figlio di una fruttivendola sarda, rileva il negozio della madre e lo trasforma in una catena di supermercati, che diventano i più importanti della Sardegna. Cede tutto a non-so-chi e con i soldi (+ altri investimenti) fonda nell’Europa dell’Est (a Praga mi pare) Tiscali, che diventa la prima compagnia telefonica della nazione.

    Apre filiali in tutta Europa ed infine riapproda in Italia. Da lì in poi è storia: Tiscalinet, Free internet, Presidente della Regione Sardegna.

  8. superbisco Says:

    Le case, ai tempi degli italiani emigranti, costavano mooolto ma mooolto di meno.

    Questo indica solo una cosa: le necessità costano tanto, mentre i divertimenti e gli accessori che *migliorano* la vita (ma non la fanno) risultano stranamente più accessibili.

    Questo fa ricche le banche e ti indebita per il resto della tua vita.


  9. Si può fare anche adesso, ma è fondamentale una cosa: essere cinesi

  10. frap1964 Says:

    @aghost
    Ecco un nome: Massimo Colomban.
    Questo tizio è partito da zero (ma davvero), per dieci anni ha fatto poco più di quello che molti hanno fatto nel “mitico” nordest; leggere qui
    http://www.libreriauniversitaria.it/massimo-colomban-permasteelisa-19742002-garzia/libro/9788880083078
    nei successivi dieci ha creato un vero e proprio impero a livello mondiale, che infine ha ceduto ai suoi managers (col classico giochino delle società lussemburghesi, tanto per non pagare tasse sulle plusvalenze).
    Il suo impero è visibile qui: http://www.permasteelisa.it,
    mentre lui oggi vive in un modesto castelluccio vicino a Treviso
    http://www.castelbrando.it/
    riadattato ad albergo e resort di lusso.
    E’ stato pure presidente di Sviluppo Italia Veneto (quando c’era Silvio) ed oggi è Presidente del Parco Scientifico Vega (Venezia e dintorni).
    Pare che l’idea originale del mitico portalone http://www.italia.it sia tutta sua… (sic!)

  11. Daniele Says:

    Se va avanti così io lascio le illusioni dell’università per riempire i distributori automatici con le bottigliette d’acqua. Oggi ho visto un’offerta di lavoro che è ben superiore a quanto prende un ricercatore (se ha le capacità e il culo di entrare) ;D

  12. Kijio Says:

    auguri aghost … se avanzi soldi .. sappi che io sono pronto a sacrificarmi per te ..e prendere quelli di pesano …
    ovviamente … buone ferie

  13. francesco Says:

    Ciao a tutti,

    conosco naturalmente Massimo Colomban. Bravissimo. Sì ci sono delle storie simili alla sua che però risale a qualche annetto fa. Settori di alta tecnologia in Italia mi sembra segnino un po’ il passo, lo standard di chi faceva un po’ di soldi era quello che mette su un capannone e si mette che so a fare magliette come terzista di Benetton o roba del genere. Hanno chiuso quasi tutti … Se adesso non hai un capitale di famiglia non è semplice, comunque in bocca al lupo a chi ci prova…

  14. Alessio Says:

    Oggi comunque la parola chiave è “investimenti pubblici”…

  15. frap1964 Says:

    Altro nome: Mario Moretti Polegato, il signor GEOX.
    Quando ebbe l’intuizione della “scarpa con i buchi che respira” (e non parliamo di tantissimi anni fa) si occupava di tutt’altro (settore vitivinicolo, azienda familiare da tre generazioni). Quindi provò a vendere l’idea a qualcuno del settore calzaturiero e praticamente gli risero tutti (ma proprio tutti tutti) in faccia. Sappiamo bene cos’è oggi GEOX.

  16. paroleusate Says:

    in bocca al lupo? grazie, mi serve.
    ci sto, infatti provando.
    capitale di famiglia = 0
    finanziamenti = 0
    lavoro personale al progetto = 3 anni
    attività in start up da tre mesi.
    vi farò sapere ;)

  17. francesco Says:

    OK allora ti passo un’altra success story che conosco bene: quella di Riccardo Donadon che con altri amici è uno che si è fatto abbastanza da solo co e-tree soprattutto, una delle società punto di riferimento della new economy ai tempi del boom in italia:

    http://www.h-farm.it/section/farm_experiences_donadon.php

  18. flyover Says:

    Si è possibile. Coi preservativi alla paprika dolce. Devo solo avere il coraggio di comprare la prima partita di merce [scusate lo spam :D]

  19. aghost Says:

    si “paroleusate”, tienici aggiornati :)

  20. aghost Says:

    francesco, io non nego che ci possano essere dei miracoli ogni tanto, mi chiedo piuttosto quante siano le possibilità “strutturali” del sistema italia di far emergere le persone che meritano e non i soliti “figli di”

  21. Nifft Says:

    A quei tempi il mercato italiano era vergine. Oggi e saturo.

    Tutti quelli che hanno risposto “si è possibile” mi fareste qualche esempio analogo a quello proposto (a parte preservativi alla paprika)?

    Mi viene da fare un confronto al contrario: ossia dal punto di vista degli immigrati che vengono in Italia.
    I beni di prima necessità (casa, cibo) sono in Italia in proporzione molto più cari che in passato. Nei paesi di origine di questi immigrati (ad esempio paesi dell’est) la situazione è capovolta, sono molto più poveri di noi, ma paradossalmente per loro non è drammatico trovare un’abitazione dove abitare.

    In Italia è facile avere il superfluo (computer, lettori dvd, ecc…), mentre è difficile avere l’essenziale, mentre loro, al contrario, hanno solo quest’ultimo. Per me questa è la condizione di partenza per un possibile sviluppo, hanno, diciamo così, delle basi solide dove poggiare per poter crescere ed arricchirsi.

  22. francesco Says:

    aghost ma io non intendevo dire che qui, parlo anche di una realtà dinamica rispetto al paese come può essere il nordest, pullula ricconi che si sono fatti da sè, anzi. Cerco solo di frugare nella mente gente che conosco personalmente, un po’ come te con il signore della grundig.
    Così a naso direi che ti potrei tirare fuori diversi altri casi ma è chiaro che è abbastanza raro (raro non miracoloso) e lo è perché il gap tra diciamo il 10% più ricco e il 10% più povero è enormemente aumentato e quell’80% detto classe media si sta spostando verso il fondo… (le percetuali sono come immagini sono indicative).
    Questo poi si riflette nella formazione delle elite. anche se studi per le cosiddette professioni liberali sai che se poi non hai qualcuno alle spalle sei tagliato fuori. Ci sono altri percorsi fiduciari e clientelari. Questo è il vero problema di questo paese che difficilmente si riuscirà a sradicare.
    Il ruolo della ideologia-guida “fare-i-soldi” è quello di fornire un modello di comportamento, come dire, a prescindere dalla realtà effettuale.

    Francesco

  23. paroleusate Says:

    io, per la mia piccola e breve esperienza di start up, posso contribuire raccontandovi che il progetto che sto portando avanti si inserisce su un mercato saturo introducendo un prodotto nuovo, sia come “oggetto”, sia come tipologia di distribuzione (online) e pagamento creando così una nicchia vergine.
    si, forse non mi sono spiegato bene, ma è difficile… non voglio “spammare” nulla ;)
    quello cmq che ci tengo a dire è che il boicottaggio da parte delle aziende presenti sul mercato è feroce.
    anche se nessuna di loro produce qualcosa di lontanamente assimilabile a quello che facciamo noi.
    però loro sono moooolto potenti :D

  24. aghost Says:

    be’ se vuoi parlarcene meglio… a me personalmente interessa molto :)
    Non preoccuparti, non lo considero affatto spam :)

  25. frap1964 Says:

    Ma perchè andare fino in Germania… in fondo basta fare il governatore regionale:
    federal-spreconi ;-)

  26. paroleusate Says:

    @aghost
    perdonami! non posso! sono in incognito :(
    però, se qualcuno è interessato all’esperienza può scrivermi: mac_se AT libero DOT it

    @ frap1964
    interessante il blog che proponi: lo segnalo – insieme a questo – nel mio blogroll ;)


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