La “distruzione della cultura” secondo Sarkò

novembre 26, 2007

Secondo Sarkozy la pirateria su internet è una pratica “medievale” che minaccia addirittura “la distruzione della cultura”. Mi sembra francamente un’affermazione esagerata, per non dire ridicola. L’unica cosa che rischia non la distruzione, ma un discreto contenimento, sono i profitti esagerati delle major.

In Francia com’è noto ha sollevato un certo scalpore il modo con cui si intende contrastare la pirateria. In pratica si è messa in piedi una santa alleanza tra governo, major e provider:  gli utenti che scaricano dalla rete saranno controllati. Chi è “intercettato” a scaricare materiale protetto da copyright sarà segnalato alla speciale Authority governativa, che invierà un avvertimento all’utente. In caso di recidiva, l’Authority potrà imporre sanzioni e perfino impedire l’accesso a internet in tutto il territorio nazionale, grazie a delle “liste nere” di nominativi che tutti provider saranno obbligati a rispettare.

Una cosa allucinante
: in pratica è come se a uno che ruba due volte un cd in un negozio, gli fosse vietato di metter piede in tutti i negozi della Francia! Si badi bene: non negozi dove si vende musica, ma tutti i negozi! In ogni caso non si capisce bene chi farebbe questa opera di “monitoraggio” per scovare i pirati: il governo? I provider? O le major direttamente? In quest’ultimo caso sarebbe molto grave, perché si legittimerebbe uno spionaggio che vìola pesantemente la privacy dei cittadini.

Farei comunque una riflessione più generale: il p2p esiste ormai da molti anni, finora non ho mai visto nessun artista ridotto in miseria dalla pirateria su internet, né qualche major costretta a chiudere bottega. Grazie alla rete invece la musica circola molto meglio di prima, la diffusione della cultura musicale è molto più ampia e generalizzata, non limitata a quella dei grandi gruppi industriali. Rompere un oligopolio insomma è l’esatto contrario della “distruzione della cultura” di cui ha tanta paura Sarkozy. Questo è il solito pretesto che serve non a “difendere gli artisti”, ma rendite di posizione economiche ormai anacronistiche.

In un libero mercato la tecnologia apre nuovi orizzonti e ne chiude degli altri: troppo comodo farsi aiutare dai governi quando le cose prendono una brutta piega…

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11 Responses to “La “distruzione della cultura” secondo Sarkò”

  1. superbisco Says:

    E’ molto peggio. Qui non si vuole capire che la visione del “copyright” va rivista completamente.

    Inoltre non si capisce perché in Cina, per combattere la pirateria, un DVD originale ultima novità costa da 1 a 3 euro!

    E servizi come iTunes vendono milioni di mp3 tutti i giorni come vengono giustificati? Significa che con il giusto prezzo la gente compra!

  2. Medusa Says:

    Quandi soldi prende dalle major per inventarsi queste buffonate?
    Deve averne presi veramente tanti.

    La pirateria non si contrasta multando o mettendo in galera gli utenti, perchè nel giro di un mese avresti i penitenziari pieni di gente a cui piace la musica.
    Ma si contrasta abbassando i prezzi di CD, DVD e Copyright, che qui in europa sono oltremodo ESAGERATI!
    Questo avrebbe capirlo, un capo di stato, e regolarsi di conseguenza. Così perde solo punti, e di miei ne aveva già veramente pochi.
    Che schifo.
    Medusa

  3. aghost Says:

    medusa, i prezzi si abbassano tagliando fuori gli oligopolisti, che finora hanno mangiato a man bassa sulla musica. La tecnologia serve anche a questo… Il problema è che viene sempre piegata agli interessi di pochi

  4. lopippo Says:

    internet elimina la necessita di inserire e distribuire i prodotti su un supporto fisico, farlo arrivare ad un negozio, e fargli occupare dello spazio finché qualcuno non lo compra (e c’è sempre il rischio che rimanga invenduto)
    gli editori vivono di questo, e faranno tutto ciò che è in loro potere per impedire un progresso che li eliminerebbe
    il copyright è stato chiesto ed ottenuto dagli editori, con il pretesto di difendere gli interessi degli autori

    è il concetto medievale di corporazione, monopolio e proprietà immateriale che va rivisto

    d’altra parte i politici fanno gli interessi di chi gli ha finanziato la campagna elettorale, non di chi li ha votati

  5. aghost Says:

    si lopippo, è cosi. Le corporazioni tendo a perpetuare sè stesse

  6. MFP Says:

    Io onestamente Aghost penso sia normale “farsi aiutare dai governi”. E’ comunque meglio, per la societa’ tutta, non far fallire le aziende ed e’ impossibile per un governo non tenere in considerazione le aziende (gli interessi particolari) quando pensa alla propria strategia. E pero’ le aziende devono collaborare, accettare l’obsolescenza imposta dalla tecnologia e riposizionarsi, reinvesarsi, differenziare gli investimenti, etc. per andare nella direzione scelta dal governo (gli interessi generali). Se invece accade, come e’ stato per le major, che le aziende non vogliono rispettare il proprio onere nei confronti della societa’… siamo finiti, non c’e’ piu’ equilibrio tra gli interessi particolari e quelli generali… a forza di fare lobby sui governi gli interessi particolari prendono il sopravvento su quelli generali, le leggi diventano inique, le aziende sprecano il tempo per riciclarsi continuando a partorire questi aborti…etc.etc.

  7. aghost Says:

    mfp ma tu hai mai visto che prevalga una volta, dico per sbaglio, l’interesse generale su quelli particolari?

    Pensiamo solo a telecom… ma potrei dire enel, ferrovie, poste, banche, assicurazioni… vado avanti? :)

  8. Liuk Says:

    Ma i governi devono fare per prima cosa i diritti delle aziende o dei cittadini? No perché i voti più che dalle prime li ricevono dai normali cittadini.

    Tempo fa su Puntoinformatico c’era un’articolo che parlava dell’istituzione di un fondo economico per fare fronte alle spese legali dei cittadini statunitensi citati dalle major.
    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2120501

    Questo è indubbiamente un segno di quanto queste aziende si comportino da veri sciacalli andando a colpire i poveri cristi. Si comportano come gli venissero tolti chissà quali incassi, visto che comunue dirigenti ed “artisti” navigano nell’oro.

    Mi scusino se non piangerò per le loro stramiliardarie ville bruciate a Malibù!

    Bei tempi quando si copiavano le cassette e nessuno si lamentava ;)

  9. MFP Says:

    aghost, con me sfondi una porta aperta…

  10. spiritofstluis Says:

    io scarico i cd, se poi mi piacciono veramente li compro.
    Per me il p2p è un’anteprima, a 30 euro per cd mi sembra esagerato rischiare una bufala.
    Sarei anche disposto a pagare una quota annuale per poter scaricare, purchè non sia di cifre illimitate…

  11. Cappuccetto Rotto Says:

    Preparate il “lubrificante” più adatto e consono alle vostre esigenze , …la “Faccenda” sta diventando piuttosto grossa ed ingombrante.

    Non sarà indolore……. :-(


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