Scomparso da 60 anni

agosto 9, 2007

Con la fatidica frase “esco a prendere le sigarettemio zio Lino scomparve improvvisamente e inspiegabilmente dalla sua abitazione a Trento in via Mattioli 17. Era il mese di aprile del 1947.

Erano gli anni turbolenti del dopoguerra, un periodo carico di tensioni sociali e politiche; nel 1946 c’era stato lo scontro nel referendum tra monarchici e repubblicani, quindi l’elezione dell’assemblea costituente, che aveva il non facile compito di riscrivere la Costituzione del nuovo Stato italiano. In questo clima generale da “resa dei conti”, soprattutto coi fascisti responsabili d’aver trascinato l’Italia in una guerra disastrosa, si preannunciava un altro scontro, quello elettorale, per decidere chi avrebbe governato il paese: democristiani o comunisti.

Le ricerche di Lino scattarono quasi subito ma invano. Sembrò letteralmente sparito nel nulla: nessuno fu in grado di fornire notizie o indizi precisi. Qualche mese più tardi dei vicini di cosa riferirono che degli sconosciuti, a bordo di una grossa berlina nera targata Milano, si presentarono a casa in via Mattioli e chiesero di lui. Da allora di Lino Ghezzer s’è persa definitivamente ogni traccia.

Un amico dichiarò d’averlo accompagnato a Trieste nello stesso anno della sua comparsa (1947). L’ipotesi più probabile è che possa essere stato ucciso e gettato in qualche foiba della zona. Ci fu un’unica e vaga segnalazione molti anni più tardi, nel ’68: qualcuno affermò d’averlo visto in Sardegna nella zona di Porto Torres (la madre Maria Fadda è di origine sarda e più volte il figlio Lino aveva manifestato il desiderio di conoscere quella terra). Ulteriori accertamenti sul posto tuttavia non diedero alcun esito. Nonostante le continue ricerche svolte negli anni seguenti, nessun risultato ebbero le numerose inserzioni su giornali locali e nazionali, gli appelli alla radio, le lettere alle ambasciate e consolati di mezzo mondo.

A detta dei famigliari, non risulta che il giovane Lino fosse impegnato in politica, anche se alcuni conoscenti riferirono d’averlo visto partecipare a manifestazioni in compagnia di alcuni attivisti politici. Le circostanze non sono comunque mai state chiarite e la sua scomparsa resta avvolta nel mistero. Pare avesse contatti con un cugino a Milano, Ciro Fadda, di simpatie monarchiche, il  quale tuttavia smentì qualsiasi coinvolgimento.

Lino Ghezzer aveva una gran passione per i viaggi e per un breve periodo di tempo aveva trovato lavoro alle Ferrovie di Trento come macchinista di locomotive.

Scomparso nell’aprile del ’47
, avrebbe dovuto presentarsi il 27 giugno per sostenere la visita di leva alla Capitaneria di Porto a Venezia. La tesi secondo la quale egli sparì per sottrarsi al servizio militare non trova riscontro in quanto era noto il suo grande desiderio entrare in Marina, e per questo aveva fatto l’apposita domanda. Qui però ci fu un fatto piuttosto strano: la commissione di Leva respinse la domanda per “mancanza dei requisiti professionali” reiscrivendolo alla leva di terra. Lino Ghezzer in realtà, a quell’epoca, era già scomparso da circa due mesi. Non è chiaro quindi se egli si sia presentato effettivamente alla visita, mentre era scappato di casa, oppure se la mancata accettazione fu decisa semplicemente in base all’esame burocratico dei documenti richiesti.

Questo è un particolare di non poco conto: se infatti si riuscisse a stabilire che Lino Ghezzer sostenne la visita di leva, nonostante mancasse da casa da mesi, cadrebbe l’ipotesi più accreditata dei famigliari, quella cioè della sua scomparsa in seguito a morte violenta. Purtroppo la documentazione dell’Ufficio di Leva della Capitaneria di Venezia è andata perduta in seguito a un’alluvione. In seguito fu dichiarato renitente alla leva per non essersi presentato alla visita successiva, prevista per il 24 novembre 1947 a Trento, presso l’Oratorio di Piazza S. Maria Maggiore 35. Ma a quel punto Lino era scomparso senza lasciare traccia già da sette mesi.

Quest’anno sono 60 anni che mio zio Lino è scomparso nel nulla. Ho appreso dalla stampa che negli anni recenti nuovi elenchi di “infoibaiti” sono stati stilati. Vorrei tramite questo blog lanciare una specie di appello: dove è possibile rintracciare questi elenchi? Su internet si trovano molte fonti ma sono tutte frammentate o parziali, in nessuna c’è un completo elenco di nomi di coloro che sono stati recuperati dalle foibe e idenfiticati. Dove cercare dunque?

Lino Ghezzer
nato a Trento il 4 settembre 1927
scomparso nell’aprile 1947
figlio di Tullio Ghezzer e Maria Fadda
residente in via Mattioli 17/a Trento – Italia

Statura 1,82, corporatura magra
capelli castani ondulati
occhi castano scuri
dichiarato renitente alla leva il 24.11.47: leva sulla classe 1927, n. di lista 679 a Venezia, quindi n. 726 a Trento

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4 Responses to “Scomparso da 60 anni”

  1. Stella Says:

    Ammirevole il fatto che tu, dopo tanti anni e senza averlo mai conosciuto, ti interessi a lui, alla sua storia, alla sua, temo, breve vita…

  2. aghost Says:

    veramente mi sono interessato anche prima (facendo pubblicare un articolo su un giornale), ma senza alcun esito, salvo la telefonata di questo amico che mi confermò di averlo accompagnato a trieste. E che il motivo della sua fuga era probilmente dovuto a dissaporti famigliari. Ma da Trieste in poi, cioè dal 1947, non si è più saputo nulla


  3. Secondo me è ancora vivo e si gode il sole sulle spiagge della Florida.

    se la sarà passata male i primi tempi; una lettera smarrita, qualcuno che doveva portare un messaggio e che non è mai arrivato a destinazione ed in fine il tempo, la seduzione di voler ricominciare tutto in una terra straniera, senza rimpianti o nostalgie.

    “che mi pensino morto”- avrà detto – “in fondo non è così?”

  4. aghost Says:

    brigida magari, però è difficile pensare che in 60 anni uno non senta la necessità di farsi vivo, manco con una cartolina :)


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