Libertà vera e libertà fasulla

dicembre 10, 2007

La cacciata di Luttazzi da La7 ha suscitato un prevedibile dibattito, soprattutto in rete. Ma il succo della questione è che fin che sei ospite di qualcuno non sarai mai veramente libero. Essere cacciati dalla televisione diventa un “dramma” soprattutto per il cacciato, perché non ci sono  alternative.

Non c’è una vera concorrenza in Italia: se il duopolio Rai-Mediaset ti sega, restano solo le tv locali, come insegna il lungo esilio di Funari su “Odeon Tv”. La presunta alternativa di La7, proprietà di Telecom Italia, è solo un’illusione: al primo sgarro a chi conta, o si presume che conti, cala la saracinesca. La tv è un media sotto libertà vigilata, perché risponde anzitutto a logiche politiche e di potere. L’unico mass media ancora libero, per ora, è internet.

Il blogger Zoro, per esempio, ha iniziato di recente una collaborazione con La7. Quando ho appreso distrattamente la notizia, pensavo andasse in video (perché Zoro può non piacere ma ha sicuramente del talento) invece no, gli hanno dato un blog. Sul quale, commentando la censura a Luttazzi, ha scritto subito contro chi lo ospita, contro il suo editore. Perché in fondo può permetterselo, anche se qualcuno nei commenti gli ha già dato del “blogger di regime” avendo criticato blandamente la satira di Luttazzi. Se dovessero chiudergli il blog, chi se ne importa? Zoro tornerebbe in un secondo sul suo vecchio blog, che saggiamente non ha abbandonato. Nessun dramma, forse solo un’occasione persa. Ma in tv non funziona così: quando sei fuori sei fuori. Solo un talento eccezionale come Grillo è riuscito a reinventarsi ripartendo da zero (nel bene e nel male)  come comico e capopopolo.

La libertà che esiste su internet non esiste in nessun altro posto. Sul tuo blog nessuno ti dice cosa scrivere e, soprattutto, mentre scrivi non pensi a cosa potrebbe pensare il tuo editore. Insomma non c’è quell’autocensura psicologica che scatta inesorabile in situazioni simili. Il blogger è davvero libero di scrivere cose intelligenti e anche di scrivere scemenze: la sua vera libertà è quella di rispondere solo a sé stesso. Ed eventualmente a chi lo legge. E scusate se è poco.

C’è ancora molta sudditanza verso la televisione, verso i suoi grandi numeri: chi arriva in tv è arrivato, chi non ci arriva sta nella cajenna dei blog, o dei teatri. Ma la tv generalista, lo dicono i numeri, continua a perdere terreno e credibilità: con le continue censure, più o meno preventive, ne perderà ancora, sempre di più. A quel punto, si spera, internet avrà assunto finalmente la stessa “dignità” della televisione, il mass media che ha dominato per mezzo secolo ma che ormai è sulla via di un inesorabile declino.

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10 Responses to “Libertà vera e libertà fasulla”

  1. roberto Says:

    Per questo spero che luttazzi se ne accorga e, con una telecamerina, continui il suo lavoro da casa pubblicando i video su internet. Lo sfondo farà schifo? chissenefrega.. l’importante è far capire che c’è altro oltre alla tv, e non basta cacciarti per spegnerti.

  2. aghost Says:

    si roberto, è piu o meno questo che volevo dire. La televisione non ci serve più, chiunque ora può dire quel che gli pare tramite internet. Senza editori o padroni tra i piedi.

    Certo l’audience è più ristretta rispetto alla tv, ma è solo l’inizio

  3. AlphaKappa Says:

    Le osservazioni che fai sono giuste, nel senso che descrivono bene la realtà (quella italiana almeno), ma allo stesso tempo sono quasi angoscianti.

    Se passa il concetto che qualcuno mi paga per esprimere le cose che pensa o che stanno bene a lui, allora può andare a farsi friggere la libertà d’espressione. Faccio un esempio. Un editore assume un giornalista perché pensa che quello che scriverà gli genererà del profitto. Viceversa se paga una persona perché dica quello che pensa lui, fa prima a scriverselo da solo il giornale, e risparmia.

    Fino a che punto questo ragionamento può non essere valido per Internet?

  4. AlphaKappa Says:

    Dimenticavo di dire due altre cose.

    – Lo spettacolo teatrale Satyricon dello stesso Luttazzi, diverse volte ha rischiato di non essere proposto al pubblico che aveva pagato, per via di pressioni da parte di politici locali (questo per chi pensa che uno, davanti a un pubblico che si sceglie lo spettacolo e paga, possa esprimersi liberamente)

    – Il giusto posto per queste storie sono le aule di tribunale, non le censure. Se qualcuno si è sentito offeso o insultato da Luttazzi, avrebbe potuto sporgere querela. Ricordo che dopo l’editto bulgaro, Enzo Biagi fu cacciato via dalla Rai, ma l’Autority per le Comunicazioni lo assolse con formula piena dal presunto reato di “violazione della par condicio”.

  5. stargazer Says:

    In tv cala l’ascolto anche perché non c’è niente di interessante. E’ un contenitore vuoto. Quiz manipolati, fiction banali, falso approfondimento, ma a chi possono mai interessare?


  6. ‘La libertà che esiste su Internet…’
    No, non sono d’accordo. Anche su Internet non si è liberi al 100%. Prova a scrivere su Kilombo e a dire qualcosa che non piace alla redazione. Oppure, se uno commenta sul tuo blog abbandonandosi al turpiloquio gratuito, tu che fai? Cancelli il commento.
    No, nella Rete si è più liberi semplicemente quando chi è autore è anche produttore di se stesso. Ma se vuoi fare qualcosa di più importante di un blog, beh, allora servono i mezzi. Prendi un film distribuito in Rete. Io non sarei in grado di farlo. Chi lo vuole fare, comunque si deve avvalere di un sacco di collaboratori (sceneggiatori, tecnici, truccatori, cameramen, etc.) e di mezzi (telecamere, luci, etc.) e allora servono nuovamente i soldi…E se ti produce qualcuno, ecco che non sei nuovamente libero. O no?
    La libertà esiste fino a quando non servono troppi soldi…

  7. aghost Says:

    maurizio, ovvio che mi riferisco a chi si gestisce da se, sito o blog che sia. Se uno usa turpiloquio sul mio sito posso cancellarlo, e ci mancherebbe! Se lo vuole fare lo faccia sul suo. La nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri. E in ogni caso la libertà che c’e’ su internet è anni luce avanti a qualsiasi altro media.

    Per quel che riguarda i film, te lo puoi produrre con poche lire, se sei capace. Con la rete lo puoi diffondere in tutto il mondo, senza farti taglieggiare dai produttori e dai distributori. Ti pare poco?

  8. AlphaKappa Says:

    La domanda finale del mio primo commento, riassumeva proprio quello che ha sottolineato Maurizio. Ad oggi Internet non ha la potenza di dispiegare tante forze e risorse economiche che hanno la tv o la carta quando ci sono gli editori a sostenere qualcuno. A meno di non essere personaggi già arrivati.

  9. aghost Says:

    va bene ma prima di internet non avevi la minima possibilità, ora sia pure ridotta ce l’hai

  10. MFP Says:

    Aghost … Internet ha delle peculiarita’ piuttosto difficili non solo da capire ma anche da spiegare… che la rendono “bella tosta”. Ma non e’ infinita… urgono energie in quantita’ a difenderla, Grillo aiuta come pochi altri, ma non basta e chi ha tutelato il vostro culo in questi anni e’ attanagliato da un serpeggiante sentimento di rassegnazione, e accerchiato da gente che nel tempo ha imparato ad isolarlo. Sveglia ragazzi… vi prego…


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