La Casta dei giornali: quello che Stella e Rizzo si sono dimenticati di scrivere

ottobre 1, 2007

Si tratta di una inchiesta sul portentoso flusso di danaro pubblico, sino a 700-750 milioni di euro in un anno, che finisce per mille rivoli, sotto forma di contributi diretti o indiretti (rimborso carta, agevolazioni tariffarie, crediti d’imposta, ristrutturazioni aziendali, provvidenze per la teletrasmissione, ecc.), nelle casse di grandi gruppi editoriali, organi di partito, cooperative, giornali e giornaletti, ma anche di finti giornali di partito, di giornali di finti ‘movimenti’ e di cooperative fasulle. Alimentando sottogoverno e clientele. E consentendo illecite rendite (e in qualche caso un indebito peso mediatico) a un esercito fannulloni e autentici truffatori, potenti o ‘amici degli amici’. Di destra, di sinistra e di centro”.

E’ il nuovo libro del giornalista e scrittore Beppe Lopez, non a caso sottotitolato: “Così l’editoria italiana è stata sovvenzionata e assimilata alla casta dei politici”. Lopez ne ha per tutti. Anche per Rizzo e Stella, che nel loro celebrato libro parlano di questo scandalo nazionale solo per poche righe, e solo per le decine di milioni di euro presi dalla stampa politica, glissando elegantemente sulle centinaia di milioni di euro incassati dai grandi gruppi – a cominciare dalla Rcs – in rimborsi per la carta e agevolazioni postali.

“Nel libro vengono descritti minuziosamente contributi, trucchi, imbrogli, sotterfugi e irregolarità; si dà conto delle ragioni e delle ipocrisie che hanno animato il confronto (protagonisti i direttori dei giornali politici, le cooperative, Giuliano Ferrara, Vittorio Feltri, Ciarrapico, Polito, ecc.); si cerca di individuare le possibili vie d’uscita dal ginepraio in cui ci si è ficcati”.

Lo scandalo è clamoroso
– sottolinea Lopez – non solo per la straordinaria entità di questa voce dei “costi della casta”, ma anche sul piano etico e morale perché esso è stato sostanzialmente nascosto alla pubblica opinione e “trascurato” dai giornali, direttamente percettori di rendite inconfessabili o comunque “politicamente scorrette”.

Siamo cioè di fronte a quello che è forse il più vergognoso fenomeno di collusione e di omertà di cui si sia macchiata l’informazione in Italia, perseguendo un consapevole e sistematico disegno di occultamento dei fatti, per interessi di settore e di casta.

via dagospia

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2 Responses to “La Casta dei giornali: quello che Stella e Rizzo si sono dimenticati di scrivere”

  1. francesco Says:

    Anche senza sovvenzioni dirette i media mainstream sono sempre controllati dal potere politico economico attraverso la pubblicità.

  2. akab Says:

    mi chiedo perchè gli autori Stella e Rizzo hanno atteso che il centro-sinistra vincesse le elezioni per pubblicare il loro libro.Non mi diranno che non era ancora pronto durante il governo di berliscioni!


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