V-Day after 2

settembre 12, 2007

Nicola Mattina sul suo blog fa una disamina del fenomeno Grillo e del V-Day.

“Grillo fa di Internet lo stesso uso che aspira a farne un uomo di marketing: uno spazio per ottenere visibilità a bassa costo spostando l’onere della distribuzione di informazioni sulle persone. Il problema è che questo modello non è sostenibile per due motivi:

a) la rete messa in piedi da Grillo è a stella e senza il suo centro di gravità è destinata a disfarsi;

b)
oltre la protesta non c’è alcun meccanismo che promuova progettualità e creazione”

A sostegno delle sue tesi, Mattina mostra due grafici: uno rappresenta la rete dei vaffanculisti, l’altro la rete resiliente (?). Per dimostrare che il modello non può stare in piedi perché se manca il centro la “stella” si disfa.

L’interpretazione mi pare corretta, la conclusione no. Secondo Mattina insomma se si leva Grillo crolla tutto. Ma questo vale per qualsiasi altro movimento politico o di opinone. Leva Berlusconi e crolla il Polo. Dal centrosinstra invece si può levare chiunque perché tanto è già tutto crollato :)

Nella storia dell’uomo i grandi movimenti
che hanno mobilitato le masse hanno sempre avuto bisogno di un catalizzatore. Da Cristo fino a Mao, da Lenin a Mussolini e Hitler, ci sono sono sempre state delle persone che hanno catalizzato su di sé, più o meno scientemente, esigenze diffuse.

L’uomo è un animale sociale e gregario e come tale ha bisogno di un capo, di un condottiero. Forse per questo è nato e si è evoluto il concetto della democrazia basato sulla rappresentanza (che io comunque considero una truffa), cioè sulla delega del potere a qualcuno che sembra migliore di me.

Tornando a Grillo, e tralasciando l’idea vagamente inquietante che sia un comico a fare da capopopolo, è ovvio che se si leva il leader di un movimento il movimento si ferma. Ma Grillo, piaccia o meno, c’è, ed è in grado di catalizzare molte forze sociali inespresse: per questo fa paura, perché turba lo status quo. Prima lo si è ignorato, ora che ha successo lo si denigra o lo si sminuisce. Tattiche vecchie e già viste e straviste.

Quanto alla considerazione che la protesta di Grillo sarebbe sterile perché non ha “progettualità”, cioè non saprebbe tradurre in pratica o in proposte concrete le proprie idee, la trovo un’obiezione molto debole.

Grillo ha innescato un forte movimento di opinione, e come tale si muove, per ora, come strumento di pressione mediatico, potendo contare sulla formidabile forza di internet. Il che non esclude affatto che attorno a Grillo, o comunque ad un’idea diversa di partito-movimento, si aggreghino o nascano presto forze politiche in grado di incidere sulla società.

Sparare su Grillo alla sua prima uscita mi sembra poco lungimirante. E’ solo il primo passo. Del resto, chi avrebbe scommesso che un comico avrebbe saputo mobilitare 300.000 persone contro la partitocrazia e portarle nelle piazze di tutta Italia?

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10 Responses to “V-Day after 2”

  1. BRUNO Says:

    Le accuse con cui molti Media Mainstream hanno ingiustamente tentato di bollare quanto portato in piazza da Grillo, accontentandosi in modo molto superficiale e miope di etichettarlo semplicemente con l’ epiteto di “Antipolitica” e “Qualunquismo”, mi portano a fare alcune considerazioni su cosa sia oggi la Politica, e quale sia il suo reale “spazio di manovra”.

    Grillo ha semplicemente “catalizzato” e portato in piazza una questione che solo un cieco non vedrebbe ( o chi volutamente, a pagamento, si mette le fette di salame sugli occhi ed usa il potere mediatico solo per distruggere sul nascere un potenziale detonatore ) … Ossia la questione, semplicissima, che le attenzioni della politica sono tutte tese verso “l’ applicazione prestabilita del dictat finanziario-liberista”, dimenticandosi completamente della vita della gente …
    ( I tre punti portati a programma cercano infatti un rimedio veloce e fattivamente applicabile all’ infinito problema, dalle mille cause, di una politica a sè stante ).

    Non si scandalizzino i politici ed i media se si creano queste enormi fratture: non sono forse loro i primi a “non spiegare le cose”, non sono per primi i media a “non dare certe notizie”… ???
    E come si può pretendere che la gente “capisca i motivi di Palazzo” se “Palazzo parlare sempre con lingua biforcuta ???”
    Chi vorrà continuare a trattare la gente come una massa di idioti, come semplici tubi digerenti ( sia fisicamente che intellettualmente parlando ) consacrati al consumo; chi vorrà continuare ad imporre scelte molto discutibili senza darne valide motivazioni; chi vorrà perpetrare all’ infinito un teatrino politico ad uso e consumo dello spettatore-votante per nascondere la propria incapacità o impossibilità a decidere alcunchè, senza peraltro riuscire a nascondere la propria voracità di voti e consenso … … non si aspetti di essere preso “seriamente” in eterno …

    Il successo della manifestazione di Grillo ed il montare ( finalmente ) dell’ insofferenza del popolo Americano di fronte alla condotta di Guerra Permanente perseguita dal presidente Bush, forse non sono tanto dissimili, e forse hanno una matrice comune ben precisa.
    Si capiscono meglio certe dinamiche se si accettasse finalmente il buonsenso di voler vedere che l’ inseguire ad ogni costo una politica esclusivamente “liberista” ed esclusivamente basata su una finanza monetaria esosa e criminale, ci porta i problemi direttamente in casa ( problemi che superano di gran lunga i vantaggi di un sistema a cui ormai credono solo gli idioti ).
    … Idioti rei consapevoli, che con questo sistema realizzano facili e smisurati guadagni.
    … Idioti che avranno pur vagamente previsto i problemi sociali che si sarebbero creati, ma che contano nel tipo di soluzione “politica” (?) quale vediamo realizzarsi oggi nei confronti di zingari e lavavetri, domani di non abbienti e senza lavoro: una politica di calci nel culo, rifilati senza tante remore alle classi più deboli proprio da una sedicente “sinistra” ).

    Questo sistema di cose ha portato all’ aberrazione dell’ accentramento dei poteri ( economico-finanziario, legislativo, ed informativo ) nelle mani delle stesse identiche persone e degli stessi identici interessi … il che è già in netta antitesi con ogni conduzione dello stato che si fregi dell’ appellativo di Democrazia.
    Ha portato inoltre la Politica al ruolo di “puri attuatori” di decisioni già prese altrove, svuotandola di ogni potere decisionale … e ciò in antitesi col concetto stesso di “Politica” …
    Ha portato infine l’ Informazione al ruolo di semplice “amplificatore” della volontà del potere, al ruolo di imbonitore mediatico, di “creazione del consenso” e propaganda di littoriana memoria … e ciò in antitesi con quella concezione un po’ più alta di tale professione, che vedrebbe proprio nell’ Informazione il più forte dei poteri, quel Quarto Potere che può e deve controllare gli altri …

    ………………………………………..

    Non esistono a questo punto ricette facili, nè per un recupero della credibilità politica, nè ( ed è questa, delle due, la cosa che mi dispiace di più ) per prospettive future di vita di quel ceto che non è “ricco di suo”, che non è intrallazzato col potere, che non vive di finanza speculativa … insomma del 90% di noi …

    … Si abbia il coraggio di rimettere tutto in discussione, ci si riappropri innanzitutto della “semantica” della parola “Poleis”, si ristabiliscano delle priorità da perseguire basate su ideologie condivise, si riporti insomma entro i termini del Diritto e dello Stato gran parte del potere che con tanta leggerezza è stato “venduto” a Società di Interesse Privato …

  2. Mthrandir Says:

    Chiedo venia, ma tutta questa acrimonia verso un sistema – quello liberista – che da noi non sappiamo neanche cosa sia mi pare discretamente ipocrita. Se il sistema italiano, sia in campo politico sia, e soprattutto, in campo economico vi sembra liberista, allora avete letto i depliant sbagliati. La realtà dei fatti è esattamente l’opposto: qui è entrato in crisi un sistema dei pranzi gratis, non quello della libertà di impresa. Siamo un paese dove le politiche del lavoro le decidono in due, ma soprattutto la CGIL, dove il sistema imprenditoriale è rappresentato da Confindustria che agisce in nome quasi esclusivo delle grandi aziende (che sono lo 0,2% del sistema per numero di addetti), dove la politica corre sulle telefonate tra i leader di due schieramenti che fanno finta di farsi opposizione. La crisi è proprio quella del sistema consociativo e delle corporazioni che nessuno dei mainstream si batte per cambiare. A meno che non si voglia considerare Veltroni come l’uomo della rivoluzione. E Grillo regge bordone alla crisi catalizzando la protesta e indirizzandola, se possibile, in una direzione ancora più populista e demagogicamente chiusa sull’arrocco. Forse è uno dei pochi a farlo in buona fede, ma la buona fede in sè non è un buon alibi. La sfida reale è proprio provare ad aprirlo questo sistema, altro che balle. Per inciso, a leggere per intero il commento che mi precede, si registra una contraddizione logica evidente: prima la colpa è del sistema liberista, poi sono i poteri forti e concentrati: delle due l’una, o i poteri sono oligopoli, e allora il liberismo non c’entra una fava, oppure è il modello liberista il colpevole, e allora gli oligopoli non esistono o non hanno tutto questo potere. Però bisogna decidersi, perchè se no si dà aria ai denti.

  3. aghost Says:

    dici “la sfida reale è proprio provare ad aprirlo questo sistema, altro che balle”. Si ma come?

  4. Mthrandir Says:

    Mettersi qui a scrivere ricette sarebbe un po’ banalotto, anche perchè la lista sarebbe eccessivamente lunga. Però, giusto per giocare un po’ butto qualche idea. Intanto cominciamo a chiedere che si disboschi il sistema legislativo: abbiamo oltre 50.000 leggi in vigore contro una media dei paesi civili che non supera le seimila. Poche regole, e chiare, faranno funzionare meglio la giustizia. E in un paese dove le regole esistono, sarà più semplice farle rispettare. Questo vale sia per una correzione di rotta in termini di convivenza sociale sia in campo economico: semplificazione significa avere più tempo e più risorse da investire in qualcosa di utile. Secondo: cominciamo a razionalizzare le istituzioni e i risparmi verranno da soli. Abbiamo 8.000 comuni e oltre, la stragrande maggioranza dei quali con meno di 5.000 abitanti. Li si aggreghi sopra una soglia minima (30.000 – 50.000 abitanti?) e via le province che costano, si dice, appena 17 miliardi di euro. All’anno. Meno comuni piccoli significa maggiore economia di scala, meno sindaci e meno assessori e, forse, un pochino più di efficienza. Liberalizzare sul serio, mica i taxi. Poche tasse per numero e per importo e deduzione dal reddito per chi si sobbarca direttamente i costi considerati “collettivi”. Contribuzioni obbligatorie al minimo per tutti e liberà di scelta. MI piace la sanità privata? Bene, oltre alla quota di contributo obbligatorio, mi pago una polizza e deduco dal reddito. Scelgo quella pubblica? Bene uguale, i miei contributi saliranno in proporzione. Vabbè, mi fermo:-)

  5. aghost Says:

    mthrandir le tue ricette sono giuste ma, nei fatti, impossibili da relizzare e lo sai bene. Tutte le storture che citi sono il risultato della partitocrazia che, come un tumore, ha invaso e corrotto la società assieme a oligopolil, monopoli e corporazioni. Disboscare tutto questo col sistema attuale è impossibile. Sarebbe come chiedere che “i ladri resitituiscano i soldi che hanno rapinato in banca…” :)

  6. Cappuccetto Rotto Says:

    I numeri sono ancora troppo bassi , le coscienze non pienamente consapevoli delle loro effettive potenzialità .
    Il potere politico, economico e religioso ha negli anni stroncato , assorbito e neutralizzato molti tentativi di cambiamento.

    Se non saremmo disposti a sporcarci le mani “tutti” , tutto finirà di nuovo in una bolla di sapone.

    E’ la squadra , il pacchetto completo che vince , non il singolo fantasista.

  7. Mthrandir Says:

    Continuare a ripeterci che è impossibile non ci aiuterà ad arrivare da nessuna parte. Possibile che nessuno dei seguaci di Grillo si decida, magari seppellendolo di commenti, a fare pressione perchè la si smetta con la demagogia e si cominci con il prendere la via del buon senso?

  8. aghost Says:

    è proprio di questi giorni la nomina di fabiani nel cd rai, 77 anni!!!

  9. mastro Says:

    comq 300000 firme solo perché in molte città sono finiti i moduli

    sarebbero potute essere molte di più

  10. Luca Rosso Says:

    Io credo che se lo capissero, i politici prima di morire di legge popolare potrebbero fare cose buone e giuste. Ammesso che la legge popolare passi, ma personalmente mi pare una semplice utopia. Fra 20 anni, un bel referendum per abolire la legge popolare una volta rinnovato il sistema. Dovrebbe essere una legge da imporre una volta ogni 40 anni. Che ne dite?


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