Class action all’italiana?

novembre 28, 2007

Confesso di non aver capito se la legge sulla class action approvata di recente in Italia è una buona legge oppure no. C’è chi la difende e chi dice invece che è una porcheria.

La class action sarebbe, tradotto in modo grossolano, la possibilità per i consumatori di intentare una causa comune contro le aziende (cosa fino a ieri non consentita nel nostro paese). Negli Stati Uniti, che sono all’avanguardia nella difesa dei diritti del consumatore, questo permette di abbattere drasticamente i costi e far vedere letteralmente i “sorci verdi” alle aziende chiamate a risarcimenti per noi inimmaginabili.

Barbara Di prova ad analizzare la class action “all’italiana”. 

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13 Responses to “Class action all’italiana?”


  1. nemmeno io l’ho capito. e sopratutto non ho capito perchè bisogna sempre accontentarsi in italia.

  2. aghost Says:

    meno male, allora mi consolo, credevo di essere ritardato :)

    Ma, pur avendo letto diverse fonti, non sono riuscito a capire se è una buona legge o la solita fregatura. Siccome siamo in italia, propenderei per la seconda ipotesi :(

  3. AlphaKappa Says:

    le class action potranno essere intentate solo da associazioni di consumatori riconosciute da un’organo dello stato. in italia queste sono in tutto poco meno di una ventina e hanno alcuni obblighi da seguire per essere riconosciute, fra cui un numero minimo di associati e una buona diffusione in tutte le regioni. inoltre molte di queste associazioni sono di chiare vicinanze politiche ad alcuni partiti od organi sindacali, e mi sembra ricevano anche dei fondi statali.

    si capisce bene dove siano gli inghippi.

    questa legge è pur sempre qualcosa, ma scordiamoci erin brocovic. si poteva fare di più e molto meglio, ma ovviamente in un altro paese.


  4. Concordo con AlphaKappa.
    Ho letto il post di Barbara Di (non tutto perché odio fino alla morte il burocratichese-normativ-legisl-nunfamocapianessuno-linguaggio e quel post ammazza anche i vampiri) e credo che il vincolo delle associazioni dei consumatori (vendute come i sindacati) siano una sonora presa per il c…
    Insomma, classica legge all’italiana, lontana anni luce dalla giustizia vera.

  5. Liuk Says:

    Beh c’era chi all’inizio si opponeva a questa legge… e già questo puzzava!
    Ma a naso, ora, si sente sempre quell’odoraccio di marcio ;)


  6. Quer pasticciaccio brutto della Class Action all’Italiana

    In un recente scambio epistolare con il Presidente di MDC, Antonio Longo, avevo stigmatizzato il formulato, poi approvato per errore al Senato, sull’istituzione della class action che pone una riserva quasi esclusiva alle associazioni appartenenti al CNCU. In poche parole si tradisce lo spirito originario della class action americana che dovrebbe, per i successi che ha ottenuto, essere il modello di riferimento, un modello diffuso sul territorio. Con la class action all’italiana si rischia di creare un sistema ”controllato e diretto” dal Ministro dello Sviluppo Economico, che, per legge (art. 136 del Codice del Consumo), presiede il CNCU.

    Le imprese non dovrebbero essere preoccupate più di tanto, salvo che il ministro di turno, alzandosi male una mattina, non decida di convocare le associazioni per invitarle, magari con la promessa di qualche finanziamento, a ”colpire un’azienda per educarne cento”. E’ evidente che i contributi potrebbero essere erogati anche per la ragione opposta! A fronte di tale scenario, le difese “corporative” del provvedimento da parte di Federconsumatori, sembrano surreali come il sostegno, a spada tratta, di Adiconsum e Adusbef, Essendo tutte associazioni appartenenti al CNCU e, guarda caso, strenue paladine dell’indennizzo diretto, comprendiamo benissimo la volontà di sostenere quello che è per loro una specie di ”asso piglia tutto”, come peraltro espresso con alcuni comunicati dall’ADUC (qui, qui e qui) , una associazione fuori dal coro.

  7. aghost Says:

    video? maddeche, sono digital diviso :(((

  8. MFP Says:

    Da queste parti pollice verso… e’ la solita legge fatta appositamente per dare l’idea che la maggioranza abbia fatto qualcosa di buono, facendo pero’ bene attenzione a lasciare tutto come prima. A queste condizioni vedrai delle class-buffonata-action solo quando succedono cose enormi come calciopoli, ma che si concluderanno in nulla di fatto… perche’ poi i singoli dovranno, dopo magari 5 anni, fare una nuova causa per richiedere il pagamento dei danni… quanti arriveranno alla fine per cose come i 200 euro/anno di Sky? (ovviamente e’ solo un esempio relativo a calciopoli… ma credo che tante cause sui beni di consumo o su servizi sarebbero di poco valore e quindi non giustificherebbero fare una seconda causa)…

    Stanno diventando sempre piu’ bravi a fare le leggi finte… e tutta questa operosita’ normativa inutile, non fa altro che aumentare la confusione… cosi’ che non capendo nulla diventa piu’ facile imbrogliare. Forse c’e’ stata una sola volta in vita mia in cui sono stato d’accordo con Berlusconi… quando, dopo l’indulto, ha chiesto per l’ennesima volta che Prodi andasse a casa…

  9. newyorker Says:

    concordo sull’impiccio all’italiana…


  10. […] Novembre 29, 2007 Posted by AlphaKappa in Uncategorized. trackback Su un post di aghost di ieri commentavo Le class action potranno essere intentate solo da associazioni di consumatori […]


  11. MFP, concordo: solita legge fatta appositamente per dare l’impressione…facendo bene attenzione a lasciar tutto come prima.
    Vero. Sono esperti in questo. Insuperabili.


  12. Class action di stato e indennizzo diretto all’italiana: due facce della stessa medaglia

    Una lenzuolata sul Ministro Bersani e sulle associazioni dei consumatori del CNCU

    Class Action e Indennizzo Diretto: su questi temi il Ministro Bersani e le associazioni dei consumatori del CNCU, presiedute per legge dal ministro stesso o da un suo delegato, non hanno più alibi per non recitare un mea culpa o per non dimettersi seduta stante per le responsabilità da loro stessi ammesse.

    Infatti il CNCU, pomposamente denominato Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti, organismo creato e voluto dallo stesso Bersani nel 1998, ha contribuito ad far varare un quadro normativo, nel campo della RC auto, che, negli ultimi sei anni:

    ha ridotto la possibilità per le Vittime della Strada che hanno subito lesioni fisiche di ottenere giusti ed equi risarcimenti, tramite l’approvazione di leggi e decreti che ne hanno eroso il valore economico e con il varo di restrittive tabelle medico legali frutto dei lavori di commissioni ministeriali presidiate da fiduciari di Compagnie;
    contribuito a far esplodere gli utili delle compagnie, i cui bilanci (dati ANIA) dal 2000 ad oggi sono passati da una passività di 1,3 miliardi di EURO ad un attivo di 1,3 miliardi di EURO;
    eliminato quella conquista, quella si consumeristica, che consisteva nel diritto delle vittime della strada a farsi assistere gratuitamente da un professionista nella delicata fase stragiudiziale.
    Tutto ciò è avvenuto e avviene in una cornice di mirabolanti pirotecnici aumenti dei premi assicurativi, denunciati dalle stesse associazioni dei consumatori e, recentemente, dall’autorità di controllo, altro “nume tutelare” dell’indennizzo diretto. Ricordiamo inoltre al CNCU e al suo Ministro-Presidente che, grazie alle norme sostenute ed approvate con maggioranze trasversali, si è favorito un vorticoso processo di concentrazione del mercato assicurativo, attualmente dominato da quattro grandi operatori, i quali, comportandosi come razionali attori in un contesto di oligopolio di fatto, hanno puntualmente trasformato i risparmi conseguiti sia dai minori risarcimenti che dallo smantellamento delle controparti professionali, in succulenti profitti, come manna piovuta dal cielo.

    Quale è la punizione che il Ministro pare desideri infliggere alle imprese, che ora minacciano ulteriori aumenti?

    Vuole forse rispolverare il famoso decreto blocca-tariffe del 2000 che, pochi lo ricordano, conteneva un articolo vergognoso e beffardo sul risarcimento del danno alla persona?

    Oppure, nel silenzio assordante del CNCU, vuole accelerare il varo della tabella medico legale ed economica per le lesioni gravi e gravissime che, dagli elementi in nostro possesso, provocherà ulteriori e pesanti decurtazioni dei risarcimenti anche per le Vittime della Strada meritevoli di maggiore tutela?

    Non sarebbe meglio, già in sede di approvazione del bersani ter, eliminare la procedura di indennizzo diretto senza ulteriori tentennamenti? Esistono, su tale materia, articolati progetti di legge.

    Siamo d’altra parte in attesa, con viva preoccupazione, delle conseguenze di questa nuova sceneggiata tra governo, CNCU e imprese che, con cadenza annuale, è sempre stata prodromica di solenni fregature per i danneggiati e gli assicurati da una parte e di intese, concertazioni, accordi di conciliazione, finanziamenti pubblici o class action “di stato” per le Associazioni dei Consumatori dall’altra.

    Di una liberalizzazione c’è un bisogno immediato e consiste nell’eliminazione, possibilmente già in finanziaria, dell’art. 136 del Codice del Consumo che istituisce il Comitato nazionale consumatori ed Utenti, lo fa presiedere da un ministro e addirittura lo colloca in un ministero. Una lenzuolata sulle associazioni dei consumatori del CNCU, di fatto “governative”, alle quali si spera che il legislatore non conceda la possibilità di occuparsi di una class action che corre il rischio di essere influenzata politicamente.

    Ricordiamo che proprio Ralph Nader, padre della Class Action, invitato in Italia a ritirare un premio, ha recentemente dichiarato che le Associazioni dei consumatori non devono essere assolutamente collegate al governo.

    Suggerimento di cui il legislatore dovrebbe assolutamente fare tesoro.


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