Aumentano le pere: +32%

agosto 31, 2007

C’è qualcosa di vagamente folle nell’economia moderna. Io non sono mai riuscito a capire com’è possibile, per dire, che l‘Olanda esporti i pomodori qui da noi, nel paese del sole, e costino pure meno. Certo non sanno di niente ma fa impressione che un paese nordico produca pomodori, come se noi in Italia coltivassimo le banane per esportale in Brasile, o in Eucador. Ha senso?

Leggo oggi su L’Adige dei rincari folli della frutta: pere +32%, lamponi e ribes +35%, fragoline +40%, pinot nero +14% e la mozzarella +12,5%. Cosa è successo per giustificare questi aumenti pazzeschi? Non lo sa nessuno.

Ma il dato più incredibile è l’aumento delle mele Golden, ben +72.7%! Come forse non tutti sapranno, il Trentino è un fortissimo produttore di mele. Il Consorzio “Melinda” (mele della Val di Non, il 60% delle mele trentine) produce da solo il 10% della produzione nazionale, il 5% di quella europea.

Com’è possibile che le mele dal 2005 al 2007 rincarino del 72%?

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9 Responses to “Aumentano le pere: +32%”

  1. giovanni Says:

    spero sia una svista, ma non mettermi l’olanda nei paesi scandinavi per piacere…

    saluti

  2. aghost Says:

    si hai ragione Giovanni è una svista, grazie per la segnalazione. L’Olanda non fa parte della scandinavia i cui paesi sono Danimarca, Svezia e Norvegia. E il bello è che ci ho fatto ben tre viaggi :)
    Ora correggo, grazie :)

  3. il Lopippo Says:

    sicuramente i coltivatori lo sanno, e di conseguenza grossisti e dettaglianti
    potrebbe anche essere normale, la frutta non sopravvive e non si riproduce con la facilità e la sicurezza con cui si scrive in un database

    ma ogni volta che i mezzi d’informazione ne parlano si dice solo “rincaro ortofrutta”, senza spiegare troppo in profondità i motivi

    al massimo fanno dei paragoni tipo “contadino a quanto vendi l’insalata? 10?” “grossista a quanto vendi l’insalata? 20?” “dettagliante a quanto vendi l’insalata? 40?” “come emerso da questa inchiesta i prezzi dal produttore al consumatore aumentano del 400%”

  4. aghost Says:

    i coltivatori sono quelli che possono speculare meno, questo è sicuro, anche perché sono “strangolati” in partenza da grossisiti e distributori.

    Inoltre orami quasi ovunque ci sono i consorzi, che impongono il loro prezzo ai coltivatori, i quali tuttavia trovano comunque vantaggioso aderire al consorzio. La speculazione accade altrove

  5. polis Says:

    Segnalo il Blog sulla politica da me creato, Polis all’indirizzo http://www.polisfs.blogspot.com
    Se volete inserirlo tra i vostri link sarò lieto di ricambiare la cortesia.
    Francesco da Polis

  6. il Lopippo Says:

    tutto il sistema coltivatore/grossista/dettagliante in teoria dovrebbe essere quello più efficiente, altrimenti sarebbe cambiato

    il ruolo del coltivatore è ovvio
    quello del grossista è far si che tutto quello che viene coltivato abbia una collocazione (in sostanza si butti il meno possibile)
    quello del dettagliante far arrivare il prodotto al consumatore

    il dettagliante non può assorbire direttamente tutta la produzione di un grande coltivatore, così come un coltivatore difficilmente riuscirà a vendere direttamente al pubblico tutto quello che produce

    il ruolo del grossista e del dettagliante potrebbe essere accorpato; si tratterebbe in quel caso di un grosso dettagliante, che ha a che fare con moltissimi clienti giornalieri e che tratta enormi quantità di merce molto deperibile e piuttosto pesante da trasportare; sembra troppo rischioso come investimento; da me son capitate signore che hanno tenuto un operaio impegnato mezz’ora per farsi guidare all’acquisto di pomodori da sugo, poi ha visto

    oltre che di eventuali speculazione/cartello bisognerebbe anche parlare di consumi impazziti (ormai c’è quasi tutto tutto l’anno, ovvio che da un periodo all’altro i prezzi e la qualità cambi) e di quote produttive estranee ai consumi (un esempio lampante è il latte, ne produciamo meno di quanto ne consumiamo, ma dobbimo buttarlo per rispettare i parametri europei)

    capire poi se qualcuno specula è un po’ difficile
    se va in perdita è il mercato e fallisce
    se guadagna poco appena va in perdita fallisce
    se guadagna troppo è uno speculatore…
    quant’è un guadagno giusto?

  7. Luca Rosso Says:

    Nella penisola scandinava ci sono Finlandia, Norvegia e Svezia mi pare :-P

    Per quanto riguarda il rincaro dei prezzi, anni fa all’inizio delle quote latte la carne di vacca si importava dall’Argentina attraverso l’Olanda. Si distrusse in quel modo la economia che girava su quel genere di allevamento. Sono parecchie le porcherie di cui non ne è ben chiara l’origine e la ragione.

  8. il Lopippo Says:

    oggi al tg5 “l’assurdo” aumento del latte dalle stalle (0.32€) al consumatore (1.40€)

    non è affatto lo stesso latte quello che esce dalla stalla e quello che arriva sugli scaffali, nel mezzo c’è la lavorazione, l’imbalaggio, il trasporto…

    ma l’unica cosa che si sono degnati di lasciar dire agli allevatori è che il prezzo quadruplica…

  9. Kijio Says:

    date un’occhiata hai prezzi di riferimento del produttore e fatevi 4 risate (qualsiasi prodotto primario non incrementa mai piu’ del 10% in un anno, in compenso per certi ci sono anche i cali del 10 o del 20%, soprattutto quando il mercato apre a concorrenti sleali come la cina) … e’ come la storia del pane … e c’e’ gente che insiste a dare del ladrone allo sfigato che zappa nella propria terra per 20 euri(ivati) al quintale di frumento .. hahahhahah


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