Wi-fi libero, ma dove?

dicembre 4, 2007

Mi pare ci sia troppo entusiasmo sulla nuova norma che permette agli utenti di autenticarsi sulle reti wi-fi con un semplice sms anziché, come imponeva la legge (DM 16/08/2006 art. 1 lett. b), con la copia di un documento di identità, dalla quale il gestore doveva trascrivere le generalità su un apposito registro.

Che bello! Peccato che le reti wi-fi pubbliche in Italia, al di là dei grossi centri abitati ed escludendo i soliti siti come aeroporti, hotel, stazioni eccetera, quasi non esistano. Mi riferisco ovviamente alla possibilità di usare il wireless per coprire le zone non raggiunte da Adsl.

D’accordo, i provider (AIIP) si troveranno con un impiccio di meno, ma non è un po’ poco dal punto di vista dei milioni di utenti che si ritrovano relegati nella cayenna delle connessioni a 56k?

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8 Responses to “Wi-fi libero, ma dove?”

  1. Ferd Says:

    Se ti dico che uno dei motivi (non certo IL motivo, ma uno) che frenano l’apertura di servizi pubblici WiFi (anche da parte di piccolissimi operatori) sta proprio nei vincoli imposti dal decreto Pisanu, questa notizia dell’SMS puo’ sembrare piu’ digeribile? ;)


  2. che stronzata la registrazione

  3. aghost Says:

    ferd, direi di no :) Francamente non vedo che problema ci sia nel fornire il documento se io posso, da utente digital diviso, accedere finalmente ad adsl

  4. mario Says:

    quando poi basta una carta prepagata non ricaricabile e totalmente anonima per navigare wifi senza essere identificati…

  5. MFP Says:

    mario, non e’ esatto… le sim dei cellulari sono TUTTE intestate a qualcuno o direttamente (registrazione) o indirettamente (uso nel tempo). Pero’ si, il concetto e’ chiaro e condiviso, io apro Portaportese (il giornalino dell’usato di Roma) e nel giro di un’ora se l’altra parte puo’, compro una sim che non e’ intestata… a me, ma ad un altro. Se sono un pedofilo-mafioso-terrorista, non e’ certo la registrazione a farmi scovare… Provenzano docet.

    Io Aghost sono felice perche’ e’ un’esemplificazione; ma non hanno fatto nulla… sono le solite modifiche con cui mostrare che si sta lavorando, magari nella direzione giusta anche se serve del tempo per raggiungere obiettivi concreti… cambiare tutto per non cambiare niente… solita minestra.
    Si sono limitati a spostare l’onere dell’identificazione dal provider agli operatori mobili… praticamente oggi se uno vuole mettere su un ambiente dove c’e’ connessione ad internet deve o fare le registrazioni e mantenere gli archivi per 5 anni, oppure diventare un franchising di un operatore mobile. Hanno aggiunto questa opzione che prima non c’era… ma la necessita’ e’ quella di eliminare l’identificazione, eliminare la dogana, non quella di riorganizzarla. Internet non e’ un paese lontano da cui arrivano animali pericolosi per l’ecosistema e terroristi desiderosi di far saltare in aria qualche italiano… Internet e’ PARTE della realta’, e’ parte delle nostre vite; pretendere di identificare le persone all’ingresso e’ come mettere un checkpoint (inevitabilmente con guardie armate; i controlli, in ultima analisi, si possono far rispettare solo con la forza) tra una parte e l’altra della citta’ ed e’ idiozia allo stato puro. Senza voler ricordare il Checkpoint Charlie di Berlino…

  6. aghost Says:

    io ragiono da utente che è stato digital diviso per 3 lunghi anni. Quando leggo notizie come quella dell’sms per l’autentificazione mi viene il nervoso: ma cribbio, prima fate ste benedette reti wireless pubbliche no?

    Qua invece si preoccupano di mettere i caselli quando ancora non c’e’ l’autostrada :(

    E tutti a salutare questa scoreggia come se fosse chissà quale rivoluzione :(

  7. mario Says:

    Non parlavo di SIM, che comunque si trovano volendo, ma di carte di credito. La soldintasca precaricata non ricaricabile, ma anche altre, si comprano al bar o in tabaccheria senza dare documenti. Poi vai in un hotspot qualunque, per esempio ho provato su vodafone, ma immagino sia uguale per altri, e compri un token per navigare a tempo, pagando con quella carta.

    Come ti identificano ? La carta è anonima, sei in wifi, devono andare a cercare quello che ti ha venduto la carta e sperare che si ricordi la tua faccia…

    Lo stesso puoi farlo con una carta di credito di quelle che si vendono apposta anonime. O con una sim anonima, sempre disponibili su internet quelle estere di paesi “strani”.

    E parlo solo del legale. Se sei un terrorista ci sono ben altri modi per mischiare ulteriormente le carte. Insomma tutte queste pastoie secondo me non solo sono dannose per il business italiano, ma non servono allo scopo per cui sono state create..

    Solo che, ripeto, i nostri politici non capiscono ne internet ne le comunicazioni in generale.

  8. MFP Says:

    mario, non sapevo esistesse ancora la possibilita’ di comprare sim in modo completamente anonimo; ero convinto del contrario perche’ una decina di anni fa dalla Tim mi dissero che per legge non era piu’ possibile vendere sim anonime… beh dunque a maggior ragione quella della Internet chiusa a chiave dietro un checkpoint, e’ una stronzata! In ogni caso se sei un pedofilo-terrorista-assassino-stupratore, attento che ti identificano anche con il cellulare (IMEI); se vuoi esercitare la tua professione devi comprare anche il cellulare di un altro!


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