Chi è Levi, l’ex giornalista che voleva mettere il bavaglio alla rete

ottobre 21, 2007

Ricardo Franco Levi è il sottosegretario del governo Prodi che avrebbe scritto (almeno ufficialmente) il testo di riforma dell’editoria che mira a mettere il bavaglio a internet e che ha suscitato le sacrosante proteste della rete.

Ora diversi ministri si smarcano: il più imbarazzante è quello delle Comunicazioni, Gentiloni, che ammette di non “aver letto personalmente e parola per parola il testo”. Dunque i ministri non scrivono le leggi, e neppure le leggono: queste sono scritte da oscuri personaggi, i sottosegretari, che non sono votati da nessuno. Com’è noto il governo Prodi ha il record della storia repubblicana del numero dei sottosegretari: ben 102. Anche per il numero dei ministeri non si scherza: 25 addirittura (la Francia ne ha 15 in tutto).

Ecco dove si annida il potere vero, non nei ministri che sono spesso dei pupazzi, e comunque poi passano, ma nella burocrazia, che resta inamovibile e che lavora incessantemente dietro le quinte, di nascosto. Il caso di Ricardo Levi è esemplare, e vi dimostro perché. Vediamo da dove arriva questo oscuro personaggio che voleva mettere la museruola alla rete. Riprendo da Wikipedia (sia benedetta internet):

Ricardo Franco Levi (Montevideo, Uruguay 10 aprile 1949) è un uomo politico italiano. Di origini ebraiche, laureato in scienze politiche, dapprima ha lavorato come giornalista scrivendo e dirigendo Il Tempo, collaborando con la redazione economica del Corriere della Sera e fondando nel 1991 il quotidiano L’Indipendente, che ha diretto fino al 1992.

In seguito divenne stretto collaboratore di Romano Prodi, di cui è stato portavoce sia durante l’esperienza del primo esecutivo guidato dal Professore sia a Bruxelles, quando il politico di Scandiano fu a capo della Commissione Europea. Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto deputato nella circoscrizione Lombardia 1, in qualità di rappresentante della lista dell’Ulivo. Dal 18 maggio dello stesso anno è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel secondo governo Prodi.

Visto come funzionano le cose in Italia? La cosiddetta riforma dell’Editoria è un chiaro (e schifoso) esempio di lobbying: abbiamo un (ex) giornalista divenuto sottosegretario che fa una legge in favore della corporazione a cui appartiene, contro la troppa libertà della rete, contro chi pretenderebbe di scrivere liberamente sulla rete senza lacci e lacciuoli, senza la protezione della cupola dell’Ordine dei giornalisti e degli editori. Ecco perché Prodi, in definitiva, sembra quasi uguale a Berlusconi: il sistema politico è marcio, destra e sinistra sono simili, sono una metastasi di interessi occulti, dove spadroneggiano oligarchie e corporazioni.

Anche Prodi in fondo è un precario, sia pure di lusso: sa benissimo che se non cala le brache da tutte le parti, lo fanno andare a casa in 5 minuti.

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9 Responses to “Chi è Levi, l’ex giornalista che voleva mettere il bavaglio alla rete”

  1. lopippo Says:

    per quanto i sottosegretari non siano eletti da nessuno resta il fatto che la responsabilità è degli eletti che chi li hanno nominati

    il problema è che i nostri governanti sono degli irresponsabili intoccabili(a norma di legge), se con il loro operato falliscono fanno fallire l’Italia, mentre loro in una legislatura prendono abbastanza per vivere di rendita il resto della vita

    basta guardare il recente caso de-magistris
    indaga sui politici
    i politici lo mettono sotto ispezione
    essendo sotto ispezione diventa incompatibile con l’indagare gli ispettori e quindi gli viene tolto il caso


  2. sul ddl la penso come te agho, tuttavia non me la prenderei con Levi che è uno che evidentemente non conosce le dinamiche della rete. sarebbe bastato che qualcuno rileggesse il testo per cassare quella parte.

  3. frap1964 Says:

    “Non intendiamo in alcun modo ne’ ‘tappare la bocca a Internet’ ne’ provocare ‘la fine della Rete’. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l’intenzione” – Riccardo Franco Levi.

    Aghost, sei proprio un malfidato.

    Per dire, a suo tempo, lo stesso Levi, sottosegretario alla Presidenza, nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo logo banana IT

    http://www.governo.it/Presidente/AudioVisivi/dettaglio.asp?d=30847

    dichiarò corum popoli: “lo abbiamo sottoposto a due separate ricerche di mercato per valutarne il primo impatto di gradimento. Il gradimento è risultato straordinario, aldilà di quanto è normalmente atteso in condizioni del genere.”

    E non mi pare avesse torto, no? :))))

  4. aghost Says:

    antonio ma proprio questo è preoccupante: c’e’ gente che fa le leggi a capocchia, e i ministri che non le leggono.

    Comunque non credo che il testo fosse cosi ingenuo. Non è una novità che vogliano mettere un controllo alla rete , i blog iscritti al roc è un’idiozia. Ma cosa si vorrebbe tutelare? Ancora piu demenziale che sia l’Authority a stabilire, di volta in volta, di blog in blog, quale sia prodotto editoriale o no.

    Ci mette mesi a prendere una banale decisione su qualsiasi cosa, figuriamoci cosa accadrebbe se dovesse decidere anche sui blog.

  5. S.B. Says:

    Io ho il sospetto che queste persone manco sappiano cos’è un blog. Penseranno “Ah, è quella roba lì dove scrive Grillo. Ora blocchiamo ‘sto blog !”.

  6. Loud Says:

    il ddl sull’editoria non pone alcun rischio per i blogger; è l’informazione in cicolazione ad essere sbagliata!
    http://www.lucalodi.it/2007/10/21/ddl-editoria-e-gia-sono-polemiche-dal-web-ma-i-blogger-non-sono-coinvolti/

    Luca

  7. measumma Says:

    lo dico sempre… gli ebrei o presunti tali, non hanno tratto nulla di positivo dalla loro drammatica vicenda… se pensiamo che anche Hitler era ebreo, abbiamo detto tutto…

  8. Lorenzo Says:

    Accidenti…Abbiamo smascherato la vera identità di Ricardo Levi!
    L’inquietante personaggio è attualmente sotto i riflettori in quanto papà del DDL imbavaglia-web (vedi qui). Probabilmente è a lui che gli autori di Matrix si sono ispirati per dare un volto al malvagio Agent Smith…Un’analogia tutt’altro che priva di significato!

    Vai a http://noalcarbone.blogspot.com per vedere l’immagine…


  9. […] e’ il signor Levi? Cito un post illuminante di aghost (che era troppo ottimista.. pensava che la legge non passasse), che a sua volta trova su wikipedia […]


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