Aria Sottile

gennaio 13, 2008

Scalare l’Everest è, sostanzialmente, una terribile prova di resistenza al dolore. L’Everest ti mangia vivo, ti divora le energie, le carni, le ossa, ti consuma la mente. Ogni minuto trascorso nella “zona della morte“, oltre gli 8000 metri, è una lotta per la sopravvivenza: il sangue diventa denso, i neuroni del cervello muoiono, il freddo spaventoso ti svuota di ogni forza. E’ una sfida tremenda a non lasciarsi andare alla morte più piacevole: quella per sfinimento.

Nel 1996 la rivista Outside chiede ad un suo giornalista, Jon Krakauer, appassionato alpinista, di partecipare ad una spedizione. E’ l’epoca del boom delle spedizioni commerciali: organizzazioni professionali di alpinisti e sherpa, portano clienti facoltosi in cima alla montagna più alta del mondo.

L’avventura di Krakauer si risolverà in un disastro, e solo per un caso scamperà alla morte miracolosamente. Dopo aver raggiunto la vetta, quattro spedizioni durante la discesa sono sorprese da un violenta tempesta. Il bilancio della giornata sarà tremendo: 9 morti, tra cui due guide: una di queste era Rob Hall, capo spedizione di Krakauer stesso.

Da questa tragedia nascerà “Aria Sottile“, il libro che ho appena letto e che vi segnalo, in cui Krakauer racconta in modo assai avvincente le fasi di quella tragica scalata. Descrive anche approfonditamente il mondo delle spedizioni commerciali sull’Everest, e le ragioni che le muovono: denaro, ambizione, orgoglio, follia.

Come quella di Bruce Herrod, che pochi giorni dopo il tragico epilogo della spedizione di Krakauer, parte per la cima e impiega, sfinito, ben 17 ore per arrivare dal Colle Sud fino alla vetta, alle cinque del pomeriggio. Cioè ben oltre le 14.00, considerato il limite massimo per tornare indietro e salvarsi la pelle. Struggente la telefonata di Herrod dalla cima, alle 17.15, con un ponte radio improvvisato dal campo base, con Sue, la sua ragazza che stava a Londra. Completamente solo sul tetto del mondo, allo stremo delle forze e senza più ossigeno, Herrod cerca di tranquillizzarla. Sue però capisce che era semplicemente pazzesco che Bruce fosse sulla vetta a quell’ora. Herrod fu la dodicesima vittima della stagione.

Aria Sottile
Jon Krakauer
ed. Tea, euro 8.90

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2 Responses to “Aria Sottile”


  1. La montagna è un amore a cui non posso rinunciare. Tutti gli anni i miei rifugi sono in trentino, dal Cevedale al Brenta, all’Adamello.
    terrò presente il libro

  2. aghost Says:

    si vale la pena. Se ti interessa il genere, raccomanderei anche i libri di Walter Bonatti e anche Cesare Maestri


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