Tre: chi di furberia ferisce…

ottobre 10, 2007

La rivolta degli utenti contro TRE mi pare un caso esemplare. Esemplare del perverso puttanaio tariffario (scusate il francesismo) messo in piedi dai gestori telefonici. Un sistema in cui nessuno ci capisce più nulla, gli utenti in primis ma alla fine anche i gestori, che si incasinano per conto loro coi loro stessi piani tariffari, coi costi fissi e variabili, i canoni, gli scatti alla risposta, la tariffa la minuto, i bonus, i badge, le ricariche, le opzioni che complicano tutto il complicabile.

TRE aveva escogitato un sistema per accalappiare gli utenti con un complesso sistema di ricariche. Senonché alcuni utenti sono stati più furbi del gestore, e si sono inventati un altro sistema per farsi ricaricare le sim gratis con migliaia di euro. Quando TRE se ne è accorta (tardi) è corsa ai ripari, modificando le regole contrattuali: ha imposto il consumo del credito entro fine anno, in caso contrario questo andrà perduto. Di qui la sollevazione popolare contro TRE, accusata di voler defraudare i suoi clienti modificando unilateralmente il contratto.

Il giornalista Alessandro Longo, che sulla querelle ha scritto un articolo su Repubblica, in pochi giorni ha ricevuto sul suo blog quasi 200 messaggi di gente imbufalita.

Ora non pare il caso di andare ad esaminare i meccanismi cervellotici sui quali si fronteggiano, con opposte furberie, utenti e gestori. Va stigmatizzata piuttosto la mancanza di chiarezza e trasparenza di tutto il settore telefonico, fisso e mobile, nel quale i gestori ne hanno combinate letteralmente di tutti i colori.

Grazie soprattutto all’inerzia, anzi all’assenza vergognosa delle Authority: che non impongono regole, non impongono trasparenza, non impediscono le furberie dei gestori come quella di modificare i contratti in corso d’opera.

Tutto il settore della telefonia, che muove interessi economici colossali, è diventato una giungla dove vige la legge del più forte (e del più furbo), dove i gestori fanno il bello e il cattivo tempo tosando gli utenti a piacere, pelo e contropelo, confidando nella incrollabile sonnolenza delle Authority che garantisce, di fatto, una sostanziale impunità a qualsiasi malefatta.

Non è chiaro come finirà la vicenda di TRE, ultimo caso di una lunghissima e interminabile catena di contenziosi: è probabile che i gestori, avendo regolamente il coltello dalla parte del manico, la spunteranno ancora una volta. Grazie magari a qualche “aiutino” dei politici, sempre pronti a intervenire in soccorso dei soliti noti.

Che l’utente possa diventare, per una volta, da tosato a tosatore del proprio gestore telefonico, è un’evenienza a dir poco intollerabile.

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17 Responses to “Tre: chi di furberia ferisce…”

  1. Stella Says:

    Una domanda..che succede se un abbonato non paga le bollette ritenendosi truffato?


  2. ottimo post aghost. io non riesco a capire come sia possibile modificare di continuo il contratto senza consenso del cliente. faccio un esempio: ricevo spesso modifiche contrattuali di fastweb (gestore a cui sono abbonato per l’adsl) senza che nessuno mi chieda se sono d’accordo o voglio andarmene. il cliente dovrebbe avere sempre l’opzione del recesso in caso di modifica contrattuale.

  3. aghost Says:

    si antonio, l’authority dovrebbe imporre il divieto delle modifiche contrattuali. Troppo comodo: il gestore quando si accorge di non guadagnare abbastanza modifica il contratto e voilà, l’utente se lo piglia regolarmente in saccoccia.

    Ma attenzione: l’opzione di recesso in realtà non basta, perché in ogni caso cambiare gestore comporta dei grossi disagi. Al gestore dovrebbe essere imposta anche una SANZIONE, così ci pensa prima di fare il furbo!

    Perché mai è sempre l’utente “infedele” a dover pagare, sotto varie forme, l’abbandono, e mai il contrario?
    Su queste sperequazioni le authoroty dormono sempre dalla grossa, eppure sono montagne di quattrini scippati agli utenti con questi espedienti!

  4. aghost Says:

    stella di solito, a chi non paga, il gestore taglia la linea. Ci sarebbero delle regole, ma non sempre sono rispettate: queste regole vietano il taglio della linea senza i 2 avvisi con raccomandata. Ma telecom se ne fotte e non di rado taglia senza preavviso.

    Una procedura che dovrebbe tutelare l’utente è quella di contestare la bolletta (sempre con r.r.), detraendo l’importo contestato (quindi non vale non pagare la bolletta): il passo successivo è la demenziale conciliazione obbligatoria al corecom… auguri!

  5. Stella Says:

    Parlavo di cellulari con i quali basta cambiar numero….

  6. stargazer Says:

    E si parla ancora di democrazia? Siamo costretti a votare fra due schieramenti identici. Le leggi valgono a senso unico e se un cittadino non le rispetta lo Stato è solerte ed interviene con la forza. I membri della super-società invece vivono con leggi diverse in un altro mondo, posto all’interno (ma al sicuro) del nostro.

    Ti dicono: ma il consumatore può ribellarsi e non usufruire dei servizi, andando ad intaccare la “tasca” di costoro. Ma ti pare possibile vivere al giorno d’oggi senza conto corrente? O senza cellulare? O senza auto? O senza pagare l’affitto di casa o il mutuo per la casa o l’ICI per la casa (e quindi senza casa)? A parte il diletto, senza questi e molti altri servizi simili sei tagliato fuori dal mondo civile e da quello del lavoro.

    E il bello è che alla nostra super-società questa “democrazia” piace talmente tanto che la esporta dappertutto senza sosta.

  7. MFP Says:

    Qui siamo ad un’altra forma di signoraggio…

    Scusa, ma perchè gli utenti Tre non ritirano i soldi in blocco e festa finita? 5000 persone con migliaia di euro di credito… vedrai che la prossima volta alla Tre faranno più attenzione.
    Se non erro l’operatore è obbligato a restituire il credito esistente sulla sim nel caso in cui un utente voglia cessare il servizio o cambiare operatore.

  8. aghost Says:

    mfp non credo, il credito da autoricarica, secondo tre, va consumato e non può essere rimborsato. Per di più hanno messo anche il limite temporale cosicché buona parte di quel credito sarà vaporizzato

  9. MFP Says:

    Immaginavo qualcosa di simile… allora niente… è chiaro che c’è stato un abuso da parte degli utenti, e come tale non è possibile pretendere il rispetto della tariffa… per lo meno non credo che un giudice potrebbe accogliere le richieste dell’eventuale utente che ricorre.

  10. lopippo Says:

    non è altrettanto chiaro che gli operatori si facciano pagare per servizi non garantiti?
    non mi pare che la bolletta sia decurtata per ogni disservizio; chi è causa del suo mal pianga se stesso, non possono fare contratti con delle tariffe che “sperano” i clienti non utilizzino fino al limite

  11. aghost Says:

    mfp: definirlo abuso mi pare eccessivo. Semplicemente gli utenti sono stati piu furbi del gestore. Tre non lo aveva previsto, colpa di tre. Il credito accumulato è legittimo, ma TRE cerca di svicolare modificando il contratto, e già questo non è tollerabile, inoltre mette un termine ravvicinato, questo è indecente.

    Se sbagli paghi, quando sbaglia l’utente sono tutti sempre inflessibili

  12. MFP Says:

    Lopippo, Aghost, è più complicata di così… per quanto uno può volere male agli operatori perchè lo truffano impunemente in decine di modi diversi, con una certa frequenza, e da svariati decenni – credo che siamo in molti a poterlo dimostrare dati alla mano – non si può permettere il lusso di ammettere “la furberia” quando gli fa comodo e non ammettere “la furberia” quando è vittima di un furbo.
    Esiste un principio fondamentale, che è quello del pater familias: l’onere di essere retti in senso assoluto affinchè non si danneggino i propri figli, e i figli dei figli, e quindi l’ambiente in cui vivono e vivranno dopo di te; in definitiva: che non si mini il futuro dell’umanità.
    E’ fondamentale scegliere se rispettare questo principio, oppure no, e essere coerenti alla propria scelta. Se pensi di poterti comportare “da furbo” e basta che non ti fai beccare (no pater familias)… allora devi andare a vivere in USA… perchè il loro diritto è adeguato. Altrimenti se vivi qui “devi essere retto”, perchè altrimenti danneggi i tuoi figli (e il sistema giuridico romano fallisce). E a me sta bene così, perchè riscrivere la legge nella nuova ottica dove l’uomo è baro per natura… significa che l’onere della prova deve spettare all’accusato piuttosto che all’accusa… significa cioè che se io punto il dito su di te in maniera convincente, tu devi dimostrare di essere innocente o andrai in galera (o peggio)… e magari eri soltanto uno che mi passavi davanti per caso mentre puntavo il dito, totalmente estraneo ai fatti. Il pater familias è alla base del diritto di essere innocenti fino a prova contraria… per questo è importante scegliere se rispettarlo o no. E’ una condizione a contorno del sistema sociale, molto importante. Una logica di fondo che deve essere condivisa da tutti, o fallisce.

    Che vuol dire che il sistema giuridico fallisce? Che non c’è più uguaglianza davanti alla legge: chi è più forte fa come gli pare, chi è più debole viene bastonato se ruba una mela per fame.
    Ovvero che gli operatori fanno come gli pare e gli utenti no.
    Ovvero ancora che quando l’utente che ha fatto il furbo 1 volta su 10.000, va dal giudice, che in genere è un old boy e quindi chiama “ragazzi” anche noi 30enni, fra se e se dirà: “questi ragazzi non si sono comportati secondo il principio del pater familias, non li posso aiutare”. Punto. E certamente vorrebbe aiutare gli utenti per almeno uno dei due seguenti motivi:
    – il secondo comma dell’art. 3 della Costituzione (uguaglianza sostanziale), ma in questo caso “l’aiuto” è comunque vincolato alla declinazione ulteriore della Costituzione (ie: la legge)… cioè sarà particolarmente morbido, comprensivo, paziente, spenderà più tempo a spiegarti bene le cose, etc sempre però all’interno dei regolamenti;
    – ce l’ha anche lui con gli operatori perchè lo inculano sempre da decenni, come tutti gli altri italiani, e non è nelle condizioni di farsi rispettare anche quando è perfettamente in grado, lui più di tutti, di razionalizzare perchè lo hanno truffato.

    Ma non può aiutarli… il pater familias è il principio supremo… se è un bravo giudice non può violarlo. L’esistenza stessa della legge è causa dell’adozione di questo principio… nasce infatti dalla superbia di chi ha pensato di poter regolare gli altri uomini… probabilmente l’imperatore di una società estremamente rozza e estremamente ricca.
    Il problema è che non si può ricorrere alla legge quando gli operatori fanno i furbi… qui invece ci si sta lamentando che si è fatto i furbi e non la si lascia passare. Nessun bravo giudice ti darebbe retta…

    Aghost, ragionando per assurdo, se si scoprisse che campi grazie ad una consulenza per il comune che non hai mai svolto e che ti passa tuo cugino assessore… quanto saresti credibile quando denunci le merdate della Casta? Non saresti più credibile non tanto perchè fai il furbo, ma perchè pretendi dagli altri che non facciano i furbi (ie: rispettino il principio del pater familias).
    Vedila come il giocatore di ping-pong: ti arriva una palla lenta e alta, schiacci, e fai un punto di rete: la pallina si inceppa sulla rete e poi cade a piombo sul lato dell’avversario che rimane impotente come un coglione a 1 metro dal proprio bordo tavolo perchè aspettava la palla lunga e veloce. Se hai coscienza (è chiaro che ti fa piacere avere un punto in più; ma sei cioè cosciente che ti è stato regalato dal fato) cerchi di mascherare il compiacimento e alzi la mano in segno di pace (augh!); aggiungendo magari uno “scusa” sincero. E sei uno sportivo…
    Se non hai coscienza salti dalla gioia e inizi a prendere per il culo il tuo avversario… mortificandolo nell’intimo. E sei uno stronzo, magari bravo a giocare, ma stronzo…
    Se invece hai coscienza, ti rendi conto che questo comportamento mortifica l’avversario, e quindi calchi la mano per debilitarlo psicologicamente… allora sei un “elusore fiscale”: il gioco non contempla le pressioni psicologiche tra giocatori; se non sono negate dal regolamento è perchè non è possibile schematizzarle per poterle poi rilevare in modo certo, eventualmente sanzionare, o spiegarle ai giocatori, etc. Non è possibile cioè dedurre la ratio. In casi come questi rimane soltanto che inserire nel regolamento il divieto tassativo di parlare, ma anche di incrociare gli sguardi tra giocatori… se proprio si vuole essere fiscali… ma così diventerebbe estremamente noioso giocare. Allora quando sei in una sala giochi a giocare a ping-pong lo fai per socializzare… se non vuoi rinunciare alla facoltà di parlare, DEVI scusarti con l’avversario quando lo fai fesso (godi, ma cerchi di confortarlo quando l’avversarità del fato l’ha travolto).
    Tutto sta dunque capire quale coscienza ci piace… anche perchè al tipo di coscienza è legato a doppio nodo il relativo sistema giuridico (civil/common law)… pensare di potersi accreditare 85.000 euro di un operatore, lasciando il cellulare aziendale in chiamata o, peggio, industriandosi con apparati gsm e software, è come l’elusione fiscale. E’ un abuso. Possiamo scegliere di non considerarla una cosa illegale, ma poi dobbiamo adeguare il sistema giuridico e… beh… al momento il sistema giudico è imperneato sul pater familias, quindi è bene adeguarsi. Piuttosto bisogna costringere le aziende ad adeguarsi anche loro… perchè così è una strage costante di diritti degli utenti… uno sterminio.

    A scanso di equivoci: lungi da me a voler fare la morale… questo era lo sviluppo di “pretendere il rispetto della tariffa” e “abuso da parte degli utenti” (nel mio precedente messaggio). Argomentavo. Poi ognuno fa come gli pare… it’s called freedom!

    un abbraccio

  13. aghost Says:

    Mfp a me la questione pare semplice. Una società complessa per stare in piedi deve avere delle regole, e queste regole devono essere osservate (dovrebbero) da tutti. Chi dovrebbe garantire il rispetto delle regole? Lo Stato. Ma mi pare evidente che quando tutti fanno i furbi, a cominciare da chi dovrebbe dare l’esempio, tutto va a catafascio e la società diventa semplicemente una guerra per bande, dove ovviamente vince sempre quella più forte. L’Italia è un cesso di paese perché manca un forte sentimento comunitario, dove ciascuno fa i suoi interessi a scapito dell’altro, dove ogni corporazione o casta campa sulle spalle degli altri. Quella politica in primis.

  14. lopippo Says:

    “L’Italia è un cesso di paese perché manca un forte sentimento comunitario”
    i Borboni non erano sovrani legittimi quanto i Savoia?

  15. Luca Rosso Says:

    L’Italia è un cesso perché ognuno si fa i cazzi suoi e se li fa possibilmente a scapito degli altri che fa più figo e perché nulla lo vieta. Servono dei paletti migliori e tanto buon senso. Secondo me ;-)


  16. Le Authority non impongono regole? Suvvia, è il settore più regolamentato che c’è in Italia…

  17. aghost Says:

    si massimo, peccato siano sempre in favore dei gestori :D

    La prova sono le truffe di tutti i tipi a milioni di utenti, le tarriffe che sono un puttanaio assurdo in cui non capisce piu niente nessuno, le “multe” semplicemente risibili…


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