Disastro Adsl

novembre 25, 2007

Nonostante la propaganda, la situazione dell’Adsl italiana appare semplicemente disastrosa. La banda larga da noi è costosa, lenta e con una copertura del tutto insufficiente.

Sono due i corresponsabili di tutto questo: la politica e Telecom Italia. Anzi a ben vedere uno solo: la politica e basta. Perché è grazie ad essa che la rete telefonica nazionale, costruita coi soldi degli italiani, da monopolio pubblico è diventata un monopolio privato. Che ora fa il bello e il cattivo tempo. Ma può un paese tuttosommato moderno come l’Italia permettersi di essere ostaggio del monopolista telefonico in un settore così importante, anzi vitale, nell’economia di una nazione?

Repubblica nel 2006 avviò un forum-indagine sulla situazione dell’Adsl in Italia. A distanza di due anni rilancia l’iniziativa per capire se ci sono stati miglioramenti. La lettura è sconfortante: ecco una lettera a caso, viene dall’Olanda.

Vivo in Olanda da 7 mesi ormai e vi devo informare che in questo paese da QUALSIASI metropoli, cittá, paese, frazione, via e casa ci si puó connettere a banda larga.

Un esempio? I miei suoceri vivono in un paese di 2000 anime a 10Km dalla cittá piú vicina e hanno internet da anni. Per l’installazione a casa mia (Rotterdam cittá) ho semplicemente dovuto informarmi su quale provider funzionasse meglio in quella zona, scegliere il miglior compromesso qualitá prezzo, chiamare il provider (Tele2 Olanda), ritirare il pacchetto e installarmi tutto da sola (e non sono né un tecnico né un’esperta). E fin dal primo giorno ho internet flat 20MB + telefonate ai numeri fissi per 20€ al mese!!!!

Qui non puoi nemmeno studiare senza internet, perché tutte le informazioni le trovi sulle pagine web della scuola/universitá. In banca ci sono andata solo all’apertura del conto, TUTTE le operazioni si possono disporre da ATM e internet. Ho provato a spiegare al mio ragazzo olandese la situazione in Italia e sapete una cosa? Non capisce! Non capisce come si possa vivere senza la possibilitá di avere internet ad alta velocitá, con tutti i vantaggi e le agevolazioni che ne derivano.

Ora mi chiedo: ma gli olandesi cosa hanno fatto per poter arrivare dove sono ora? E perché in Italia non si puó fare lo stesso? A volte é imbarazzante essere italiani…

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13 Responses to “Disastro Adsl”

  1. lopippo Says:

    Telecom ha comprato a prezzi regalati gli impianti, e da lì in poi ha vissuto di rendita. Che prima o poi finirà. La cablatura attuale avrà avuto un piano d’ammortamento decennale, ma ormai i decenni sono passati, ma si pensa prima a pagare i dividendi, poi gli stipendi, e solo per ultimo ad investire.
    I problemi attuali derivano anche da una politica commerciale dove i prezzi al dettaglio non sono dovuti ai costi sostenuti + una % lecita di guadagno, ma al guadagno assoluto (vendo al prezzo maggiore che i clienti sono disposti a pagare). E data la nostra ignoranza tecnologica paghiamo servizi vecchi di decenni, oggi come allora, senza ribellarci.
    In un regime normale la concorrenza l’avrebbe già divorata, ma trovandoci in un monopolio di fatto, la concorrenza poco si applica, dato che anche lei è cliente telecom.

    La politica dal canto suo è responsabile oltre che per la svendita del patrimonio pubblico, anche per delle norme anacronistiche che scoraggiano l’imprenditoria e il lavoro, oltre alla leggendaria capacità di non vedere i conflitti d’interesse più macroscopici.

    E c’è anche un’ipocrisia di fondo, Telecom è avvantaggiata legislativamente perché “investe in infrastrutture vitali per il paese”, ma vorrei verificare quanto viene speso in nuove infrastrutture, in manutenzione, in aggiornamento, e quanto in dividenti, consulenze, affitti.

  2. aghost Says:

    telecom ha sempre avuto fortissime protezioni da parte dei governi. Che poteva andarmi relativamente bene quando era statale. Ma svendere la rete telefonica nazionale è stato un errore clamoroso de duo prodi-d’alema che ora paghiamo tutti, e salato

  3. Liuk Says:

    Visto che riprendi una lettera dall’Olanda, ti chiedo se non sarebbe il caso di fare (magari su questo blog) un confronto tra i costi e i servizi presenti in Europa.

    Certo il tema dei prezzi della telefonia (e dell’adsl) in Europa è stato già sbandierato sui giornali (con relatiiva evidenza degli enormi costi italiani e degli scarsi servizi inclusi in quei costi).

    Ma sarebbe anche interessante fare il confronto anche su altri temi (affitti, mutui, stipendi, servizi di vario genere, ecc).
    Io avevo intenzione di farlo sul mio blog, ma il lavoro è piuttosto grande e poi sarebbe limitato solo a qualche Paese (me la cavicchio con l’inglese, già annaspo un po’ con il francese e lo spagnolo, per il resto, c’è il nulla assoluto :) ) inoltre sarebbe interessante raccogliere esperienze e documentazioni di chi vive nei vari Paesi. Magari una collaborazione tra vari blog riuscirebbe a creare qualcosa d’interessante.

    Ok, sono andato un po’ OT, ma tanto per parlar male di Telecom ci saranno migliaia di occasioni ;)

  4. aghost Says:

    liuk, quello che proponi è interessante ma, come dici, è un lavoro immane. Io comunque sono sicuro, perché leggo ogni statistica quando esce, che l’Italia è uno dei paesi piu cari del mondo!

    Se vai a controllare nello specifico, siamo sempre in testa per i servizi piu cari. Se poi consideri non il PIL, che significa poco, ma il reale potere di acquisto degli italiani, ti accorgerai che noi, tra tasse indirette e dirette, costo dei servizi, strapaghimo di tutto di più!

  5. Liuk Says:

    Si questo lo so, ma spesso queste statistiche vengono un po’ escluse dal contesto ovvero si parla del costo del servizio ma raramente della qualità (ad esempio si sanno i costi dell’adsl ma non il tempo medio dell’attivazione ne dell’assitenza tecnica, ne la qualità del servizio offerto o i servizi aggiuntivi). E comunque sarebbe interessante l’ausilio di testimonianze

    Vabbè, io comunque l’ho buttata li… sennò da solo mi tocca un lavoraccio ;)

  6. Luca Rosso Says:

    Si, ok ma nessuno che ha idee chiare per come cambiare lo stato delle cose?


  7. Giusto per dire la mia, in Austria va come un treno e paghi la metà

  8. aghost Says:

    ettipareva che anche l’austria non ci batteva…

    @luca, cambiare le cose ADESSO, con la telecom privatizzata (grazie prodi!) è un bel problema da cui è arduo uscire… ma tanto che importa, noi paghiamo…

  9. Liuk Says:

    Lo scrivevo qualche commento sopra “per parlar male di Telecom ci saranno migliaia di occasioni”.
    Infatti oggi chiamo il 187 per scalare la mia adsl da 20 mega a 7 mega e mi dicono che devo fare un fax ad un numero verde!!!

    Possibile che per attivare un servizio, basta una telefonata (a volte manco quella visto che attivano servizi non richiesti) mentre per scalare la tariffa (e quindi suppongo anche per chiudere un servizio) si deve mandare un fax?

    E poi… alla fine che mi serve un numero verde, quindi gratuito, se tanto poi il fax (che normalmente un utente casalingo no possiede) devo andarlo a fare a pagamento da qualcuno che offre il servizio?!?

  10. aghost Says:

    liuk, per quanto riguarda il fax: se hai un modem fax puoi spedire i fax sulla linea tradizionale direttamente dal pc.

    Oppure, ancora piu semplice, tramite uno dei tanti gestori che offre il servizio via internet, che sono comodissimi e non devi sbatterti a configurare il modemfax

    Io ad esempio uso da anni, e con soddisfazione, freefax.it (ricevi fax gratis a un numero virtuale, direttamente in mailbox, oppure spedisci a pagamento ma a pochi centesimi e con un abbonamento ricaricabile)


  11. Vado leggermente OT:

    perché vi fissate solo sulla banda larga? Tutte le cose che accadono in Italia, negli altri Paesi sono sconosciute. Gli altri Paesi ridono di noi per come siamo governati. Avete visto Italia.it? Non vogliono farci sapere come sono stati spesi i soldi, perché non è un diritto dei consumatori. Io questa la definisco ‘dittatura gentile’, cioé senza manganelli e senza purghe ma con gli stessi effetti.
    Qui la domenica Report parla di furti e truffe e il lunedì i giornali la menano con i Savoia o il rom che investe con la macchina o qualche sondaggio FINTO di Repubblica. Basta!!!
    In tutti gli altri Paesi:
    – meno tasse
    – servizi efficienti
    – 0 politici condannati in Parlamento (si dimettono da soli per una multa non pagata)
    – Internet da anni (in Francia vanno a 100 Mbps)
    Da noi, a me sembra evidente da un pezzo, chi governa prende in giro la gente e pensa ai propri interessi e poltrona. L’esempio di questa lettera rende bene l’idea: il ragazzo di quella tipa NON CAPISCE. Certo, che vuoi capire? C’è poco da capire qui. Ci vorrebbero 10.000 Beppe Grillo che rompono tutto il giorno a tutti. In Francia fanno gli scioperi ad oltranza, da noi un paio d’ore di manifestazione e Prodi ‘non si preoccupa’. Questi ci hanno anestetizzato. Questi tra un po’, ve lo dico io, vanno in tivvù a reti unificate e ce lo dicono in faccia ‘siamo dei ladri e vi stiamo succhiando il sangue’. Tanto gli italiani non faranno nulla. Niente. Al massimo il classico commento ‘sono tutti uguali’ e poi di corsa a votare alle primarie di Uolter o a firmare alle str… del Berlusca e la Brambilla. Siamo noi che dobbiamo cambiare. Tutti.

  12. Liuk Says:

    Visto che l’unico modo che abbiamo per cambiare le cose è il voto, stai pur tranquillo che lo userò con criterio, non dando nessun voto a questi emeriti incapaci (o forse solo furbi).
    Solitamente gli italiani si lamentano, ma poi sono pronti a votarli e rivolarli. Non gli a bene uno? Votano l’altro! Non gli va bene quest’ultimo? Allora rivotano quello di prima. E così via!
    Gli italiani sono un po’ scordarelli (ed anche sodomiti!)
    Spero che quest’aria di antipolitica (che ripeto, alla fine è solo “anti politica corrotta”) prenda piede, altrimenti affonderemo in modo inesorabile.

    L’anno prossiamo siamo nel 2008, 40 anni dopo le lotte!
    Un numero uguale c’è… speriamo siano uguali pure i giramenti di coglioni della gente! ;)


  13. […] 27, 2007 Dal blog di Aghost, una lettera dall’Olanda.ù “Vivo in Olanda da 7 mesi ormai e vi devo informare che in […]


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