I Nobel come i Telegatti

ottobre 14, 2007

Il premio Nobel ad Al Gore francamente non convince. Per niente. I premi Nobel furono istituiti per volere di Alfred Nobel, l’industriale svedese inventore della dinamite.

Nelle intenzioni, il Premio Nobel dovrebbe essere assegnato a persone che si sono distinte eccenzionalmente nel campo della ricerca scientifica, per il contributo alla cultura o per il  progresso dell’umanità. Francamente riesce difficile identificare Al Gore, e alla sua crociata ecologista con un documentario, in qualcosa di vagamente somigliante all’ideale del premio Nobel.

Che è diventato via via, con gli anni, un premio politico. Si premia questo o quello, secondo le convenienze del momento:  i premi Nobel per la pace ad Henry Kissinger (1973), Kofi Annan (2001), Jimmy Carter (2002), Arafat o addirittura all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e al suo direttore Mohamed El Baradei fanno ridere. Queste nomine screditano l’istituzione del Nobel e la rendono decisamente poco seria: un po’ come i Telegatti nostrani, dati ormai a cani e porci.

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4 Responses to “I Nobel come i Telegatti”

  1. MFP Says:

    Sul sito del Nobel c’è il testo del testamento… il premio per la pace viene assegnato “for the abolition or reduction of standing armies and for the holding and promotion of peace congresses”.
    Aghost, il prossimo anno tocca a te: “perchè nonostante l’incazzatura costante, non ha ancora ucciso nessuno”. Non avrai ridotto di 1 unità i militari sparsi qui e lì per il mondo… ma sei stato pacifico e quindi ti si può dare il Nobel.

  2. Finz Says:

    Alla fine è la storia (quando non viene stravolta) che determina la grandezza o meno degli uomini e delle loro opere. Dei premi facciano quello che vogliono…

  3. aghost Says:

    il problema è che la storia viene quasi sempre stravolta, sicché la storia non esiste, ce ne sono troppe :)

  4. frap1964 Says:

    @Aghost
    Riporto, perchè viene proprio bene…

    La storia non è prodotta
    da chi la pensa e neppure
    da chi l’ignora.
    La storia non si fa strada, si ostina,
    detesta il poco a poco, non procede
    né recede, si sposta di binario
    e la sua direzione
    non è nell’orario.

    E.Montale


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