Fioroni: più tabelline per tutti

settembre 5, 2007



Tabelline, grammatica italiana, geografia e storia
sono molto più importanti di inglese e informatica e quindi devono avere maggior spazio nelle scuole. E’ questa, in sintesi, la “cura” che il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha presentato per gli alunni dai 3 ai 14 anni. Di fronte alla “confusione generalizzata” emersa è opportuno – ha spiegato Fioroni – ridurre i ”progettifici” dando centralità a elementi essenziali del sapere.

Che secondo Fioroni sarebbero lo sviluppo e la formazione di una mentalità scientifica, a partire dallo studio delle tabelline. Lo studio della scienza della natura è visto in una prospettiva storica ed evolutiva con più sperimentazione e osservazione della realtà, mentre per la geografia si suggerisce di dare grande importanza agli aspetti di tipo morfologico (nomi dei fiumi, dei mari, dei monti…) recuperando sin dalle elementari lo studio dell’Europa e del mondo e collegandolo alla storia.

Insomma si torna all’800 (lo stesso Fioroni indossa un paio di occhiali senza stanghette alla Cavour), quando la cultura scientifica (leggi nozionistica) era considerata meno “pericolosa” della cultura umanistica, guardata con sospetto in quanto poteva sviluppare nelle nuove generazioni la possibilità, non sia mai, di un pensiero autonomo.

A questo siamo ridotti.

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26 Responses to “Fioroni: più tabelline per tutti”


  1. Ma tu davvero non gli dai neppure un po’ di ragione? l’informatica e l’inglese oggi sono fondamentali, ma è anche vero che negli ultimi anni la storia e la geografia nelle scuole sono diventate dei fantasmi.


  2. […] spunto da un post di Aghost per parlare delle “novità” che Giuseppe Fioroni vorrebbe reintegrare nel nostro […]

  3. Kijio Says:

    @brigi
    e’ vero che c’e’ bisogno prima di tutto di saper la matematica e l’italiano, poi il resto.
    Il problema e’ che non si insegna nulla di tutto cio’. Ci sono dei ragazzini iper ignoranti perche’ ci sono maestri incompetenti e genitori che straviziano i figli.
    Se poi il maestro e’ severo e pretende dagli studenti, levandogli il cellulare e imponendo le regole, con verifiche costanti, allora tutti i genitori vanno dal preside urlando che l’insegnante e’ un fascista (aneddoto che ho visto e conosco personalmente il maestro, che lavora con tanta passione).
    E’ il chiaro esempio che aldila’ di un ministro che non conosce la realta’ e’ l’intero sistema sociale che vede la didattica in maniera erronea.
    La scuola serve per formare, non per conoscere o tanto meno per giocare. Formare le giovani menti a risolvere, dandogli le basi informative per crescere.
    Ovviamente l’insegnante deve saper anche ridere con i propri studenti, ma questo non significa certo farci le canne insieme!

  4. aghost Says:

    io non capisco perché si debbano stabilire queste priorità anacronistiche. Inglese e informatica oggi sono vitali per un giovane, senza è tagliato fuori anche se sa a menadito i nomi di monti mari e fiumi a cui tiene tanto il ministro.

    E poi Fioroni probabilmente non sa, perché non la sa usare, che si impara molta più geografia sulla rete con Google Earth, per esempio, che studiare su certi polverosi atlanti geografici…

    Del resto Fioroni è l’ineffabile ministro che lanciava le crociate contro il porno e nello stesso tempo aveva il blog infestato di annunci hard!

  5. MFP Says:

    La sequenza Moratti-Fioroni sta distruggendo le possibilità dei nostri ragazzi di avere una preparazione culturale adeguata alla società dell’informazione… alla vita che troveranno… è veramente un pensiero pesante da mandare giù… significa un’altra generazione di dipendenza culturale dall’estero… altri 25 anni di arretratezza… di medioevo…
    Questa gente è talmente ignorante, arretrata, impegnata a curarsi soltanto dei propri interessi; non è in grado di interpretare correttamente i tempi, non deve stare lì; Berlusconi in agguato o meno, bisogna tornare alle urne prima possibile. Io spero soltanto che la proposta di legge popolare di Beppe Grillo sia sottoscritta da così tanti italiani che le camere non potranno rigettarla… perchè senza quella legge non c’è modo di toglierseli dai coglioni.

  6. il Lopippo Says:

    sembra una scuola che debba sfornare sudditi lavoratori, e non cittadini consapevoli

    è importante sapere a memoria una lista di fiumi o di numeri, non interfacciarsi con il resto del mondo

  7. aghost Says:

    il controllo della scuola serve per non turbare il corpo sociale: i figli degli impiegati faranno gli impiegati, quelli degli operai gli operai, i figli degli industrtiali faranno gli industriali, quelli dei politici i politici e cosi via

  8. Luca Rosso Says:

    Concordo con il fatto che Fioroni mi pare ne capisca poco di educazione ed insegnamento. L’ho sentito parlare a Porta a Porta un annetto fa nel periodo dei bulli e filmati su internet. Sembrava un marziano ai miei occhi per come parlava, per lo meno rispetto alla mia esperienza con l’educazione e l’istruzione.

  9. Kijio Says:

    Sono sempre esistiti, e sono tuttora la maggioranza, coloro che affermavano che i ministri devono capire la politica e non la materia che trattano.
    Fioroni e’ un esempio lampante di politico che non conosce bene, a mio parere, la didattica.
    Sarei curioso che qualcuno criticasse il mio modo di vedere le cose, visto che mi piacerebbe capire perche’ alla fine va a finire sempre cosi’, con tutti che criticano i ministri “tecnici” quando ci sono (indipendentemente dal colore della tessera del partito o dalle scelte che fanno).

  10. Luca Rosso Says:

    Grazie dell’osservazione, avevo perso di vista questo modo di pensare :-)

  11. paroleusate Says:

    gattopazzo nel suo blog (casascuola) ha dato una lettura interessante di questo apparente giro di vite del ministro.
    dico apparente perché sembra più una boutade mediatica che sfrutta l’insicurezza e il bisogno di severità della popolazione che non una direttiva applicabile.
    basta vedere come è stata trattata la questione dai media: ritorno alle tabelline e assenteismo insegnanti, tempo pieno e premi alle scuole esemplari (de che?), un misto griglia senza capo e senza coda.
    a me non interessa difendere gli insegnanti come categoria, però la teoria di gattopazzo è interessante: gli insegnanti sono tanti, sono un esercito: è meglio renderlo inoffensivo.

  12. Marco Manno Says:

    Non e’ che storia e grammatica siano piu’ importanti di inglese e informatica.

    Ma sicuramente la generazione attuale sta’ crescendo MOLTO PIU’ IGNORANTE. Con l’informatica non si risolve tutto.

    Poi t ritrovi ventenni ke skrivono kon le kappa, o abbreviano tt le parole tnt le vocali nn servono a nnt. O ke ancora sbagliano ad usare l’acca. X nn parlare dei kongiuntivi! Ma qll mika servono!

    Pero’ sn maghi dl comp d cui nn snn neanke 1 briciolo d sistemi operativi. Snn dire bnissimo “fuck you” in inglese ma se gli kiedi d fare 1 konversazione cn 1 straniero nn aprono bocca.

    Pregevole eh ?

  13. mambro Says:

    Dov’è che la cultura scientifica sarebbe nozionistica? è l’esatto contrario del nozionismo.
    La scuola deve prima di tutto insegnare a pensare in maniera critica e questo non si ottiene insegnando a usare Word ma dando le basi teoriche generali per poter apprendere da solo le applicazioni particolari.

  14. aghost Says:

    marco manno: guarda che chi scrive “ha” senz’acca non lo scrive perché usa internet ma perché non conosce l’italiano che gli hanno insegnato a scuola. Idem per l’inglese. Io quel poco di inglese che so tra l’altro ho imparato su internet, perché se era per la scuola… :)

    mambro: la nostra scuola (perlmomeno la mia) ha sempre avuto, mi pare, un approccio prettamente nozionistico. Tende insomma a tirat su tanti bravi soldatini obbedienti…

  15. Marco Manno Says:

    Lo so’ che non lo scrive perche’ usa internet, ma non conosce l’italiano perche’ oramai la g rammatica e’ un optional.

    Gli esercizi mentali che possono essere lo studio delle tabelline, della storia o della grammatica, soprattutto se in giovane eta’ sono utilissimi esercizi per il cervello.

    Senza considerare poi che fare passare troppo tempo ai bambini davanti ad un monitor o ad una televisione, soprattutto se in eta’ pre-sviluppo, puo’ causare problemi agli occhi.

    Non e’ un discorso di cultura scientifica o cultura umanistica. E’ un discorso pedagogico. Un pensiero autonomo non e’ che non si sviluppa se non insegni informatica. Hai fatto un po’ un minestrone. Un pensiero autonomo si ottiene educando il bambimo a fare le sue scelte, senza imporle. Per cio’ che riguarda la cultura invece, internet e’ semplicemente DELETERIO considerando cio’ che si trova in rete.

  16. aghost Says:

    manno, non ho mai detto che bisogna buttare le tabelline. Ma oggi senza inglese e informatica sei tagliato fuori. Questo Fioroni non lo capisce, probabilmente non conosce l’inglese e certamente non conosce internet.

    Sul fatto che internet sia deleteria non sono affatto d’accordo, è molto più deleteria la televisione. Ma guarda caso su questo nessuno si scaglia

  17. Marco Manno Says:

    Che non ci si scagli contro la televisione lo dici tu :) C’e’ una eta’ per tutto. Per i bambini il computer deve essere semplicemente uno strumento come carta e penna.
    Anche quando andavo alle elementari io c’era la calcolatrice ma non si poteva usare “se devi imparare a fare le divisioni come fai se usi la calcolatrice?”

    Ho sistemato dei computer di una scuola media e non ti dico cosa ci ho trovato dentro (con internet bella e aperta a tutti)

    La “materia” informatica NON E’ internet. E’ sistemi operativi. E’ logica. E’ matematica. E’ architettura degli elaboratori, e’ basi di dati. Non puoi dire “conosco l’informatica” se si sa’ solo navigare su internet. Come non si puo’ dire “conosco l’inglese” se non si e’ in grado di sostenere una conversazione “comprensibile”.

    Allora ben venga il ritorno alle materie classiche in modo da sfornare bambini e ragazzi preparati sulle BASI dalle scuole elementari e medie in modo che alle superiori possano studiare il resto.

    Sulla storia non mi esprimo. E’ mia convinzione che un popolo che non conosca la propria storia sia un popolo governabile da stolti (anche attualmente c’e’ scarsa conoscenza della storia, e ne vediamo gli effetti)

  18. mambro Says:

    “Insomma si torna all’800, quando la cultura scientifica (leggi nozionistica) era considerata meno “pericolosa” della cultura umanistica , guardata con sospetto in quanto poteva sviluppare nelle nuove generazioni la possibilità, non sia mai, di un pensiero autonomo.”

    Ripeto, la cultura scientifica non è nozionistica. Che poi a scuola, molto spesso, tutto venga insegnato in maniera nozionistica (compresa la scienza) è un altro tipo di discorso.

    Per quanto riguarda l’inglese sono d’accordo. Per l’informatica dipende cosa intendi. Se intendi imparare il bravo mestiere di segretaria destreggiandosi tra Word e powerpoint allora non ha senso perchè vorrebbe dire creare degli automi stupidi incapaci di comportarsi se si sposta una icona dal Desktop. L’informatica va insegnata partendo dalle basi teoriche e facendo un po’ di programmazione. Non perchè sia indispensabile per utilizzare un pc ma perchè quella è la base per capire come funziona, il resto si impara con l’esperienza.

  19. aghost Says:

    preciso meglio: non l’informatica in genere (una infarinata va anche bene) ma come sfruttare al meglio il pc e tutti gli strumenti della rete (dal web ai blog, dai ng ai motori ecc).

  20. Marco Manno Says:

    Uhm ghos…. se mi parlavi di informatica nel senso della materia ok…

    Ma se mi parli di queste cosucce… queste sono cose che si imparano da soli, non c’e’ bisogno di impararle a scuola.

    Pensiamo a dare una cultura. Non mezzucci. Se parliamo di informatica parliamone seriamente. Sfruttare al meglio il pc vuol dire tutto e non vuol dire niente. Per me vuol dire scrivere programmi che sfruttino chiamate assembler. Per te potrebbe voler dire saper fare defrag. Ma non e’ questa l’informatica.

  21. Stella Says:

    Alle elementari ed alle medie l’informatica ed il computer non servono, sicuramente i bambini imparano da soli, a casa, quel poco che basta per iniziare. Se poi sono svegli ed interessati per loro diventa più facile, coinvolgente, meglio di un nuovo gioco. Volendo approfondire lo possono fare dopo la scuola media. L’inglese, quello si, essendo una materia che ha bisogno di uno studio approfondito e che richiede tempo, è giusto iniziare dalle elementari, anche dalle materne, direi. Il francese, o spagnolo, che in alcune scuole sono ancora obbligatori come seconda lingua, togliendo spazio all’inglese che passa come materia facoltativa o da laboratorio, quelli si, li toglierei. Tabelline, verbi, divisioni: si, devono riprendere tutto, i ragazzi non sanno più nulla di queste cose. Anche le poesie, per allenare la memoria, io le reinserirei. Storia, geografia si, ma in modo meno noioso, buona l’idea di Google, i ragazzi la amerebbero di più e imparerebbero divertendosi. Dovrebbero trovare un’alternativa anche per storia. Cambierei il modo cretino delle verifiche, che senso hanno test dove i ragazzi si trovano davanti fogli ciclostilati con domande prestampate e alcune risposte tra le quali devono spuntare quella giusta? Come possono imparare a scrivere e ad esprimersi in questo modo? Poi, male che vada, se sono fortunati, ci possono azzeccare la risposta giusta. Insomma, io lascerei un po’ tutto ma cambierei il modo, cercherei di gestire diversamente. Poi, secondo me, modificherei il rapporto dei bambini, alle elementari, nei confronti delle insegnanti. Più rispetto, meno confidenza, il “lei” ai maestri, “buongiorno” all’entrata in aula, i “bulli” quando arrivano alle medie, sono già formati, devono soltanto uscir fuori…

  22. Luca Rosso Says:

    Ottime riflessioni. Secondo me non è importante il calcolatore in sé quanto l’insegnare a sfruttare bene tutte le occasioni ed i mezzi che si hanno anche in base agli scopi che si hanno. E’ importante dare solide basi e lasciare poi una completa libertà di agire per una crescita ottimale e una buona capacità di scelta. Come nel terzo mondo è meglio non regalare il pesce o il cibo annullando le economie ma insegnare a pescare o a coltivare e migliorare la resa del raccolto, magari con un occhio all’ecosistema.

  23. gattopazzo Says:

    @paroleusate
    grazie :) in effetti anche faraona, nel suo blog ha espresso una teoria del genere facendo un parallelo tra scuola e sanità.
    @marco manno
    sono d’accordo che il computer sia uno strumento e basta, e penso che il suo utilizzo possa anche essere materia di studio (conoscenza di base dell’hardware e dei software più comuni, con un’attenzione particolare per l’open source).
    per quanto riguarda la rete, penso che debba essere utilizzata prima di tutto dai docenti, per raccogliere materiale interessante, per selezionare siti didattici e software free didattico, per creare percorsi di ricerca da proporre in classe ecc.
    poi la cosa, a cascata, può ricadere sulle classi, per insegnare a ricercare, a selezionare le fonti ecc…

  24. Lopippo Says:

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2067910

    tanto per dire, in India insegnano la cultura dell’open source, e secondo me è una gran cosa rendere i ragazzi consapevoli dell’esistenza, in grado di installare e configurare un sistema operativo e vari programmi gratuiti

    noi invece potremo consolarci elencando gli affluenti del Po a memoria o recitando a pappagallo qualche incomprensibile verso della divina commedia…

  25. kachamax Says:

    Spero che il nuovo governo metta FINE alle porcherie fatte da Fioroni! Questo ministro non sa nulla di scuola e delle difficoltà in cui ha messo migliaia di famiglie con le sue innovazioni!Ha costretto ragazzi che già avevano difficoltà a scola a studiare il primo ed il secondo trimestre con il risultato di avere problemi in tutte le materie!inoltre molte scuole non hanno fatto i corsi e le famiglie hanno dovuto sborsare anche 750 euro a materia per le ripetizioni

  26. mattia Says:

    allora sono mattia vengo da milano e o 10 anni e mi pacciono sopratutto le tabelliune


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