Vaffanculo-pay

settembre 15, 2007

Pochi giorni fa ho acquistato un lettore mp3: un Creative Zen da 4gb, costo: 159 euro (o 156 non ricordo con precisione).

Oggi l’ho visto in un altro negozio col prezzo “speciale anniversario” (?), a 79.90 euro, praticamente la metà. Mi sono sentito vagamente truffato.

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19 Responses to “Vaffanculo-pay”

  1. Warp9 Says:

    Almeno te lo hai visto in un altro negozio. :D
    Io un paio di settimane fa ho comprato un tom tom one a 200 euro per poi vederlo scendere a 170 su una pubblicità (dello stesso negozio).

  2. aghost Says:

    si ma da 200 a 170 è un conto, da 160 a 80 è la metà! No dico, la metà! E a distanza di pochi giorni…

  3. polis Says:

    Vi segnalo “Polis” il blog sulla politica all’indirizzo http://www.polisfs.blogspot.com
    Se volete sono lieto e disponibile a fare uno scambio dei link.
    Francesco da Polis


  4. scusa non vorrei gettare benzina sul fuoco. >In quale negozio l’hai trovato a quella cifra? dovrei comprarne uno e il prezzo mi pare interessante. No! non mandarmi a quel paese dai…

  5. aghost Says:

    questa mattina, nella catena trony a trento: il cartellino diceva “prezzo anniversario 1000 pezzi. 79,90”

  6. il Lopippo Says:

    più che truffato dovresti sentirti ingenuo e avventato, e al limite sfortunato

  7. aghost Says:

    perché ingenuo e avventato scusa?
    Il prezzo era inizialmente di 159 euro dappertutto, perché fatto il giro sia del primo che secondo negozio

  8. il Lopippo Says:

    allora semplicemente sfortunato
    non è che se uno vende qualcosa sottocosto tutti quelli che non adeguano il prezzo diventano dei truffatori

  9. MFP Says:

    Forse Aghost in questo caso non c’è molto da prendersela a male… perchè c’è poco da fare: il valore di quello che compri lo fa la grande distribuzione. E’ come con le monete… i banchieri decidono autonomamente che la moneta, di cui hanno il monopolio, vale 102,5 euro anche se produrla costa solo pochi centesimi… è la stessa identica cosa…
    Se il valore di quell’oggetto fosse legato a qualcosa di più concreto della volontà di chi lo vende… es: la quantità di risorse necessaria a produrlo e a smaltirlo dopo l’uso… o anche a “metodi ad induzione” come quello di Auriti… ma non è così…

    Fermo restando però (dico a te, Lopippo) che le cose hanno un valore intrinseco… energia potenziale… tu con lettore mp3 puoi leggere gli mp3… “leggere mp3” è il valore dell’oggetto… ci possono essere delle oscillazioni graduali intorno a quel valore, ma non può dimezzare di colpo (lo stesso identico, non parliamo di marchi e codici prodotto diversi)… è una variazione artificiale, innaturale, insostenibile; mettila su un grafico e osservala, ti sembra naturale? Per farla breve non è possibile che la pasta Barilla in Italia costi il doppio che alle Barbados e, anche se fosse prodotta lì, allora deve essere prodotta qui perchè ne consumiamo di più… ci costerebbe meno e avremmo risparmiato un sacco di inquinamento evitando di trasportare gli spaghetti avanti e indietro. Dal punto di vista logico non fa una piega: perchè non è così? E torniamo al PIL, al signoraggio, etc. loop

  10. il Lopippo Says:

    torniamo a concorrenza, oligopolio, e antitrust
    se si facesse concorrenza seria i prezzi non oscillerebbero molto, ma è più remunerativo fare oligopolio, ci guadagnano tutti i produttori lavorando meno
    e qui dovrebbe intervenire l’antitrust, che però in genere non fa niente, e quando fa qualcosa ci mette così tanto e da pene talmente irrisorie da rendere conveniente delinquere; ed una ditta seria in questi casi è costretta a delinquere, altrimenti sarà fatta fuori dalla concorrenza senza scrupoli

  11. aghost Says:

    quindi anche il lettore mp3 che cala di botto a metà prezzo è la prova che i prezzi non rispecchiano il valore complessivo dell’oggetto (mettendoci dentro tutto, progettazione, pagkaging, pubblicità, distribuzione etc) ma è un prezzo artificioso.

    Io posso capire ribassi del 20 o anche del 30%, ma lo stesso identico oggetto che si botto dimezza il prezzo mi fa incavolare… mi pare che una cosa simile è accaduta con l’ipod in america, apple ha applicato un forte ribasso per spingere le vendite, solo che c’e’ una specie di rivolta a quelli che l’avevano preso a prezzo pieno, apple ha promesso un rimborso di 100 dollari per sedare la rivolta :)

  12. il Lopippo Says:

    poteva trattarsi anche di uno specchietto per le allodole, non di un effettivo dimezzamento del prezzo di mercato nell’arco di pochi giorni
    mio fratello è entrato da mediaworld attirato dall’offerta “prendi 4 lettori mp3 da 1 GB a 30€ in tutto” ed è uscito con un solo lettore da 2GB pagato 60€

  13. MFP Says:

    Aghost, esatto. C’è tutto uno scollamento tra i parametri finanziari (la moneta) e quelli economici (il valore) che parte dal signoraggio e arriva al tuo nuovo lettore mp3… quando si calcola qualcosa usando il denaro come misura del valore, proprio nel passaggio da “valore” a “denaro”, c’è il corto circuito; perchè il rapporto valore-denaro è deciso arbitrariamente da chi da un valore al denaro (e sai bene come si fa a trasformare un pezzo di carta filigranata in una banconota da 100 euro). Nel sistema di Auriti invece è il portatore che da un valore al denaro ed è moderato implicitamente dall’ambiente che concorre anch’esso alla definizione di un valore. Però è un sistema lento… e soprattutto non può funzionare su scala locale… deve essere portato su scala globale o difficilmente raggiungerà la massa critica necessaria ad autosostenersi. E il tempo non è a favore per vari motivi…
    Nel frattempo ti si vendono le cose al prezzo deciso dalla grande distribuzione organizzata che fa il buono e il cattivo tempo sia nei confronti dei fornitori che nei confronti dei clienti… (aoh, ma questa definizione delle grandi catene di distribuzione sembra solo a me avere qualcosa in comune con la mafia?)

  14. frap1964 Says:

    E’ palesemente uno specchietto per allodole. 1000 pezzi diviso i circa 140 punti vendita che si individuano sul sito di TRONY fanno circa 7 pezzi per punto vendita. Il quale può sempre dichiarare di averli terminati. Chi può controllare? Nel frattempo ti hanno fatto andare nel negozio e magari decidi di comprare comunque qualcosa. Pura strategia di marketing, peraltro ripetutamente adottata anche da varie altre catene della grande distribuzione tipo UNIEURO, Expert e simili.

  15. il Lopippo Says:

    stasera ho casualmente ascoltato da un giornalista di una tv locale “Una volta c’erano i servizi pubblici, sulle cui tariffe si basavano anche i privati che fornivano gli stessi servizi, calmierando i prezzi. Oggi ci sono le privatizzazioni e la legge di mercato, ma gli imprenditori si mettono d’accordo e i prezzi salgono” (vedi oligopolio). L’idea del pubblico che offre prodotti/servizi con una contabilità trasparente e con un basso margine di guadagno sembra interessante, ma ho l’impressione che sia poco fattibile in pratica. Qual’è la parte importante della questione che non mi viene in mente?

  16. Luca Rosso Says:

    @il Lopippo: Il problema credo sia nella gestione della cosa o delle cose pubbliche… come ben sappiamo!! ;-)

  17. aghost Says:

    @frap: chi ti dice che sono 1000 pezzi divisi per i negozi trony e non 1000 pezzi per ogni negozio della catena?

    @lopippo: questa deriva iperliberista, per cui tutti i servizi essenziali vengono dati ai privati, deve preoccupare seriamente: per farsene un’idea basta pensare a telecom italia. Alzi la mano chi è contento dell’ex monopolio statale diventato monopolio privato :(

  18. frap1964 Says:

    Me lo dice… l’uccellino TRONY. ;-)
    Ma puoi verificare di persona entrando in un qualsiasi negozio della catena… (o pensi davvero che siano disposti a dimezzare il prezzo reale su 140.000 pezzi?
    Ma neanche se dell’aggeggio fosse annunciato un nuovo modello che manda il precedente fuori produzione…)

  19. superbisco Says:

    Dalle mie parte si chiama ‘nculata clamorosa…

    Mi dispiace cmq. Anche volendo applicare un discorso di rimborso tipo “L’ho trovato in un negozio alla metà, e quindi mi ridai i soldi in più”, sarebbe del tutto anti-mercato.

    Purtroppo o per fortuna è compito del cliente cercare il prezzo migliore.


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