Oliviero Toscani ha rotto le scatole

settembre 25, 2007

Ho sempre considerato “il fotografo” Oliviero Toscani un furbone, un Fabrizio Corona della moda. Questi pseudo fotografi sono solo degli scaltri opportunisti, sempre pronti a infilarsi in qualsiasi furbata possa dar loro un po’ di notorietà a buon mercato.

Fin dai tempi delle foto dei maglioni di Benetton, non ho mai visto una vera foto di Toscani. Le sue fotografie sono sempre uguali, fatte in studio con due bank laterali (diffusori di luce soft). Capirai che bravura, capirai che genio, capirai che fotografo.

Toscani dopo aver sfruttato l’AIDS qualche anno fa per farsi pubblicità, stavolta vorrebbe farci credere quanto gli stia a cuore il tema dell’anoressia: per questo usa la povera Isabelle Caro, 31 chili di ossa, che da questa mattina campeggia sui manifesti delle più grandi città italiane. Nella settimana della moda di Milano, “No anoressia” è dunque la nuova campagna Nolita realizzata dal fotografo milanese per il gruppo Flash&Partners. Che vorrebbe essere un allarme su “una tragedia del nostro tempo“. Figuriamoci.

Il legame anoressia-moda in realtà è molto aleatorio, per non dire quasi inesistente. L’anoressia è un disturbo mentale, che non c’entra nulla con la moda se non appunto in quei soggetti che hanno già una grave sofferenza psicologica.

Fare i manifesti shock con su scritto “no-anoressia” è come fare i manifesti con “no alla schizofrenia”, “no all’alzheimer” oppure “no al tumore al pancreas”.

Ma è una cosa seria?

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55 Responses to “Oliviero Toscani ha rotto le scatole”

  1. il Lopippo Says:

    sono dei business sia la prevenzione che la cura delle malattie, indipendentemente dal fatto che siano reali o meno
    anzi, se convinciamo anche chi è sano che dovrebbe curarsi, abbiamo delle entrate extra

  2. La guressa Says:

    Eh no! Aghost! Non sono per niente daccordo.
    La moda centra eccome con l’anoressia, poiché, che ci piaccia o no, detta le regole sugli attuali canoni fisico estetici, soprattutto femminili, creando modelli sociali che condizionano non poco le persone molto giovani (e oggi, non solo quelle ahimé!). L’anoressia ha spessissimo origine da questo: il tentativo ossessivo di ricreare un modello sociale che rappresenti uno status di bellezza, un clichè in questo senso, arrivando a reprimere le funzioni naturali organiche. Chiaramente, le persone che presentano questi disturbi, hanno una certa predisposizione, soprattutto psicologica, verso questi: lacune affettive, bisogno non “sfogato” o soddisfatto di richiamare l’attenzione su di sé etc.
    A me pare un buon lavoro quello di Toscani: la tecnica del messagio chock la trovo di gran lunga piú efficace e mooooolto meno grottesca della propganda pseudo buonista e pseudo moralista che va per la maggiore oggi. …(non sono quanto l’esempio possa calzare ma, ricordo alle Superiori, quando ti facevano vedere i filmini sul fumo con relative immagini di polmoni devastati etc.: scuoteva parecchio e per qualcuno é stata utile).
    Per quanto riguarda il mero uso di due bank laterali, anche questa é una scelta tecnica, credo:non usi piú di tanto il contrasto ma il soggetto é abbastanza “crudo” (cmq, non sono una fotografa e potrei cannare su questo).
    Scusa per la lunghezza del commento, ma mi pareva importante.

  3. aghost Says:

    guressa neanche io sono d’accordo. :) Una non diventa, secondo me, anoressica perché vede le modelle.

    Quante sono le modelle anoressiche? Magre d’accordo magari, ma non ho mai visto sfilare anoressiche. Ci potranno anche essere rari casi di gente che esagera ma, nella sostanza, ritengo che l’anoressia nella stragrande maggioranza dei casi sia prima di tutto un disturbo mentale. Cosi come uno diventa alcolizzato perché ha dei problemi, non perché vede Bogart che beve il whisky nei film. Far finta di prendersela con la moda, come fa toscani, mi pare un facile pretesto da perfetti ipocriti :)

  4. La guressa Says:

    nein! Resto assolutamente non daccordo Ghost! :-)

  5. aghost Says:

    pazienza, me ne farò una ragione :)


  6. stavolta ha veramente passato il segno.

  7. La guressa Says:

    :-))


  8. […] Un particolare punto di vista ce lo offre Aghost  […]


  9. spero che il fine giustifichi il mezzo e che non sia solo come affermi tu

  10. aghost Says:

    enrico, è solo pubblicità a buon mercato. In che modo potrebbe incidere la campagna coi cartelloni su una patologia gravie come l’anoressia?

  11. aghost Says:

    enrico, è solo pubblicità a buon mercato. In che modo potrebbe incidere la campagna coi cartelloni su una patologia grave come l’anoressia?


  12. Oooooooh! Finalmente una volta che non sono d’accordo con te! ;)
    Ha ragione la guressa secondo me.
    Non è che le donne vedono le modelle e diventano anoressiche. E’ vero che l’anoressia è un disturbo psicologico ma è anche vero che la tendenza di certi stilisti è quella di imporre (nel vero senso della parola) un modello anoressico. Infatti alcuni/e stilisti/e si sono ribellati a questa tendenza. Molte campagne sono shock proprio per cuccare maggiore audience (cioè ascolto). Il fine è proprio quello: coinvolgere e sensibilizzare più persone possibile. Poi è ovvio che ci sono cose di cattivo gusto e cose di altro livello. Detto questo, non è che lo sopporti molto pure io Toscani eh?

  13. frap1964 Says:

    @aghost
    Veramente il messaggio che dovrebbe “passare” è esattamente l’opposto, altrimenti dubito che la Flash&Partners di Tombolo avrebbe preso la foto per la campagna (visto che di moda si occupa). Cioè: la ns. moda (e la moda in genere) non significa essere magre-anoressiche. Poi naturalmente accanto all’aspetto di “denuncia-sociale” c’è l’aspetto di comunicazione. Scioccare per creare attenzione, in particolare sul marchio. Qui però la foto è talmente cruda che, secondo me, oscura totalmente il prodotto.
    Comunque è lo stile Toscani-Benetton riproposto pari-pari. Francamente non ci vedo grande originalità, al contrario di ciò che sostiene la ministra Livia Turco che ha dato il suo “beneplacito” alla campagna.

    http://www2.nolita.it/noanorexia/index.htm

    Il problema delle modelle “taglia 38” già ripetutamente sollevato e discusso sta nell’ emulazione: nel tentativo di “dimagrire” (spesso troppo velocemente) molte ragazze sono indotte all’uso di farmaci ad effetto anoressizzante con effetti spesso deleteri.
    Dal sito anoressia-bulimia.it

    …danni alla salute che possono essere prodotti da questo tipo di metodi.
    I danni alla salute di cui parliamo sono: accidenti cardiovascolari, calcolosi della colecisti, aumento dell’uricemia, gotta, perdita di massa muscolare, perdita di sali minerali, diarrea, perdita di capelli, dipendenze da farmaci, sviluppo di malattie endocrinologiche. A questo si assommano poi i costi emotivi derivanti dall’insuccesso che si riscontra a medio e lungo termine e allo sviluppo di meccanismi di rimbalzo che provocano alternanza di aumenti e perdite di peso con deleteri effetti psicologici e comportamentali, quali diminuzione dell’autostima, depressione, sviluppo di DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare).

    In soggetti psicologicamente predisposti questo può effettivamente condurre alla malattia conclamata.

  14. V for Vale Says:

    Oliviero Toscani colpisce ancora

    A quanto pare ogni tanto Oliviero Toscani deve far parlare di s, altrimenti rischiamo di dimenticarcene tutti. E cos dopo la riuscitissima (…) campagna di auto-promozione della regione Calabria e dopo l’azzeccatissima (…) pubblicit…

  15. V for Vale Says:

    Non capisco perché ogni volta che mi imbatto in Oliviero Toscani devo sempre rimanere schifato…ne ho parlato anche io sul mio blog, grazie per l’ispirazione!

    (vedo che è già arrivato il trackback)


  16. A me onestamente sembra che Toscani abbia un po’ perso la capacità di choccare. Qui siamo anni luce lontani dal prete e la suora che si baciano o dalla maglietta insanguinata. E tra l´altro mi sembra che immagini del genere, sempre in campo pubblicitario, siano già apparse anni fa

  17. aghost Says:

    la mia tesi si rafforza in seguito alle dichiarazioni della modella che, nell’intervista a vanity fair, parla delle tristi vicende famigliari che l’hanno portata all’anoressia. Vicende famigliari, quindi la moda non c’entra una ceppa e Toscani ha fatto il furbo come al solito :)

  18. Luca Rosso Says:

    Non sono d’accordo con te. Marketing è parlarne, nel bene o nel male. Poi sottolineo che le giovanissime con problemi di autostima sono facile bersaglio di certi problemi mentre inseguono miti di bellezza. La moda non c’entra in certi singoli casi. La bellezza così come viene rappresentata alle sfilate spesso è una bellezza autoreferenziale. La bellezza è una cosa soggettivissima ma vallo a spiegare alle ragazzine.
    Secondo me non sarà una campagna inutile totalmente. Non considero Toscani uno stupido e nemmeno un approfittatore. Per quanto riguarda la tecnica inoltre non concordo la stesso: in cucina, in pittura, in musica ecc risultati eccelsi si ottengono senza grandi tecnologie. E’ il contenuto a fare la differenza.

  19. aghost Says:

    alla fine a parlarne facciamo tutti il suo gioco, quello di toscani. Che era quello di far parlare di sè e dell’azienda che pubblicizza, dell’anoressia in realtà non frega niente a nessuno e il problema non sarà stato spostato di un solo millimetro.

  20. S.B. Says:

    Decisamente ha rotto le scatole :-(

  21. aghost Says:

    toscani è un po’ come il cattelan della fotografia :)
    Anche Cattelan cerca sempre di stupire, spesso ci riesce con trovate anche divertenti: è che alla lunga le provocazioni stancano. Ma Cattelan almeno, e questo fa la differenza con toscani, non sfrutta la sofferenza altrui per farsi pubblicità


  22. Ciao Aghost,
    Si, io sono d’accordo con te, al 100%. Il discorso sarebbe lungo, per poterlo fare in modo serio, ma diciamo solo che le sollecitazioni, e le conseguenti frustrazioni, che noi riceviamo nel corso della nostra esistenza sono tante e di tutti i tipi, da un certo tipo di moda al desiderio di un’auto più bella, da un amore non corrisposto al vicino che guadagna più di noi, e via dicendo. Perché alcuni reagiscano scrollando le spalle, altri desiderando la cosa e impegnandosi per ottenerla, altri ancora ammalandosi nel tentativo di raggiungerla, è un problema di come sia strutturata e di come reagisca la nostra psiche. Quindi non mi verrà l’anoressia solo perché una certa moda mi propone un certo modello, ma perché la mia struttura psicologica è tale da reagire adottando un comportamento autolesionistico come l’anoressia. E qui mi fermo perché stiamo facendo due chiacchiere, non scrivendo un manuale di psicoanalisi… Anche su Oliviero Toscani sono d’accordo con te, senza nulla togliere ad Oliviero, che è un creativo prima ancora che un fotografo, dunque non cerca tanto il tecnicismo dell’effetto di luce prezioso ed insolito quando l’approccio di grande impatto e di grande “shock” (si scrive così…). Quindi, delle foto di Oliviero si parla, in bene o in male, ma se ne parla. Se poi sia vero anche in pubblicità il detto “bene o male purché se ne parli”… beh, questo è tutto un altro discorso!

  23. aghost Says:

    grazie alberto dell’intervento, che ovviamente condivido. Su toscani creativo e pubblicitario nulla da dire, il toscani fotografo francamente non lo conosco (le foto dei faccioni benetton le può fare quasi chiunque con un limbo e due bank), quello che di toscani mi piace meno appunto è la “furbacchioneria”, il voler ammantare la sua pubblicità di intenti idealistici.

    Forse sono troppo prevenuto, ma l’altruismo col business non mi ha mai convinto :)

  24. newyorker Says:

    sono d’accordo sul giudizio su Toscani (un Corona d’alto bordo) ma non sull’anoressia che c’entra e come con la moda e la smania di apparire ad ogni costo….

  25. La guressa Says:

    @ALBERTO GUASTINI: “…insolito quando l’approccio di grande impatto e di grande “shock” (si scrive così…).” si scrive cosí in inglese, ma non in francese, caro

  26. arwenh Says:

    non sono una fotografa, ma quelle foto a me piacciono particolarmente, perche’ focalizzano tutto sul messaggio.

    riguardo al legame anoressia-moda: c’e’. e’ vero che l’anoressia come la bulimia sono malattie “mentali”, e che uno puo’ diventare anoressico in seguito o durante traumi, depressioni, e che ci possono essere milioni di motivazioni. ma quando intervistano certe ragazze anoressiche, che dicono “sono grassa, mi vedo grassa, se mangio ingrasso e divento orribile” queste sono esasperazioni che secondo me hanno dei legami con i dettami della moda, dei media, della societa’. un conto e’ quando senti dire “e’ meglio fare sport, essere in salute, non esser grassi ecc.. per evitare malattie cardiovascolari, ecc.” fin li sta bene. ma quando vedi che la gente il lavoro tutto ti spinge eccessivamente ad essere sempre controllata ben vestita ben pettinata, mai grassa, mai un filo di pancia, mai niente.. ti assicuro che per una persona fragile essere bombardati da dettami “devi essere magra, devi essere bella, se sei grassa fai schifo” non e’ una cosa facile, e ti puo’ condurre a esasperare il tuo fisico. soprattutto le adolescenti: da giovane non hai ancora una tua identita’ ben formata, e si tende a cercare delle figure da imitare, a cui ispirarsi. apri una rivista femminile e vedrai migliaia di fotografie di modelle giovani, esili, piatte, magrissime, sulle quali i vestiti si “appendono” e fluttuano eterei. modelle truccate, imbellettate, strapagate. c’e’ il rischio che modelli di questo tipo vengano travisati e che le ragazze li prendano come “must”. anzi, non c’e’ il rischio, visto che se fai un giro il sabato pomeriggio le ragazzine di adesso si vestono e truccano a moda, copiando palesemente delle star tv/cinema/moda. secondo me se la moda rivalutasse ed esaltasse una donna piu’ corposa, piu’ donna femmina e meno ragazza eterea, ci sarebbero dei piccoli cambiamenti. non dico che risolveremmo il problema anoressia, ma sarebbe un buon punto di partenza.
    la moda purtroppo condiziona. pensa a quanti ragazzi si vestono da effemminati (vestiti tutt’altro che maschili, pettinati in maniera ridicola, senza sopracciglia, senza peli ecc) perche’ la moda maschile impone l’uomo cosi’. Meno male che c’e’ sempre gente che la moda non la segue…

  27. francesco Says:

    Non ho ancora visto in giro gli originali del poster. So di non dire qualcosa di particolarmente originale ma questo marketing del dolore, che avevamo visto prima anche con la campagna contro la pena di morte per Benetton, non mi piace molto e lo trovo anche un po’ furbamente ipocrita. E’ utile solo alle tasche di Toscani e alle aziende che gli danno carta bianca. Pensare che abbia qualche valenza sociale è come pensare che i poster di United Colors of Benetton siano un messaggio per favorire l’integrazione razziale.
    Se Toscani ha del talento perché non produce delle cose veramente scomode invece di fare finta di attaccare il Sistema?

  28. Stella Says:

    Cerco di immaginare le ragazze ammalate di anoressia che si vedono buttate in questo modo sui manifesti, sotto gli occhi di tutti, umiliate nella loro fragilità, colpite nel profondo da questa fotografia che le rende nude davanti a tutti. Inutile, non serve a nulla, le modelle sono bellissime, invidiate, eleganti, realizzate, le ragazze le vedono così, nulla a che fare con la ragazza del manifesto…. Toscani è un uomo insensibile, che sfrutta le tragedie per un tornaconto personale. Contro l’anoressia avrebbe dovuto fotografare qualche bella ragazza taglia 48, sorridente, felice, elegante, magari abbracciata ad un ragazzo affascinante, in fondo questo è ancora il desiderio più gettonato dalle ragazze: l’amore.

  29. arwenh Says:

    Magari quel poster sara’ d’aiuto per quelle mamme che non riconoscono la malattia della figlia, o per quelle mamme che spingono la figlia a fare diete esagerate sin da adolescenti, e le vorrebbero prime a tutti i concorsi di bellezza…


  30. Scusate eh?
    Ma già il fatto che qui ci siano 29 commenti la dice lunga. Toscani lo conoscevamo bene tutti quanti, non è che si sia fatto conoscere con questa campagna shock.
    Mentre di problemi come l’anoressia non se ne parla mai abbastanza. Quindi ben venga questa campagna, a mio avviso. E’ riuscita nell’intento: far parlare la gente di un problema sociale.

    @Alberto: è vero che si tratta di un disturbo anche psicologico, ma è anche vero che tale disturbo viene alimentato dagli stimoli continui che arrivano dal mondo della moda. Riflettevo…ipotizziamo l’opposto. Ribaltiamo i termini del problema. Ipotizziamo che il trend degli stilisti sia la donna cicciona. Solo donne grasse nelle sfilate. Cosa accadrebbe? Tutte direbbero: “quanto vorrei essere cicciona. Sono anni che faccio diete ingrassanti ma niente. Guarda quella lì, com’è grassa…beata lei”.
    E…d’incanto…alcune adolescenti si vedrebbero troppo magre…e invece dell’anoressia si avrebbe la bulimia. ;)
    E’ un’ipotesi eh?
    E’ la società occidentale che impone che si debba essere BELLI, ALTI e MAGRI. Infatti l’anoressia è in crescita nelle società occidentali (così come – paradossalmente – l’obesità). Perciò un qualche minimo rapporto tra malattia e società dovrà pur esserci no?

  31. Luca Rosso Says:

    Poi scusate ma secondo me c’è un legame moda-cocaina.
    Le ragazze giovani della cocaina non sanno e per giunta hanno un carattere un po’ debole. Diventano anoressiche. Qualcuna muore. La moda smuove tantissimi soldi, al tg mi pare di aver colto 22 miliardi di euro (sarei portato a non crederci) in due settimane nella sola Milano di introiti fra ristoranti ecc. Permettete di dire che mettendo i cartelloni in mezzo a Milano sicuramente si uniscono tutti gli effetti ricordati e nominati nelle righe sopra? La genialità sta nella sintesi e nell’efficacia, anche se il merito non è solo dell’autore delle foto. Certo sarebbe bello se certi problemi non esistessero… si farebbero altre campagne ;-)

  32. Uyulala Says:

    Sono d’accordo con te, aghost. Contrariamente a quello che si pensa oggi come oggi l’anoressia è l’esatto contrario dell’apparire. E’ invece lo scomparire attraverso una rigida disciplina autoimposta che le porta ad essere sempre meno corpo e sempre più spirito. L’anoressia, i disturbi alimentari in genere, sono manifestazioni di malattie, di disagi, che hanno come caratteristica quella di essere estremamente scivolose e mutevoli. Quando crediamo di averne capito le caratteristiche esse cambiano. L’equivalenza tra anoressia e apparire era valida forse fino ad una decina d’anni fa. Oggi l’equivalenza è nel suo opposto.

  33. MFP Says:

    Boh, a me sembra soltanto una questione “morale” di cui è perfino superfluo parlare. Condivido con te, Aghost, l’idea che quel cartellone non porta nulla in tasca alle anoressiche. Perchè a quel punto allora una valutazione sosanziale (comunque non morale) sarebbe utile. Per il resto è tutto fumo e niente arrosto… nella peggiore delle ipotesi può far ragionare qualche ragazza in età critica. Insomma, non capisco perchè non dovrebbe aver fatto quel lavoro… poi sulla qualità del lavoro non metto bocca perchè non ne so un tubo.

    P.s.: anzi, perchè non mi consigli un paio di faretti da viaggio economici e leggeri?

  34. aghost Says:

    bene uyulala, mi fa piacere che la mia opinione sia confortata da una opinione “professionale”.

    @mfp: non ho scitto che toscani non doveva farla quella pubblicità, dico solo che non è come lui l’ha presentata e che è solo l’ennesima furbata

    PS: faretti? che faretti? Anatema!!! :P

  35. mario Says:

    Temo che per una persona anoressica una foto su un muro non conti niente. Che rappresenti una magra o una grassa non importa. Forse non a tutti risulta chiaro il fatto che un’anoressica può tranquillamente guardare la foto di Isabelle Caro e vedere un corpo invidiabile. Prossimo obiettivo 40Kg, poi 35, poi la morte.

    E neanche la morte è un deterrente sufficiente, è il rifiuto di se, il sentirsi brutte, rifiutate, oscene…

    Parlare con una persona consapevole di andare incontro alla morte, ma incapace di impedirlo è un’esperienza devastante. Io lo so che in molti c’è un pensierino nascosto, un diavoletto che sussurra il sospetto che un’anoressica in fondo sia colpevole della sua malattia, perchè fa una scelta di vita. E’ sbagliato, non c’è nessuna scelta, un’anoressica vera non è realmente libera di scegliere, non può fare a meno di verdersi grassa, di desiderare l’estremo…

    E’ una malattia, e spesso non è curabile, puntare un dito accusatore su chi ne è affetto è un atto superficiale e cattivo, e quei manifesti in qualche modo mi sembrano un dito puntato…

    Però almeno hanno fatto parlare molto, e magari qualcuno ha compreso qualcosa di più su questa malattia terribile che sembra diffondersi sempre più. O almeno lo spero.

  36. aghost Says:

    grazie mario, io concordo con te. Però il messaggio che passa è falso, falsissimo, perché si da’ ad intendere che l’anoressia sarebbe una patologia indotta dalla moda!

    Per questo condanno queste speculazioni di toscani, dell’anoressia a lui non frega niente, a lui interessa solo fare della (facile) pubblicità

  37. frap1964 Says:

    Però il messaggio che passa è falso, falsissimo, perché si da’ ad intendere che l’anoressia sarebbe una patologia indotta dalla moda!

    Ma se questo è il messaggio che si voleva far passare… pensi che un marchio proprio del settore moda avrebbe detto va bene, OK ?

    Che l’anoressia sia un disturbo del comportamento alimentare indotto da un disagio di tipo psicologico-emotivo pare ormai assodato. Che questo disagio possa avere origini varie e diverse pure.
    Che una (non certamente l’unica) di queste origini possa essere la non accettazione di sè e del proprio corpo anche. Che questa non accettazione possa derivare, in alcuni casi, dal modello sociale imposto dalla società occidentale, idem. Perchè non assoggettarsi a quel modello può voler dire non avere l’accettazione sociale e nel gruppo; di conseguenza essere isolati/e. Ed è questo che fa davvero paura.
    Se le parole hanno un senso, le indossatrici si chiamano modelle e non è per caso.
    Nella moda della società occidentale magro è bello, in altre culture (es. Africa) invece sono le forme rotonde nella donna ad essere il bello, perchè simboleggiano la fertilità. Ora mettiti nei panni di una tredicenne-quattordicenne, con una personalità critica ancora non formata, e vedi un po’ se il modello… delle modelle occidentali taglia 38 può rappresentare un elemento di rischio oppure no.
    Per te adulto e con senso critico certamente no, ma per loro e in molti casi (non sempre, è ovvio), puoi davvero escludere con certezza che lo sia, con il bombardamento di immagini continuo e in ogni dove ?
    Chiedi un’ opinione a qualche giovane adolescente e un po’ grassottella, priva di senso critico… e poi ne riparliamo.

  38. Luca Rosso Says:

    Scusate, avete scritto:

    Contrariamente a quello che si pensa oggi come oggi l’anoressia è l’esatto contrario dell’apparire.

    …ma non mi è chiaro il significato. La malattia in ogni caso si riflette anche sull’apparire, lo dimostrano anche come si truccano queste persone, che purtroppo hanno perso l’amore per la vita in una specie di circolo vizioso, una retroazione negativa. Questa malattia è di tipo mentale più che psicologico propriamente, sono infatti coinvolti gli stessi centri nervosi che coinvolgono le droghe, che coinvolgono l’appetito, cioè meccanismi primari alla vita. Che si voglia o meno, il tutto si riflette anche sull’apparire. Che poi non sia come la modella nella foto è un altro discorso, ma rimango dell’idea che se ne debba parlare, magari qualcuno leggendo prende ispirazione. Chiedo poi scusa se ho fornito dei dati fuorvianti, non sono un grande esperto ma se non ricordo male la malattia è qualcosa del genere


  39. […] pm di annarellix Stavo leggendo due articoli sulla campagna di Toscani: quello di Mario e quello di Aghost. Come molte altre donne ho passato il periodo di rapporto strano, inquietante col cibo. Quel […]

  40. frap1964 Says:

    In Francia l’ufficio francese di controllo della pubblicità (Bureau de vérification de la publicité) ha dato parere negativo per l’uso pubblicitario dell’immagine. Secondo il Bvp, la foto “attenta alla dignità umana” e può “scioccare il pubblico, e in particolare quello più sensibile”. Per questi motivi “è contraria al codice deontologico dei pubblicitari francesi”.Secondo Joseph Besnainou, direttore del Bvp, Toscani “ha utilizzato la malattia a profitto di una marca”.
    [via Repubblica]

    Io non sono d’accordo per niente. Secondo me Oliviero Toscani ha fatto invece un’operazione di grande comunicazione su un argomento tabù. E gli è venuta anche molto bene, tanto che il prodotto è totalmente oscurato e scompare dietro al messaggio, che arriva invece immediato. E proprio per questo disturba.

    …and yet we refuse to acknowledge what is behind closed doors…


  41. ECCO IL VIDEO DELLA CAMPAGNA

  42. lopippo Says:

    Oggi ad uno mattina ne hanno parlato, e c’è stata anche una telefonata in diretta di Toscani. Chissà se su youtube o dal sito Rai si riesce a rivedere.

  43. Nicola Says:

    hai detto una marea di cavolate.

    prova te a fare foto stile benetton con 2 (in realta sono molto piu di 2) bank “laterali” come dici te…

    quelle erano fototessere che pero ti lasciavano incantato dalla loro luminosità e definizione..

    per non parlare poi cosa rappresentavano…

    infatti la domanda sorge spontanea: la pubblicità si serve dei problemi del mondo=oppure…possiamo sensibilizzare la gente sui problemi del mondo tramite la pubblicità??

    Non voglio saprere cosa risponderebbe il nostro amico perche io una risposta ce l’ho gia a priori.

    Basta parlarne: a me fa piacere vedere fotografati un nero e un bianco che si baciano anche se lo fanno per benetton….credo che al di la di tutto conti il fatto che queste foto spronano a un dibattito ed e quello che stai facendo te ora. Grande oliviero!!!

  44. aghost Says:

    nicola, “united colors of benetton” mi poteva stare bene, la foto nuda dell’anoressica no, la trovo una volgare speculazione. Questo è il mio parere, opinabile o no :)


  45. @La guressa: hmmm… bien joué! Mais en français, alors, c’est “choc” (pas la ‘k’), cherie…


  46. […] sta facendo molto discutere. Naturalmente se ne dicute molto anche sui blogs tra chi è a favore e chi è totalmente contro la nuova campagna di […]

  47. Flavia Says:

    E meno male che c’è chi definisce Toscani un creativo: da Benetton, a Rare, a Regione Calabria, a Nolita, la cifra stilistica è sempre quella: provocazione ad ogni costo. Che tristezza, mi sembra uno di quei cantanti che si attaccano ancora alla canzone che ha avuto successo 20 anni fa perchè non hanno abbastanza originalità da crearne una nuova.

  48. massimo Says:

    Ciao Aghost
    sono Massimo della redazione di Alice Live, ci piacerebbe averti come ospite in videocollegamento via webcam alla nostra trasmissione Mash up.
    Nella puntata di lunedì 8 parleremo di Oliviero Toscani e vorremmo avere il tuo parere sulle sue campagne pubblicitarie.
    Fammi sapere se sei disponibile
    Grazie
    ciao

  49. aghost Says:

    grazie meglio di no, sono refrattario a queste cose (troppo orso) :))
    Quello che avevo da dire sulle foto di toscani l’ho scritto nel blog :)

  50. Stella Says:

    Perchè no? Fifa?

  51. aghost Says:

    Molta gente non comprende che se c’e’ tanta gente che scuoierebbe la madre pur di farsi vedere in tv, ce n’è altra a cui non piace per nulla “farsi vedere”. Capita :)

  52. Luca Rosso Says:

    Il Giurì della pubblicità o qualcosa del genere censura questa pubblicità dopo un bel po’ di tempo.

    Censura la pubblicità???


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  54. stefano Alzati Says:

    Pienamente d’accordo. Oliviero Toscani ha sempre speculato su temi forti, malattie, drammi umani, religione. Da un punto di vista artistico le sue foto sono mediocri , da un punto di vista umano e’ un provocatore populista. Ricordiamoci che con le sue campagne pubblicitarie ha utilizzato a loro insaputa dei condannati a morte, creando un notevole danno all’azienda Benetton che per questo motivo chiuse ogni rapporto con il fotografo. Questo e’ toscani, ce ne siamo accorti solo ora?


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