Perché la gente legge il blog di Grillo invece dei giornali?

settembre 27, 2007

Qual è secondo voi la parte più interessante di un quotidiano? Personalmente ho pochi dubbi: è la rubrica delle lettere :)

E non è una battuta, lo dico sul serio. Specialmente quando il direttore, o un giornalista della redazione, risponde ai lettori. L’interazione coi lettori produce quasi sempre gli spunti più interessanti. Perché dico questo? Perché di recente La Repubblica, quotidiano fondato da Scalfari e diretto oggi da Ezio Mauro, ha cambiato impostazione: ora si chiama R2.

Di prim’acchito mi piace molto. Mi piace l’impaginazione grafica, la distribuzione dei contenuti. Poi però, leggendola meglio, ho trovato quello che secondo me è, parodossalmente, un grosso difetto: la nuova R2 è troppo “densa”. C’è troppa roba, troppa carne al fuoco. Intendiamoci, sono molti gli articoli interessanti ma per un giornale che si chiama “quotidiano”, proprio perché esce ogni giorno, io non riesco a leggere tutto.

Non so voi ma, normalmente, compro due quotidiani (o meglio compravo): uno locale e uno nazionale, ai quali dedico circa mezz’ora (scarsa) di lettura ogni giorno. Significa che di ciascun giornale leggo, grossomodo, appena un 25% di quello che c’è scritto. Non è uno spreco?

Tengo le copie non lette per leggerle il giorno dopo in un secondo momento, ma poi finisce che non leggo più niente perché il giornale “è vecchio”. Si accumula quindi una pila di giornali che non leggerò mai e che finirà puntualmente nel cassonetto della carta o direttamente nella stufa. Pensate che spreco di carta, e di fatica per i giornalisti, che scrivono cose che non leggerà mai nessuno.

Non so se questo capita anche a voi, se riuscite cioè a leggere tutto il giornale o, come me, saltate ampie parti perché poco interessanti. A me pare che il quotidiano così com’è concepito oggi mi pare un prodotto editoriale poco appetibile. Non mi meraviglia che la gente non legga i giornali e l’Italia sia tra i paesi con la più bassa percentuale di lettura in Europa. 

Perché i giornali sono mediamente così poco interessanti? Secondo me perché parlano in buona parte di cose che al lettore non interessano. La cronaca politica anzitutto: pagine e pagine di politichese, di chiacchiericcio partitico incomprensibile e inconcludente. Di economia non si capisce niente o quasi: anziché spiegare certi fenomeni i giornali sono prodighi nel raccontare tattiche, alleanze, fusioni, mai raramente dicono o spiegano quello che sta dietro.

Si rimprovera al giornalismo italiano, credo non a torto, di avere “il culo di pietra”, di essere fatto troppo alla scrivania, coi comunicati dell’Ansa e col copia e incolla. Un giornalismo troppo vicino al Palazzo, troppo nei salotti, troppo pappa e ciccia col potere, e per questo distante dai problemi della gente comune.

Se tante persone leggono il blog di Grillo anziché i giornali, qualche ragione ci sarà. Penso che la rete sia lo strumento grazie al quale il giornalismo potrebbe facilmente accorciare quel distacco dai lettori che è uno dei difetti del giornalismo nostrano.

Per far questo però sarebbe necessario un deciso cambio di mentalità da parte dei giornalisti: perché ciò significa mettersi in discussione, essere disponibili ad ascoltare, mettere in dubbio le proprie certezze, insomma vuol dire soprattutto confrontarsi ogni giorno coi propri lettori. Più o meno insomma quello che fanno gli odiati blogger :) O no?

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18 Responses to “Perché la gente legge il blog di Grillo invece dei giornali?”

  1. Liuk Says:

    Ora come ora (ma già da un pezzo) i giornali sono stantii. Non si può certo pretendere che gli italiani leggano poco i giornali se la qualità è discutibile. E poi, perché dovrei pagare per leggere delle banalità o leccate di c*lo. A dir la verità non lo faccio nemmeno gratis, almeno non con le testate famose, preferisco un’informazione più giovane, fresca, stimolante, veritiera!

    Attualmente le versioni online sono le copie identiche di quelle cartacee, ma dovrebbe avvenire il contrario, perché non creare un giornale-blog online e poi riportarlo su carta? Anche se perderebbe di interattività (però potrebbero essere presenti anche dei commenti), indubbiamente sarebbe più interessante.
    Ok, l’ho buttata così in un attimo di “assonnamento” ;)

  2. aghost Says:

    se io dovessi fare un giornale, cercherei una forte integrazione con internet… nel senso di cercare un contatto stabile coi lettori

  3. redprimrose Says:

    Le lettere dei lettori infatti sono sempre molto interessanti, quando sono vere… Il fatto dei giornali on line, inoltre, è interessante perché, a esempio, su repubblica talvolta permettono ai lettori di commentare.
    In ogni caso caro fantasmino sei troppo forte, sono d’accordo sul ruolo che il giornalismo dovrebbe avere, oltre a quello di denuncia e di indagine: mi piacciono le domande che ti e ci poni!! Bye

  4. redprimrose Says:

    Madonna che schifo di commento: si vede che stanotte non ho dormito. Per grandi linee cmq i concetti sono quelli…

  5. Luca Rosso Says:

    Io mi interessavo di trafiletti, anche se spesso me ne scappano. Crescendo mi sono interessato di tutti i giornali e non capivo come mai tante incongruenze fra una testata e l’altra.
    Ora sto leggiucchiando qui e là i blog smaliziandomi.
    Grillo in questo ha avuto un suo ruolo, nel senso che ha accelerato alcune mie ricerche. Idem per voi blogger, anche da voi prendo spunto per sfumare la mia immensa ignoranza.
    Ultimamente vivo anche una specie di repulsione verso i notiziari. In auto ultimamente ascolto solo più musica, ma per un lungo periodo divoravo qualsiasi notizia e dibattito.
    Credo che Grillo abbia più lettori dei giornali per questioni pratiche, di tempo e denaro ma anche perché ci trova la sintesi di tutto quello che vede mentre i giornali fanno finta di ignorare. Poi magari sbaglio, chissà… :-)

  6. umanesimo Says:

    credo ci sia un pò di confusione. Grillo raramente dà notizie per lo più esprime opinioni. io non leggo Grillo per sapere come và il mondo ma per hè mi interessa come la pensa. e non è detto che condivida quello che scrive. i giornali prioma dovrebbero informare . e qui si pone il problema: ma le notizie che danno quanto sono deformate? e quanto l’input che alla base della decisione di pubblicare una notizia proviene dalla redazione e quanto dall’editore?


  7. mi pare di aver letto da qualche parte che il numero dei contatti dei giornali online sia in aumento. Personalmente condivido quando affermi che leggi con piacere la pagina dei lettori. Lo faccio sempre quando tutti i giorni compro il giornale di carta e leggo quello su internet


  8. “Non si può certo pretendere che gli italiani leggano poco i giornali se la qualità è discutibile”

    Come al solito la colpa è sempre di qualcun altro in Italia. Ma…se 20 milioni di italiani (1 su 3) non leggono un libro da un anno, è colpa della qualità dei libri?

    Anche se condivido il V-Day e sono d’accordo su molte cose che dice Grillo, devo dire che il suo blog, secondo me non è informazione. Io lo avevo messo inizialmente nel mio blogroll e poi l’ho tolto. Troppo qualunquismo. Non ci dimentichiamo di quando sfasciava i computer nei suoi spettacoli. Ora la pensa all’opposto. Se non fosse stato qualunquista, allora, invece di sfasciare computer (impedivano la comunicazione sociale, sic!) si sarebbe informato meglio sulla Rete e sulle sue potenzialità. Tra l’altro non lo scrive nemmeno lui, il blog. Chiamiamolo comico opinionista ma non informatore. Perché le cose che dice lui, se uno proprio ci tiene ad informarsi, se le trova tranquillamente in Rete da solo.

  9. aghost Says:

    maurizio è vero, grillo non fa vera informazione, diciamo contro-informazione. Ma è anche vero che lui non è tenuto a fare informazione, com’ vero che la gente, per varie ragioni, non legge i giornali, e non solo perché è ignorante.

    E’ vero quanto dici che fino a pochi anni fa grillo sfasciava il pc in scena (simboleggiava internet!) ora invece ci sguazza :)

    Ma uno può anche cambiare idea. Resta da capire quanto è furbone e quanto è sincero… difficile dirlo per uno che recita da un palco

  10. lopippo Says:

    infatti i blog sono solo raccoglitori di opinioni, la vera informazione dovrebbe essere altra
    il problema sorge quando i “canali di informazione ufficiale” chiacchierano a vuoto di facezie, forse per pigrizia, incapacità, o ossequio ai loro finanziatori, tralasciando di rendere consapevole la gente delle novità che gli cambieranno davvero la vita

    a questo punto la gente si dice quel poco che sà, creando miriadi di opinioni sullo stesso argomento; quelle che prima erano solo voci di paese ora con i blog possono avere risonanza nazionale, se non mondiale

    un esempio recente è il caso di Burlando, che ha fatto un pezzo di autostrada contromano: i primi titoli dicevano “niente multa, sono un parlamentare”, e poco dopo “non avevo altri documenti di riconoscimento, solo un vecchio tesserino da parlamentare”

    dopo il V-day l’informazione ufficiale parla un po’ più spesso dei blog, tacciandoli di fare cattiva informazione; a parte il paradosso (della serie “il bue dice cornuto all’asino”), quello che viene scritto sui blog è da considerarsi l’opinione del blogger, non una verità assoluta; quindi non ci si può lamentare della loro attendibilità
    nulla vieta che possano fare vera informazione, citando fonti ufficiali (come fa Quintarelli), ma quella non è la natura per cui “strumento” blog è stato inizialmente concepito
    se un anonimo dice qualcosa non gli si può dare lo stesso valore della Gazzetta Ufficiale, ma alcuni giornalisti pensano che possono ancora intortare i loro lettori/ascoltatori/telespettatori ignoranti facendogli credere che i blog sono superficiali e sostanzialmente falsi; forse è l’autodifesa verso un estraneo, venuto dal nulla, che fa il loro lavoro a livello amatoriale, ma meglio di loro; invece dovrebbero rimboccarsi le maniche e fare un giornalismo che sia utile, non compiacente

  11. MFP Says:

    Mah.. anche la rubrica delle lettere è manipolata. Non ho numeri in tal senso, ma ho un’esperienza personale. Una decina di anni fa mandai una lettera a PC Professionale per denunciare una pratica scorretta di Tiscali nei confronti dei propri utenti (del traffico igmp inutile faceva saltare i sistemi anti-idle degli utenti… e guarda caso in quel periodo tiscali guadagnava in funzione di quanto traffico facevano i clienti Telecom sui pop Tiscali). PC Professionale ha modificato la mia lettera, tagliando le parti più tecniche, stravolgendone il senso e rispondendo qualcosa tipo “In Internet c’è del traffico amministrativo che è funzionale al trasporto dei dati dell’utente… quindi quel traffico è necessario”. Mi hanno preso per un cretino? Avevo allegato log del traffico e spiegato la soluzione (una decina di comandi da dare in console sugli access server Cisco che si usavano all’epoca). Il traffico in questione (un pacchettino igmp inviato ogni 20 secondi all’utente) è traffico amministrativo si… ma per il multicast… della roba che non si fa neanche oggi, figuriamoci più di 10 anni fa… gli utenti… con modem 56k… e per fare che? :)
    E’ palese che hanno voluto aggiustare Tiscali… perchè se avessero ritenuto inutile/banale/etc pubblicare la mia lettera, semplicemente non l’avrebbero pubblicata. Invece no, la pubblicano modificata (però sotto c’era il mio nome; non ero neanche maggiorenne altrimenti li avrei denunciati)…

  12. Luca Rosso Says:

    Non sono d’accordo con il fatto che i blog non contengano informazioni ma opinioni. Le opinioni sui blog si basano su precise informazioni. Sta poi in chi legge capire quanto sia deformata l’opinione a causa dell’informazione plasmata oppure a causa di chi la vende. I giornali invece si servono di questi meccanismo come armi di battaglia invece di fornire le informazioni che servono. I giornali vendono opinioni mentre secondo il mio parere dovrebbero vendere informazioni. Per esempio mi è successo di volermi documentare meglio sulle opinioni di Grillo. Anche la mancanza di informazioni fornisce informazione. Scusate i giuochi di parole. Cercando tali informazioni sono venuto a conoscere trame delle quali non mi sarei mai interessato. Perché mi sono letto Grillo? Perché mi mancava a sua volta l’informazione del perché non fosse in televisione. Non credo sia qualunquista mettere sulla piazza le proprie opinioni che si costruiscono poco per volta. Quante discussioni fatte in casa senza una conoscenza totale di certi argomenti e convinti di essere dalla parte della ragione? Ricordo comunque che una conoscenza assoluta di qualsiasi argomento è molto rara, se non sono casi più unici che rari. Solo i matematici e forse nemmeno tutti, conoscono il rigore totale (forse nemmeno i pornodivi conoscono il rigore totale :-D ). A quel punto però è sempre meglio parlarne per avviare un processo di miglioramento dell’informazione. Che è poi lo scopo della democrazia: un dittatore può avere le sue opinioni che se sono giuste ok, altrimenti sono dolori ma non c’è modo di cambiarle.
    La democrazia non è qualunquista: il buon senso in genere emerge. Almeno secondo me. Ora non so se fare filosofia sia informazione, però forse in un certo qual senso io credo pure di sì.
    In sostanza, visto che vado fuori dal seminato, l’informazione di ognuno può essere conseguenza di due processi: spirito critico e lettura delle opinioni altrui.
    Infine che la gente preferisca leggere Grillo invece dei giornali non credo sia per i post di grillo quanto per le diatribe che si trovano sui commenti: l’italiano medio secondo me non legge in generale ma ha una grande voglia di insultare e di attaccarsi, che sia su questioni politiche o di calcio, che sia al bar o su internet. Credo che sia i maggior sport nazionale dopo il cazzeggio! ;-D
    Buon lavoro! ;-)

  13. frap1964 Says:

    Repubblica prova con R2 a far convivere le notizie del “giorno” con un inserto di approfondimento (R2 appunto) che non invecchia quotidianamente. In pratica una via di mezzo tra quotidiano e settimanale. Anch’io non riesco a leggere tutto (compro un secondo quotidiano di area opposta, Libero) e per questo ho provato ad adottare la seguente strategia: salto a piè pari l’inserto R2 e lo separo da resto del giornale. Nel fine settimana, quando ho tipicamente un po’ più di tempo, ho disponibile una sorta di settimanale da leggere. Peccato non sia impaginato in modo “regolare”. Se a Repubblica impaginassero R2 sempre nei cinque fogli centrali, utilizzando sempre le prime cinque pagine per politica, società e cultura e le seconde cinque per costume, spettacolo, ecc., distribuendo comunque e opportunamente la pubblicità, verrebbe molto comodo inserire gli inserti R2 uno dentro l’altro e per il week-end si avrebbe un vero e proprio “settimanale” di approfondimento da leggere nel formato di un quotidiano. Non negando la possibilità di leggere comunque l’inserto ogni giorno. Ma tant’è… magari proverò a proporlo a De Mauro & C. Per il resto… l’autoreferenzialità ed il provincialismo rimangono purtroppo un male “endemico” di molti quotidiani e l’inchiesta in molti giornali è quasi del tutto scomparsa. Libero, ad es, in questo fa un po’ eccezione e poi separa tutta la parte economica e di finanza nell’inserto Libero Mercato (il che è molto comodo). Sugli esteri invece, secondo me, sono tutti piuttosto carenti e superficiali.

  14. aghost Says:

    si frap, però ho l’impressione che la cosa non sia calibrata bene. Io poi gli approfondimenti li vorrei legati alle notizie, invece cosi sono due giornali diversi. Insomma bisogna decidersi: o fai il quotidiano o fai il settimanale, fare entrambi in un solo giornale mi pare un pasticcio… :)

    Ma chi riesce a leggere tutta quella roba?

  15. frap1964 Says:

    A me l’idea non dispiace. Però sì, al momento il mix non sembra ben calibrato. Ma hanno anche appena cominciato… diamogli tempo. Prova con “la separazione” anche tu. E poi anche su Internet… io mica leggo tutti i pezzi dei quotidiani. Seleziono. Nel contempo, secondo Repubblica, hanno innovato il Venerdì. Invece è praticamente identico a prima, a parte l’intervento grafico minimo e le lettere in ultima pagina di Serra; che l’autorevolezza di Scalfari, naturalmente, se la sogna (e lo sa).
    Sempre meglio comunque del Corriere Magazine del giovedì, che invece fa davvero pena (e difatti ho smesso di comprarlo). Come il Corsera, del resto (un po’ meglio quello .it). In generale mi sembra che comincino a sentire il “fiato sul collo” delle versioni online, certamente più sintetiche, flessibili ed agili da leggere.

  16. aghost Says:

    anche a me l’idea non dispiace, i contenuti poi mi piacciono ma se non riesco a leggerli a che serve?

    Non è uno spreco?

    Ha senso fare un quotidiano di 71 pagine se poi la gente ne legge un 25-30%?

    Ma chi riesce a leggere ogni giorno un giornale di 70 pagine?

  17. francesco Says:

    Complimenti per il blog Aghost.Intanto la qualità dei nostri giornali è sempre più bassa.La reazione al fenomeno Grillo è stata raccapricciante,hanno cercato di farlo apparire più grottesco possibile facendo da vero e proprio scudo allapolitica.
    Personalmente per questo motivo leggo sempre di meno i giornali,appunto perchè non ci vedo libertà di espressione e li vedo succubi di questa attuale classe politica sempre più corrotta e marcia.Passa dalle mie parti aspetto un giudizio su Grillo.

  18. francesco Says:

    Penso che il giornalismo in Italia rappresenti un problema grave, perchè ha subito una auto-mutazione PROFONDA . Non se ne parla a livello pubblico perchè chi dovrebbe parlarne sarebbe soggetto “criticante” e oggetto “criticato”… un corto circuito mortale.
    Quello che è successo mi sembra una sorta di ulteriore conferma delle TEORIA DI DARWIN: gli esemplari che meglio si adattano all’ambiente sopravvivono e si affermano. Alle nostre latitudini l’ambiente in cui sguazza l’informazione, oltre che sotto bastone dei poteri-forti e dei loro dipendenti politici (che con Berlusconi coincidono pure), è particolarmente “inciuciato” tra destra e sinistra, per cui ecco spiegato l’affermarsi del genere mutante gornalista. Con poche eccezioni tipo Travaglio, Beha o Blondet.
    Per una ulteriore conferma vedasi
    l’ultimo numero dell’Espresso. Conteneva una “inchiesta” (diciamo così) sull’oscuro mondo del WEB che lisciava senza vergogna il pelo alle paure di qualcuno (ma chi?) per un mondo dell’informazione non più mediata dalla saggezza dei sacerdoti-giornalisti, quindi una possibile fucina di mostruose creature divoratrici di democrazia…
    Evidentemente la casta giornalistica ha mangiato la foglia, e ha capito che, se esiste ed esisterà sempre un vasto popolo alienato che mangia tutti i giorni SPAGHETTI e GARLASCO, c’è anche un popolo dotato di coscienza, numericamente in crescita, che di questo tipo di giornalismo non ne può più e lo sta BY-PASSANDO appunto con il WEB. Quello che è successo l’8 settembre con Grillo, che con un blog raccoglie 300 mila firme in poche ore, è stato un evento UNICO AL MONDO, una sorta di “primo esperimento” riuscito al di là di ogni aspettativa. Diciamolo una volta per tutte: chi veramente è uscito con le ossa rotte dal V-DAY è stato il giornalismo, non la politica.


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