Tenga pure il resto

settembre 29, 2007

Un bonus di 150 euro per ogni cittadino “incapiente” sarà erogato dal governo entro la fine dell’anno. Il provvedimento riguarda 10 milioni di persone e fa parte della nuova finanziaria con la quale si distribuisce (sic) parte dell’extra gettito derivato dalle maggiori entrate fiscali.

Già il termine, incapiente, irrita oltremodo. E’ un termine economico (non c’è neppure sul dizionario Devoto-Oli): è un eufemismo per dire non abbiente, insomma poveraccio.

Il governo, di fronte al crollo di credibilità (popolarità è un termine troppo impegnativo) e dopo la vergognosa farsa, durata mesi, sul “tesoretto” che appariva e scompariva a seconda di chi apriva bocca, ha deciso di recuperare un po’ di faccia dando “la mancia” a 10 milioni di poveracci. 150 euro a testa e via pedalare.

Personalmente trovo insultante questo modo di fare da parte del governo: gli italiani non hanno bisogno di queste mancette, ma di provvedimenti strutturali, non di queste buffonate.

Dare 150 euro ai cosiddetti non abbienti non serve a niente, gli si allevia forse qualche impellenza nell’immediato ma resta comunque una carità umiliante, un provvedimento indecente per un paese civile.

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4 Responses to “Tenga pure il resto”

  1. Scibiz Says:

    Assolutamente d’accordo con quanto hai scritto.

  2. frap1964 Says:

    Ieri il sig. Brodi mi ha sfilato di tasca il 15% in più sul bollo auto, una tassa che serve per lo più a finanziare l’ACI, anche se da un po’ è di competenza regionale. Il canone TV andrebbe finalmente abolito e semmai finanziato dalla fiscalità generale (secondo me pure il bollo auto), appaltando il “servizio pubblico” con precisi obblighi ed imponendo finalmente un tetto pubblicitario serio sulla raccolta a tutti quanti; RAI da privatizzare davvero. Ma sarebbe una rivoluzione totale e quindi c’è solamente da scordarsela. Per i provvedimenti strutturali ci vogliono i soldi e c’è poco da fare, non ce li abbiamo. Oppure provvedimenti molto molto impopolari, come un drastico dimagrimento della PA (a cominciare dall’abolizione di province, comunità montane e circoscrizioni). Sulle comunità montane c’è proprio ora in parlamento una lotta in corso (ora bastano due piccoli comuni per formarne una). Ma basti un piccolo esempio su tutti. Libero nei giorni scorsi ha fatto alcuni pezzi sui costi di bilancio di Senato e Camera, facendo saltare la mosca al naso a Bertinotti che prontamente ha scritto per protestare, chiarendo in primis, come al solito, che sul pregresso lui non ha responsabilità.
    Nella scorsa legislatura il Berlusca fece assumere alla Camera dei Deputati sei nuovi barbieri per la “storica barberia”.
    Citando il caso dei nuovi sei barbieri l’ in-Fausto asseriva che, secondo lui, ora non è giusto mandarli via. E quindi… grande provvedimento: ha “fatto allineare” i prezzi della barberia ai costi di mercato. Per cui ora il taglio capelli non costa più 8 euro ma 15. E sai che gran risparmi… :-) Idem per il servizio di ristorazione della Camera, che verrà ora esternalizzato. E i vari dipendenti (cuochi, camerieri, ecc.)? Riciclati altrove. Come se così facendo diminuissero i costi. Il bello è che scrive cose del genere e nemmeno si rende conto di quel che sostiene. O forse pensa di avere come interlocutori degli imbecilli (e difatti Feltri glielo ha fatto notare).
    La realtà è che se non si fa in modo di far dimagrire pesantemente la PA, creando le condizioni per cui molti statali passino a svolgere attività che creino effettiva ricchezza per il Paese, non se ne uscirà mai. Ma mettersi contro i lavoratori e i potentissimi sindacati del pubblico, significa rinunciare ad un immenso serbatoio di voti. E chi vuoi che lo faccia? Invece la “carità pelosa” di facciata del Brodi paga, al momento del voto. Anche perchè va a pescare in una fascia di popolazione che ha problemi sui bisogni primari. E poi vale solo l’1% del PIL. E’ triste dirlo, ma purtroppo è così. Che sia indegno in un paese civile è comunque fuor di dubbio.

  3. aghost Says:

    ma le PA ipetrofiche si devono al voto clientelare, sicché nessuno taglierà mai niente.

    Purtroppo i nostri governanti hanno sempre sfruttato a loro favore una leva fortissima: quella del bisogno.

    La vera libertà infatti non è poter dire che quel che si vuole ma è soprattutto la liberta dal bisogno

  4. francesco Says:

    Aspettiamo di vedere la conclusione delle discussioni sulla legge finanziaria. Se parli con un politico di professione ti spiegherà che nessuno legge per intero quella roba. Ognuno controlla per i cavoli suoi che ci siano i provvedimenti di spesa per soddisfare le proprie clientele ignorando il quadro generale.
    I debito pubblico (vedi http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/Debito-Pub/index.htm)e gli interessi relativi, quest’anno 70 mld di euro, che vengono ceduti a grandi banche nazionali e internazionali sono una colossale truffa


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