Povera informazione, poveri consumatori

novembre 6, 2007



Si può dire che in Italia i consumatori non abbiano problemi?
Direi di no, tutt’altro. Eppure i media sui diritti del consumatore sono clamorosamente assenti. Nessuna associazione ha un proprio spazio in radio o tv, la “class action” nel nostro paese non è ammessa, l’Authority Antitrust è arrivata con 100 anni di ritardo rispetto allo Sherman Act americano contro i trust (1885).

Le associazioni dei consumatori non hanno mezzi e si basano sul volontariato. Nello sterminato palinsesto televisivo Mediaset, per dire, non esiste un solo programma dedicato a questo tema. Un caso? Va un filo meglio in Rai, dove c’è “Mi Manda Rai Tre” condotto dall’ottimo Andrea Vianello. Questo programma è stato storicamente l’unico punto di riferimento, sia pure con alcune “disattenzioni” piuttosto sospette.

Il flagello tutto italiano dei gestori telefonici, per dire, è stato per anni ignorato bellamente. Il primo conduttore, il pittoresco Antonio Lubrano (che ora ha un blog), dedicò una salace puntata contro TIM solo alla sua ultima puntata, prima di cedere il posto al pessimo Piero Marrazzo.

Forte coi deboli, debole coi forti, Marrazzo ha dato al programma un taglio decisamente populista occupandosi via via di casi singoli, di truffe miserevoli dove era facile strapazzare in studio il farabutto di turno e guadagnarsi l’applauso. A onor del vero sono stati affrontati sporadicamente anche casi che riguardavano i gestori telefonici, anche l’innominabile Telecom Italia (e vorrei vedere!), ma sempre su vicende abbastanza marginali. Mai si sono presi di petto i giganteschi problemi che affliggono la telefonia nel nostro paese, con truffe a dir poco colossali, per non parlare dei monopoli e oligopoli che succhiano il sangue ai consumatori. Marrazzo ha poi sfruttato la notorietà per buttarsi in politica.

Il successore Vianello, fin qui eccellente, fa ben sperare anche se, proprio per questo, potrebbe fare anche lui la triste fine di un altro eccellente giornalista, Oliviero Beha, che coi suoi programmi “Radio Zorro” e “Video Zorro” è stato l’esempio finora ineguagliato di come si dovrebbe fare “giornalismo civico“.

Non il persecutore inflessibile della crema scioglipancia
o del cartomante taroccato (alla Marrazzo per capirci) ma il giornalista serio che affronta di petto le questioni importanti che riguardano la società civile.
Infatti lo faceva così bene che è stato eliminato. Anche Beha ora ha un suo blog: insomma la rete è l’ultimo rifugio ancora libero, sia pure con una visibilità molto inferiore rispetto alla massa televisiva.

Anche l’ottimo Valerio Staffelli, che faceva su Radio24 “Al posto tuo”, è sparito. Prima gli hanno cambiato l’orario di messa in onda, poi è stato sostituito da un altro programma “Un abuso al giorno”. Mah. Pure lui ha messo su un blog.

Altro caso isolato è l’ottimo “Report” di Milena Gabanelli su Raitre, perla rara e speriamo duratura.

Per il resto il giornalismo di denuncia nel nostro paese è affidato ai comici, a programmi come “Le Iene” o “Striscia“. Come dire che i diritti del consumatore e dei cittadini in Italia non sono una cosa seria.

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9 Responses to “Povera informazione, poveri consumatori”

  1. Ferd Says:

    Per il resto il giornalismo di denuncia nel nostro paese è affidato ai comici, a programmi come “Le Iene” o “Striscia“. Come dire che i diritti del consumatore e dei cittadini in Italia non sono una cosa seria.

    Si’, lo possono fare in quanto non classificati tra le trasmissioni di informazione.
    Da notare che le uniche trasmissioni degne di questo nome sono proprio quelle condotte da Gabanelli e Vianello, e sono entrambe su Raitre.

    Canale 5 e Italia 1 hanno Striscia e Le Iene, che nascono come programmi di intrattenimento leggero, sono condotte da comici e hanno le loro soubrette, ma sono le uniche trasmissioni a fare delle vere inchieste. Sto volontariamente trascurando Lucignolo (anche lì fanno inchieste, ma che alla fine non rivelano nulla di realmente interessante per la collettivita’).

    Tornando su Raitre, c’e’ un (ex) comico, Fabio Fazio, che benche’ abbia un modo di fare un po’ ruffiano (talvolta smaccatamente) conduce un programma gradevole (Che tempo che fa) che ogni puntata vanta ospiti illustri e interessanti (la partecipazione di Roberto Saviano domenica scorsa credo sia stata una delle piu’ illuminanti).

    Raitre e’ considerato un canale “di sinistra”. Io non sono di sinistra eppure ultimamente lo trovo uno dei canali piu’ guardabili.

    Ci sono comici che fanno informazione, giornalisti che fanno ridere, poi ci sono io che guardo una tv di sinistra… il mondo sta proprio cambiando ;-)

  2. aghost Says:

    ferd concordo su quasi tutto, tranne che sul “Marzullo di sinistra”, ovvero Fabio Fazio. Che è un conduttore gradevole (lo guardo spesso) ma mi pare sostanzialmente un entertainer :)

  3. lopippo Says:

    il conduttore attuale di “mi manda raitre” non mi pare ottimo
    è troppo retorico, moralista e demagogo dalla parte dei consumatori (ovviamente perché così facendo prende l’immagine del difensore dei deboli, mentre dovrebbe essere un moderatore neutrale tra le parti)

    per quanto riguarda i consumatori, sono bistrattati (come altre categorie tipo i giovani precari) in quanto non hanno una rapprensentanza istituzionale forte
    i politici sono espressione di chi finanzia loro la campagna elettorale (e quindi lobby)
    i sindacati fanno gli interessi dei loro iscritti (metà pensionati, e per il resto in maggioranza pensionandi)
    le associazioni di categoria (confindustria, confcommercio, ecc…) fanno sempre capo a delle lobby

    chi ha interesse a difendere i consumatori?
    solo i consumatori, in pratica dovrebbero difendersi da soli; è quindi logico che pochi prenderanno questo fardello volontariamente, a meno che non ricevano qualche tipo di ricompensa

  4. aghost Says:

    in confronto a marrazzo, vianello mi pare su un altro pianeta. Finora non ha mai avuto “prudenze”, come il suo predecessore, nell’affrontare di petto i monopolisti, e di non trattarli coi guanti bianchi quando sono venuti in studio. Che Vianello prenda la parte dei consumatori mi pare abbastanza ovvio, il programma è rivolto alla difesa dei consumatori.

  5. frap1964 Says:

    > Le associazioni dei consumatori non hanno mezzi e si basano sul volontariato

    Forse ti sei dimenticato di QUESTO.

    Il CTCU (Centro tutela Consumatori Utenti), ad esempio, dichiara esplicitamente sul suo sito di campare proprio di questo.

    Altroconsumo, invece, vive sulle quote annuali dei soci (tra cui pure la mia).

    Report, ultimamente, mi sembra un po’ meno incisivo di prima.
    Forse la sequela di querele (tra cui una multi-milionaria di Sviluppo Italia) ha indotto ad una maggiore “pacatezza” nei servizi.

  6. aghost Says:

    frap hai ragione, alcune associazioni pigliano finanziamenti pubblici (e non si capisce bene il metodo, a chi si e perché). Ma 20 o 40 mila euro sono ZERO quando devi fronteggiare colossi come enel o telecom italia. Ne convieni?

    500.000 euro a tutte le associazioni italiane sono una cifra RISIBILE, quando pensi che quella scoreggia di giornale de “Il riformista” diretta da Antonio Polito, che vende sì e no 2000 copie al giorno, piglia oltre 2 milioni di euro di finanziamento pubblico

  7. lopippo Says:

    quello è un contributo all’editoria

  8. Luca Rosso Says:

    Beha fra l’altro è uno di quelli epurati dalla rai se non erro, infatti prende ancora uno stipendio dalla rete e non può lavorare né per lei né altrove. Se non erro il caso sarebbe a dir poco discutibile… anche se può sempre fare politica ed infatti pare che ultimamente vi ci sia messo con un partito dal nome La Repubblica dei Cittadini. Sempre se non erro…

  9. MFP Says:

    Mi hanno appena estromesso da un lavoro perche’ ho fatto una domanda ad un talk show con il pubblico… forse proprio perche’ ho nominato Telecom (ma era poco piu’ della citazione di un episodio di piu’ di 30 anni fa, quando la Telecom non esisteva… c’era Sip, statale, con dipendenti pubblici in cabina di regia). Non mi parlare di Telecom l’innominabile…

    Ma appena ho finito di lavorarci su con l’avvocato (una denuncia non gliela toglie nessuno… l’art. 21 della costituzione e’ ancora valido, anche se bellamente ignorato), pubblico una cronaca satirica e te la segnalo, così ti fai due risate.


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