La TAV ci costerà 1.000 euro a testa

agosto 10, 2007

Martedì 7 agosto 2007 ho ascoltato alla radio una interessante trasmissione sull’alta velocità. Purtroppo ero in auto e, avendo ascoltato parzialmente il programma in onda intorno alle 9.30, non so dire se era su Rai Uno o su Radio 24: se qualcuno fosse in grado di precisarmelo, gli sarei grato perché vorrei riascoltarlo.

Sono comunque in grado di riassumerne i contenuti. In studio c’era un noto professore (di cui purtroppo non ricordo il nome) che ha fatto una lunga e interessante disamina su come vanno le cose in Italia e del perché la TAV nel nostro paese costa molto più che altrove. Addirittura il 300% più che negli altri paesi europei. Il prof. diceva che in una qualsiasi impresa privata, se un’opera sfora del 30% i costi previsti il manager sarebbe mandato a casa senza tanti complimenti.  Per la TAV non succede, e i preventivi sono regolarmente superati senza alcuna conseguenza per nessuno. I costi così aumentano del doppio o del triplo senza che nessuno se ne preoccupi. Le ragioni sono presto dette: il gonfiaggio artificiale dei costi si deve soprattutto alla cosiddetta “mitigazione ambientale”, una cosa che esiste solo in Italia.

In pratica chi costruisce la TAV è obbligato a realizzare tutta una serie di opere collaterali con la scusa dell’impatto ambientale, ma che spesso con l’ambiente non c’entrano nulla. Ogni amministrazione comunale su cui passa la TAV contratta una serie di condizioni per poter concedere i permessi: rifacimento piazze, ponti, realizzazione viadotti, rotatorie, rifacimento pavimentazioni, nuove strade, svincoli, tangenziali e persino piscine e altre strutture sportive o di ricreazione come auditorium o centri polifunzionali.

Per il comune di turno, anche microscopico, quasi sempre a corto di soldi, l’arrivo della TAV diventa una specie di pozzo di S. Patrizio a cui attingere a piene mani. E tutti i comuni ne approfittano perché tanto poi i costi i ricadono sulla fiscalità generale. Nessuno controlla l’effettiva giustificazione dei costi perché nessuno è veramente responsabile ed è quindi chiamato a rispondere. Paga Pantalone e tutti ne approfittano.

Naturalmente in questo sistema di opere più o meno necessarie se ne inseriscono molte altre solo per gonfiare ad arte i costi: c’è il caso di una lunga strada costruita apposta tra autostrada e ferrovia solo per la protezione civile, oppure c’è il caso del comune che ha imposto una pendenza degli svincoli diversa da quella precedente (il 3% invece del 6%) con la scusa che in inverno le rampe possono ghiacciare, con conseguente rifacimento di tutti gli svincoli e gonfiaggio pauroso dei costi finali.

Una bella intervista conclusiva a Martinat (del Polo) ha illustrato bene il potere ricattatorio delle amministrazioni comunali: con linguaggio a tratti rude (“comuni rompicoglioni”, “politici estorsori” eccetera) ha lamentato l’eccessiva “democrazia” de nostro paese, in cui un Mastella qualsiasi con l’uno e mezzo per cento dei voti è addirittura minstro e tiene per le palle la maggioranza.

Il professore in studio faceva due semplici conti: alla fine la TAV verrà a costare ad ogni cittadino più di mille euro. Solo che non se ne accorgerà nessuno perché tutto finirà nel calderone della fiscalità generale.

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5 Responses to “La TAV ci costerà 1.000 euro a testa”

  1. superbisco Says:

    Interessante post. Dopo anni di discussione su TAV sì, TAV no, ancora non sono riuscito a capire se è una cosa giusta o meno.

    O forse sono io che sbaglio a pensarne in termini di giusto o sbagliato.

    La questione dei comuni succhiasoldi è molto chiara a tutti, ma penso che la maggior parte di noi sia d’accordo nel pensare che alla fin fine, paga sì pantalone, ma a beneficio di tutti (i locali).

    Se non vengono “mangiati”, i soldi mi sembra siano spesi bene. Una piscina comunale non mi sembra una cosa negativa. Un ponte, una rotatoria, un cavalcavia…

    Purtroppo in Italia le cose funzionano male per i piccoli comuni, che si vedono costretti a stratagemmi assurdi per tirare fuori qualche soldo – che spesso sparisce… Forse sarebbe ora di prendersela anche con i cittadini che stanno zitti e muti a prendere schiaffi…

  2. aghost Says:

    superbisco, io non sarei così ottimista, perché se le grandi opere costano il 300% du quello che dovrebbero significa che tutto ricade sulla fiscalità generale. Vale a dire più tasse per tutti

  3. aghost Says:

    liuk il video non posso vederlo perché sto attaccato col cello: cosa rappresenta?

  4. Liuk Says:

    E’ la famosa battuta di Totò: “E io pago!” ;)

    Comunque al di la se sia giusta o meno la TAV, la cosa che molti si chiedono è perché invece di buttar via soldi con nuove opere non si sfruttano quelle già esistenti che al momento vengono utilizzate molto al di sotto del loro potenziale.

    E poi il contentino ai comuni sembra più un “Se ti do un po’ di soldi, magari chiudi un occhio”. Insomma, all’italiana! E naturalmente si accetta sempre.


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