Werner Herzog

gennaio 15, 2008

Il Museo del Cinema di Torino dedica una settimana-culto al geniale regista tedesco Werner Herzog, tra i più importanti del cinema contemporaneo. Chi ha la fortuna di abitare nei dintorni di Torino, non si lasci sfuggire questa occasione.

La rassegna, dal titolo “Segni di vita“, da uno dei suoi primi film, sconfina alla Fondazione Sandretto, che allestisce fino al 10 febbraio una mostra di fotografie, video, installazioni, disegni e spezzoni di film dell’artista bavarese; al Teatro Regio che giovedì sera propone il cine-concerto Requiem for a Dying Planet, con l’esecuzione dal vivo della colonna sonora di The White Diamond e In the Wild Blue Yonder con il violoncellista olandese Ernst Reijseger, la voce e le percussioni del senegalese Mola Sylla, il gruppo sardo Concordu e Tenores, e sul palco Herzog stesso a spiegare quanto sia stretto il legame tra la sua arte della visione e la musica. E infine alla Scuola Holden che giovedì e venerdì ospita un seminario-maratona, condotto dal regista, per esplorare gli aspetti letterari del suo cinema.

Si parte dalla fine del mondo, dunque, con Encounters at the End of the World, in anteprima europea mercoledì al Massimo uno (doppia proiezione, 20.30 e 22.30, la prima introdotta dall’autore), resoconto di viaggio in Antartide realizzato nel 2007 con il fedele cameraman Peter Zeitlinger e presentato al Festival di Toronto.

Integrale e perciò vastissima la retrospettiva del Museo del Cinema, a cura di Stefano Boni e corredata da monografia edita da Castoro e firmata da Grazia Paganelli: 52 titoli tra corto, medio e lungometraggi. Prosegue fino al 10 febbraio con i titoli più amati, L’ignoto spazio profondo, venerdì sera, con Herzog in sala, Aguirre furore di Dio sabato pomeriggio, Fitzcarraldo sabato sera e nei giorni seguenti il supercult Nosferatu, le opere prime come Anche i nani hanno cominciato da piccoli e Fata Morgana e i titoli più recenti come l’affascinante, agghiacciante Grizzly Man, manifesto di cinema estremo che ama, indaga e sfida la natura (programma completo sul sito del Museo nazionale del cinema).

Regista di film visionari, a volte folli, grande documentarista, Herzog è un outsider del cinema, al di fuori dei grandi circuiti commerciali. Ha sempre prediletto personaggi di secondo piano, spostati, diversi, uomini ai margini, in lotta contro altri uomini o con gli elementi della natura, oppure in lotta contro sè stessi.

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2 Responses to “Werner Herzog”


  1. […] 18, 08 Posso dire che “In the Wild Blue Yonder“ di Werner Herzog è stucchevole o Aghost mi uccide? […]


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